27 ottobre 2016

viaggi in italie

Mercoledì ho spedito una raccomandata tipo 1, perché volevo che arrivasse a destinazione (cagliari) entro venerdì.
Al momento non so se arriverà entro il termine garantito dai soldi spesi, però, andando a visionare il percorso della raccomandata sul sito delle poste l'avventura sembra iniziata benone e con determinazione



e siamo ancora nel raggio dei primi 100 km!
cosa succederà alla poverina, quando attraverserà o sorvolerà la pianura dei bùtteri padani? prenderà la via di torino o quella venessiana? girerà l'italia intera? doppierà lo stivale a reggio calabria? avrà paura tutta sola in questo mundo muy dificile?
CHE DILEMMA
MYSTERO ... SUSPENCE ...

annàssero a cagàr ...

15 ottobre 2016

turista per sempre

Con moltissimo ritardo ...
ricordo che la seconda domenica di settembre si celebra il rito del matrimonio selargino (da Selargius, nome del comune dell'hinterland cagliaritano dove ha avuto origine) seguendo un'antica usanza piuttosto codificata, e di cui non so granché.
Sempre snobbato in giovine età, questo e la festa di sant'Efisio che blocca Cagliari ogni 1 maggio.
Invece poi mi è toccato di tentare di spiegarne il senso al Mistico, che ne è stato assai affascinato.

In poche e confuse parole:
- una coppia decide di sposarsi secondo questa usanza, e si mette in lista d'attesa (pure un po' lunghetta).
- il matrimonio prevede una lunga preparazione, una lunga vestizione (tassativo è l'abito tipico, molto bello a dire il vero) e una lunga cerimonia che viene celebrata in 2 chiese differenti: quella normale e quella di san Giuliano. Quest'ultima è minuscola e risalente all'età medioevale, ed è un vero gioiellino archeologico; sempre chiusa agli aspiranti visitatori, viene aperta solo per questo rito o per altre rare occasioni.
- per il matrimonio selargino accorrono gruppi folkloristici da un bel po' di comuni isolani, che accompagneranno il corteo nuziale con danze, sfilate, doni e musiche tipiche delle aree di provenienza.
- il tutto dura una settimanella scarsa, con rituali che si svolgono la mattina e spettacolini serali (più o meno come le feste vigiliane -mai viste- che pare rendano molto pittoresco il capoluogo del Welschtirol).

Gli abiti folkloristici hanno quasi tutti un denominatore comune: sono coloratissimi.
E i partecipanti, strano ma bello, son di tutte le età.

Giovani:



Molto giovani:



Molto giovane:



Attempati:



Il mio preferito! un talebano dei nostri



Giovane:



Arrivano gli impellicciati (ricordo che quel giorno si son sfiorati i 32° a mezzogiorno)






Giovani donzelle:



Il gruppo di Orgosolo, col tipico copricapo femminile semi rigido, procede in ordine sparso:



La coppia più bella:



Ancora il talebano (ebbene si, l'ho seguito con fare indifferente ma mi sa che mi ha sgamata )



I più belli:



I più belli e simpatici:






La sposa del giorno scortata dai gendarmi:



C'è pure una coppia di stranieri che ha scelto questo rito per sposarsi. Per questa edizione sono arrivati nientepopòdimeno che da Cuba, ma i primi stranieri a voler partecipare furono giapponesi -se la memoria non m'inganna.
Sulla mise di entrambi non mi esprimo.



I mastodontici buoi che trasportavano il letto nuziale. Imponenti e impressionanti, ma per fortuna pacifici.
Ma a fine carriera qualcuno se li mangerà? e se si, come? in umido? ARROSTO?



Il carro degli allegri cantanti:



La sfilata dei bambini sui pony:



E i cavalieri, tanti, arrivati da ogni angolo:


Gli abitanti della cittadina hanno apero le loro case ai visitatori, offrendo bevande, caffè, pane, dolci, tartine, formaggi, frutta e vini di tutti i tipi. Anche a me, scambiata per la solita, eterna turista.


[ormai mi sono rassegnata al mio status di apòlide, che ha anche i suoi vantaggi ogni tanto]

12 ottobre 2016

enèlèide

Occhio alle date!

☺ Il 22 ottobre 2015 faccio domanda di allaccio all'enel per la casupola che ci ho in Sardegna
☺ L'11 novembre 2015 arriva un tecnico per il sopralluogo e mi dice con tono innocente "bisogna mettere una nuova cassetta di distribuzione (ergo, una nuova centralina elettrica su suolo pubblico), perché quella già esistente non è più sufficiente". "Ok", rispondo io muy fiduciosa e ottimista, "e quando iniziate?"
"adesso le mandiamo il contratto e appena ce lo rimanda indietro firmato iniziamo i lavori."

☻ l'11 gennaio 2016 ricevo il plico contrattuale di 23 pagine. Imperscrutabile come il divin segreto, talmente è scritto in burocratese. Cerco il numero e/o la mail di quel collega bolzanino del cicap, esperto in egittologia, ma non lo trovo più. Finché mi arrendo e vado a farmelo decifrare al punto enel di Trento, dove trovo una santa donna che non solo si presta all'opera, ma mi risparmia pure le spese di spedizione del contratto, inviandolo lei per conto mio via fax. È il 29 marzo 2016 quando gli do l'ok definitivo.

♠ il 23 giugno 2016 (!!) mi comunicano per posta di avere avviato il procedimento autorizzativo presso il comune. Prima no, chissà perché...
Li chiamo per sapere il motivo di tanto ritardo, e inizia il balletto di telefonate e scuse varie, in un crescendo di aulici scambi di amorosi sensi. Dopo l'ultimo vaffanculo che mi parte spontaneo di bocca a metà luglio, non mi rispondono più al telefono. Allora aggiro l'ostacolo e gli mando in tilt il sistema antivirus inviandogli una delle mie mail piena di soavi complimenti, dopodiché ricevo l'ultimissima telefonata poco prima di ferragosto "i lavori inizieranno a metà settembre, il comune ci sta per rilasciare l'autorizzazione".

A metà settembre:


Sicché vado al comune il 23 settembre 2016, e scopro che l'autorizzazione è stata concessa il 5 agosto 2016 (non prima, a causa dei lavori per la posa delle tubature del metano che hanno interessato Cagliari e hinterland durante tutto luglio) e i cialtroni ancora se la devono andare a ritirare. Assisto ad una telefonata in vivavoce tra l'impiegato dell'ufficio tecnico del comune e il tecnico dell'enel, durante la quale il poveretto assicura che l'autorizzazione sta venendo a prenderla proprio adesso, e che i lavori inizieranno entro la fine di settembre.
Voglio aspettarlo lì, questo indefesso lavoratore, ma l'impiegato del comune mi sconsiglia di farmi vedere per non provocargli ulteriori traumi.

A fine settembre:


La mia ultima mail:

Guarda il caso, passo al comune e scopro che l'autorizzazione per la predisposizione di una nuova centralina vi è stata concessa il 5 agosto e voi ( o chi per voi ..) non l'avete nemmeno ritirata. Immagino che questo disguido sia dovuto al panico da ansia da prestazione. 
Ma non preoccupatevi; esistono comunque tante scuse da accampare. Sfogliando il manuale "come prendere in giro la gente e vivere sereni" ne ho trovata qualcuna che mi permetto umilmente di suggerire.

- si può dar la colpa alle dannate zecche che aggrediscono certi onesti lavoratori durante le lunghe vacanze agostane trascorse in spiaggia

- si può dar la colpa alla scabbia che colpisce certi poveri escursionisti durante le lunghe passeggiate settembrine a caccia di funghi tra i prati

- si può dar la colpa alla diarrea, che costringe certi indefessi lavoratori a trascorrere interi giorni sul wc (probabilmente perché mezza Italia ce li ha mandati)

- oppure si può dar la colpa ai soliti profughi, che quelli ormai sono il capro espiatorio di tutte le arretratezze italiche (e per fortuna che ci sono, altrimenti non si saprebbe proprio più chi accusare)

Vedete quella che vi si addice meglio. In caso contrario, mi sforzerò di suggerirvene qualcun altra.
saluti e buon lavoro (si fa per dire)

Si son presentati stamattina. Mi hanno chiamata per informarmi dell'inizio lavori, pure un po' scocciati. Poverini, col caldo che c'è ancora, gli ho fatto sfumare un'altra giornata in spiaggia.
Per fortuna sto 800 km più su e non li vedo di persona.
Ché occhio non vede e orecchio (il loro) non duole.

P.S.: alla fin fine è passato un anno, eh! e meno male che non ci abito in modo continuativo, e che in tutti questi mesi mio fratello mi ha concesso di stare allacciata al suo, di contatore. Altrimenti c'era di che finire in galera per lesioni aggravate da ingiurie e vilipendio di cadavere.

P.S.2:  il prossimo trentino che si lamenta con me di Dolomiti Energia ce lo mando a calcioni.

9 ottobre 2016

quando una è sana di mente ...

... i risultati si sentono.

Ho passato l'intera (INTERA) giornata di ieri a rimettere ordine nella musica del catalogo multimediale.
È un rito autunnale che si ripete da anni ogni mese di ottobre, con scarso successo (nel senso che windows media player se ne straffuotte delle mie indicazioni e continua a catalogare la MIA musica come ESSO vuole).
Ma non c'è modo migliore per buttare un'intera (INTERA) giornata che rispolverare tra la mia musica.

Il risultato è che stamattina alle 6.50 mi son svegliata che il mio cervello se la cantava e se la suonava da sola.

Questa canzone.
Il personaggio lo conosciamo tutti.
Patrimonio degli antropologi.
Il mystero irrisolto di chi va dicendo che drogarsi fa male. Sarà ...

7 ottobre 2016

impazziti@provincia.tn.it

Il Trentino non è più un posto sicuro e dei trentini non ci si può più fidare.

Stai  40 giorni a sud, in mezzo a una marea di gente, e di parenti, e di amici che non ti danno tregua.
Ogni giorno qualcuno che ti cerca, che ti parla, che ti chiede, che telefona, manda messaggi, suona alla porta di casa, e ti invitano a pranzo, a cena, al tè delle 5 e al caffè delle 11; e poi incontri quello che non vedevi da 20 anni, e quell'altra da 15, e passi i giorni a combattere con burocrazia, uffici, operai cialtroni, e i rari momenti di solitudine li passi ad anelare i boschi solitari e quella silenziosa città dove tutto sommato nessuno ti sta addosso (al netto di quei 5 o 6 gatti che frequenti non certo quotidianamente).

Rientri finalmente in quella silenziosa città, già pregustando i lunghi momenti di pausa e di pace che ti meriti, e questa gente cosa ti fa? le feste.
Si parte dalla vicina di casa che ti abbraccia come neanche un teròne sa fare.
Al supermercato cerchi di evitare la cassiera (con cui ormai parli di tutto) e scegli quella musona che non ti ha mai salutata proprio perché non hai voglia di interagire, e questa stronza all'improvviso si mette a blaterare e sorriderti, e ti trattiene chiacchierando lasciando gli altri in coda.
Quell'altro che conosci a malapena che ti ferma per chiederti come stai e che fine hai fatto.
E poi vieni a scoprire di quella condomina molto cafona che non ti ha mai risparmiato scortesie aggratis, che si è preoccupata ed è andata in giro a chiedere dove stai, perché non vorrebbe mai che tu cambiassi casa, perché chissà che gentaglia maleducata arriva al posto tuo. Chè di gente perbene come te non ghe n'è mica tanti in giro, eh?
Commercianti ed esercenti ai quali non hai mai dato un cent che salutano come se fossi un vecchio cliente.
Gente del vicinato che non ti ha mai cagata, con tua somma gioia e tripudio, che a momenti ti invita a pranzo, a cena, al grappino delle 5 e al caffè corretto delle 11.
Gente che negli uffici si mette a socializzare, e tutti che hanno una gran voglia di parlare.

No, non trovo più pace neanche qui. Ho staccato il citofono. Per precauzione ho bloccato qualcuno su WhatsApp. Esco con passo felpato e cammino rasente i muri. Eccheppalle.