29 maggio 2018

la ballata della scopertona


"down here it’s just winners and losers  
and don’t get caught on the wrong side of that line"
(atlantic city - B. Springsteen)

Ognuno ha gli interlocutori che si merita. Così, a me che piace inventare neologismi e nuove categorie, è capitato un dottorone  che è pane per i miei denti.

Per dare una definizione della mia patologica vulnerabilità allo stress psico-fisico ha usato 2 nuove categorie che neanche a me sarebbero mai venute in mente: quella dei copertoni e quella degli scopertoni. Io apparterrei alla seconda, ça va sans dire.

Dicesi scopertone -secondo l'esimio- colui/colei che a causa di una presunta tara genetica, dalla nascita è ipersensibile a eccessivi stimoli che sono invece assolutamente sostenibili per gli altri, detti copertoni.
Ciò spiegherebbe finalmente tante cose: l'intolleranza estrema ai rumori, al caos (con qualche riserva, vedi adunata alpini), alla coglioneria (che spesso sfocia in idee vagamente stragiste), e le nausee improvvise, il vomito facile, l'anoressia e la bulimia, l'insonnia e la narcolessia.



Tutto 'sto bordello per un presunto gene difettoso, e a tutt'oggi incorreggibile, che avrebbe l'incarico di regolare la produzione di molecole e l'attività chimica cerebrale; ma, essendo un lavativo dalla nascita, se ne strafotte di me e della mia salute.
La chiamano anche depressione, anche se il termine andrebbe riveduto, essendo questa una patologia che attualmente indica solo stati mentali.

Comunque basta dirlo, o (nel mio caso) ribadirlo.

E dunque?
Dopo il centomilionesimo tonfo ho bisogno di tregua, perché non è salutare crollare durante il giorno e passare le notti insonne fantasticando su come sarebbe bello se si estinguessero le persone che mi stanno sulle balle ( la lista poi è talmente lunga, che invece di contare le pecore per addormentarmi, conto chi vorrei sotterrare).
Si va per tentativi, cercando il farmaco il cui rapporto benefici/effetti collaterali sia ottimale, con lo scopo di ottenere il massimo risultato col minimo danno accettabile.
Non si trova. Non per me, almeno.
Sono talmente sensibile che dei farmaci mi becco tutti gli effetti collaterali all'ennesima esponenza, tali da annullare l'effetto benefico, che pure ci sarebbe. Dura e pura, oppongo fiera resistenza a qualunque intrusione in corpo di sostanze che ritengo estranee, di qualunque natura siano. Poteva essere diversamente? a pensarci bene, no.
Comunque una bella beffa per chi, come me, ha sempre riposto la massima fiducia nella medicina allopatica, se non altro perché tutte le volte che ne ho avuto bisogno, bene o male mi ha risolto il problema. Ma non è questo uno di quei casi.

E dunque dunque? "proviamo a lavorare sulla psiche", mi han detto, "proviamo a correggere tutte quelle inclinazioni mentali e/o caratteriali che sono nocive per il tuo benessere".
Ah beh, lo voglio proprio conoscere quello che riuscirà a farmi desistere dal desiderare e pianificare l'estinzione dei rompicoglioni.

immagine da facebook "dio,unicorni e affini"

Secondo me alla fine la smetterò, ma per stanchezza, di sicuro non per un improbabile rigurgito di tolleranza o compassione. Sempre che invece non ne esca psicologicamente più forte per continuare a coltivarle.

"only grow thoughts in your brain that you wouldn't mind putting in a vase - coltiva solo pensieri che non esiteresti a piantare in un vaso"

È un rischio non da poco, un effetto spiegato benissimo in una delle illuminanti puntate della serie dei Sopranos, forse la penultima (spoiler → la psicoterapeuta interrompe le sedute con Tony Soprano quando si rende conto che lui non vuole realmente cambiare, ma cerca solo modi per continuare le sue attività criminali senza che queste gli provochino fastidiosi effetti psicologici, tipo gli attacchi di panico di cui soffre).

L'aspirante correttore ha una testa non da nido, ma da condominio di merli, e a pelle direi che sembrerebbe messo peggio di me. Mi ha interrogata per un'ora, per il momento senza esprimersi. Vedremo le prossime volte.

Perché l'immagine dell'autobiografia di Bruce Springsteen? Perché posso dire senza retorica che è la colonna sonora della mia vita, faro e un po' padre. Altri cantanti son passati e partiti, ma lui resta tenace a far da sfondo alle mie giornate senza che mi venga a noia.
Nel libro parla ovviamente della sua vita, che per sua stessa ammissione è anche un pendolo oscillante tra serenità e depressione. Lo fa senza complessi a 67 anni (ma già lo aveva anticipato in alcune interviste in passato) riconoscendo saggiamente i propri umanissimi limiti e perdonandosi tutto senza doversi per forza giustificare e men che meno vergognare.
Non perché non abbia fiducia nell'aspirante correttore, ma magari è qui che ci trovo davvero la chiave, e non me ne stupirei per niente.

4 commenti:

  1. Mi sa che l'esimio ha bisogno di essere psicanalizzato da un suo pari parimenti sbarellato, ma con le scimmie urlatrici nel cervello, che i merli non sono abbastanza.
    Non è che ci voglia tanto a capire che uno potrebbe essere semplicemente stufo della bêtise humaine.
    Il brutto è che ci tocca sorbircela perché non c'è modo di evitarlo.
    Più che depressione parlerei di pensare di essere in trappola e non poter fare niente.
    Beh, non so se si capisce, ma non ho una buona opinione degli strizzacervelli.

    ciao!


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    1. Eheh lo psicologo infatti non mi è sembrato molto più equilibrato di me, anzi, tutt'altro! comunque dice che io son sanissima ma troppo vulnerabile.
      Quello che forse non ha ancora capito è che ho una rabbia pazzesca, e che prima o poi potrei fare/farmi del male; il problema è tutto qui.
      Non sono semplicemente stufa, sono allo stremo a furia di sentire bestialità; la morte di mio fratello ha dato la stura a tutto il disprezzo che provo verso le scempiaggini di qualsiasi tipo, e siccome (diciamocela tutta bene bene) le scempiaggini governano e sono maggioranza, il rischio di vivere con risse continue ce l'ho a portata di mano.
      Non posso purtroppo ritirarmi a vivere sul cocuzzolo di un monte per non vedere e non sentire le imbecillità altrui che non stanno né in cielo né in terra. Un modo per sopravvivere lo devo trovare, ma anch'io non penso che sarà uno psicologo a indicarmelo. Alla fine lo troverò da me, quando sarà il momento.
      Probabilmente mi libererò di tutte quelle persone che vivono di baggianate e illusioni, e credimi, sono la maggioranza dei miei amici, anche se non sono tanto arroganti da volermi convertire alle loro baggianate. Il problema però è che vanno a votare, e il risultato della loro ignoranza influenza direttamente anche me.

      Il rischio di tutte le trappole è che non si sa mai come potrebbe reagire l'animale che ci è invischiato. E io non mi faccio più scrupoli, quando mi sento con l'acqua alla gola colpiscoe non bado più a niente.
      È un problema non da risolvere, ma da contenere entro limiti "legali" giusto per non avere problemi. Sarà difficile ma non impossibile perché risorse ne ho ancora, e anche espedienti per la sopravvivenza d'urgenza.
      Ma sono curiosa di sentire i progressi che le scienze cognitive han fatto, qualcosa potrei impararla ancora.
      Vedremo
      ciaooo :)

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  2. Coma disse qualcuno: "Se sei in cerca di angeli o in fuga dai demoni, vai in montagna".
    Al di là dei facili aforismi, resisti e rimani nei limiti "legali".
    Per parte mia ho scoperto che un buon medico di famiglia può darti una mano più di uno strizzacervelli blasonato.

    ciao!

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    1. Ohibò, il poveretto quando mi vede mi sommerge con i suoi di problemi! che pure lui ha a che fare con imbecilloidi, e per giunta sono i suoi superiori.

      Un sano distacco è quello che bisognerebbe imparare, solo che l'effetto collaterale che più temo è il cinismo. Credo proprio che le 2 cose siano indivisibili. Ma, ripeto, le neuroscienze e le scienze cognitive vanno avanti, qualche rimedio ci sarà pure.
      Andrà a finire che lo psicologo lo aggiornerò io, e il medico di famiglia lo istruirò io.

      A proposito di monti, qua si batte la fiacca da troppo tempo. A parte le solite passeggiate sui cocuzzoli intorno a casa non si riesce a far nient'altro. Acqua tutti i santi giorni, non se ne può più.
      E non posso neanche lamentarmene troppo altrimenti mi inondano di corbellerie tipo HAARP e il clima pilotato, e le scie chimiche e tutte quelle belle amenità.
      Così son messa
      che ridere :D

      ciaoo

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