19 marzo 2016

da Petersberg alla Neuhütt

Trento → Egna → Aldino → Petersberg.
Segnaletica: 15, 9, 2A
Circa 14 km tra andata e ritorno.

Lunga passeggiata che parte dal paesotto di Petersberg a 1390m ca, e arriva sino alla Neuhütt a 1790m,  attraversando la Kosertal.
Il tracciato n.15 parte a lato del piccolo parcheggio lungo la provinciale in pieno paese. All'inizio su asfalto per poche decine di metri, poi è subito bosco.
Primi metri di dislivello un po' ripidi e all'ombra di altissimi abeti.
C'è una debole traccia coperta dall'ultima nevicata, ma visibilissima.



Superato il primo tratto nel bosco il tracciato si ricongiunge con la comoda stradella che funge anche da pista da slittino. Da qui in poi c'è solo da camminare in totale rilassatezza. Talmente rilassante che a momenti mi addormentavo. Anche perché a parte noi non s'è sentita né vista anima viva.



Ogni tanto qualche scorcio.

Rosengarten


Nella parte alta, poco prima dell'arrivo alla Neuhütt, il paesaggio si apre.

Villandersberg




L'arrivo alla Neuhütt avviene sotto un sole abbacinante.



Il gestore e due suoi amici stanno spaparazzati al sole in posa lucertolosa, e sono visibilmente beati. Ci pare quasi brutto interrompere quel loro momento di sommo gaudio, invece sono talmente appagati che ci salutano quasi gioiosamente.
Il gestore non ci chiede cosa vogliamo da mangiare o da bere, ci chiede con un largo sorriso "come va, tutto bene?" e lascia intendere che non ammette una risposta negativa.
Sono straconvinta che se per caso avessimo osato rispondere con un lamentoso "beh, insomma, così così..." ci avrebbe mandati affanculo di cuore, perché era palesemente impossibile per lui stare male in una giornata così tiepida e soleggiata.
Noi abbiam preso una fetta di sacher a testa, più un bicchierozzo di birra, mentre i 3 allegri tirolesi si son sbafati dei piatti stracolmi di pasta così invitante che io mi son pentita in fretta della mia scelta.

[OT]
Ho sempre trovato la pasta nei menù dei rifugi e delle malghe dell'Alto Adige (molto più che in Trentino, dove invece abbonda la polenta, gli strangolapreti o le sbobbe), e per molto tempo ho pensato che la servissero esclusivamente per la clientela italiana.
Ora invece ho capito che se la mangiano assai volentieri anche loro. E la sanno pure cucinare al dente, non come certi osceni composti collosi spacciati per pasta che ci hanno servito altrove in certe zone blasonate, che bisognava solo accoltellarli e poi invocare come attenuante il delitto d'onore.
[OT]

Uno dei numerosi percorsi della zona continua verso il Jochgrimm (passo Oclini) e per chi lo volesse sino al Weisshorn (corno bianco).



Noi ci lasciamo contagiare la sindrome lucertolosa e indugiamo al sole, finché la cefalea non mi ricorda che io sono praticamente ormai fotofobica, santiddio!
Rientro barcollante come un ubriaca, e non è stata la birra.

Weisshorn, 2213m ca


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