25 maggio 2016

sull'Armentera (forse)

La Kompass 621 Valsugana-Tesino, nell'angolino che descrive la val di Sella, segnala un sentiero, il 210, che parte dalla provinciale nei pressi della locanda "al Legno", e che porta ai 1190m ca dell'eremo di San Lorenzo. Nessun cenno ad un fantomatico sentiero che dall'eremo porta ai 1500m del cocuzzolo dell'Armentera, e men che meno ad un altrettanto fantomatico sentiero che dal cocuzzolo dell'Armentera porta a toccare altre cimette della dorsale per poi scendere qualche km più a ovest sulla stessa provinciale, ma in prossimità dell'area che ospita le opere d'arte vegetali.
Questo perché, penso io, i cartografi della Kompass sono dei signori che vogliono bene ai loro clienti e ci tengono al benessere fisico di questi.

Poi c'è una guida ai sentieri della val di Sella, presumo creata da enti locali tipo il comune di Borgo Valsugana, che invece il sentiero che percorre tutta la dorsale lo riporta, eccome. E lo riporta pure come "ben segnalato".

mappa attendibilissima

Questo perché, penso io, per stilare la guida si devono essere affidati a qualche selvatico locale uso a trascorrere il proprio tempo libero a grattarsi la rogna in mezzo a cespugli spinosi e alla vegetazione inestricabile, dove il suddetto trova non solo sé stesso e il suo ambiente ideale, ma ci vede pure sentieri di cui poi vaneggia in giro. Malimortacci.

Comunque, parcheggiata l'auto di fronte alla locanda "al Legno", arriviamo senza grossi problemi all'eremo di san Lorenzo, dove eravamo già stati 11 anni fa.

eremo san Lorenzo


scorcio sul Lagorai sud occidentale


zoom in zona bivacco Argentino


la tempesta di lunedì ha portato un po' di neve


Sulla via del ritorno, all'altezza della bocchetta di Val di Croce, troviamo un rustico cartello che indica un sentiero che in mezz'ora dovrebbe portare ad un punto panoramico, e in un'altra mezz'ora al cocuzzolo dell'Armentera. Why not? ci chiediamo.



Mi bastano 10 minuti per battezzare questo tracciato "sentiero delle cento zeta". Sale ripidino, ed è pure scomodo e noioso. Il punto panoramico merita la fatica.





gruppo Rava


da sx: Fravort, Gronlait, Hoabonti, Cola


Il sedicente sentiero prosegue poi, ancora più scomodo, verso quello che presumiamo essere il cocuzzolo dell'Armentera: una piccola radura circondata da vegetazione, per niente panoramica, al cui centro è stata posizionata una croce in legno. Questa l'ho ribattezzata la Croce delle 2 Armate.



È infatti custodita molto gelosamente da 2 eserciti, uno di terra costituito da truppe di mordaci formiche rosse, e uno di aria costituito da una flotta aerea di mosconi verdi/blu metallizzati. Siamo stati attaccati in contemporanea su entrambi i fronti, e nulla abbiamo potuto contro questi esseri così tenacemente affezionati alla loro terra.
Abbiamo venduta cara la pelle però, prima di battere in ritirata: le scarpate si sprecavano, e gli schiaffoni pure. Devo aggiungere, per amor di onestà intellettuale, che siamo retrocessi di qualche grado nella scala evolutiva, non solo a livello linguistico ma anche comportamentale. Abbiamo infierito sui corpi dei (pochi) nemici catturati con una bestialità feroce.
[com'è misera e debole la vita dell'omin terrestre quando non ha a disposizione protesi tipo fucili, bombolette di DDT e lanciafiamme!]

Dalla Croce delle 2 Armate cerchiamo un'idea di sentiero che prosegua, ma forse perché sfiniti dalla battaglia impari, forse perché affamati oltre misura, forse perché alla fine vince sempre il saggio motto "ma chi cacchiuzz ce lo fa fare?" non ci siamo sforzati tanto di trovarlo e ce ne siamo tornati all'eremo a mangiare in sacrosanta pace il nostro panino.

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