20 luglio 2017

Seefeldsee - Ultental

UNA GIORNATA DI CURA IN ALTO ADIGE 

In fuga dalla caldazza cittadina la scelta cade sulla val d'Ultimo, quasi sempre garanzia di temperature fresche.

Decidiamo di andare a vedere il laghetto Seefeldsee dalla strada di fondovalle del paese di san Nicolò, ma causa cantiere in mezzo alla strada ci sfugge totalmente la deviazione per la Auerberg Tal.
Sono le 8 del mattino e chiedo lumi ad un giovine del posto che appena mi vede con la carta escursionistica in mano mette su la faccia divertita stile "sos soccorso turista taliano"; mi erudisce più che può, ma nonostante questo riusciamo a sbagliare ancora l'accesso.
Ed è stato così che ci siamo ritrovati col muso della macchina dentro la proprietà privata di uno dei tanti piccoli masi che punteggiano il versante meno assolato della val d'Ultimo.

C'è una signora sulla 60ina che sta già trafficando coi suoi animali e i suoi prati. Scendo dall'auto per scusarmi dello sconfinamento, le dico che abbiamo sbagliato strada e ce ne andiamo subito, ma lei è tutt'altro che scocciata; sorride e mi viene incontro con aria pacifica. Mi accorgo subito che conosce si e no una 40ina di parole italiane.
Riesce a chiedermi dove siamo diretti, riesce a capire la nostra meta e ci dice che si, effettivamente l'accesso è più indietro, ma c'è un sentiero che passa proprio poco sopra al suo maso che si ricongiunge presto con quello che ci porterà al lago.
Ok grazie, andiamo via subito, ma lei non ci lascia andare; dice che non ci sono parcheggi lungo la strada, quindi ci invita a lasciare l'auto sulla sua proprietà e a proseguire da lì.
Penso di non aver capito bene, ribadisco che non vogliamo assolutamente disturbare, ma lei insiste e ripete "lasciare qui macchina, va bene, no disturbo".
Il Mistico la parcheggia il più lontano possibile dalle sue mura, e lei quasi si offende. Ci dice di metterla più vicina a casa sua perché sarà più riparata dal sole e non troveremo il forno al nostro ritorno.
A quel punto non ci resta che chiederle se vende uova, che al nostro ritorno vorremo comprarne qualcuno. "Si, certo, io qui tutto giorno".

Molto frastornati e increduli ci avviamo alla nostra meta percorrendo un pezzo dell' Ultner Höhenweg.
Come detto dalla signora, presto troviamo il sentiero ufficiale, il 18 che sale alla Ilmspitz (2650m ca) passando per la Auerberg Alm, la Seefeld Alm (usata solo come ricovero estivo per le muccherelle) e il Seefeldsee (2180m).






Il sentiero si fa subito ripido, e sarà più o meno così per tutti i 950 metri di dislivello.



Arrivati alla Auerberg Alm (1644m) scopriamo che è anche un punto ristoro, ma pare deserta.






Alle nostre spalle l'imponente Hasenohr (3267m).



Ancora sentiero ripido, e per giunta scivoloso causa quantità industriale di pizze di vacca everywhere. Penso che se vado a finire faccia a terra la figuremmmerda è garantita a vita.



Finalmente alla Seefeld Alm il tracciato si fa quasi pianeggiante.




Seefeldalm




In 10 minuti arriviamo al lago, a quota 2180.

Seefeldsee

Mi allontano dalle rive per vederlo meglio e sento un pigolìo frignante che mi svolazza sulla testa.
Costui si posa sulla cima di un alberello giusto il tempo di inquadrarlo alla meglio e immortalarlo.


Un po' di zoom.



Il tempo cambia velocemente, inizia a piovigginare e riscendiamo alla Auerberg Alm. Perché gli orsi mi faranno paura, ma i temporaloni estivi conditi di fulmini e saette pure non scherzano.

Hasenohr

Alla malga sosta birra e canederli. Una decina di persone in tutto e noi gli unici italianofoni. Ma con l'aiuto del dizionario sullo smartphone ho rotto le balle a tutti per sapere che razza di uccelletto ho fotografato sulle rive del lago. Ma nessuno lo ha mai visto, non conoscono il suo nome neanche nella loro lingua madre.

Passata la perturbazione scendiamo al maso, dove ritroviamo la signora che lavora tra le sue galline e l'orto. Penso che durante la mattinata abbia fatto un veloce ripasso del poco italiano che conosce, perché subito ci è apparsa più spigliata. Così abbiamo chiacchierato un po', noi le abbiamo raccontato della passeggiata e dell'uccelletto misterioso e lei ci ha raccontato dei suoi 30 anni di vita al maso. Il bello è che ci siamo capiti benissimo.
Ci ha offerto un grappino, che ho bevuto anch'io (io che odio i superalcolici!) perché rifiutarlo sarebbe stato molto maleducato. Si è assicurata che avessimo mangiato qualcosa alla Auerberg Alm, e credo che se non le avessimo detto dei canederli ci avrebbe fatti entrare in casa per prepararci qualcosa.
Infine ci ha portato le uova. 10 uova bianchissime.
Non ha voluto manco un centesimo, niente.


4 di queste son subito finite in modo degno, secondo la mia ricetta preferita: stese a sfrigolare su un letto di cipollotti bianchi e rossi, e nient'altro. Buonissime, cena perfetta per 2.

La signora forse non lo saprà mai, ma mi ha fatto proprio un regalo utile e prezioso, qualcosa di cui avevo dannatamente bisogno in questo periodo deprimente che sto vivendo. Ma non sono le uova.

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