8 novembre 2017

fifa imperatrix mundi

Succede spesso che quando in una stessa famiglia il cancro si accanisce ripetutamente, specie su soggetti tutto sommato ancora giovani, allora gli scampati diventano sorvegliati speciali. Tradotto: screening vita natural durante.

Visto che non mi bastava quel vago senso di colpa che a volte ammorba i pensieri dei sopravvissuti, ora mi tocca pure un iter che è iniziato con una oltraggiosa culoscopia preventiva, è continuato con altre ispezioni intime altrettanto oltraggiose, e così via esplorando.
Ben sapendo -per esempio- che se al 10 di ottobre il mio colon risulta integro, significa solo che fino al 10 ottobre è stato sano, ma che dopo quella data tutto si può mettere in moto. Per quel che ne so, potrei avere un polipo precanceroso in corso già da adesso. Idem per tutti i tessuti e gli organi sensibili già scansionati.
Vivere col sospetto che un maligno potrebbe attecchire in corpo da un momento all'altro e dunque calcare gli ambulatori con cadenze regolari non è un bel vivere, ma meglio star zitta: non credo che i restanti 9/10 dei terrestri possano usufruire di questo lusso che si chiama prevenzione e sanità quasi gratuita.

Ad ogni controllo faccio un po' come quelli che ostentano coraggio fischiettando mentre passano vicino al cimitero la notte: sorrido, racconto firulì firulà le mie abitudini di vita, e mi sento dire "brava, va bene così" da un medico o una dottoressa che recitano la parte di coloro che devono rassicurare e/o infondere fiducia. Poi esco, e sempre come quelli che fischiettano nel cimitero, penso di comprare delle nuove ciaspole, a come allontanare i piccioni dal balcone, se è meglio la salsa di soia giapponese o quella thailandese. Cose così.

Chiacchierando chiacchierando però una cosa me l'hanno trovata: la depressione.
Anvedi che succede a frequentare troppi medici e a lasciarsi andare a confidenze informali (tipo il desiderio di assistere ad un unico funerale che veda andare sottoterra contemporaneamente tutta la sorellanza, seguendo però una ben precisa procedura: i corpi trafitti da un paletto di frassino vanno seppelliti in un posto, le teste staccate e seppellite in un altro posto ad almeno 100 km di distanza). Cosa ci avranno trovato di patologico in questo umile desiderio solo loro lo sanno. Gente maliziosa, neh.
Comunque è una forma molto lieve, mi han detto, ma che è meglio non sottovalutare; e per non deprimermi ulteriormente hanno aggiunto che dopo tutto quello che ho vissuto negli ultimi tempi è normale che la rognosa mi si sia appioppata, e che se non mi fosse venuta allora si che sarei stata un mostro di cinismo. Boh.


In poche parole, la mia depressione paradossalmente certifica la mia sanità mentale [ne deduco che quindi la depressione, cervellotica com'è, dev'esser donna].
Capito? no? manco io.

Allora devo solo trovare lo psichiatra che mi mette nero su bianco che azzerare una tribù di cialtrone ignoranti è indice di sanità mentale, poi un magistrato che concorda sulla legittimità dell'azzeramento, et voilà! posso finalmente risolvere il 99% delle mie turbe mentali.

Perché la famiglia è ammmmoreee.
Come spiega bene questa tragicommedia teatrale che si può vedere su youtube, suddivisa in 14 episodi geniali. Quelli del mitico "muorili tutti, deo meo" (1° episodio)
Ne ho scelto uno, l'11esimo.
Ma per capire bene il tutto sarebbe meglio partire dal primo, così da abituarsi alla neolingua.



2 commenti:

  1. Purtroppo conosco l'iter...culoscopico. E non solo. Poi in effetti sei sempre sul chi va là.
    E per la depressione (ma và, dai!) ricordo che qualcuno ha scritto che
    "Se cerchi gli angeli o sei in fuga dai demoni vai in montagna"

    ciao!

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    Risposte
    1. Peggio il beverone lassativo dell'indagine culoscopica in sé :D.
      Poi ti dirò, una diagnosi di depressione non mi urta per niente ... sono in egregia compagnia (tipo Bruce Springsteen).
      Mi rende vulnerabile e più sensibile, ma se questo non mi intralcia troppo me la tengo pure. Sento e vedo cose che voi umani ... :D
      Ciao

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