27 giugno 2016

il silenzio delle cose

Dopo un mese di vita in un'area metropolitana di oltre 400.000 abitanti succede che le cose non mi parlano più. E questo perché il frastuono di 400.000 esseri rumorosi dediti allo scialo di parole copre tutto.
Per non creare allarmismi dico che non ne posso più, ma la verità è che se avessi un bel bazooka e la certezza dell'impunità, ne metterei a tacere un bel numero, di questi esseri.

Così un giorno, per sfuggire ad una ressa opprimente a cui non mi sono mai abituata, siamo scappati verso il parco dei Sette Fratelli, un polmoncino verdognolo quasi alle porte di Cagliari.
Gente non ghe n'era, almeno sino a mezzogiorno. Ma la vegetazione tipica mediterranea, fatta di piante basse e alberi rachitici, innestati su terra arida sabbiosa e polverosa, non mi ha ringalluzzita come invece fanno i boschi folti di conifere di altre latitudini e altitudini.
La sensazione che il divorzio di 20 anni fa sia irreversibile arriva come una randellata verso mezzogiorno, quando incontriamo un folto gruppo di tedeschi che come noi ha scelto di avventurarsi tra queste pietre dure: il concerto di "morgen" e "hallo" è musica per le mie orecchie. Ed è subito Haus.

I sette fratelli che danno nome al parco sono dei cocuzzoli di pietra disseminati lungo una dorsale che inizia nell'area cagliaritana e finisce a ridosso della costa sudorientale. Ne abbiamo percorso forse un decimo, più che sufficiente per scoprire che non ci appassiona granché.




Per sentir parlare di nuovo le cose ci siamo spostati per un'ottantina di km a nord, lungo la costa orientale. Ma è un linguaggio che faccio fatica a recepire, forse non ho più voglia di ascoltarlo.








Sogno di una notte di ordinaria utopia: la Sardegna è stata annessa allo stato teutonico che si estende dal mare del nord alle Alpi. Lo stato teutonico ha importato qui il suo modello di turismo: sono stati disegnati e/o ripristinati antichi sentieri che collegano le varie località e ogni ovile dell'entroterra è stato trasformato in un punto d'appoggio, una stazione di supporto per i numerosi germanici che gradiscono avventurarsi nelle zone interne. Il tutto è servito da trasporti rapidi ed efficienti, che comprendono anche collegamenti civili via aerea e via mare. Così quelli come me, quando si son rotti le balle, possono raggiungere i monti del nord in tempi rapidi senza frantumarsi i cogliuzzi dietro compagnie navali ladrone e compagnie aeree fantasma.

14 giugno 2016

dalla neve alla sabbia

Spiaggia del Giunco, Villasimius (Cagliari).
Metà giugno, già fin troppo piena per i miei gusti.
Operatori turistici, ristoratori, parcheggiatori, venditori ambulanti, cazzetterie, caffetterie, gelaterie: tutti iniziano a fregarsi le mani in vista della calata dei norditalici e nordeuropei.



Beh, chi ritiene figo mangiare su questo carrettone galleggiante puzzolente merita il pelo e il contropelo. Lo metterei come voce del menù: depilazione inclusa nel prezzo. I turisti ne saranno entusiasti.



E meritano di essere pelati fino alla radice dei bulbi piliferi del deretano anche quei turisti lombardi del menga che davanti a questa antica torre di avvistamento declamavano a gran voce: "che bel nuraghe!".


Ecco, s'ì fossi un esercente di Villasimius, a questa categoria di ospiti applicherei un sovrapprezzo, una sorta di tassa sull'ignoranza. Perché certi spropositi fanno male ai neuroni, e poi uno si deve andare a comprare calmanti perché sennò farebbe una rissa al giorno nel vano tentativo di difondere cultura e conoscenza locali.


spiaggia del giunco, oggi ventosa


al largo l'isolotto di Serpentara


giovani coraggiosi


vecchi imborghesiti

6 giugno 2016

il mucchio selvaggio

Sfatiamo un mito: che le testudo hermanni siano esseri pacifici.
Nessun essere è pacifico quando ha fame, e quando le tartarughe hanno fame prima ingaggiano delle vere e proprie gare per raggiungere il cibo, se poi ci arrivano insieme si spintonano e arrivano anche ad azzannarsi a vicenda. Non hanno denti ma bordi taglienti molto affilati ed efficaci. Trust me.

Consiglio n.1 : mai interporre i propri piedi con alluci sporgenti tra una testudo hermanni affammata e la sua foglia di lattuga. Anzi, mai scendere in un campo infestato da questi esseri calzando dei freschi sandali. Munirsi di solide calzature da antinfortunistica è cosa saggia e giusta.
Trust me again.

vecchie e nuove generazioni tutte insieme affannosamente