18 luglio 2016

12 apostoli, ultima chiamata

E quando la vocazione (al suicidio) c'è, la vocazione risponde.
Sono indebolita dallo scarso appetito e dall'insonnia che mi consuma da settimane, la vista mi si appanna ogni venti minuti, ho pure le vertigini, cosa aspetto ad immolarmi lungo questo famigerato sentiero che non promette nulla di buono? A me poi, che detesto le vie ferraglie, e quindi rocce e funi metalliche?

Eppure, nonostante tutto, ci è andata bene: freddo abbastanza da procedere spediti (sotto sole caldo su quelle rocce non avrei percorso più di 50 metri), asciutto abbastanza da non scivolare (basta un po' di umidità e quelle rocce ripide e lisce diventano un trampolino di lancio), ancora poca gente in giro (se nella folla agostana qualcuno si blocca dal timore lungo i tratti più esposti e ansiogeni, c'è poco da imprecare).

Trento → val Algone (dall'albergo Brenta in poi transito a pagamento 4€) → malga Movlina (parcheggio 1780m ca)
Sentieri 354 e 307.


rifugio 12 apostoli, 2490m ca




L'ascesa vera e propria inizia in val di Nardis a 1820m ca, quando inizia un sentiero ghiaioso che subito si impenna ed è attrezzato con funi metalliche. È solo l'inizio di quella che viene chiamata scala santa.
Ad un certo punto mi fermo, il Mistico è preoccupato dal mio silenzio; sa che in condizioni normali li avrei bestemmiati uno per uno, i 12 apostoli. Pur non conoscendone i nomi, li avrei comunque citati usando nomi di fantasia. Nomi volgari, probabilmente. Ma non sono in vena di produrre il solito siparietto, e riparto quasi subito. Il Mistico rispetta la mia distanza e il mio silenzio, ma in realtà non mi perde d'occhio.

Dopo la scala santa ci aspetta un breve traverso su ghiaia, e poi ancora rocce dure e lisce. Molti i punti in cui occorre arrampicarsi a 4 zampe.
L'intera escursione non è stata una delusione solo perché le aspettative erano pari a zero (come sempre quando mi trovo in ambienti dove la roccia grigia è l'elemento dominante). La verità è che mi sono sottoposta a questa fatica perché speravo di impegnarmi mentalmente altrove, e di crollare sfinita la sera per dormire un po' più a lungo.

vista verso l'Adamello





vista verso la Presanella


il cocuzzolo 12 apostoli, 2700m, con la caverna adibita a luogo di culto

Il rifugio è carino, in una bella posizione ariosa e panoramica. La vista su una parte delle cime del Brenta, per chi ama il genere, è niente male.
Zero voglia di indagarne i nomi    


















E anche i prezzi sono più che onesti: abbiamo pagato un tè caldo tanto quanto lo si paga in un bar di città. E ho visto girare certe porzioni di pasta al pomodoro da far impallidire la proverbiale generosità di malghe e rifugi dell'Alto Adige.
Carina anche la signora che gestiva la sala, gentile e forse un po' sorpresa dal mio mutismo: ha tentato di chiacchierare, e per fortuna il Mistico ha preso in mano il discorso. Spero che abbia capito che non ce l'avevo né con lei, né col suo tè, né con la struttura. Confido nel suo intuito femminile, che rende le donne (alcune donne ..) capaci di decifrare il codice del dolore più di quanto sappiano fare gli uomini.

Anche la discesa, strano ma vero, è avvenuta in tutta tranquillità. Non è da me percorrere siffatti sentieri senza distribuire con generosità impronte del mio onorevole fondoschiena qua e là, a beneficio dei futuri archeologi.

Il potere lenitivo dell'ambiente montano ha funzionato ancora, e io che non ci credevo più.

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