27 marzo 2016

mentre a Roma

Mentre martedì sera, dopo la porcata di Bruxelles, guardo il tg Lazio dal letto di un B&B sulla via Aurelia,  penso che devo aver sbagliato treno, e invece di una FrecciaArgento ho preso l'Orient-Express e son scesa a Pechino. Perché io di quelle misure di sicurezza eccezionali scattate a Roma -di cui parla con aria grave il mezzobusto- non ne ho viste, né alla stazione Termini né in metropolitana.
Esercito un po' ovunque, polizia municipale, carabinieri, probabilmente tiratori scelti,  ma questi già li si incontrava negli anni passati.
Semmai a mancare all'appello son proprio le misure eccezionali, tipo chessò, metal detector ai varchi di entrata e uscita delle stazioni? sistemi per la rilevazione di esplosivi? Non ghe n'era manc'uno.
(al porto di Olbia il 14 novembre c'era l'antiterrorismo che passava ai raggi X auto e bagagli; a Roma chi li ha visti?)

Mentre attendo il vagone della metro vedo una coppia di soldati armati di mitra che passeggiano nei tunnel sotterranei. Se un diversamente evoluto, detto brevemente troglodita, attua una porcata in metropolitana, i nostri soldati saltano democraticamente in aria insieme a noi civili. E io durante l'attesa del vagone canterellavo nervosamente "to die by your side is such a heavenly way to die".

Mentre i soldati passeggiavano avanti e indietro una megera degna figlia de li mortacci sua m'ha alleggerita del portamonete che tenevo nel marsupio, e che quei 20 € possano servirle per curarsi le probabili future emorroidi (sulle cui cause non mi esprimo perché son pur sempre una signora. Io.).

Mentre polizia, carabinieri ed esercito stanno dislocati nei punti considerati più sensibili, dai monumenti ai principali palazzi del potere, qualcuno con trolley al seguito è entrato al Pantheon sotto lo sguardo pacifico della polizia locale che presidiava l'ingresso. Non è successo niente, ma pensavo fosse vietato, come lo è al Colosseo, dove gli altoparlanti annunciano in varie lingue che all'ingresso saranno respinti tutti coloro che si presenteranno con trolley e zaini voluminosi.

Mentre i diversamente evoluti, detti brevemente trogloditi, si svegliavano la mattina pensando a come finire la loro (breve per fortuna) vita di merda, a Roma migliaia di rappresentanti di tutte le nazionalità del mondo andavano in giro, sedevano ai tavolini dei bar, dei ristoranti, affollavano musei e monumenti, si riversavano lungo i Fori Imperiali, nel bel quartiere di Trastevere, si stendevano sui prati di Villa Borghese e Villa Doria. Così è stato prima, durante e dopo, e probabilmente sempre sarà così, alla facciaccia loro.

E infine, mentre entro accidentalmente nel mercato rionale Esquilino, a 2 passi dalla stazione Termini, una zaffata di odore di pesce lercio mal conservato mi aggredisce selvaggiamente le narici; roba che Ordinalfabetix al confronto era un commerciante serio e scrupoloso, attento alla qualità della sua merce e alla salute dei suoi clienti.
[e roba da andare a chieder scusa in ginocchio davanti a tutti i banchi pesce dei supermercati di Trento, che venderanno merce che non sa di una beata mazza, ma almeno non puzza di latrina]


Non so più che dire di questa città dove mi sento come un pisello nel suo bacello (© Ezio Greggio).
Luoghi visti e stravisti in passato, ma è sempre una gioia tornarci, non me ne stanco mai.


la fontana di Trevi sbiancata, finalmente


Non fai in tempo a scendere dal treno che già ti ha inghiottito nei suoi mille vicoli.

pezzi di storia qua e là


Fori Imperiali


il Colosseo, ripulito anche questo, finalmente


Fori Imperiali


Una visita al parco di Villa Doria Pamphilij, la scusa è buona per andare a caccia (fotografica) di una delle tante colonie di pappagalli che hanno ormai colonizzato tutta l'Urbe (e han fatto beneeee)

la Cappella del parco, poco distante da Villa Pamphilij


Villa Pamphilij nell'omonimo parco


E si, ce n'erano tanti, ma sfrecciavano alti e veloci, e non si lasciavano mica avvicinare. Difficile inquadrarli bene.




zoom sulla sosta per l'abbeveraggio collettivo


Davanti al Colosseo. 

Arco di Costantino


Gli immancabili giapponesi, onnipresenti.




l'Altare della Patria, il Vittoriano


teatro Marcello visto da una terrazza del Vittoriano

E poi Trastevere, Villa Borghese, le chiese colorate e quelle più austere, il Palazzaccio, il Gianicolo; insomma, anche stavolta non mi son persa niente.

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