9 agosto 2016

alla ricerca del misterioso Stubensee

Decidiamo di andare ad esplorare la Pflerschtal (val di Fleres), ad un tiro di cerbottana dal confine austriaco.
Parcheggiamo l'auto in fondo alla valle, dove troviamo un cartello di divieto di transito automobilistico (ma solo dalle 10 alle 16) e le indicazioni per la Magdeburger Hütte (rifugio Cremona) e per la Tribulaun Hütte (rifugio Calciati al Tribulaun).
Partiamo a piedi da quota circa 1400m e ci incamminiamo all'inizio su asfalto, sino a trovare un parcheggio un centinaio scarso di metri più su (chiamato "in der Hölle"), da cui partono vari sentieri, compreso quello che interessa noi, e il sentiero per le cascate. Qui prendiamo a sx il segnavia 6/B.


la particolarità della Weißwand

La mia TABACCO 38 ci dice che andiamo incontro alla Ochsen Hütte, che si trova a 1690m, ma sul posto scopriremo che il nome non è esatto: si chiama Furtalm. Non sarà l'unico (ed ennesimo!!!) errore riscontrato sulla mappa, che ricordo aver pagato 7 € 50 non più di 3 anni fa.

la testata finale della val di Fleres



Furtalm, 1690m

Dietro la malga il sentiero prosegue in mezzo a pantani di pizze assortite di vacca, sino a ricongiungersi col sentiero n. 6 che arriva dallo stesso parcheggio in der Hölle.
Affronto la salita, che non è eccessivamente ripida, senza sofferenza alcuna. Il venticello fresco mi aiuta parecchio.








Arrivati alla Magdeburger Hütte facciamo una prima sosta panoramica. La nostra meta sono gli Stubenseen, che la TABACCO 38 riporta come lì vicino.


Magdeburger Hütte, 2423m

Un laghetto vicino al rifugio, pur carino, è coperto di vegetazione.



Consultando la mappa (errorissimo!) cerchiamo il secondo, seguendo le indicazioni per la Bremer Hütte; ma dopo esserci alzati per un altro centinaio di metri troviamo solo un pantano desolato.



Il laghetto adiacente al rifugio visto dall'alto.



Salendo ancora più su incontriamo solo pozze d'acqua. Cocciuti come muli ci ostiniamo a salire su per il pendio a dx ...



... dall'alto vediamo solo pantani a perdita d'occhio ..



Il ritorno degli scornacchiati alla Magdeburger Hütte ...



si saluta ancora il laghetto del rifugio ...


Rassegnati a trovare solo laghi intorbati, alla Magdeburger Hütte per fortuna ci verrà in soccorso il gestore del rifugio. Costui sembra un orso burbero, e forse lo è, ma con noi è stato molto gentile e prodigo di informazioni. Con un italiano buono ci spiega che abbiamo sbagliato via, e per raggiungere il lago Stuben dobbiamo camminare per un'altra oretta, seguendo sempre il sentiero n.6 e le indicazioni per la Schneespitz, e poi deviare a dx sul sentiero n.9. Ci dice anche che il lago è venuto fuori da non molto tempo, che si trova esattamente ai piedi di quel poco che resta della Stüben Ferner (vedretta), e che non è segnato sulla mappa TABACCO.

Breve sosta per ammirare le cime di fronte ...

Hochfeiler (Gran Pilastro)



Grabspitz a sx e Wilde Kreuzspitze a dx

Si riprende a salire: dal rifugio ci vogliono ancora più di 200 metri di dislivello per raggiungere il laghetto di cui ci ha parlato così bene il gestore della Magdeburger Hütte.



Il panorama è aria balsamica per i miei neuroni.



Si va verso la Schneespitz ..



E si incontra un bel pecorellone che fa pendant con le rocce circostanti.



C'è da attraversare qualche nevaio che ha tutta l'aria di stazionare lì 12 mesi all'anno.







Un laghetto senza nome, dal bel colore turchese.



A sx la Weißwand, a dx il Tribulaun.







Et violà, lo Stubensee, che alcuni chiamano anche Gletschersee. È esattamente lì dove ci ha detto il gestore, a quota 2670 ca.
L'agonia della vedretta è straziante a vedersi.






Alla fine, tra saliscendi, abbiamo sfiorato i 1300m di dislivello.
Per salire sulla Schneespizt ne occorrono altri 500, più o meno. Sarà per una prossima vita.

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