21 gennaio 2016

ubi minor maior cessat

I barbogi del secolo scorso forse ricorderanno con nevrosi che l'originaria locuzione latina era ubi maior minor cessat; beh, che si rassegnino una buona volta: ormai è caduta in disuso ed è stata sostituita dalla ben più realistica ubi minor maior cessat, che rispecchia perfettamente il barcollare dei tempi moderni.
Infatti quest'ultima versione piace assai più della vecchia, tanto che è diffusissima in tutto lo stivale, finanche presso le sperdute vallate orientali del SottoReame.

Il significato più o meno è questo: "chi se ne fotte degli studiati, comandiamo comunque noi e loro sono un cazzo"; ancora più sintetico: "ignoranti si, ma padroni a casa nostra".

La locuzione, composta di sole 4 parole, lascia intendere molte altre cose.
A me l'ha spiegata così un basso papavero del sottobosco del SottoReame:

► anche se un plurilaureato neurochirurgo ospedaliero in quel di Bozzen,
da Ella consultato previo pagamento di miserevole ticket contributivo per l'obsoleto servizio sanitario nazionale,
ritiene autorevolmente che Vossìa deve seguire una specifica fisioterapia*,
noi qui della ridente Trizannum ce ne fottiamo della di Lui presuntuosa prescrizione
e La rimandiamo ad uno qualsiasi dei Nostri esemplari di fisiatria,
il quale ratificherà quello che Noi Detentori di Guinzaglio abbiamo già deciso,
(peraltro già specificato nel contratto di sottomissione)
e cioè che Vossìa, suvvìa, è ancora giovine, deambulante e respirante
onde per cui codesta fisioterapia non s'ha da fare,
a meno che Vossìa non voglia spendere di tasca propria la modica spesa di 350** euri,
che siamo certi  Lei elargirà volentieri ai Nostri affiliati accreditati Dispensatori di Opere Pie e Caritatevoli
visto che la salute è Sua e a Noi ce ne fotte un notevole fallo.

Sempre Lieti di servirLa e di essere a Sua disposizione per qualsiasi evenienza
non si faccia remore di consultarCi ancora
Saluti compassionevoli e Ci stia bene

(← timbro ufficiale)



* si certo, avrei potuto sfruttare l'impegnativa con tanto di timbro neurochirurgico, pagare un ticket e farmi le fisioterapie all'ospedale di Bozzen, ché poi ci pensavano loro a rigirare il conto alla provincia di trizannum (piangente perché allora si che li sborsava i quattrini). Non l'ho fatto -malvolentieri- unicamente per problemi logistici.

** i 350 € sono da intendersi per 10 sedute di 20 minuti circa l'una, c/o la famigerata clinica del Beato  Cialtronillo, nota per la gentilezza e le doti umanistiche del personale che vi presta la sua opera amorevole.
Un fisioterapista privato me ne ha chiesti 25 per una seduta di un'ora.

Un po' di conti della serva:
i professionisti misericordiosi che godono pure di regime fiscale agevolato rapinano 35 € ogni 20 minuti di fisioterapia ( ma che cazz si riesce a combinare in 20 minuti?), quindi 105 € per un'ora di fisioterapia, 350 € per un totale di 3 ore e 20 minuti
Il professionista privato che si deve pagare tutte le tasse, macchinari e collaboratori: sempre 25 € all'ora.

p.s.: dopo la prima seduta fisioterapica (dal privato, ça va sans dire) mi sentivo rattrappita, rigida e particolarmente fanculizzante, tanto che il Mistico mi ha rimproverata di essere una "carogna inacidita dall'acido lattico"; dopo le seguenti ho cominciato a uscire dalla palestra balzellon balzelloni (davvero, mi sembra di rimbalzare sul suolo come una molla).
Se tra qualche mese si avrà notizia di una misteriosa wonder gummy woman che va in giro a tirar calcioni a destra e a manca io non ne saprò assolutamente nulla.

15 gennaio 2016

finitum


finitum es vinos bonum que homo apris primae cenarem dicendis:

"facemolo respiralolo et pasiare, vala ben?"
"super si si, apremolo"
"ma bevemolo pro cenam, vala ben?"
"sisi vala ben"
"no primia eh?"
"no no, no primia"

 "gluglugluglu-hic-gluglu-BUIRP!!!"

"tu, mala femena cun longa manus e longa linguis, que facit? trincas? alors assaggias anca me"
"que strepitus, calmatis! vinos abundantim es!"

& "gluglugluglu-hic-gluglu-burp"

finitum es vinos bonum que ingordosaurus sbevazzonis semper finiscint primae cenarem.

11 gennaio 2016

l'eccentrico

Lo saprà di essere comunque un merlo, anche se si veste da anticonformista?



8 gennaio 2016

amore postumo: Cream - Born Under A Bad Sign (Royal Albert Hall 2005)

Ah però.
Il catalogo musicale di windows media player impostato sulla riproduzione casuale dei testi ogni tanto mi spara delle chicche che neanche io ricordo di avere.
Tra i 7150 brani musicali che possiedo, oggi mi ha ipnotizzata con questo:



Alla rispettabile età di 62 anni il buon Jack Bruce canta born under a bad sign  molto meglio di come la cantava a 25 (ne ho anche una versione live del 1968). Per non parlare di come fa vibrare il basso.
2 anni dopo aver subito un trapianto di fegato.
Ché al confronto Eric Clapton si fa piccolo piccolo. Non che ci voglia molto a rimpicciolirlo.
(vabbé, non è il mio musicista blues preferito, e la sua vocina mi scartavetra i nervi, lo confesso)

Il buon Jack Bruce è morto 15 mesi fa.

2 gennaio 2016

ciao bella, ciao

Le prime coppie di merli sono arrivate un paio di settimane fa, e ora non c'è aiuola in tutta la città che non pulluli di eleganti pennuti neri e grigi.
Nei giorni scorsi han fatto capolino 3 femmine che si son parcheggiate sugli alberi e si son spartite la zona per la prossima nidificazione primaverile.

Lapo non era tra queste.

E così, dopo ben 4 inverni di frequentazione assidua (primo, secondo, terzo, quarto), alla fine non è tornata a svernare sul mio balcone.

Sapevo da un pezzo che il giorno che non si fosse più presentata al consueto appuntamento stagionale poteva significare solo una cosa.

Il mio firewall mentale me la fa immaginare nel suo paradiso al cospetto del Grande Merlo: "ho mangiato cose che voialtri merli non potete nemmeno immaginare...."

Solo il Mistico sa quanto le ho voluto bene e quanto mi manca.