29 dicembre 2016

ehi, ci han mollato pure loro

Nell'angosciante elenco che ci propina a fine anno la stampa (quello relativo ai personaggi/artisti scomparsi in questo sciagurato 2016) ne mancano incredibilmente 2: Gato Barbieri (il 2 aprile) e Papa Wemba (il 24 aprile). In Italien non li ricorda praticamente nessuno, ed è una vergogna.

Ghe pensi mi.
(orecchio al sassofono!)




26 dicembre 2016

da Ponciach al lago Valda, Castion e lago Santo

Belle passeggiatone sui monti del versante occidentale della val di Cembra, e peccato averle scoperte solo adesso. L'ideale sarebbe immergercisi in pieno autunno, quando quei boschi cambiano colore.
Poco dopo l'abitato di Cembra seguiamo le indicazioni per Ponciach, piccolo villaggetto di belle casine situato a quasi 1100m di altitudine, dove finisce pure la strada.
Qualche regolare parcheggio proprio all'imbocco del sentiero botanico.
Boschi rilassanti attraversati da comodissime forestali.



30 novembre 2016

sul Zendleser Kofel

Partiti dalla Zanser Alm (1680m ca) con ben 11° sottozero: davvero poca voglia di tirar fuori le mani dai guanti e far foto in giro.
Col sentiero 33 sino alla Gampen Alm (2062m), dove comincia un po' di neve ghiacciata. Poi coi sentieri 31 e 32 sino alla Schlüterhütte (2297m) e da qui col 7 sino al cocuzzolo del Zendleser Kofel (2422m ca).

Sulla cima un bel venticello gelido e un questuante affamatissimo; impossibile ignorarlo perché frignava da spezzare il cuore anche dell'animaccia più zozza. Gli ho rifilato un bel po' di pane, il Mistico mezza delle sue barrette energetiche. Gli è andata di lusso al furbastro.

compagno di merenda

7 novembre 2016

caro Trentino Alto Adige

Che si fa in una domenica super piovosa e iper uggiosa?
Si mette ordine nelle carte escursionistiche, si mette. E visto che c'ero le ho contate. E già che c'ero ho anche calcolato quanto ci abbiamo speso finora.

Ordunque:
18 dedicate all'Alto Adige
22 dedicate al Trentino

la maggior parte sono Tabacco, a seguire Kompass
poi ...
2 della LagirAlpina
1 della 4Land
2 in allegato con la rivista Montagne (Dolomiti di Sesto e Dolomiti d'Ampezzo)

per un totale di ...

284 € (e 10 cents per fare i pignoli)

urca.

Considerato che siamo arrivati qui nel luglio 1997
e che abbiamo iniziato a scarpinare più o meno seriamente nel luglio 2000 (prima escursione: lago Lagorai con partenza da masi di Cavalese, più salita ai laghi Bombasel che ancora mi ricordo gli alluci parlanti a fine giornata)
e che abbiamo accattato quasi 3 carte all'anno,
e che ho incontrato gente che va in giro senza neanche un disegnino della zona in tasca ...
potrebbero anche farci uno sconto sul prossimo acquisto, visto lo zelo e la buona volontà.
O omaggiarci addirittura con questa, visto che è l'unica che ci manca.


Che siamo clienti affezionati noi, e sempre abbiamo fatto buona pubblicità. Soprattutto quando abbiamo incontrato fior di pirloni esteri e nostrani che scorrazzavano da un dosso all'altro senza nemmeno sapere esattamente dove si trovassero.

A proposito
l'ultimo acquisto di 3 giorni fa


che almeno sappiamo dove passare il tempo nelle mezze stagioni e nelle mezze giornate, che Bondone, Vigolana e Marzola ne ho piene le scarpe.


2 novembre 2016

hummus a modo mio

Sempre più refrattaria alla carne, e avendo a cena ospiti tra cui una LEI sedicente  (ma quando mai  ...) allergica e intollerante a tutto, ho preparato tra le altre cose l'hummus di ceci, roba buona originaria del medioriente.
Non sapendo come sarebbe stato accolto, ne ho fatto poco, giusto per antipasto, e naturalmente l'ho personalizzato a modo mio.
Ceci già cotti e sbucciati, un piccolo pezzetto di cipolla, un minuscolo pezzetto di aglio, qualche ago di rosmarino, 3 o 4 capperi sott'aceto (non presenti nella ricetta originale), qualche goccia di limone;
il tutto frullato insieme ad olio di oliva (solo perché non ho trovato quello di sesamo, che in teoria sarebbe più indicato).
[a chi mi ha sfottuto chiedendomi se mentre sbucciavo i ceci li chiamavo anche per nome, ho risposto elegantemente che preferisco nominare i ceci che i pìriti - giusto per far capire il livello dei commensali che mi porto in casa]

L'ho servito insieme a fette di pane alla cipolla e alle olive; il tempo di sbrigare altre 2 cose in cucina e al mio ritorno a tavola ho trovato giusto qualche briciola. La LEI è così allergica e intollerante a tutto che il tutto lo ha spazzolato in un nanosecondo.
Cresci amici (e mariti), cresci porci.

Visto che son rimasta a bocca asciutta me lo sono ripreparato qualche giorno dopo, tutto per me e per il Mistico. Libera da vincoli, finalmente ho potuto esagerare anche coi capperi sott'aceto, di cui faccio uso smodato in cucina da quando ho imparato a spignattare. E poi, potevo forse esimermi dall'aggiungerci un cucchiaino di olio piccante fatto coi mitici Naga??











Si può davvero personalizzare in tanti modi, aumentando o diminuendo le dosi dei vari ingredienti a seconda dei gusti.
La cipolla può essere sostituita col cipollotto o un pezzetto di porro, i capperi sott'aceto con quelli sotto sale, il limone con lo zenzero, la maggiorana col prezzemolo, e via fantasticando.
I mediorientali se lo spalmano sul pane arabo; io preferisco quello nero dell'Alto Adige. Amen.

27 ottobre 2016

viaggi in italie

Mercoledì ho spedito una raccomandata tipo 1, perché volevo che arrivasse a destinazione (cagliari) entro venerdì.
Al momento non so se arriverà entro il termine garantito dai soldi spesi, però, andando a visionare il percorso della raccomandata sul sito delle poste l'avventura sembra iniziata benone e con determinazione



e siamo ancora nel raggio dei primi 100 km!
cosa succederà alla poverina, quando attraverserà o sorvolerà la pianura dei bùtteri padani? prenderà la via di torino o quella venessiana? girerà l'italia intera? doppierà lo stivale a reggio calabria? avrà paura tutta sola in questo mundo muy dificile?
CHE DILEMMA
MYSTERO ... SUSPENCE ...

annàssero a cagàr ...

15 ottobre 2016

turista per sempre

Con moltissimo ritardo ...
ricordo che la seconda domenica di settembre si celebra il rito del matrimonio selargino (da Selargius, nome del comune dell'hinterland cagliaritano dove ha avuto origine) seguendo un'antica usanza piuttosto codificata, e di cui non so granché.
Sempre snobbato in giovine età, questo e la festa di sant'Efisio che blocca Cagliari ogni 1 maggio.
Invece poi mi è toccato di tentare di spiegarne il senso al Mistico, che ne è stato assai affascinato.

In poche e confuse parole:
- una coppia decide di sposarsi secondo questa usanza, e si mette in lista d'attesa (pure un po' lunghetta).
- il matrimonio prevede una lunga preparazione, una lunga vestizione (tassativo è l'abito tipico, molto bello a dire il vero) e una lunga cerimonia che viene celebrata in 2 chiese differenti: quella normale e quella di san Giuliano. Quest'ultima è minuscola e risalente all'età medioevale, ed è un vero gioiellino archeologico; sempre chiusa agli aspiranti visitatori, viene aperta solo per questo rito o per altre rare occasioni.
- per il matrimonio selargino accorrono gruppi folkloristici da un bel po' di comuni isolani, che accompagneranno il corteo nuziale con danze, sfilate, doni e musiche tipiche delle aree di provenienza.
- il tutto dura una settimanella scarsa, con rituali che si svolgono la mattina e spettacolini serali (più o meno come le feste vigiliane -mai viste- che pare rendano molto pittoresco il capoluogo del Welschtirol).

Gli abiti folkloristici hanno quasi tutti un denominatore comune: sono coloratissimi.
E i partecipanti, strano ma bello, son di tutte le età.

Giovani:



12 ottobre 2016

enèlèide

Occhio alle date!

☺ Il 22 ottobre 2015 faccio domanda di allaccio all'enel per la casupola che ci ho in Sardegna
☺ L'11 novembre 2015 arriva un tecnico per il sopralluogo e mi dice con tono innocente "bisogna mettere una nuova cassetta di distribuzione (ergo, una nuova centralina elettrica su suolo pubblico), perché quella già esistente non è più sufficiente". "Ok", rispondo io muy fiduciosa e ottimista, "e quando iniziate?"
"adesso le mandiamo il contratto e appena ce lo rimanda indietro firmato iniziamo i lavori."

☻ l'11 gennaio 2016 ricevo il plico contrattuale di 23 pagine. Imperscrutabile come il divin segreto, talmente è scritto in burocratese. Cerco il numero e/o la mail di quel collega bolzanino del cicap, esperto in egittologia, ma non lo trovo più. Finché mi arrendo e vado a farmelo decifrare al punto enel di Trento, dove trovo una santa donna che non solo si presta all'opera, ma mi risparmia pure le spese di spedizione del contratto, inviandolo lei per conto mio via fax. È il 29 marzo 2016 quando gli do l'ok definitivo.

9 ottobre 2016

quando una è sana di mente ...

... i risultati si sentono.

Ho passato l'intera (INTERA) giornata di ieri a rimettere ordine nella musica del catalogo multimediale.
È un rito autunnale che si ripete da anni ogni mese di ottobre, con scarso successo (nel senso che windows media player se ne straffuotte delle mie indicazioni e continua a catalogare la MIA musica come ESSO vuole).
Ma non c'è modo migliore per buttare un'intera (INTERA) giornata che rispolverare tra la mia musica.

Il risultato è che stamattina alle 6.50 mi son svegliata che il mio cervello se la cantava e se la suonava da sola.

Questa canzone.
Il personaggio lo conosciamo tutti.
Patrimonio degli antropologi.
Il mystero irrisolto di chi va dicendo che drogarsi fa male. Sarà ...

7 ottobre 2016

impazziti@provincia.tn.it

Il Trentino non è più un posto sicuro e dei trentini non ci si può più fidare.

Stai  40 giorni a sud, in mezzo a una marea di gente, e di parenti, e di amici che non ti danno tregua.
Ogni giorno qualcuno che ti cerca, che ti parla, che ti chiede, che telefona, manda messaggi, suona alla porta di casa, e ti invitano a pranzo, a cena, al tè delle 5 e al caffè delle 11; e poi incontri quello che non vedevi da 20 anni, e quell'altra da 15, e passi i giorni a combattere con burocrazia, uffici, operai cialtroni, e i rari momenti di solitudine li passi ad anelare i boschi solitari e quella silenziosa città dove tutto sommato nessuno ti sta addosso (al netto di quei 5 o 6 gatti che frequenti non certo quotidianamente).

Rientri finalmente in quella silenziosa città, già pregustando i lunghi momenti di pausa e di pace che ti meriti, e questa gente cosa ti fa? le feste.
Si parte dalla vicina di casa che ti abbraccia come neanche un teròne sa fare.
Al supermercato cerchi di evitare la cassiera (con cui ormai parli di tutto) e scegli quella musona che non ti ha mai salutata proprio perché non hai voglia di interagire, e questa stronza all'improvviso si mette a blaterare e sorriderti, e ti trattiene chiacchierando lasciando gli altri in coda.
Quell'altro che conosci a malapena che ti ferma per chiederti come stai e che fine hai fatto.
E poi vieni a scoprire di quella condomina molto cafona che non ti ha mai risparmiato scortesie aggratis, che si è preoccupata ed è andata in giro a chiedere dove stai, perché non vorrebbe mai che tu cambiassi casa, perché chissà che gentaglia maleducata arriva al posto tuo. Chè di gente perbene come te non ghe n'è mica tanti in giro, eh?
Commercianti ed esercenti ai quali non hai mai dato un cent che salutano come se fossi un vecchio cliente.
Gente del vicinato che non ti ha mai cagata, con tua somma gioia e tripudio, che a momenti ti invita a pranzo, a cena, al grappino delle 5 e al caffè corretto delle 11.
Gente che negli uffici si mette a socializzare, e tutti che hanno una gran voglia di parlare.

No, non trovo più pace neanche qui. Ho staccato il citofono. Per precauzione ho bloccato qualcuno su WhatsApp. Esco con passo felpato e cammino rasente i muri. Eccheppalle.

12 settembre 2016

costa verde (ovest)

Non un bel posto, a parer mio; almeno per quanto riguarda il mare.
Che è si pulito e limpido, ma anche molto pericoloso.
Non tutti sanno che tutta la costa ovest sarda è battuta dal maestrale quasi costante, per cui il mare grosso non è inconsueto. Ma non è questo il problema maggiore. Il problema maggiore è quando il mare è calmo, perché si tratta di una calma infingarda.
In particolare, il tratto di costa noto come Costa Verde, a sud di Oristano, è percorso da correnti sottomarine potenzialmente assassine.

Esempio: 



5 settembre 2016

1 settembre 2016

alla bettola della pantegana nera

PREMESSA
Chi mi conosce almeno un po' sa quanto sia scarsa la mia attenzione ai riguardi ossequiosi; pretendo solo onestà e un minimo di decenza.
In pochi invece sanno che le scortesie gratuite e le furbastrerie me le segno sul libro nero, e codice barbaricino alla mano, sputtanerò il malcapitato urbi et orbi vita natural durante, finché alzheimer non mi coglie.

Per cui se vado a mangiare in un posto e poi me ne lamento è perché l'hanno fatta grossa, fetente e molto fuori.
[sottolineo che io non sono tipo che scalpita per andare nei ristoranti; se non mi ci porta il Mistico a me non passa manco per la porta di servizio dell'anticamera del cervello. Son capace di cucinare e mi piace pure farlo]

PROSIEGUO

24 agosto 2016

Kortscher See e Hungerschartenseen (laghi della fame!)

Giornata spettacolare: blu di sopra, di sotto e tutt'intorno.

Trento → Bolzano → val Senales.
Percorsa tutta la valle, parcheggio a 1930 m ca, qualche centinaio di metri prima di quel repellente agglomerato edilizio noto come Kurzras.
Sentieri 5, 4 e poi traccia senza numerazione. Consigliatissima carta escursionistica (io ho la Kompass 51)

6° alla partenza e vento freddo tutt'altro che sgradevole ci hanno accompagnati dall'inizio alla fine, rendendo meno faticosa una salita più impegnativa del previsto.
All'inizio col bel sentiero 5 nel bosco, poi sul ripido 4 sino ai 2794 m del Tascheljöch (giogo tasca). Dopodiché si va a cul lungo un tracciato abbastanza vertiginoso ed esposto che mi ha elargito più di un minuto di ansia. In ogni caso lo rifarei perché tutto il percorso di questa bella escursione è panoramico e appagante. 

Lagauntal e la piramide della Lagaunspitze visti dal sentiero 4


17 agosto 2016

all'agritur Rincher (valsugana)

Chissà se gli abitanti della Valsugana si sono accorti che oggi splendeva il sole poche spanne al di sopra dei loro crani...

nebbia in val pad ... ehm Valsugana

9 agosto 2016

alla ricerca del misterioso Stubensee

Decidiamo di andare ad esplorare la Pflerschtal (val di Fleres), ad un tiro di cerbottana dal confine austriaco.
Parcheggiamo l'auto in fondo alla valle, dove troviamo un cartello di divieto di transito automobilistico (ma solo dalle 10 alle 16) e le indicazioni per la Magdeburger Hütte (rifugio Cremona) e per la Tribulaun Hütte (rifugio Calciati al Tribulaun).
Partiamo a piedi da quota circa 1400m e ci incamminiamo all'inizio su asfalto, sino a trovare un parcheggio un centinaio scarso di metri più su (chiamato "in der Hölle"), da cui partono vari sentieri, compreso quello che interessa noi, e il sentiero per le cascate. Qui prendiamo a sx il segnavia 6/B.


la particolarità della Weißwand


5 agosto 2016

Saldurseen (FALLITA miserevolmente)

Partiti a quota 1820m dal maso Glieshof in fondo alla val Mazia, cerchiamo nel bosco il sentiero n. 1 per salire ai laghi di Saldura. Ma è chiuso per frana.
Poco male, si torna un poco indietro, si attraversa il Saldurbach e si passa dalla comoda strada forestale che porta anche alla Matscher Alm. Poco più avanti c'è un bivio: a sinistra il n.1 che porta alla Oberettes Hütte, a destra il n.4 per i laghi di Saldura.



30 luglio 2016

alla Grasleitenhûtte (rifugio Bergamo)

Trento → Bolzano nord → Tschamintal (val di Tires) → parcheggio Lavina Bianca (1170m ca)
Sentieri  3  3A

Prima tappa al Rechter Leger (1600m ca), dove già alle 8 di mattina alcuni villeggianti hanno occupato i posti a sedere per un probabile picnic.



24 luglio 2016

sprazzi di serenità


lo sciantoso (Fersina)


il tappeto ambulante a 4 zampe!! (rifugio Casarota-1570m / Vigolana)


la pudica  (Piné)


ogni scarraffone è bello a mamma sua ...


caldo? zampiluvio!


lo sfuggente


 il salvagente


il petulante (chez moi, come al solito...)


18 luglio 2016

12 apostoli, ultima chiamata

E quando la vocazione (al suicidio) c'è, la vocazione risponde.
Sono indebolita dallo scarso appetito e dall'insonnia che mi consuma da settimane, la vista mi si appanna ogni venti minuti, ho pure le vertigini, cosa aspetto ad immolarmi lungo questo famigerato sentiero che non promette nulla di buono? A me poi, che detesto le vie ferraglie, e quindi rocce e funi metalliche?

Eppure, nonostante tutto, ci è andata bene: freddo abbastanza da procedere spediti (sotto sole caldo su quelle rocce non avrei percorso più di 50 metri), asciutto abbastanza da non scivolare (basta un po' di umidità e quelle rocce ripide e lisce diventano un trampolino di lancio), ancora poca gente in giro (se nella folla agostana qualcuno si blocca dal timore lungo i tratti più esposti e ansiogeni, c'è poco da imprecare).

Trento → val Algone (dall'albergo Brenta in poi transito a pagamento 4€) → malga Movlina (parcheggio 1780m ca)
Sentieri 354 e 307.


rifugio 12 apostoli, 2490m ca

10 luglio 2016

non può accadere a noi

Sai che cosa c'è
non importa che
quando tocchi il fondo vieni su
vieni fuori oppure non ci vieni più
ti vedo in forma uèè
lascia perdere ...

[che cosa c'è - Vasco Rossi]

Quante volte siamo felici e non ce ne accorgiamo. Poi ti si aprono le voragini dell'inferno sotto i piedi e allora te li ricordi tutti, i momenti in cui sei stato felice. Che poi, a guardarli bene, sono tutti, ma proprio tutti, quelli precedenti lo sprofondamento. Anche quando ti rodevi per un'ingiustizia o per un malanno fisico, eri comunque felice.

Il teletrasporto è una realtà, checché ne dicano attivisti del cicap e debunkers di professione. Io l'ho sperimentato in un caldo pomeriggio di inizio estate, quando dal parcheggio di un ospedale mi son ritrovata all'inferno in un nanosecondo. Ora sto cercando il modo per il passaggio inverso, ma continuo a non trovare la porta spazio-temporale, che ci dev'essere ma non la vedo. Orba che altro non sono.

In quanti modi si può chiamare un tumore, prima di trovare il tempo e la maniera di chiamarlo col suo vero nome? Io li ho imparati tutti: polipo, ciste, infiammazione, ispessimento (questa dev'essere una new entry). E in quanti modi si può contrastare? Essenzialmente 2: via chirurgica e chemio. Quando poi la solenne porcheria è grande, allora si inverte l'ordine d'azione: chemio e rimozione chirurgica.
E poi tanto, tanto coraggio e tanta, tanta fortuna.

Non è la prima volta che un parente viene colpito, ma sul corpo di mio fratello non lo sopporto. No no, così non si fa. Non va bene, è fuori luogo. È troppo mingherlino lui, e quel coso è troppo grande. La lotta è impari, non è etico. Mi appello alla convenzione di Ginevra, ad Amnesty International, a tutti quelli che si battono per i diritti umani. Quel coso lì non ci deve stare. Non esiste che sia lì, quel parassita. Anzi, ha sbagliato persona. Con tutti i fetenti tagliagole che infestano il pianeta, proprio qui doveva venire a rompere i coglioni? Non ha senso.

E in quanti modi si possono domare le lacrime? forse un'asceta orientale lo sa, ma no, grazie.
Mentre parlo, mentre tento di mangiare, mentre tento di dormire, mentre scrivo per mettere ordine in testa, mentre rovisto con ridicola dissimulazione tra i miei oggetti cercando di tenere integra e razionale una mente che invece sta esplodendo e implodendo contemporaneamente.

È così che sono diventata cieca, poi sorda, e ora mi avvio al mutismo.
E si, mi ci vorrà del tempo prima che ricominci a parlare con le cose, e delle cose. Perché ora parlano solo le persone, i professori e i bollettini medici. E fossero soltanto questi, andrebbe ancora bene.
No, ora abbiamo anche i dotti, medici e sapienti. Quelli che ...
"io l'avevo detto"
"la chemio è veleno"
"ci vuole la dieta apposita"
"non c'è niente da fare"

Che riescono a essere ancora più fuori luogo della solenne porcheria sul corpo di mio fratello. Incredibile.

27 giugno 2016

il silenzio delle cose

Dopo un mese di vita in un'area metropolitana di oltre 400.000 abitanti succede che le cose non mi parlano più. E questo perché il frastuono di 400.000 esseri rumorosi dediti allo scialo di parole copre tutto.
Per non creare allarmismi dico che non ne posso più, ma la verità è che se avessi un bel bazooka e la certezza dell'impunità, ne metterei a tacere un bel numero, di questi esseri.

Così un giorno, per sfuggire ad una ressa opprimente a cui non mi sono mai abituata, siamo scappati verso il parco dei Sette Fratelli, un polmoncino verdognolo quasi alle porte di Cagliari.
Gente non ghe n'era, almeno sino a mezzogiorno. Ma la vegetazione tipica mediterranea, fatta di piante basse e alberi rachitici, innestati su terra arida sabbiosa e polverosa, non mi ha ringalluzzita come invece fanno i boschi folti di conifere di altre latitudini e altitudini.
La sensazione che il divorzio di 20 anni fa sia irreversibile arriva come una randellata verso mezzogiorno, quando incontriamo un folto gruppo di tedeschi che come noi ha scelto di avventurarsi tra queste pietre dure: il concerto di "morgen" e "hallo" è musica per le mie orecchie. Ed è subito Haus.

14 giugno 2016

dalla neve alla sabbia

Spiaggia del Giunco, Villasimius (Cagliari).
Metà giugno, già fin troppo piena per i miei gusti.
Operatori turistici, ristoratori, parcheggiatori, venditori ambulanti, cazzetterie, caffetterie, gelaterie: tutti iniziano a fregarsi le mani in vista della calata dei norditalici e nordeuropei.



6 giugno 2016

il mucchio selvaggio

Sfatiamo un mito: che le testudo hermanni siano esseri pacifici.
Nessun essere è pacifico quando ha fame, e quando le tartarughe hanno fame prima ingaggiano delle vere e proprie gare per raggiungere il cibo, se poi ci arrivano insieme si spintonano e arrivano anche ad azzannarsi a vicenda. Non hanno denti ma bordi taglienti molto affilati ed efficaci. Trust me.

Consiglio n.1 : mai interporre i propri piedi con alluci sporgenti tra una testudo hermanni affammata e la sua foglia di lattuga. Anzi, mai scendere in un campo infestato da questi esseri calzando dei freschi sandali. Munirsi di solide calzature da antinfortunistica è cosa saggia e giusta.
Trust me again.

vecchie e nuove generazioni tutte insieme affannosamente

25 maggio 2016

sull'Armentera (forse)

La Kompass 621 Valsugana-Tesino, nell'angolino che descrive la val di Sella, segnala un sentiero, il 210, che parte dalla provinciale nei pressi della locanda "al Legno", e che porta ai 1190m ca dell'eremo di San Lorenzo. Nessun cenno ad un fantomatico sentiero che dall'eremo porta ai 1500m del cocuzzolo dell'Armentera, e men che meno ad un altrettanto fantomatico sentiero che dal cocuzzolo dell'Armentera porta a toccare altre cimette della dorsale per poi scendere qualche km più a ovest sulla stessa provinciale, ma in prossimità dell'area che ospita le opere d'arte vegetali.
Questo perché, penso io, i cartografi della Kompass sono dei signori che vogliono bene ai loro clienti e ci tengono al benessere fisico di questi.

Poi c'è una guida ai sentieri della val di Sella, presumo creata da enti locali tipo il comune di Borgo Valsugana, che invece il sentiero che percorre tutta la dorsale lo riporta, eccome. E lo riporta pure come "ben segnalato".

mappa attendibilissima

22 maggio 2016

modalità mediterranea on

Periodaccio, ne convengo. Nervosismo, stanchezza, esasperazione, lagnosità ... 'na pentola a pressione passerebbe un test sullo stress meglio di me, oltre a risultare più simpatica.

Cedo il passo a costoro per alleggerire una sfilza di post non molto digeribili.
I Jackal, gruppo di geniali ragazzi napoletani che ha fatto una mirabolante parodia della serie "Gomorra" (che io non ho visto e non guarderò, solo per autodifesa).

Han fatto però, per fortuna, altri sketch che a noi piace guardare quando si ha voglia di alleggerire giornate pesantine. Humour, vivacità e brio molto meridionali. E son pure belli.



17 maggio 2016

de li vigili " zen "

A meno che non siate già tutti d'accordo con me
che c'è qualcosa che .. qualcosa che non va .. non so .. però ..  mah! 

Secondo me qui c’è qualcuno che ha sbagliato mestiere
non voglio mica dire che sia in mala fede, per carità
però, però, qui qualche cosa non va
Fantasie, fantasie che volano libere
fantasie che a volte fan ridere, fantasie che credono alle favole
..
(t'immagini - Vasco Rossi)

Volevo scrivere di quanto fossero meritevoli di indagini psicologiche quegli elementi che lavorano nel campo dei servizi al cittadino e che non rispondono alle richieste di questi ultimi, quando mi son ricordata che già 5 anni fa mi ero fatta la stessa domanda: ma perché questi sociopatici lavorano nel settore dei servizi, se non hanno vocazione per le pubbliche relazioni? con tutte le malghe in disuso, per dire, con relativi prati da sfalciare, e caproni da pascolare. Insomma, ce ne sarebbe di lavoro da fare altrove.

15 maggio 2016

la banalità dell'imbecille

Come dice Pino Aprile nel suo geniale libro "elogio dell'imbecille": gli intelligenti hanno fatto il mondo e gli stupidi ci vivono alla grande".

C'è infatti una marea di gente che gode dei frutti dell'intelligenza altrui e neanche se ne accorge. Ma non ci arrivano perché sono, per l'appunto, imbecilli (che è il termine educato per definire i coglioni, ma sorvoliamo su codeste questioni di lana caprona).
Tipo gente che ora si cura con la magia e sparla della medicina ufficiale, e non sa che se è arrivata all'età adulta è solo grazie a quest'ultima.
Poi c'è gente che sparla del progresso scientifico dell'occidente dal display di uno smartphone last generation, possibilmente mentre guida un'auto contromano in una delle tante vie di trento. Una a piacere.
Oppure autentici emarginati che sparlano del 41bis senza sapere che forse è grazie anche a quello se la mafia non si è impossessata di tutto il potere disponibile di questo angolo di pianeta, e loro sono liberi di fare un beneamato cazzo dalla mattina alla sera perché a sfamarli, vestirli e dargli soldi da buttare in vernice spray ci pensa qualcun altro.


Trento, via Mattioli


Che la teoria di Pino Aprile sia evidente ne trovo conferma ogni santo giorno, anche se non esco di casa, perché nel mucchio degli imbecilli mi ci metto anch'io. Solo che io, a differenza dei più, ne sono consapevole, me ne vergogno e ogni tanto ci provo pure a venirne fuori. Tipo leggendo qualche libro di divulgazione che cerca di spiegare le cose partendo dai fatti e dalle cose concrete.
La natura mi ha elargito in dono il dubbio, e che Zeus l'abbia in gloria!


Un giorno o l'altro vedrò di camuffarmi per infiltrarmi nel gruppo dei sedicenti anarcoidi imbecilloidi. Dovrò  imparare a parlare per frasi fatte per poi ripetere a pappagallo tutta la solita pappardella ideologica che li contrassegna; e poi dimenticare come si costruisce un ragionamento, e come lo si argomenta, per farmi accettare nel club. Un'impresa al limite dell'impossibile.

Ma voglio vedere se riesco a carpire il segreto di cotanta coglioneria e della sua diffusione capillare a livello globale. Perché non ne trovo spiegazione in nessun testo di antropologia, e io non mi arrendo: ci dev'essere una spiegazione che dia una speranza per una possibile cura che non sia il solito elettroshock.
Voglio sentire con le mie orecchie come vorrebbero organizzare il mondo, loro che han capito tutto senza aver nemmeno sfiorato l'1% di tutto lo sciibile umano; e senza che la natura gli abbia fatto la grazia di concedergli almeno l'1% di tutta l'intelligenza che è stata distribuita al momento della loro nascita.

11 maggio 2016

cattivissima me

Quando 4 mesi fa ho capito che Lapo non sarebbe più tornata, ho preso l'irremovibile, granitica decisione: mai più permetterò a un merlo di addomesticarmi! (ho detto battendomi il petto davanti ad un Mistico che si sganasciava dalle risate senza contegno).
Basta fare la badante senza riconoscimenti né ringraziamenti! Abbasso la schiavitù! E poi non va bene che si prendano troppa confidenza coi bipedi umanoidi, quindi i merli facciano i merli e i pirla facciano i pirla, come natura comanda.
Ché io non voglio più ridurmi a esaminare in stile C.S.I. i cadaveri di merli asfaltati sotto casa, con l'angoscia di potermi trovare a identificare il mio.

Proprio così, dura e spietata, gliel'ho cantata a Drea. Tu non mi schiavizzi, sai? chi ti credi di essere? Piuttosto, preferisci le fette biscottate o i biscottini? Come? dici che il pane è la cosa migliore? Il formaggio non ti piace? sai, la mia padrona precedente lo gradiva sopra ogni altra cosa, ma se tu non gradisci lascialo pure all'esercito di passerotti, che loro sono di becco buono e spazzolano tutto.

chomp chomp BUIIIRP!

Era tutto di tuo gradimento? bene, allora a domani ...
e salutami i figlioli ...

come come??? alle 6.30 la prima colazione??? no-no, troppo presto, facciamo alle 7.15, non si discute.
... si-si, vabbé, allora ciao, ci vediamo domani mattina alle 6.30. Sarò puntuale. Signorsì, sissignora.


P.S.: Drea viene da un paio di settimane, tutti i giorni. Ci incontriamo la mattina presto e/o la sera all'imbrunire. Quando mi vede trafficare sul balcone mi svolazza intorno. A differenza di tanti altri suoi simili che son transitati occasionalmente di qui negli ultimi mesi, lei ha imparato subito che sono un distributore automatico di cibo. Intuisco in lei una giovane mamma con un po' di becchi da sfamare. Da femmina a femmina, come posso negarle solidarietà?

9 maggio 2016

chi li ha più visti?







Stazionavano regolarmente lungo le sponde dell'Adige e a ridosso della pista ciclabile, soprattutto nel tratto compreso tra il cavalcavia di Ravina e lo spazio antistante il parco delle Albere. Facevano parte del paesaggio, e per me erano un piacevole diversivo che mi distoglieva lo sguardo dai soliti velocipedi o runners smutandati.
Son mesi che non ne incontro più uno, e anche le paperelle mi sembrano diminuite. Resiste solo la popolazione merlifera, per ora.
Qui qualcuno se li è pappati.
Io, che sono malfidente e malfidata, noto pure che la pacifica comunità dei coniglietti è sparita con la comparsa della popolazione dei presunti profughi, che a quanto pare ne ha occupato la nicchia ecologica, visto che ora in quel tratto ci stazionano loro sbracati alla grande. Guarda le coincidenze che brutti errori di valutazione fan fare.


7 maggio 2016

quelli che aspettano Tony Soprano

Mi è bastata mezza giornata di shopping selvaggio tra centro storico, autobus e centri commerciali di trient pieni di gentilsesso, per maturare qualche pacifica considerazione:

1) s'ì fossi maschio mi curerei per diventare gay
2) s'ì fossi femmina mi curerei per diventare una LEI
3) s'ì fossi normale mi drogherei
4) s'ì fossi mafioso una succursale qui mi aprirei

Per la filiale mafiosa vedo ampie prospettive di crescita economica ed occupazionale. Il terreno è fertile e il momento propizio.

Lo sanno tutti che per aprire una filiale mafiosa servono pochi ma ben precisi elementi: innanzitutto servizi scadenti e diritti ridotti. Dalla pubblica sanità alla pubblica sicurezza, dai trasporti al decoro urbano, dall'igiene pubblica all'istruzione pubblica, tutto va smantellato.
Fatto questo serve il concime: incazzatura generale, disillusione e rassegnazione, che poi diventano rapidamente cinismo, strafottenza e arroganza.
Ora, è bastato appena un  decennio di disservizi e i trentini sono cotti a puntino. Si sono velocemente beduinizzati, a riprova del fatto che anche il più altero degli esseri umani, davanti all'emergenza non disdegna la mentalità mafiosa, se questa gli è utile per galleggiare.
[A dire il vero a Napoli e in tutto il meridione c'è voluto un centinaio d'anni di barbarismi per farne quello che sono, e nonostante questo persistono ancora inspiegabilmente sacche di inaudita resistenza. A Trento, ripeto, è bastato un decennio di disservizi, e di resistenza non se ne coglie granché]

Non ci credete? fatevi un giro in città, e provate a richiamare al senso civile uno che ha buttato un mozzicone a terra (fatti i cazzi tuoi, con tutta la gentaglia che c'è in giro proprio a me devi rompere i coglioni)
o uno che ha lasciato la cacca del suo cane su suolo pubblico (idem come sopra)
o uno che sfreccia in bici sul marciapiede (ma va in mona)
o uno che sul marciapiede ci ha parcheggiato il macchinone (ma tu abiti qui? buono a sapersi)
o un impiegato che invece di lavorare cazzeggia fuori con sigarettina e caffettino (embéééé?)
o uno che nei locali infastidisce gli altri gratuitamente (attento alla tua salute, ti vedo gracilino)
Se siete fortunati vi sfottono e basta, altrimenti vi insultano e vi menano pure.


Il lavoro del mafioso non è soltanto estorsione come credono i più. Consiste anche nell'offrire giustizia fai-da-te quando le leggi latitano, protezione quando la polizia non risponde, scorciatoie quando la burocrazia strangola. Di tutti quei compiti che uno stato dovrebbe assolvere e che ora non assolve più, un mafioso moderno se ne fa carico. È diventato un impreditore che non fa altro che intercettare i bisogni della gente per soddisfarli in tempi rapidi, costi quel che costi. Mica gratis però.
Vediamo quanti ci cascano.

Intanto il politicazzone trentino, che applica l'intoccabilità dell'autonomia solo quando serve a coprire i suoi privilegi, diventa stranamente nazionalista quando deve sacrificarla diminuendo i servizi essenziali ai cittadini, perché così vuole Roma, a sentire lui. Lui non ha colpa, e chi lo accusa del contrario cornuto èèèè, miiinchia!

Passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale
Adelante! Adelante! c'è un uomo al volante, ha due occhi che sembra un diavolo! 
Adelante! Adelante! è in arrivo, è distante, alla fine di questo tavolo
Di questo cavolo di pianura, di questa terra senza misura, che già confonde la notte e il giorno
E la partenza con il ritorno, e la ricchezza con il rumore, ed il diritto con il favore
E l'innocente col criminale, ed il diritto col carnevale
Passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale
Da Torino a Palermo, dal cielo all'inferno, dall'Olimpico al Quirinale
Da Torino a Palermo, dal futuro al moderno, dalle fabbriche alle lampare
In questa terra senza più fiumi in questa terra con molti fumi, tra questa gente senza più cuore, 
e questi soldi che non hanno odore
E queste strade senza più legge, e queste stalle senza più gregge
Senza più padri da ricordare, e senza figli da rispettare
(Adelante! Adelante! F. De Gregori)

2 maggio 2016

le differenze genetiche esistono e io le vedo tutte a occhio nudo

Innocente passeggiata esplorativa in Rojental di qualche tempo fa.
Siamo nell'estremo occidente dell'Alto Adige, a ridosso del confine con la Sfizzera. Si vede e si sente, nell'aria e tutt'intorno (caldo africano a parte).



24 aprile 2016

la buona rieducazione

Questi estranei così diversi da noi
che hanno usanze e rituali per noi inintelligibili
che comunicano tramite un oscuro idioma
che vanno in giro malvestiti
che si riuniscono in tribù chiuse e parlano solo tra di loro
che si rifiutano di integrarsi
che piantano casini sul cibo che gli elargiamo
che non sono riconoscenti
così carichi di rabbia mal repressa, a volte violenti
che pare che ci schifino
che ce li impongono e ci tassano per mantenerli
eh, questi adolescenti.

Non c'è cosa più triste che vedere e sentire un adolescente disadattato che fa vibrare un condominio intero perché si deprava ascoltando musica di cacca tipo techno.

22 aprile 2016

offesa offesissima

Non conosco il linguaggio dell'arte, e ai tempi del liceo, per definire le opere della fantasia artistica dell'omin terrestre, mi limitavo a soli 4 termini: bello, meraviglioso, brutto, orribile ( l'insegnante di storia dell'arte era anche più limitata di me nel darmi i voti: o mediocre, o sufficiente).

Quindi non dirò chissà cosa delle opere di tale Igor Mitoraj che son state calate di peso nell'area archeologica di Pompei e davanti al Santuario.

Penso però che non sia necessario essere chissà quale intenditore d'arte per dire a ugola spianata che la loro collocazione, in quei precisi luoghi, è di una cafoneria galattica. Una porcheria cosmica. La materializzazione del provincialismo più piccinino. Una cagata pazzesca, in estrema sintesi.

Qualche sera fa noi si passeggiava lungo le strade di Pompei, quando da lontano ho avvistato l'emerito Fuoriluogo scodellato sul sagrato del Santuario. Con una sensazione di gelo nelle ossa, e come attirata da una calamita, mi sono proiettata in direzione del Fuoriluogo seguendo una traiettoria rettilinea, urtando passanti e turisti, fino a quando non ci sono andata a sbatter su col grugno e mi son piantata lì incredula, in un tête-à-tête con l'obbrobrio. Gliel'ho detto guardandolo dritto negli occhi, che era un Fuoriluogo, disperata, nell'irrazionale speranza che quello si schiodasse tra mille scuse per andare a posizionarsi in luogo più consono. Sparisci. Volatilizzati. Smaterializzati. Atomizzati.
Niente da fare, è rimasto lì. Son passata e ripassata nei giorni seguenti, non si è mosso di un millimetro. OHIBÒ.



(la mia fedele nikon tascabile è in sala rianimazione da 2 settimane e ho dovuto riesumare la sua bisnonna, la foto fa proprio schifo di suo)

Altre immagini dei Fuoriluogo qui
e poi qui

E poi non ho avuto il cuore di guardare ancora, per rispetto della mia salute psichica.

Un amico che lavora alla Soprintendenza per gli Scavi di Pompei ci ha invitato a fare un giro negli scavi, per vedere anche le altre. Amo Pompei quasi quanto Roma, e no, non tornerò agli scavi finché non avranno rimosso tutti i Fuoriluogo, ma proprio tutti. L'area archeologica deve tornare quella che ho sempre conosciuto, la rivoglio libera.


l'area archeologica dominata dal Vesuvio


La cosa tragica è che buona parte dei pompeiani pare gradisca, un'altra fetta consistente pare sia indifferente, e solo uno sparuto manipolo vorrebbe vomitarci intorno. Sono offesa offesissima 2 volte.

7 aprile 2016

paranoiando in val di Genova

In una giornata che non prometteva     granché dal punto di vista meteorologico scegliamo di fare la nostra passeggiata di rito lungo la val di Genova.

Al parcheggio nei pressi della centrale idroelettrica (divieto di accesso ma sbarra sollevata), mollo zaino e ciaspole perché la neve è pari a zero; troveremo solo qualche chiazza qua e là dal ponte Maria in su. Sicuramente non ciaspolabile, nemmeno ramponabile (bagnatissima), neanche tanto pedonabile (acquosa e scivolosa). Al massimo arrancabile.

Le prime decine di metri le percorriamo insieme a quello che scopriamo essere il gestore del rifugio XII Apostoli, bella persona gioviale e disponibile. Le nostre strade si separano presto, quando lui imboccherà una deviazione. Noi continuiamo lungo la strada.

Il letargo dei plantigradi è finito e firulì firulando -passo dopo passo- li immagino belli svegli con un po' di fame nervosa.

Arriviamo senza neanche accorgercene al ponte dove c'è il bivio per il lago di Lares, eterna meta ambita e non ancora raggiunta. Non faccio in tempo a chiedermi quando e perché ci abbiamo rinunciato quando delle tracce attirano la mia attenzione.


5 aprile 2016

gemellaggi

Cosa accomuna Cagliari e Trento in questi giorni?

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/04/04/cagliari_il_viaggio_dei_migranti_si_ferma_in_centro_chiedono_di_l-68-484499.html

http://www.ladige.it/news/cronaca/2016/04/01/protesta-gruppo-rifugiati-via-brennero-strada-occupata-cartelli-traffico


Quindi anche pendolarizzandomi da una città all'altra, mi sembrerà di non essermi neanche mossa .... dannata globalizzazione, non c'è proprio più gusto a viaggiare. Diverse latitudini, ma stessi "paesaggi" e stessa arietta pesante. Così non vale.

27 marzo 2016

mentre a Roma

Mentre martedì sera, dopo la porcata di Bruxelles, guardo il tg Lazio dal letto di un B&B sulla via Aurelia,  penso che devo aver sbagliato treno, e invece di una FrecciaArgento ho preso l'Orient-Express e son scesa a Pechino. Perché io di quelle misure di sicurezza eccezionali scattate a Roma -di cui parla con aria grave il mezzobusto- non ne ho viste, né alla stazione Termini né in metropolitana.
Esercito un po' ovunque, polizia municipale, carabinieri, probabilmente tiratori scelti,  ma questi già li si incontrava negli anni passati.
Semmai a mancare all'appello son proprio le misure eccezionali, tipo chessò, metal detector ai varchi di entrata e uscita delle stazioni? sistemi per la rilevazione di esplosivi? Non ghe n'era manc'uno.
(al porto di Olbia il 14 novembre c'era l'antiterrorismo che passava ai raggi X auto e bagagli; a Roma chi li ha visti?)

19 marzo 2016

da Petersberg alla Neuhütt

Trento → Egna → Aldino → Petersberg.
Segnaletica: 15, 9, 2A
Circa 14 km tra andata e ritorno.

Lunga passeggiata che parte dal paesotto di Petersberg a 1390m ca, e arriva sino alla Neuhütt a 1790m,  attraversando la Kosertal.
Il tracciato n.15 parte a lato del piccolo parcheggio lungo la provinciale in pieno paese. All'inizio su asfalto per poche decine di metri, poi è subito bosco.
Primi metri di dislivello un po' ripidi e all'ombra di altissimi abeti.
C'è una debole traccia coperta dall'ultima nevicata, ma visibilissima.



14 marzo 2016

relazioni transpecie

Bella la storia del pinguino che ogni anno ritorna sulla spiaggia brasiliana a trovare l'amico umano che ben 5 anni prima lo ha salvato e accudito. Mi ricorda qualcosa.

Lapo 2012 


Lapo 2013 


Lapo 2014 


Lapo 2015 

Un etologo ha detto la sua a riguardo. Sostiene che il pinguino probabilmente considera quello specifico umano un suo simile. O almeno una specie di pinguino.
Immagino come si deve sentire il signore ogni volta che lo vede tornare, e che discorsi gli fa. E quello magari gli risponde pure, a modo suo. Son quelle cose che quando ti càpitano ti accorgi che non esistono categorie per etichettarle, ammesso che debbano per forza essere catalogate sotto una voce.

Ne deduco che anche Lapo mi considerasse uno strano tipo di merlo. Un merlone fuori schema, ma lei era una merla progressista e tollerante, non badava alle apparenze.
Non mi spiego altrimenti dei fatterelli strani, a cui pochi credono.

Intanto solo a me era concesso avvicinarmi.
Ogni volta che tornava a svernare emetteva come una sorta di trillo d'ordine per farsi riconoscere, e poi planava giù in balcone a controllare che tutto fosse esattamente come l'aveva lasciato a fine primavera.
In due occasioni, a fine inverno, si è esibita in quelli che io ho sempre considerato rituali nuziali: mi saltellava intorno emettendo dei trilli, come impazzita (forse riteneva naturale il poter accoppiarsi con me e sollecitava  un avance da parte mia. Poi, delusa, ripiegava sui soliti merli neri, di solito fregandoli alle concorrenti del vicinato).
Aveva anche imparato a chiamarmi. Quando arrivava qualche altro merlo a importunarla correva verso la porta trillando perché sapeva che io sarei uscita a scacciare gli invasori. Una volta, avendo trovato la porta aperta, si è spinta fino alla stanza più interna dove io mi trovavo, col chiaro intento di attirare la mia attenzione sul balcone: c'erano 2 merle in assetto di guerra che secondo me volevano farle il portapiume a tarallo (chissà perché ...).
Ma non entrava solo in caso di necessità; entrava anche a farsi un po' di fatti miei, a guardare dove vivevo e cosa facevo. Mi osservava. Chissà come mi vedeva.

Quest'anno mancano all'appello anche le cince, i fringuelli e i codirossi che lo scorso inverno hanno svernato qui intorno. Ma il balcone non è rimasto vuoto. È stato colonizzato da una gang di passerotti; credo che si tratti sempre della stessa stirpe, da anni ormai avvezza a scroccarmi di tutto.
Ogni tanto arriva anche una coppia di merli che sta nidificando nei paraggi, ma fuggono non appena mi intravedono.

E poi c'è lui, il più timido di tutti, che però passa quasi quotidianamente.
Mi sono appostata in cento modi, camuffata all'inverosimile, ma non riesco a rubargli uno scatto come zeus comanda.
Questo è tutto quello che mi ha concesso. Da dietro i doppi vetri che andrebbero anche lavati 



Ma con questi non c'è verso di stabilire contatti. Mi accontento di osservarli di nascosto, e pazienza.