28 dicembre 2018

la desolazione della val Calamento

One good thing about music
when it hits you you feel no pain.
So hit me with music 
(Trenchtown Rock - Bob Marley)

La val Calamento attualmente è un enorme cimitero di alberi, dall'inizio alla fine.

Per uno di quei casi strani della vita la associo alla musica di Pat Metheny, per cui quando ascolto l'americano penso alla val Calamento, e quando sono in val Calamento il mio cervello suona autonomamente l'americano.
La cosa mi è tornata utile durante questa perlustrazione, perché la musica è un potente lenitivo.


25 dicembre 2018

da Amblàr alla Überetscher Hütte (rif. Oltradige)

Giro di ricognizione sulle pendici boscose del Roen, che avevo già addocchiato durante l'ultima passeggiata sul Gantkofel/Macaion.
Partenza a circa 980m, nel comune di Amblàr.
Sentieri 531, 537, 560.
Inizialmente su strada asfaltata, poi diventa una bella e comodissima forestale.


24 dicembre 2018

i regali, quelli giusti

eh?







Ho sposato un esperto dei regali su misura, mi duole ammetterlo. Io non posso competere.

Comunque sarà mia premura aggiornare i post ogni qualvolta colorerò un insulto, magari corredandolo con un'apposita dedica personalizzata per colei/colui/coloro che fungeranno da musa ispiratrice.
Stay rintruned, eh.

21 dicembre 2018

tra gli alberi del Macaion

psss .. psss ..
per i miei 10 lettori trentin-venet-sudtiroles ..
annunciaziò annunciaziò ..
lungo il sentiero 513 che inizia dalle parti del lago Smeraldo (comune di Fondo, alta val di Non) e che arriva sul cocuzzolo del Macaion, gli alberi stanno in piedi. Tutti tutti.

A metterci sulla buona strada l'amica nònesa, che vedendomi in depressione mi ha voluta rassicurare "guarda che in val di Non non ha fatto un grandissimo disastro, ci sono ampie zone risparmiate".

È così, e infatti non credevo ai miei occhi. Durante l'avvicinamento in auto ho spiato i versanti sopra Cles, e poi quelli del Roèn, e ancora i boschi sopra i comuni di Amblar e Don, e non ho visto grossi ammanchi. Diventerò nònesa anch'io a furia di bazziccare prossimamente in zona.

Partiti dal parcheggio a quota 1046; non c'è neve e stranamente neanche ghiaccio, pur essendoci -7°.
Solo qualcosa più su.


15 dicembre 2018

squadra ecologica, son scoppiate le fogne!

Un raffreddore insistente mi costringe a non allontanarmi troppo da casa e a stare piuttosto al caldo.
Quindi decidiamo di uscire a piedi per prendere giusto un po' d'aria e di luce; e dove? in centro città, che è in piena fregola da mercatini per allocchi!
Il Mistico detesta questo genere di ammucchiate quanto me, ma le alternative son pochine, dato il mio stato. E ho bisogno di sgranchire le zampe.

A parte l'aria piena di odori schifosi dovuti all'inquinamento da auto, che non è certo il massimo per sanare le mie vie respiratorie , c'è qualcos'altro di ammorbante nell'aria intorno a Trento.

C'è un sacco di gente che affolla il centro, e parecchi sono i turisti.
2 famigli di coglioni con pargoli al seguito ci precedono nella Galleria dei Partigiani, diretti ad alcolizzarsi presso le mescite di piazza Cesare Battisti. I 2 coglioni di sesso maschile si staccano dal loro odoroso gregge per posizionarsi sotto la targa commemorativa dedicata a Giannantonio Manci, alzano il dito medio verso la scritta e si fanno un solenne selfie da veri coglioni doc. Orgogliosi e soddisfatti si riuniscono alle gentili donzelle che li aspettano con trepidazione, avendo già avvistato un distributore di alcol idoneo a tenere alto e sempre costante il loro tasso alcolemico.

Uno si fa chissà quanti km, spende e spande soldi, e poi impiega il tempo tra una sbronza e l'altra a insultare un morto. Molto morto, tra l'altro, e da parecchi anni. Paura, eh?

Ai 2 coglioni nessun vigilante zelante si è avvicinato per controllare che non fossero pericolosi fascisti giunti lì a stracciare le palle alle persone normali con la sola imposizione della loro faccia. Solo il Mistico ha rallentato e li ha fulminati con lo sguardo, sperando forse in una rissa per togliersi il prurito dalle mani. La cosa è morta lì.

Io non ho pianto quando è morto mio padre 5 mesi fa, dall'alto dei suoi 94 anni. Ha condotto una buona vita, ha fatto il partigiano e tante altre cose, e da quel che ho potuto vedere di persona direi che se n'è andato molto serenamente. Mi fanno pena i figli di quei 2 coglioni, che temo avranno parecchio di cui vergognarsi e per cui piangere.

Comunque, le amministrazioni comunali farebbero bene a posizionare sotto le targhe commemorative ai partigiani anche questa bella immagine, che non ricordo più dove ho pescato:



Perché i neofascisti sono proprio tarati male, e magari un disegnino li aiuterebbe a capire meglio da dove arriva il loro libero cazzeggio attuale.

12 dicembre 2018

mi sto attrezzando per le feste più attese dell'anno

Visto che l'ultima volta son stata beccata a tradimento e costretta a far parte dello show, quest'anno mi son portata abbastanza avanti con gli addobbi natalizi e tutti i relativi preparativi per accogliere gli imbucati:

- tende oscuranti modello Capo Nord, appese

- interruttore per disattivare il citofono, installato

- copriserratura anti guardoni, sistemato

- interruttore per disattivare il campanello sulla porta di entrata, installato

- blocco dei numeri dei rompiballe noti sul cellulare, attivato

- blocco dei rompicujuni su whatsapp e telegram, attivato

- blocco dei numeri sconosciuti sul cellulare, attivato

- disinstallato whatsapp e telegram (in via di programmazione)

e in caso di eventi estremi ..

- fingere un attacco di precoce demenza esclamando chi te conosce? a coloro che son riusciti a superare tutti gli ostacoli per chiedermi a bruciapilu che fai a Natale e Capodanno? e quindi rispondere simpaticamente


5 dicembre 2018

non son tutti Vatanen

Chissà cosa ne avrebbe pensato il buon Arto Paasilinna di questa storiaccia. Lui che sull'investimento e il salvataggio di una lepre ci ha ricamato uno dei libri più belli che ho letto.

Magari ci avrebbe scritto 2 righe di sfottimento su questi primati pasciuti, come solo lui sapeva.

3 dicembre 2018

full rogna jacket

Torno in val di Fiemme per una cena al Maso Tito Speck. Ci torno con l'angoscia di trovare la mia valle preferita devastata, sapendo pure che i fiammazzi han votato in massa la lega. Ma non porto loro rancore, anzi, continuo a voler loro un bene quasi ancestrale, MALEDETTI.

Per quel che si può, si cerca di sostenere l'economia locale.

So che al Maso il menù è carnivoro, ma una volta ogni tanto mi va ancora bene.
E continua ad andar tutto bene finché l'argomento dibattuto tra i commensali non verte proprio sul menù e sui piatti tipici.
È successo che qualcuno molto sprovveduto ha sventolato l'appropriatezza dell'idea (pur non assecondandola) di allargare i menù ad altre esigenze, per far contenti i turisti che dopotutto portano soldi.
Lo sprovveduto non ha capito che mi ha incontrata nel periodo, nel giorno, nell'ora e nel pianeta sbagliatissimi.
Pur avendo viaggiato al buio, lungo il tragitto Trento-Daiano ho visto i boschi diradati a bordo strada, e tanto mi basta per rimacinare la rogna.

29 novembre 2018

tutto ok?



Letto questo su un forum di montagna (più scialpinistico che escursionistico), partiamo speranzosi per la val dei Mocheni. Io con il desiderio di vedere finalmente qualcosa di normale, il Mistico sempre col desiderio di zittire la mia lagna continua, o perlomeno di mettere quanta più distanza possibile tra i miei frignamenti e le sue orecchie surriscaldate.

26 novembre 2018

tracce di animali e rumori di bestiacce

Perlustrazione sui monti della Valsugana, da Torcegno alla località Cinque Valli.
Non sento e non vedo uccelli a nessuna ora del giorno, ma nonostante il silenzio tombale (a parte gli spari) direi che la fauna si sta riprendendo, almeno quella che è sopravvissuta all'uragano e quella che sta sopravvivendo ai cecchini bestiali.
Eggià, perché 'sti quadrumani continuano a braccare come se niente fosse. Invece di persistere ad innaffiarsi le trippe al bar con grappe e simili, vanno stressando ulteriormente i sopravvissuti che stanno cercando di riorganizzarsi per far fronte all'inverno. Se non è indecenza questa.
Visti e sentiti almeno 4 cecchini, anche all'imbrunire. Proprio senza ritegno.

22 novembre 2018

e il più commentato è ... l'incontinente!

Notizia gravissima, a mio modestino parere.
Primo perché sono coinvolti spacciatori di quell'area lumbard che -ormai lo sanno anche i muri decrepiti- è stata bellamente colonizzata da quei calabresi e di cui gli amministratori leghisti non dicono stranamente nulla.
Secondo perché i colonizzatori hanno cercato e soprattutto trovato delle emerite teste di ØØØ  ponte autoctone per aprire una filiare del loro stile di vita in Trentino.

http://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/spaccio-in-val-di-fiemme-16-arresti-e-bar-sigillato-1.1820446

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2018/tutto-partiva-da-un-bar-di-castello-molina-smantellata-la-banda-fiemme-composta-da

http://www.ladige.it/news/cronaca/2018/11/20/maxi-operazione-antidroga-campo-250-carabinieri

Mica dei dilettanti eh. Molto spregiudicati, pronti a portare l'assalto direttamente in caserma.

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2018/volevano-fare-unincursione-nella-caserma-dei-carabinieri-di-cavalese-la-banda-era

http://www.ladige.it/territori/fiemme-fassa/2018/11/22/piano-rubare-droga-sequestrata-carabinieri


Ne hanno parlato tutte le principali testate locali, ma gli indigeni sembrano concentrati solo sull'immigrato che ha pisciato sui muri della chiesa o sui pericolosissimi aspiranti profughi pakistani che il nuovo governatore vuole buttare in mezzo alla strada perché privi (forse) dei requisiti.

http://www.ladige.it/territori/trento/2018/11/18/santa-maria-notte-pip-basilica

http://www.ladige.it/news/cronaca/2018/11/21/fugatti-stranieri-rimpatriare

Ma davvero davvero pensano che siano più pericolosi gli immigrati di quest'altra gente? davvero davvero? davvero davvero? MA DAVVERO DAVVERO??

Io intanto continuo a chiedermi: ma perché la tempesta, invece di abbattere milioni di alberi che non hanno mai fatto nulla di male, non ha falciato qualche miliardo di teste di cazzo? Perché?

18 novembre 2018

la vita ai tempi del masochismo

Dice che 7 sono le fasi di elaborazione del lutto:
  1. rabbia
  2. ribellione
  3. negoziazione
  4. ricerca di spiegazioni e soluzioni
  5. depressione
  6. accettazione
  7. speranza*

Per quanto riguarda la dipartita dei boschi, io -personalmente-, ho scavalcato tutti gli stadi intermedi saltellando dalla fase 1 direttamente alla 5 e viceversa, in una danza letale che credo che ballerò a lungo. Altro non so proprio che fare.
E poi io son fubbbba. In tutti i lutti che ho dovuto elaborare, se e quando approdo a fatica alla fase 6 mi impongo di ricominciare da capo rievocando le cause e le eventuali responsabilità delle disgrazie, sicché la rogna è perpetua e senza soluzione. Sarà perché ho paura di dimenticare, e quindi la rievocazione mi serve per evitare di fare o ripetere errori, e anche per mantenere viva l'incazzatura. Che io il codice barbaricino ce l'ho nel DNA mica così, tanto per dire.

[*la fase 7 non è prevista dai miei neuroni]

12 novembre 2018

divertissement

Come dice il detto "se il beduino non va alla montagna e neanche la montagna va dal beduino, allora il beduino si rincojonisce". No, aspè "si impicca". No vabbè, meglio che il beduino si cerchi un diversivo.

Toh, i peppers!

Quello più appuntito tra i gialli è un bel Fatalii, uno dei miei preferiti. Bello tosto. L'ho presentato ad uno spicchio d'aglio e a un mazzo di spaghetti e han socializzato molto bene. Il palato ha gradito.

8 novembre 2018

in-sana(torio)

Dopo 6 giorni mi faccio convincere a rimettere il naso fuori città ad un paio di condizioni:

1) non si va sui luoghi dei disastri a fare i guardoni delle tragedie
2) non si va sui luoghi dei disastri a rompere i cojoni a quelli che ci stanno rimediando
3) insomma, non si va a rompere i cojoni, e basta

Con queste premesse era scontato che si sarebbe rimasti a casa anche nell'unico giorno con condizioni meteo semi clementi, ma il Mistico ne deve avere le balle talmente piene dei miei piagnistei che si è inventato un'uscita a bassa quota pur di zittirmi per almeno una decina di ore.

Girello nell'ameno paesino di Gufidaun/Gudon a nord di Bolzano, e poi alla sagra della castagna a Velthurns/Velturno.

A Gufidaun le prime risate liberatorie.
Mentre si bighellonava nel centro del paesino deserto arriviamo alle porte di un maniero dove campeggia una bella statuina dedicata a San Giovanni Nepomuceno (1340/1393).
Scrivono che "fu proclamato santo protettore delle persone in pericolo di annegamento e dalle alluvioni". Se c'era bisogno di un'ulteriore prova che son tutte menate ... a meno che il lavativo attualmente non sia a spassarsela a Tahiti, o giù di lì.


6 novembre 2018

stato di calamità mentale

Chissà se potrò mai dire che non me ne frega praticamente niente della dipartita collettiva di certi umanoidi, mentre un ciclone che abbatte alberi mi fa piangere e disperare esattamente come quando mi fu comunicata la diagnosi infausta di mio fratello. Ops, l'ho detto.

Chissà se potrò mai dire che le sofferenze degli animali selvatici che a inizio inverno si trovano il loro habitat sconvolto mi fanno più compassione di quelle di certi umanoidi. Ops, l'ho detto.

Chissà se potrò mai dire che son talmente incazzata che statemi alla larga negazionisti dei cambiamenti climatici causati dalle attività umane e sciachimisti del menga, chiagni&fotti di professione e ipocriti, perché stavolta neanche vi insulto più ma alleno la forza fisica per mettervi le mani e i piedi addosso. Ops, l'ho detto.

Chissà se potrò mai dire che oggi finalmente mi sento libera dai sensi di colpa (ma de ché), retaggio di educazione borghese e cattolica, che fino a una settimanella fa accompagnavano le suddette affermazioni, perché è proprio vero che ce l'ho a morte con tutti gli strafottenti del menefreghismo ambientale, e dunque lo contraccambio con tutto l'altrettanto potente menefreghismo di cui son capace. Ops, ho detto anche questo.

E' che le energie mentali a disposizione -così come i buoni sentimenti tipo empatia e solidarietà- vanno economizzate e distribuite con oculatezza solo a chi se ne dimostra meritevole.

Quindi:
cari italiani che avete mandato questi al governo
cari americani che avete mandato quello al governo
cari brasiliani che avete mandato quell'altro al governo
cari governanti russi, cinesi e indiani, che potreste dare una sforbiciata alle emissioni inquinanti e non lo fate solo perché emulare lo stile di vita degli occidentali è il vostro patetico desiderio
carissimi tutti,
buon inferno in terra a voi e ai vostri figli.

2 novembre 2018

che strazio

Ci voleva la penna di una donna al Corsera per portare a conoscenza dell'Italia lo scempio ambientale che il Trentino/Alto Adige ha subito lunedì; i nostri maestosi alberi atterrati e uccisi, scrive Isabella Bossi Fedrigotti.
Quegli alberi nel febbraio del 2016, in una delle passeggiate più belle e sanificanti della mia vita.









Quindi il bosco del Karersee è quasi completamente distrutto.

Ho schifato un tantinello le persone che in questi giorni mi han contattata per chiedermi come sto, ma che non hanno quasi ascoltato la parte relativa a questo strazio. Come se non avessero mai saputo o dimenticato il legame ancestrale che ho con gli alberi; come volete che mi senta, come una che si trova di colpo con migliaia di amici in meno, come volete che mi senta.


31 ottobre 2018

ecatombe d'alberi

"gli uccellini nel vento non si fanno mai male
hanno ali più grandi di me
e dall'alba al tramonto sono soli nel sole
buonanotte, questa notte è per te"
 (buonanotte fiorellino - F. De Gregori)

Pensavo di aver visto il peggio nel novembre del 2000 (55 giorni di pioggia pressoché ininterrotta che quasi causarono un'esondazione dell'Adige e il tracimamento dei miei neuroni) ma dopo quel che ho visto e sentito lunedì, posso dire che ora la mia idea di uragano è molto più chiara di prima.
Almeno in quell'anno la pioggia fu ben distribuita in un arco di tempo che durò quasi 2 mesi.

Quello di lunedì invece è stato un autentico ciclone tutto concentrato in 10 ore.

Strade, abitazioni, ponti e infrastrutture azzerate si possono ricostruire e ripristinare, ma gli ettari e ettari di boschi rasi al suolo da un evento così diabolico, quanto ci metteranno a ricrescere?
Sulla stampa nazionale, a parte le doverose menzioni alle vittime, hanno avuto la faccia a notevole tenuta stagna di metterci al corrente della "strage degli yacht a Rapallo" ... ma benedetti escrementi ignoranti, chissenefrega di 4 barcarole inutili e demmerda? Ma il danno al patrimonio boschivo, a parte i 500.000 trentini che l'hanno subito inermi, interessa ancora a qualche emerita testa di cazzo a livello nazionale? No, sembra proprio di no, eh. Le priorità del belpaese son sempre più allucinanti.
[stragiuro che se alle prossime elezioni provinciali si presenta un partito che ha come scopo la riannessione all'Austria, lo voto]

Eppure le gallerie fotografiche dedicate allo scempio fan paura; io non son riuscita a guardarle fino in fondo:

http://www.giornaletrentino.it/foto/locale/pin%C3%A9-300-ettari-di-boschi-cancellati-da-4-ore-di-vento-a-120-all-ora-1.1795441#28

http://www.giornaletrentino.it/foto/locale/val-di-fiemme-boschi-rasi-al-suolo-strade-franate-e-alberi-sradicati-1.1795371#1

Ok, esco dalla modalità IDEFIX ON.

Tanta preoccupazione era rivolta anche agli ospiti piumati che frequentano la mangiatoia. Lunedì pomeriggio ci si sono stipati dentro tipo galline nel pollaio, ma quando la pioggia ha cominciato a pestare ovunque da tutte le direzioni contemporaneamente, son scappati via.

Durante la notte insonne, col timore di sentire sirene e altoparlanti che ci invitavano a sgomberare, mi chiedevo un po' angosciata se sarebbero riusciti a sopravvivere al ciclone malefico e se li avrei mai rivisti.
Per fortuna si son salvati: la mattina dopo erano tutti presenti all'appello, i miei 10 passerottini cagoni. Un po' umidicci, piume arruffate, ciuffi spianati, qualcuno con la riga in mezzo, ma affamati e trillanti come al solito. Non avrei potuto sopportare anche la loro ecatombe.




26 ottobre 2018

malga Miesnota 1870m

L'ultima passeggiatina di questo lungo autunno che è stato mite e soleggiato come quello dello scorso anno. Settembre e ottobre azzeccatissimi per le ferie, meglio di luglio e agosto.
Nella valle del Vanoi, dall'abitato di Caoria, seguendo le indicazioni per Valsorda, si può salire in auto fino alla località Ponte Stel a 1128m, dove c'è un bel parcheggio (ma penso che in estate ci sia un qualche tipo di interdizione al traffico perché ho visto orari e tabelle per un bus navetta).


22 ottobre 2018

val di Fumo in val Daone

Passeggiata di una decina di km per 200 m di dislivello.
Al parcheggio del Bar Alla Diga, a 1.790 metri di quota, troviamo lo sproposito di 0°.
Non credo alla mia pelle d'asino.


21 ottobre 2018

giro tra le malghe di Proveis

Un simpatico signore tirolese una volta, vedendomi stracciata, mi disse: "il segreto per non stancarsi troppo è fare molte pause". Lui, in effetti, andava come una ferrari, ma faceva pit stop in ogni rifugio che incontrava sul suo tragitto. La sua benzina piena di additivi erano un paio di boccali di birra a sosta e qualche canederlo qua e là.
Credo che questo itinerario sarebbe di suo gradimento, e se mai dovessi incontrarlo ancora glielo suggerirei.
Il giro delle malghe di Proveis offre ai crapuloni almeno 5 punti di rifornimento. Passa infatti per la Laureiner Alm (malga di Lauregno), quella di Castrin, la Obere Kessel Alm, la Untere Kessel Alm, la Rawauer Alm (malga di Revò), la Clazner Alm (malga di Cloz). Tranne la Obere Kessel Alm, tutte le altre offrono servizio ristoro [anche se alla Obere Kessel Alm hanno trovato comunque un felice espediente per dare da bere agli sbevazzoni di passaggio].

Partenza dal parcheggio al Passo Castrin (Hofmahdjoch), 1690m circa, alta val di Non, comune di Proveis, già territorio altoatesino.
Giro ad anello, sentieri 28, 3, 157, 133, 11, 8, per un dislivello cumulativo di 400m circa.


20 ottobre 2018

immersione in val di Pejo

Leggo sull'ultimo numero della rivista ALI (periodico per i soci della LIPU) che "tra le preoccupazioni suscitate dal problema dei cambiamenti climatici c'è anche quello della ricaduta sulle foreste di conifere alpine e il rischio di progressiva sostituzione di questa tipologia ambientale con le foreste di latifoglie".
Bene, mi manca solo che mi spariscano i larici dal panorama oculare e poi posso pure estinguermi senza tanti rimpianti.

Intanto, finché ce n'è viva il Re, quando non ce n'è più qualcuno prenderà calci nel cül (spero ancora nelle generazioni future).

Il percorso tra i larici di Cavaion è descritto bene qui.
Noi ci siamo allungati sino alla malga Livi, tanto per gradire qualche km in più senza aggiungere però dislivello al tragitto, e la visuale ne ha guadagnato.


14 ottobre 2018

10 ottobre 2018

Passen See 2408m (val Selva dei Molini)

Lo ripeto da anni: il bello del vivere a ridosso di queste Alpi è che per stare allegri basta dotarsi di un po' di mappe escursionistiche (io ormai le ho tutte da coprire l'intero Trentino-Alto Adige). Poi un giorno ne apri una a piacere e trovi sempre qualche itinerario nuovo da andare a saggiare.
Così è stato per la mappa della Ahrntal/valle Aurina. Ce l'ho da almeno 8 anni eppure il Passen See non l'avevo mai notato, tanto che non comparira in lista.
Ergo si va a vedere, anche perché online non trovo praticamente nessuna informazione tranne qualche foto di un esploratore di lingua tedesca.

Dal piccolo agglomerato di Lappach/Lappago nella Mühlwaldertal/Selva dei Molini, prima di arrivare alla diga di Neves si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per la Passental.
C'è qualche parcheggio nelle vicinanze della Bergeister Alm a 1665m.

Sentieri 20, 31B, 31.


5 ottobre 2018

Kleiner Schwarzsee 2626m (val Passiria)

Dopo 2 giorni semi bloccata col mal di schiena ho fatto una scoperta mirabolante: spararsi una bella salita, anche se apparentemente faticosa e insormontabile, lo fa passare!

Siamo partiti dal parcheggio a 1670m ca lungo la strada per il Timmelsjoch/passo Rombo, quello detto anche Schneeberger Brücke, per prendere il sentiero 31 che porta alla Schneebergerhütte/rifugio Monteneve. L'idea era di vedere l'ultimo lago di questa fortunata stagione, il Kleiner Schwarzsee, che si trova ancora circa 250 metri più su del rifugio.

Scesa dall'auto avevo le sembianze di un orso inferocito che viene rilasciato in natura dopo la prigionia, e francamente dubitavo assai di arrivare a destinazione.

Beati i 4 zampe che non soffrono il mal di groppone ...


29 settembre 2018

Übeltalsee , 2560m (val Ridanna)

Ed ecco l'Übeltalsee, l'ultimo lago che ci era rimasto da vedere in val Ridanna.
Si raggiunge sempre dal parcheggio a 1417m di Maiern (Masseria), seguendo il sentiero 9, che è poi lo stesso sentiero che porta al rifugio Becherhaus (3190m) e alla  Müllerhütte/rifugio Cima Libera (3146m), già sul confine di stato.

Parecchia confusione sul sito Sentres, che la descrive qui come un'ascesa di oltre 21km e 2060m di dislivello.
Ma sbagliano clamorosamente: per questa escursione bisogna calpestare 16km a/r, per poco più di 1200m di dislivello.
Lunga e faticosa lo è, ma fattibile anche per i normalmente dotati con un po' di allenamento e pratica di montagna (diversamente la sottoscritta si sarebbe impiccata ben prima di provarci).

Aglsboden, 1717m

25 settembre 2018

Seeber See (val Passiria)

È da incoscienti aggirarsi in alta val Passiria, dalle parti del Timmelsjoch/passo Rombo, e non fare questo breve giro di poco meno di 8 km per 340m di dislivello.
Un giro che ho definito riposante dopo le tirate delle ultime settimane.

In mezzo ai tornanti che salgono al Timmeljoch/passo Rombo c'è un segnavia che indica una sterrata per la malga Seeber Alm (1840m); si parcheggia un po' prima della malga, dove è ben evidente uno slargo e un altro segnavia (n.20) che indica la direzione per la Oberglanegg Alm, 200 metri più su.

Noi si va verso la Seeber Alm, lungo il sentiero 20A, che poi diventa 43.

il gruppo dell'Hochfirst, coi suoi residui di ghiacciai

23 settembre 2018

tour dei 7 laghi in val Ridanna

Si vocifera che sia difficile compiere il giro dei 7 laghi in val Ridanna non soltanto per la lunghezza e il dislivello (più di 20 km e più di 1400m di salita) ma anche per l'alta probabilità di trovare condizioni meteorologiche infami. La zona, a ridosso delle Alpi di confine corollata da cime che vanno oltre i 3000m, pare sia soggetta a frequente maltempo.

Quindi bisogna avere un bel c#lo per trovare il giorno giusto, e io onestamente ce l'ho messo tutto.

Il tentativo fallito nel 2011 causa tendinite fulminante è solo un brutto ricordo. Anche perché stavolta ci avvaliamo del servizio di autobus che dai 1417 metri del museo delle miniere di Maiern (Masseria, in val Ridanna) porta ai 2113 metri della Poschalm al modico prezzo di 10€ a cranio.
[per guadagnare 700m di dislivello e ridurre il percorso di abbondanti 6 km mi sembra un prezzo adeguato]
Sull'autobus eravamo gli unici italiani, guardati con vaga meraviglia dagli indigeni.

Dalla Poschalm la segnaletica abbonda: sentieri 28B, 33, 33A, 33, 9
Si sale subito.

Poschalm, 2113m

13 settembre 2018

Rasass See, 2680m (val Venosta)

Sapevo dell'esistenza del lago Rasass See solo per aver sbirciato la mappa TABACCO 43 Alta Val Venosta. Poche informazioni online, poche immagini anche sul sito Sentres (che solitamente è il più esaustivo per quanto riguarda gli itinerari tirolesi).
Ne descrive qualcosa giusto qui, ma propone la salita tramite impianti, a cui io sono notoriamente allergica se non in casi di inevitabile necessità (tipo che mi sento male da morire).

Andiamo a vedere di persona, che alla fine è sempre meglio.

Si parcheggia all'inizio dell'Haidersee/lago della Muta, in alta Val Venosta.
Non ci sono tante indicazioni, bisogna andarsele a cercare. È indispensabile la mappa per orientarsi.
(La primissima parte dell'itinerario, che coincide col tragitto per la malga Brugger in Zerzertal, è descritta bene qui)

Dunque, ricapitolando: sentieri 1, 5A, 8, 7A.

Si parte dai 1450 metri del lago di fondovalle, il Rasass See si trova a 2680m.
Itinerario lungo e faticosetto, ma appagante.

Dopo aver superato il groviglio di incroci sulla sponda occidentale del lago della Muta diventa tutto più facile. Per arrivare alla Brugger Alm (1914m) si passa per una bella forestale nel bosco infestato da orde di scoiattolini ini ini.


11 settembre 2018

lago Sorapiss (Dolomiti Ampezzane)

Nella lunga lista dei laghi da vedere questo del Sorapiss stava agli ultimi posti; non perché pensassimo che non fosse degno della nostra attenzione, ma solo per una questione di distanza: 180 km da Trento al Passo Tre Croci, nel cuore delle Dolomiti Ampezzane, significa almeno 2 ore di auto.
Aggiungiamoci pure il fatto che la zona è ipertrafficata e iperfrequentata. Avevo letto da qualche parte che sul sentiero di accesso più facile, il 215 che parte proprio dal Passo Tre Croci, si formano lunghe code dovute anche al fatto che in certi punti è esposto e attrezzato, per cui è possibile il transito solo di una persona alla volta.
Immaginarsi cosa succede in agosto, quando due code di umani si affrontano, una che va verso il lago, l'altra che ne scende. Immaginarsi i porchi che riecheggiano tra le pareti dolomitiche. Per me significherebbe sclerare dopo 5 minuti.

Poi si sa come vanno queste cose Tra le Mura dei Pazzi: uno si sveglia la mattina -che chissà cosa si è sognato la notte- e propone una meta, quindi veloce consulto delle carte escursionistiche a disposizione, ergo pianificazione del viaggio e dello zaino, ed entro il giorno successivo si parte per andare giusto a vedere, eh.
Dopotutto è settembre, ci sarà meno traffico.

un bel passaggio lungo il sentiero 215

8 settembre 2018

lago di Nambrone, chi l'ha visto?

I laghi della val Rendena e quelli sopra Madonna di Campiglio li ho visti tutti, tranne uno: il lago di Nambrone. Che sulla carta c'è (TABACCO n.53 - Dolomiti di Brenta), ma non ci sono tante foto online che ne accertino l'effettiva esistenza.
Da almeno 10 anni mi chiedevo perché, finché non abbiamo deciso di andare a vedere di persona.

Strada da Madonna di Campiglio per Nambino e parcheggio (a pagamento) a 1720m presso la funivia 5laghi che porta su al ristorante 5laghi.
Il sentiero è un po' ripido fino al ristorante, interseca in qualche punto la pista da sci con tutta la relativa ferraglia annessa. Non un gran bel paesaggio.


1 settembre 2018

la val Montozzo dal lago di Pian Palù

La val di Peio, insieme alle sue due principali diramazioni -Val de la Mare e Val del Monte- è (a mio modesto e insindacabile parere), uno dei posti più belli del Trentino; quelli dove sto bene a prescindere.
Al parcheggio presso la Baita Fontanino (1670m) la mattina presto c'è un bel freddo, e non è di quelli che si attenueranno nel corso della giornata. Si, la temperatura salirà di qualche grado, ma non da sudare.
Son finiti i giorni di caldazza africana, finalmente.


27 agosto 2018

piatti tipici: pane e volpe

Prendete un qualsiasi articolo online che riporti notizia di reato commesso da immigrato, possibilmente nero ed extracomunitario; ce n'è uno al giorno come minimo, quindi l'offerta è ampia.
Trattasi spesso di reato tipo scippo, rapina, furto di auto, in appartamento, molestia sessuale, violenza sessuale, spaccio di droga, ubriachezza molesta, accattonaggio e via dicendo. Tutta roba odiosa, per carità, e ci mancherebbe.
Leggete i commenti che decorano l'articolo in questione; ecco, probabilmente vi ci vuole un po' di tempo e un po' di citrosodina per digerirne la violenza e l'odio che ne sprizzano da ogni sillaba. Tutti scritti da sedicenti sceriffi dell'impero che se avessero tra le mani il delinquente ne farebbero cibo per cani.

Poi prendete un articolo online che riguarda la cara, familiare, tipica mafia nostrana, famosa per estorsioni, discariche abusive che avvelenano i terreni agricoli, frodi alimentari che avvelenano la gente, frodi fiscali che si fregano i soldi dei risparmiatori, corruzione (quella che tradotta nella vita di tutti i giorni significa strade e autostrade progettate al risparmio che sfondano anzitempo, edifici costruiti con materiali scadenti, materiale antisismico farlocco, medici incapaci con lauree comprate al bazar che ammazzano la gente, insegnanti ignoranti piazzati dal barone che danneggiano irreversibilmente studenti), uccisioni di tutti i tipi che non risparmiano nessuno (lupara bianca, incaprettamenti, scioglimenti nell'acido, strangolamenti, decapitazioni, mitragliamenti, bombe, attentati, stragi collettive).
Ora leggete i commenti dell'italianucolo furbo, quello informato, quello che si batte il petto sbandierando la sua intolleranza verso il crimine.

http://www.ladige.it/news/business/2018/08/25/estorsione-danni-imprese-regione-denunce-raddoppiate

Come? non ce ne sono? ma dai ... chi l'avrebbe mai detto ...

17 agosto 2018

sfizzeri & sfulmini

Ultimamente non è proprio facile sorridere e star sereni per più di 10 minuti di seguito, ma è meglio provarci lo stesso; o camminando al riparo di boschi e vette, o leggendo qualcosa di piacevole, o stando in compagnia di bella gente, o ascoltando bella musichella.


Ah, 'sti 2 fulminati sarebbero sfizzeri, mal suonati come 2 pendoli tarlati (in senso più che amorevole, ci tengo a dirlo)
Ne apprezzo l'esistenza, non sanno quanto.

9 agosto 2018

piccoli suicidi tra amici

Racconto spassoso, e bravo l'autore* ad aver saputo ironizzare brillantemente su una tragedia come il suicidio.

La trama è un suicidio collettivo organizzato da 2 depressi che, dopo aver fallito il primo tentativo in solitaria, hanno la bella pensata di cercare altri aspiranti tali per pianificare e progettare l'insano atto in degna compagnia.
Le avventure (plausibili) a cui vanno incontro i derelitti mentre cercano di portare a compimento il loro desiderio, daranno una svolta alla storia.

Il suicidio alla fine è un pretesto per parlare di solidarietà, condivisione, approcci mentali che rivoluzionano il modo di stare al mondo.

Il più bel libro che ho accolto in questi ultimi anni.

(*autore finlandese di cui già avevo letto e apprezzato "l'anno della lepre")

2 agosto 2018

all'Erensee (Pfelderertal)

In fuga spericolata dal caldo infernale cittadino (26° all'alba), nel giorno più rovente di questa estate approdiamo illesi nella Pfelderertal, dove ci accoglie una bella arietta fredda e corroborante. Tanto fredda da invogliarci a salire da qualche parte per mettere in moto il metabolismo tramortito dall'inaspettato calo termico.
Sapendo bene che il refrigerio non durerà molto neanche in questa valle, e che non c'è cosa peggiore che essere sorpresi dalla caldazza nel bel mezzo di una salita in campo aperto, decidiamo di partire subito dall'abitato di Pfelders (1630m al parcheggio) per una breve escursione al lago Eren, che si trova incastonato tra le pareti di un cocuzzolo di 2756m: l'Erenspitz.
Da Pfelders con i sentieri n. 6 e 7, transitando per la Faltschnal Alm (1870m).

Faltschnal Alm, 1870m

29 luglio 2018

lago Scuro 2668m (val di Genova)

Parcheggiare in val di Genova si può, ma solo entro le 9.45, dopodiché ci si può accedere solo tramite bus navetta. Entrambe le opzioni sono a pagamento.

Noi, che siamo mattinieri, siamo riusciti ad arrivare all'ultimo parcheggio in fondo alla valle, quello di malga Bédole, a circa 1580m di quota. Da lì in una decina di minuti (a piedi) si arriva al rifugio Bédole, situato a 1640m. Al rifugio ampia segnaletica offre spunti per belle passeggiate, dalle più semplici a quelle ben più impegnative che attraversano le vedrette della Lobbia e del Mandrone, fin su al rifugio Lobbia Alta ai Caduti dell'Adamello (3020m, alpinistico).

Ci limitiamo a ripetere un'escursione fatta già 10 anni fa (urgh!): coi sentieri 212 e 209 abbiamo intenzione di arrivare al rifugio Città di Trento al Mandrone (2450m) e proseguire per il lago Scuro (2670m circa).

A livello emozionale mi aspettavo parecchio da questa camminata, e sono stata accontentata.

Al parcheggio del rifugio Bédole:


28 luglio 2018

era mio padre


Non avvicinarti alla mia tomba piangendo. Non ci sono. Non dormo lì.
Io sono come mille venti che soffiano.
Io sono come un diamante nella neve, splendente.
Io sono la luce del sole sul grano dorato.
Io sono la pioggia gentile attesa in autunno.
Quando ti svegli la mattina tranquilla, 
sono il canto di uno stormo di uccelli.
Io sono anche le stelle che brillano,
mentre la notte cade sulla tua finestra.
Perciò non avvicinarti alla mia tomba piangendo.
Non ci sono. Io non sono morto.

(canto Navajo)

[ 2/8/1924 - 18/7/2018 ]

3 luglio 2018

Upisee (lago)

Ognuno fa i censimenti più consoni alle proprie esigenze; noi continuiamo a censire i laghi dell'Alto Adige.
Dalla Matschertal (val Mazia, laterale della val Venosta), partono tanti bei sentieri che portano su vere montagne, quelle di confine che ci separano dall'Austria.

Parcheggiato vicino all'hotel Glieshof, a 1824m, ci mettiamo sul sentiero n.9, che in realtà è una comodissima sterrata fino ai 2225m della malga Upi.
Il meteo promette temporali pomeridiani, quindi andiamo di fretta per essere di ritorno al parcheggio non più tardi delle 2 del pomeriggio.


17 giugno 2018

al Flaggersee (lago Vallaga)

Archiviata speranzosamente la stagione delle piogge, ci appioppiamo i primi 1000 metri della stagione per tastare schiene e gambe.
La prova l'abbiamo superata sui monti sarentini.

A Durnholz (Valdurna) in fondo alla val Sarentino, i parcheggi sono situati 200 metri prima del bel lago.
Occhio che uno di questi è presidiato da una vecchiarda appollaiata su una seggiola che chiede l'obolo (autorizzata?abusiva, boh!) agli automuniti. La vecchiarda in questione è uguale in tutto e per tutto a quella che anni fa piantonava il parcheggio di Palù del Fersina, in quel della valle dei Mòcheni. Magari è pure la stessa. I 10 trentini che mi leggono son certa che l'hanno conosciuta e ne avranno un bel ricordo.

Partiti da quota 1540 ca, e superato il lago, ampia segnaletica suggerisce i percorsi della zona. Noi ci infiliamo sul numero 16, direzione Flaggersee (lago di Vallaga). Per un po' è asfaltato, poi diventa sterrata, e infine sentiero vero e proprio.

1 giugno 2018

mind games

Un giochino linguistico noto, quello di ribaltare il senso di un discorso capovolgendo l'ordine delle parole.
Questa mette contro pessimismo e ottimismo, il vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

(*)
today was the absolute worst day ever

and don't try to convince me that

there's something good in every day

because, when you take a closer look

this world is a pretty evil place

even if

some goodness does shine through once in a while

satisfaction and happiness don't last

and it's not true that

it's all in the mind and heart

because

true happiness can be obtained

only if one's surroundings are good

it's not true that good exists

I'm sure you can agree that

the reality

creates

my attitude

it's all beyond my control

and you'll never in a million years hear me say that

today was a good day


LEGGERE AL CONTRARIO, DALL'ULTIMA RIGA ALLA PRIMA

(*) mi rifiuto di tradurre

Esisterebbe anche una terza lettura dei fatti, che condivido e faccio mia. Quella del buon Altan.

http://espresso.repubblica.it/altan#1


21 maggio 2018

maggio piovoso, umore tenebroso



Ogni giorno, sul post.it una vignetta dei Peanuts. Ormai le leggo come se fossero un oroscopo, e devo dire che ci azzeccano molto più degli astrologanti.

18 maggio 2018

e ora mi riattacco al tran tran

Mi dispiace per tutte quelle donne e ragazze che si son sentite offese da apprezzamenti, atteggiamenti, contatti fisici non richiesti, talora insulti, subiti durante i giorni dell'adunata degli alpini a Trento.

► https://www.fanpage.it/molestie-contro-le-donne-cosa-e-successo-a-trento-all-adunata-degli-alpini/

► http://www.lavocedeltrentino.it/2018/05/14/adunata-alpini-da-record-le-voci-fuori-dal-coro-e-alcuni-inquietanti-episodi/

Da come è stata messa la cosa parrebbe che "non tutti gli alpini erano molestatori, ma tutti i molestatori erano alpini", invece bisogna non fermarsi ai titoli e leggere bene per capire che non può essere così.
Con quei numeri era immaginabile che sarebbe arrivata anche una visibile quota di disturbatori a vario titolo. Tutto normale allora? no, tutto prevedibile.

Comunque le capisco benissimo.

Ma per quel che mi riguarda è successo l'esatto contrario; casomai è durante la normale routine quotidiana che mi càpita di ricevere tentativi di approccio, opinioni, proposte, e talora insulti, da perfetti sconosciuti. E mica solo quando vado in giro sola. E non sono neanche giovincella, appariscente, provocante, Angelina Jolie.
Posso anche indicare i gentili da cui proviene di solito tutto 'sto po' po' di tanfo stantìo: è quella massa ronzante e antiestetica di nullafacenti che si è impossessata della città da qualche anno a questa parte, che vaga nei parchi e nei giardini urbani insozzando tutto e diffondendo il virus del menefreghismo ovunque. Alcuni ormai li riconosco da lontano (benedetta presbiopia), e riesco ancora a deviare per non subirli.
Tra l'altro mi sa che sono gli unici che non hanno fatto grandi affari durante i giorni dell'adunata, anche perché non ho capito bene per quale motivo, si sono misteriosamente dileguati. Non si trovava uno spacciatore o una faccia di deretano neanche a pagarlo oro. Strano, con tutta quella massa di gente che - stando ad alcune testimonianze- pareva essere tutta un'ignobile banda di ubriaconi depravati in cerca di stordimento per giustificare la caduta delle inibizioni sociali.
Che poi, un conto è essere molestata in mezzo a una folla di gente, un conto è essere molestata quando ci sono 4 gatti in giro, magari ciechi-sordi-muti e frettolosi.

Dopo che ho visto di cosa son stati capaci alcuni universitari e alcune universitarie alle loro feste di fine anno accademico, poi, por favòr ... no, mi spiace, non riesco proprio a scandalizzarmi.

14 maggio 2018

"la vedo stanca"

91° ADUNATA NAZIONALE ALPINI 11-13 MAGGIO

Mi ha vista stanca ieri sera un alpino, mentre stravaccavo scompostamente su una panchina, bicchiere di birra in mano, dopo 4 giorni pieni pieni, stravolta e serenamente andata.
Se mi vedesse oggi di sicuro mi direbbe "LA VEDO DEPRESSA!"

Gran bell'evento, onorata e felicissima di essermelo goduto dal principio alla fine. Esperienza a momenti emozionante, talmente gratificante che sto pensando a Verona 2020 ...
Mentre il Mistico girava video, io facevo foto a raffica, per essere sicura che almeno qualcuna venisse decente.


10 maggio 2018

i bulletti del balconcino

Bello il giorno che ho deciso di piazzare una mangiatoia in balcone. Molto poetico il tutto.

Uccellini ne sono passati tanti, ma ora è in mano (anzi tra gli artiglietti) di una gang di passerotti che ci dorme pure.
Ho provato a smettere di sovvenzionarli, ma non sloggiano. E quando non trovano da mangiare vandalizzano le balconiere (primule trapiantate e divorate nell'arco di 36 ore) e se capita pure il bidone dell'umido.
Per non parlare delle risse collettive.


Santa pazienza, dammi un dio altrimenti faccio una grigliata di pennuti misti.

8 maggio 2018

la mia prima?

ADUNATA NAZIONALE ALPINI  
11-13 MAGGIO - TRENTO
 
Comincia piano piano ad aumentare il rumore di fondo in città, segno che le truppe si stanno muovendo in entrata. E già si incontra qualche insolita faccia rubiconda in giro.

Incredibilmente non ne sono affatto infastidita, io che sclero per un moscone.

I primi che ho visto, appollaiati su di una camionetta scoperta e sgangherata, fisarmoniche e trombette in mano, mi hanno dato un tale senso di comunanza e familiarità da indurmi a pensare che *boh, chissà, sarà mica vera quella storia della reincarnazione ... e poi si scopre che in qualche vita passata io son nata e cresciuta a nord del Po, molto a nord ... anzi, diciamo poco a sud delle Alpi, che così si capisce meglio ... e poi devo aver sicuramente commesso qualche efferato pluriomicidio, per scontare il quale mi hanno spedita a marcire nelle galere sarde, isola arcaica dove poi sono rinata e ho continuato a espiare la mia tremenda colpa nascendo in una famiglia di megere, per vedere se avevo imparato a controllare lo sterminator che è in me.
Sisi, dev'esser andata così. È la spiegazione più normale a sitanta sfiga e a sitanto senso di liberazione che mi coglie quando guardo ai monti.

* dal film mentale:
"si stava meglio quando non si era ancora nati"

27 aprile 2018

la casa sul lago

Lago.
Canneto a 2 metri dalla riva.
Nido di svasso con svasso furbo acciambellato dentro.
Panchina sulla riva, di fronte al canneto con nido di svasso, con svasso furbo acciambellato dentro.
Svassowatching morboso a costo zero dalla panchina sulla riva.
Poi, a dirla tutta, mi son sentita un tantinello guardona e cretina, così ho alzato le terga e l'ho lasciato in pace.

Certo però che anche loro, a farsi il nido di fronte a tutti ... 



Pieno di ciuffi rosso rame, che ormai sono stanziali e si riproducono bene: ogni anno ne trovo sempre di più. Di questo passo faranno le colonie, come i fenicotteri in Sardegna.


Bene bene. Un po' di colore extra non guasta mai.

21 aprile 2018

scemo e più scemo

Mattina presto sull'altopiano per un giro breve a quota bassa.
Dei 10 km che avevamo intenzione di fare alla fine ne faremo poco più della metà, e tutto per colpa di questo quadrupede che ci ha rubato mezz'ora abbondante, tutta dedicata all'osservazione reciproca.

 



Si è avvicinato un po' troppo a noi, che a dire il vero neanche ci abbiamo pensato ad allontanarci. Frugava nel sottobosco, zampettava, osservava, stava.
Alla fine ce ne siamo andati, lasciandolo al suo placido pascolare.

Soltanto dopo ho pensato che forse forse abbiam fatto una gran bella cretinata.
Avremo dovuto spaventarlo, di modo che non associasse il nostro genere alla categoria dei non predatori. Avremo dovuto convincerlo a darsela a zampe levate più presto che subito, inculcargli di malo modo nella testolina che i bipedi non sono esseri innocui.
[ ci siamo guardati negli occhi in diversi momenti e per più secondi, e giuro, il fatto di non esser mai riuscita in vita mia a mangiare selvaggina mi ha aiutata parecchio a non abbassare lo sguardo].

18 aprile 2018

riassuntino del bello e del brutto (stagione invernale '17/'18)

Me la ricorderò questa stagione, ché ho tirato fuori le ciaspole dal sacco il 17 novembre e le ho rinsaccate l'11 aprile.
Mi ricorderò di tutte le volte che son partita da casa di umore bigio tendente al fuliggine, per poi diventare raggiante non appena posati gli attrezzi sul manto.

Per pigrizia non ho raccontato tutto tutto, tipo la salita al Rauhe Bühel (Colle Scabro, se non erro) dai tornanti che da Naturno si arrampicano sul versante ombroso della val Venosta.
Un cocuzzolino di 1980m, visitato il giorno di Natale perché di stare a casa a subire visite o telefonate e messaggi non ne volevamo proprio sapere, e così ci siamo inventati 'sto giro, senza incontrare nessuno, e con merenda natalizia alla Forst di Lagundo a base di birra e patatine fritte.

a dx, Hochwart Spitze, 2608m ca

16 aprile 2018

bugigattolo

/bu•gi•gàt•to•lo/
/budʒi'gat•olo/

s. masch. - locale minuscolo e buio
es.- stanzino piccolo a forma di cubo, prefabbricato, di circa 10 mq, dove ha sede l'ufficio denunce della Questura di trento.
Di anacronistica e incomprensibile manifattura edilizia ingegneristica, gelido d'inverno e infernale d'estate, ospita un individuo in divisa, generalmente cortese e disponibile, che svolge il compito principale di consolare tutti quei cittadini che han subìto furti, scippi, rapine e violenze varie, e che non possono permettersi di pagare uno psicologo che li aiuti a superare il trauma e a liberarsi degli eventuali strascichi paranoidi.

sin. - cella, cubicolo, stambugio, buco, ripostiglio, sgabuzzino, stanzino oscuro

contr. - nei paesi civili, non governati da forze politiche comprensibilmente diffidenti nei confronti della legalità, è sostituito da un ambiente di lavoro luminoso, confortevole detto anche ufficio, stanza, locale, vano.

14 aprile 2018

un complimento: la faccia come il culo

L'articolo allucinogeno è comparso nel tardo pomeriggio di venerdì 13 e sabato mattina è stato già tolto dalla prima pagina; ma finché un giudice non me lo impone, 'sto copia-incolla me lo tengo, a futura memoria e ad uso di chi capiterà qui a leggere. Così, giusto perché si sappia da quale livello umanoide, a noi persone ancora razionali con un minimo decente di logica, ci tocca difendere la nostra integrità e sanità mentale:

8 aprile 2018

c'è un giudice in California

È vero, a prescindere dalla genetica e dagli errori cui può andar soggetto il DNA, c'è qualcosa che probabilmente lega ciò che mangiamo ai tumori che sviluppiamo; qualcosa che riguarda l'inquinamento dei terreni su cui coltiviamo ciò che poi mangiamo, qualcosa che riguarda anche i metodi di lavorazione, conservazione e cottura a cui vengono sottoposti i cibi che poi ingeriamo.

Un giudice in California ha stabilito che sull'etichetta del caffè va segnalato che "contiene sostanze che possono nuocere alla salute e provocare anche il cancro".

http://www.repubblica.it/esteri/2018/03/30/news/california_caffe_cancro_acrilamide-192618654/?ref=RHPPBT-VU-I0-C4-P14-S1.4-T1

Mi chiedo se vivrò abbastanza a lungo per vedere l'educazione alimentare (con una bella infarinatura di chimica degli alimenti) introdotta come materia di studio obbligatoria dalle elementari in su, e non solo la scritta "può provocare il cancro" sulle etichette delle porcherie che ci rifila l'industria alimentare.

Intanto in Europa:
http://www.ilfattoalimentare.it/acrilammide-cancerogeno-consigli.html

Il principio di precauzione sembra imperare, e forse, trattandosi di un male schifoso come il cancro, non è sbagliato. Ma mi pare che l'isterismo sia un tantinello esagerato e le paranoie un po' troppo diffuse.
Non c'è quotidiano online che non riporti notizie giornaliere su cosa dobbiamo e non dobbiamo mangiare e bere per scongiurare la peste. Maccheppalleeee ... e se lo dico ioooo ...

Un po' di sana ironia.



4 aprile 2018

prove di resistenza mentale (non lontano da Trento)

Un interessante ciclo di conferenze a Padova:

https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=278661

quasi quasi una o due me le sparo in testa.

3 aprile 2018

tutorial per un uso salutare degli smartphone durante le feste

Trovato il modo per segare tutti quegli odiosi messaggi di auguri preconfezionati che impestano gli smartphone e i miei cojoni durante le feste, grazie a whatsapp e simili.

Primo passo fondamentale: accendere il telefonino
andare su impostazioni → impostazioni applicazioniWhatsapp e/o TelegramDisinstalla

Attivare questa meravigliosa e risolutiva funzione dal 20 dicembre all'8 gennaio, dal 12 al 15 febbraio, dal 6 al 9 marzo (per le donne), dal venerdì precedente la pasqua al martedì successivo, dal 10 al 20 agosto, dal 30 ottobre al 3 novembre. Funziona!

Poi si può pure dire che il telefono si è guastato, ma dopo un po' capiscono; quindi, a mio modesto parere, è molto meglio dire che non si vuole perder tempo a leggere messaggi pallosi e tutti uguali. Dire la verità fa sempre selezione naturale tra i conoscenti o i parenti, sapevàtelo!

Poi, onestamente, ci sono anche gli auguri che non danno fastidio, anzi; son quelli fatti dalle persone che stimi davvero, con cui hai un legame speciale di affetto e amicizia, veri e sinceri. Lo capisci subito proprio perché quando li apri non ti sale il vaffanculo.
Sarebbe un peccato perderli, quindi ecco un altro fantastico tutorial per evitare i messaggi dei soliti pallosi poco fantasiosi e ricevere quelli a cui invece tieni:

- accendere il telefonino
- aprire whatsapp o telegram
- selezionare una a una le seghe da cui sai già  che ti arrivano messaggi tedianti
- attivare la funzione "blocca" nei periodi succitati

Alla richiesta di eventuali chiarimenti da parte dei soliti pallosi si puo' rispondere come già consigliato prima. È quasi un vaffanculo esplicito, lo so, però è sempre meglio che vivere nella menzogna.


24 marzo 2018

la collezione si allarga: codirosso spazzacamino

La collezione penne e piume si arricchisce di un nuovo elemento! Il codirosso spazzacamino:



È solo la seconda volta che lo vedo da quando vado in giro per borghi/boschi/valli, ma oggi son stata fortunata ada avere la macchinina a portata di mano, e a incontrarne un esemplare particolarmente paziente e accondiscendente nei miei confronti.
Dico io, il piccolo Calimero che ne sapeva, sarei potuta essere uno di quei bracconieri psicolabili che vagano senza pace col fucile in resta, e lui a quest'ora sarebbe una frittatina.

A volte mi chiedo se questi animaletti che incontro sotto sotto lo intuiscano che sono un'innocua  frescona rintronata, altrimenti non si spiega.