10 agosto 2017

il cardellino? ce l'ho

Sentivo un nuovo verso salire dalla chioma degli alberi già da qualche mese. Ogni tanto riuscivo a intuire qualcosa di giallino svolazzare, tanto che ho pensato ad un canarino di gabbia fuggito.  Poi ho capito che non era uno solo ma 2. Invece son 4. Ma visto il vociare sempre più insistente potrebbero pure essere 6. Boh.
Velocissimi, schivi, si dividono la zona con una coppia di cinciallegre senza apparente guerriglia, almeno per ora. Entrambi non riuscivo proprio a fermarli con l'obiettivo, finché non mi sono appostata dietro una finestra con un po' di tenda a fare da copertura e ho beccato malamente costui, che comunque m'ha sgamata subito.
Se becco almeno una delle cinciallegre arricchisco il mio curriculum e vado a fare volontariato alla LIPU.



Ormai su questo balcone mi aspetto di trovarci chiunque; anche un pterodattilo.


26 luglio 2017

Großer Laugenspitz (2434) - monte Luco grande

Uno sperone che si affaccia sull'alta val di Non, sul passo delle Palade e la val Passiria, duro da salire ma molto molto remunerativo, nuvolaglia permettendo.
Partiti dal parcheggio lungo la provinciale qualche km dopo l'abitato di Proveis, lungo un percorso che segna anche il confine tra le 2 province di Trento e Bolzano, e mappato coi sentieri 8, 157, 133 e 8A. Meno ripido rispetto al tragitto alternativo che parte dal passo delle Palade ma più lungo e (a parer mio) molto più aperto e panoramico.
Il vento gelido che batteva questo versante ci è stato di aiuto nell'affrontare l'ultima ripida rampa che coincide col sentiero 8A.

Paesaggi per me ideali, ma che dico, idealissimi: boschi, montagne verdi e MOLTO in lontananza le cime over 3000 innevate dall'ultimo fronte freddo che ha portato refrigerio.

Aleralm o malga Castrin, 1813m: punto ristoro con bella vista sul Kornigl




Un parco giardino a perdita d'occhio, e per il momento gratis!



Passaggio divertente sul 133:



Il gruppo Brenta fa la sua zozza figura anche da qui:






In basso la malga Pradont.



Davanti a noi la meta tutta ancora da risalire.



Tanti cavalli in giro e nessuno che si sia offerto di portarci il carico.



Alle falde del Großer Laugenspitz.






Si sale per pendii erbosi.



La meta.

la croce del Großer Laugenspitz

Peccato per i nuvoloni che ci hanno raggiunto a velocità davvero esagerata. Vento in quota molto forte.









Il solco della val Passiria.












Il Laugensee:

Laugensee-lago Luco

Arriva qualcuno.



Ergo, noi si smamma.
Il percorso fatto in salita.






Cavalli biondi con le criniere al vento.


Sotto una pioggerellina lieve siamo tornati all'auto, poco dopo il temporale vero e proprio che deve aver infradiciato tutti quelli che si sono attardati sulla cima. Gne gne gne.

20 luglio 2017

Seefeldsee - Ultental

UNA GIORNATA DI CURA IN ALTO ADIGE 

In fuga dalla caldazza cittadina la scelta cade sulla val d'Ultimo, quasi sempre garanzia di temperature fresche.

Decidiamo di andare a vedere il laghetto Seefeldsee dalla strada di fondovalle del paese di san Nicolò, ma causa cantiere in mezzo alla strada ci sfugge totalmente la deviazione per la Auerberg Tal.
Sono le 8 del mattino e chiedo lumi ad un giovine del posto che appena mi vede con la carta escursionistica in mano mette su la faccia divertita stile "sos soccorso turista taliano"; mi erudisce più che può, ma nonostante questo riusciamo a sbagliare ancora l'accesso.
Ed è stato così che ci siamo ritrovati col muso della macchina dentro la proprietà privata di uno dei tanti piccoli masi che punteggiano il versante meno assolato della val d'Ultimo.

C'è una signora sulla 60ina che sta già trafficando coi suoi animali e i suoi prati. Scendo dall'auto per scusarmi dello sconfinamento, le dico che abbiamo sbagliato strada e ce ne andiamo subito, ma lei è tutt'altro che scocciata; sorride e mi viene incontro con aria pacifica. Mi accorgo subito che conosce si e no una 40ina di parole italiane.
Riesce a chiedermi dove siamo diretti, riesce a capire la nostra meta e ci dice che si, effettivamente l'accesso è più indietro, ma c'è un sentiero che passa proprio poco sopra al suo maso che si ricongiunge presto con quello che ci porterà al lago.
Ok grazie, andiamo via subito, ma lei non ci lascia andare; dice che non ci sono parcheggi lungo la strada, quindi ci invita a lasciare l'auto sulla sua proprietà e a proseguire da lì.
Penso di non aver capito bene, ribadisco che non vogliamo assolutamente disturbare, ma lei insiste e ripete "lasciare qui macchina, va bene, no disturbo".
Il Mistico la parcheggia il più lontano possibile dalle sue mura, e lei quasi si offende. Ci dice di metterla più vicina a casa sua perché sarà più riparata dal sole e non troveremo il forno al nostro ritorno.
A quel punto non ci resta che chiederle se vende uova, che al nostro ritorno vorremo comprarne qualcuno. "Si, certo, io qui tutto giorno".

Molto frastornati e increduli ci avviamo alla nostra meta percorrendo un pezzo dell' Ultner Höhenweg.
Come detto dalla signora, presto troviamo il sentiero ufficiale, il 18 che sale alla Ilmspitz (2650m ca) passando per la Auerberg Alm, la Seefeld Alm (usata solo come ricovero estivo per le muccherelle) e il Seefeldsee (2180m).




Il sentiero si fa subito ripido, e sarà più o meno così per tutti i 950 metri di dislivello.



Arrivati alla Auerberg Alm (1644m) scopriamo che è anche un punto ristoro, ma pare deserta.






Alle nostre spalle l'imponente Hasenohr (3267m).



Ancora sentiero ripido, e per giunta scivoloso causa quantità industriale di pizze di vacca everywhere. Penso che se vado a finire faccia a terra la figuremmmerda è garantita a vita.



Finalmente alla Seefeld Alm il tracciato si fa quasi pianeggiante.




Seefeldalm




In 10 minuti arriviamo al lago, a quota 2180.

Seefeldsee

Mi allontano dalle rive per vederlo meglio e sento un pigolìo frignante che mi svolazza sulla testa.
Costui si posa sulla cima di un alberello giusto il tempo di inquadrarlo alla meglio e immortalarlo.


Un po' di zoom.



Il tempo cambia velocemente, inizia a piovigginare e riscendiamo alla Auerberg Alm. Perché gli orsi mi faranno paura, ma i temporaloni estivi conditi di fulmini e saette pure non scherzano.

Hasenohr

Alla malga sosta birra e canederli. Una decina di persone in tutto e noi gli unici italianofoni. Ma con l'aiuto del dizionario sullo smartphone ho rotto le balle a tutti per sapere che razza di uccelletto ho fotografato sulle rive del lago. Ma nessuno lo ha mai visto, non conoscono il suo nome neanche nella loro lingua madre.

Passata la perturbazione scendiamo al maso, dove ritroviamo la signora che lavora tra le sue galline e l'orto. Penso che durante la mattinata abbia fatto un veloce ripasso del poco italiano che conosce, perché subito ci è apparsa più spigliata. Così abbiamo chiacchierato un po', noi le abbiamo raccontato della passeggiata e dell'uccelletto misterioso e lei ci ha raccontato dei suoi 30 anni di vita al maso. Il bello è che ci siamo capiti benissimo.
Ci ha offerto un grappino, che ho bevuto anch'io (io che odio i superalcolici!) perché rifiutarlo sarebbe stato molto maleducato. Si è assicurata che avessimo mangiato qualcosa alla Auerberg Alm, e credo che se non le avessimo detto dei canederli ci avrebbe fatti entrare in casa per prepararci qualcosa.
Infine ci ha portato le uova. 10 uova bianchissime.
Non ha voluto manco un centesimo, niente.


4 di queste son subito finite in modo degno, secondo la mia ricetta preferita: stese a sfrigolare su un letto di cipollotti bianchi e rossi, e nient'altro. Buonissime, cena perfetta per 2.

La signora forse non lo saprà mai, ma mi ha fatto proprio un regalo utile e prezioso, qualcosa di cui avevo dannatamente bisogno in questo periodo deprimente che sto vivendo. Ma non sono le uova.

10 luglio 2017

unioni miste

Merluzza tordizzata?
Tordo merluzzizato?



Boh, comunque si accompagnava ad un signor merluzzo nero, e insieme spiavano con ingordigia (come noi, del resto) i barbecue dei gitanti sulle sponde del bel lago di Coredo.
Bella, slanciata ed elegante, saltellava  di stelo in stelo che pareva una farfalla.

[ma un ermellino, dico, non lo avvisto più?]

8 luglio 2017

Villandersberg 2509

Con molto molto ritardo inauguro la stagione estiva con una passeggiatina di 17.5 km e 950m di dislivello, giusto per ricordare alle mie gambe qual è la loro funzione.

Partenza dal parcheggio Speckboden sull'alpe di Villandro, a 1580m ca.
Sentieri 7, 15, 6, 2 , passando per la Gasserhütte, la Moar in Plun, la Pfroderalm, il Totensee, e infine il cocuzzoletto molto panoramico del Villandersberg.

Escursione da evitare nelle afose e assolate giornate di caldazza africana, perché sull'alpe di Villandro non ci sono molti alberi, e quando il sole splende mena durissimo.
Ce l'ho fatta solo grazie ad un provvidenziale venticello e ad una leggera velatura che stemperava la spietatezza dell'irraggiamento solare, altrimenti credo proprio che non sarei arrivata nemmeno alla caratteristica Totenkirch, minuscola cappelletta dedicata ai morti posta a 2190m ca a cavallo tra l'alpe di Villandro e i monti di Reinswald.
Il piccolo Totensee incontrato lungo il percorso, giace in una conca a 10 minuti di cammino dalla Totenkirch.



Sull'ampio spallone dello Zwölfernock:



Il sentiero si abbassa un po' verso una selletta ...



e qui c'è qualcuno che ci si è fatto la casa e magari vorrebbe pure il pedaggio! ma per fortuna il cerbero feroce se la dorme.



la desolazione ai piedi della forcella sarentina:



Giù, verso Reinswald, i piccoli Seeberg Seen:



Sulla cima del Villandersberg (2509m) un mappamondo di granito:



Tutt'intorno abbastanza foschia da farmi passare la voglia di orientarmi. Ops, ho pure dimenticato la bottiglia d'acqua in macchina. Ci si fionda all'indietro a caccia di un ristoro.

Totenkirch, 2186m

Laggiù la mia salvezza: la Pfroderalm, dove tracannerò da sola un litro d'acqua in mezzo a bevitori di birra e di capuccini.



Molto rustica, quasi una catapecchia, ma dotata di 2 pannelli solari! Non ho osato visitare il -ehm- bagno.



Menù:


Fosse stata domenica avrei senz'altro assaggiato le uove con le pattate a rosto. Devono essere buone.

E vabbé, sull'alpe di Villandro è strappieno di queste polpettine volanti; potevo forse io non incontrarne uno?