11 marzo 2016

in ginocchio davanti al Geisler nella Villnößtal (Odle-val di Funes )

Partenza da Trento alle 7.15 del mattino, un termometro in tangenziale segnala ben 8°. Impossibile, mi dico, sarà sballato.
Arrivo al parcheggio della Zanser Alm (5 €) in val di Funes, a 1680m ca: -8°. Ma è solo un'illusione, oppure veramente il clima è più che impazzito, perché dopo neanche un'ora ci si squagliava, e la neve con noi.

L'intenzione era quella di arrivare alla malga Gampen, a 2060m, e da li proseguire fino all'impronunciabile malga Gschnagenhardt percorrendo un bel pezzo dell'Adolf Munkel Weg; poi passare dalla Geislerhütte (rifugio Odle) e da lì ridiscendere al parcheggio della Zanser Alm.

Il primo errore tecnico è stato quello di metter le ciaspole; e l'abbiamo fatto più per senso civico che per reale bisogno. Perché il percorso che imbocchiamo noi, contrassegnato col numero 35 (direzione Gampenalm), è strabattuto dal gatto delle nevi, ma a noi ci vien lo scrupolo di non rovinarlo bucandolo con gli scarponi.
La stragrande maggioranza degli altri escursionisti non s'è messa minimamente il problema, neanche per sbaglio.





Geisler (Odle)










In campo aperto, prima di arrivare alla Gampen Alm, più che le ciaspole servivano occhiali schermati di tipo spaziale.









L'arrivo alla Gampen Alm.




Gampen Alm, 2060m, aperta!

E qui l'amara constatazione: il tracciato che dalla malga Gampen porta verso l'Adolf Munkel Weg non è stato ancora battuto.

Ci proviamo noi, ma scopriamo subito che anche con le ciaspole si sprofonda ben oltre il mezzo metro. In più non conosciamo nemmeno il sentiero estivo, per cui non sappiamo orientarci.
Con infinito scornacchiamento torniamo indietro. E ci accorgiamo che la neve si sta annacquando velocemente. Dopo le ciavorre in val Contrin, ecco a noi le ciazeppe in val di Funes: con lo spessore di neve fradicia incollata sotto le ciaspole credo di aver guadagnato circa 3 o 4 cm in altezza. Roba da vertigini


Al parcheggio cerchiamo un'alternativa. Vediamo un po' di gente, senza ciaspole, che si inoltra lungo il tracciato n. 6; secondo la mia mappa il sentiero più su dovrebbe immettersi direttamente sull'Adolf Munkel Weg.
Figo, molliamo le ciaspole nel bagagliaio e facciamolo anche noi. Il caldo si fa sentire, ma noi lo ignoriamo.






Un disastro: buchi nella neve come trivelle, sbandate e scivoloni come ai vecchi tempi. E proprio come ai vecchi tempi, il Mistico se la spassa mentre io attingo a piena voce dal mio collaudato repertorio di scurrilità.



Siamo arrivati fino al bivio per la ferrata Messner, guardando con intenzioni ladronesche 2 giovani baldanzosi ciaspolemuniti che avanzavano sì con fatica, ma sempre più elegantemente e dignitosamente di noi tapini. Loro il giro son riusciti a portarlo a termine di sicuro. Noi no.

Geisler, sotto la ferrata Messner


Mi verrebbe da dire "una giornata sprecata" se non fosse che in ogni caso la Villnößtal è talmente spettacolare che non mi delude mai, neanche in una giornata contrassegnata dai molti errori tecnici/di valutazione e da un po' di sfortuna.

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