2 dicembre 2015

scorci sloveni: gostilna (osteria) e castello

I locali del centro di Lubiana sono minuscoli, hanno pochi posti a sedere, e così gli esercenti si allargano sui marciapiedi con sedie e tavolini. Possono anche esserci 2° sottozero, non è un problema: insieme al pasto vengono fornite anche delle coperte pelose per autodifesa personale. Pelose nel senso che probabilmente ci trovi i peli dei clienti che ti han preceduto, visto che le riciclano spensieratamente di giorno in giorno, sino a fine inverno, presumo..

Agli sloveni pare normale mangiare appollaiati su trabiccoli all'aria aperta, incuranti di probabili congestioni. Anzi, è trendy. Di più, è una scusa per bere vin brulé bollente dall'alba al tramonto; che è la loro bevanda tipica, come il tè per gli inglesi e l'espresso per gli italiani.
Il caffé (rivoltante) corretto è la norma. Alcool nei bar servito a fiumi, bicchieri grandi e pieni, ché al confronto quelli minuscoli che servono nei bar delle valli trentine son roba da salutisti (sempreché uno sloveno non li consideri invece degli sputi offensivi).
Ciò nonostante non ho assistito a episodi di ubriachezza molesta e/o violenta; non mi è sembrato che qui l'alcool sia usato come un detonatore per esternare aggressività mal repressa. E' che ce l'hanno nel sangue, e mai metafora fu più azzeccata.

La carne cicciosa, meglio se maialosa, è l'elemento principe della dieta slovena. Buona, si, forse, ma la sottoscritta già al secondo giorno sognava di disintossicarsi con insipidi gambi di sedano e tristi insalatine scondite, che normalmente non fanno certo parte del mio panorama gastronomico.

gnocchi di pane e goulasch buono ma ultra cipolloso; l'ho signorilmente ruttato fino al mattino seguente


razza di tortelli ripieni di agnello in ragù di carni miste, anche qui mega BURP


sedicenti ravioli ripieni di carni miste, durissimi e indigesti: ultra mega BURP per 2 giorni consecutivi 
(per tacere dell'espulsione finale)

Amanti del freddo, dunque? non proprio, viste le alte temperature che comunque si raggiungono all'interno dei locali (quando si riesce ad entrarci). Più di una volta siamo stati catapultati da 23° interni a -3° esterni, e senza neanche passare almeno in una camera di transizione.
La sensazione, descritta benissimo dagli italiani che ci vivono, è la stessa che si ha quando si apre il congelatore a pozzetto di casa e ci si infila la testa dentro per pescare un pesce o un pezzo di carne surgelata sistemata sul fondo.


In Slovenia la nebbia è di casa tanto quanto in pianura padana. Il giorno prescelto per salire al Castello si è presentato così:






La terrazza da cui avremo gradito ammirare il profilo dei monti a nord, e in particolare quelli del Triglavski narodni park (parco nazionale del Triglav):



Meglio dentro. Una parte è visitabile solo a pagamento, il cui biglietto comprende l'ascesa alla torre panoramica e l'entrata ai musei.
Un'altra è visitabile liberamente, come la zona adibita a prigioni durante la guerra del 1914-18.



Prigioni in cui son stati reclusi anche soldati italiani.


continua ...

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