19 gennaio 2018

piatti e babbei dei miei zebedei

Ti trovi gente per casa a cena, spesso autoinvitata, e ti accorgi che serve una laurea in "come non fanculizzare il prossimo tuo". Perché:
  • quella è allergica al nichel
  • quello non vuole i peperoni
  • quell'altro mai il riso
  • quello è celiaco
  • quell'altra mai le acciughe
  • quell'altra ancora no-gli-spinaci-nella-lasagna-no
  • un altro no al peperoncino
  • quell'altra mai cibi cotti al microonde 
  • quell'altro che schifo le melanzane
  • quell'altro ancora solo il parmigiano sulla pasta, no grana e no pecorino
  • quella è allergica al pesce, anzi no, solo ai crostacei
  • no, i fagiolini a me no, grazie 
  • aaargh, ma cos'è questo, aglio?
Io tra me e me:


Poi invitano te, che non hai nessuna paranoia alimentare, e ti guardano dall'alto al basso, perché oggi se non hai il cervello bacato da qualche fìsima non sei nessuno.

Ti limiti a dire "carne poca o niente, grazie, al massimo tacchino o pollo se proprio non se ne può fare a meno" e ti ritrovi davanti una tavola così imbandita:
  • antipasto di affettati misti: salami, prosciutti, bresaola di gnù, coppa, pancetta e culatelli del nonno
  • pasta al ragù bianco, fatto con vitello
  • cotolette di agnello in tegame (ve possino ...)
  • spezzatino di manzo

e uno stinco di mammuth con contorno di ali di pterodattilo no? e perché invece delle solite dozzinali forchette non un bel paio di spiedini fatti con le zanne della tigre dai denti a sciabola?

Prossima volta da me menù fisso:
  • spaghetti aglio olio e peperoncino (e quando dico peperoncino intendo dall'habanero in su) 
  • caponatina con mozzarella di bufala, con tanti peperoni, tante melanzane, tanta cipolla e tanto pomodoro
  • frittelle di cavolo
  • frutta di stagione se va bene
e puntine da disegno distribuite a pioggia sulle sedie.

0 dite le vostre, di baggianate:

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occhio ai CHAPKA