30 luglio 2016

alla Grasleitenhûtte (rifugio Bergamo)

Trento → Bolzano nord → Tschamintal (val di Tires) → parcheggio Lavina Bianca (1170m ca)
Sentieri  3  3A

Prima tappa al Rechter Leger (1600m ca), dove già alle 8 di mattina alcuni villeggianti hanno occupato i posti a sedere per un probabile picnic.



24 luglio 2016

sprazzi di serenità


lo sciantoso (Fersina)


il tappeto ambulante a 4 zampe!! (rifugio Casarota-1570m / Vigolana)


la pudica  (Piné)


ogni scarraffone è bello a mamma sua ...


caldo? zampiluvio!


lo sfuggente


 il salvagente


il petulante (chez moi, come al solito...)


18 luglio 2016

12 apostoli, ultima chiamata

E quando la vocazione (al suicidio) c'è, la vocazione risponde.
Sono indebolita dallo scarso appetito e dall'insonnia che mi consuma da settimane, la vista mi si appanna ogni venti minuti, ho pure le vertigini, cosa aspetto ad immolarmi lungo questo famigerato sentiero che non promette nulla di buono? A me poi, che detesto le vie ferraglie, e quindi rocce e funi metalliche?

Eppure, nonostante tutto, ci è andata bene: freddo abbastanza da procedere spediti (sotto sole caldo su quelle rocce non avrei percorso più di 50 metri), asciutto abbastanza da non scivolare (basta un po' di umidità e quelle rocce ripide e lisce diventano un trampolino di lancio), ancora poca gente in giro (se nella folla agostana qualcuno si blocca dal timore lungo i tratti più esposti e ansiogeni, c'è poco da imprecare).

Trento → val Algone (dall'albergo Brenta in poi transito a pagamento 4€) → malga Movlina (parcheggio 1780m ca)
Sentieri 354 e 307.


rifugio 12 apostoli, 2490m ca

10 luglio 2016

non può accadere a noi

Sai che cosa c'è
non importa che
quando tocchi il fondo vieni su
vieni fuori oppure non ci vieni più
ti vedo in forma uèè
lascia perdere ...

[che cosa c'è - Vasco Rossi]

Quante volte siamo felici e non ce ne accorgiamo. Poi ti si aprono le voragini dell'inferno sotto i piedi e allora te li ricordi tutti, i momenti in cui sei stato felice. Che poi, a guardarli bene, sono tutti, ma proprio tutti, quelli precedenti lo sprofondamento. Anche quando ti rodevi per un'ingiustizia o per un malanno fisico, eri comunque felice.

Il teletrasporto è una realtà, checché ne dicano attivisti del cicap e debunkers di professione. Io l'ho sperimentato in un caldo pomeriggio di inizio estate, quando dal parcheggio di un ospedale mi son ritrovata all'inferno in un nanosecondo. Ora sto cercando il modo per il passaggio inverso, ma continuo a non trovare la porta spazio-temporale, che ci dev'essere ma non la vedo. Orba che altro non sono.

In quanti modi si può chiamare un tumore, prima di trovare il tempo e la maniera di chiamarlo col suo vero nome? Io li ho imparati tutti: polipo, ciste, infiammazione, ispessimento (questa dev'essere una new entry). E in quanti modi si può contrastare? Essenzialmente 2: via chirurgica e chemio. Quando poi la solenne porcheria è grande, allora si inverte l'ordine d'azione: chemio e rimozione chirurgica.
E poi tanto, tanto coraggio e tanta, tanta fortuna.

Non è la prima volta che un parente viene colpito, ma sul corpo di mio fratello non lo sopporto. No no, così non si fa. Non va bene, è fuori luogo. È troppo mingherlino lui, e quel coso è troppo grande. La lotta è impari, non è etico. Mi appello alla convenzione di Ginevra, ad Amnesty International, a tutti quelli che si battono per i diritti umani. Quel coso lì non ci deve stare. Non esiste che sia lì, quel parassita. Anzi, ha sbagliato persona. Con tutti i fetenti tagliagole che infestano il pianeta, proprio qui doveva venire a rompere i coglioni? Non ha senso.

E in quanti modi si possono domare le lacrime? forse un'asceta orientale lo sa, ma no, grazie.
Mentre parlo, mentre tento di mangiare, mentre tento di dormire, mentre scrivo per mettere ordine in testa, mentre rovisto con ridicola dissimulazione tra i miei oggetti cercando di tenere integra e razionale una mente che invece sta esplodendo e implodendo contemporaneamente.

È così che sono diventata cieca, poi sorda, e ora mi avvio al mutismo.
E si, mi ci vorrà del tempo prima che ricominci a parlare con le cose, e delle cose. Perché ora parlano solo le persone, i professori e i bollettini medici. E fossero soltanto questi, andrebbe ancora bene.
No, ora abbiamo anche i dotti, medici e sapienti. Quelli che ...
"io l'avevo detto"
"la chemio è veleno"
"ci vuole la dieta apposita"
"non c'è niente da fare"

Che riescono a essere ancora più fuori luogo della solenne porcheria sul corpo di mio fratello. Incredibile.