12 ottobre 2015

dal Pragser Wildsee (lago di Braies) al lago Fojedöra

È importante il viaggio, non la destinazione

Dal parcheggio a quota 1490m, di fronte all'hotel Pragser Wildsee, costeggiamo tutto il lato ovest del lago fino a imbroccare il sentiero 19 che percorre la lunga e bellissima Grünwaldtal (val di Foresta).
La meta desiderata sarebbe il lago Fojedöra, a 2250m ca, ma dubitiamo fortemente di arrivarci: il cielo è plumbeo e pioviggina. Il parcheggiatore, molto rassicurante, ci dice che no, non pioverà troppo, al massimo nevicherà. Il che sarebbe decisamente meglio, replichiamo noi.

Dopo neanche 100 metri capiamo subito che la fama che avvolge questo posto è più che meritata. Il sentiero è in realtà una comodissima e semi pianeggiante stradella che attraversa un gran bel bosco misto di abeti e larici. E i larici, si sa, in questo periodo danno uno spettacolo di cui la sottoscritta non si stufa mai.

Dopo una mezz'oretta troviamo la Grünwaldalm, chiusa chiusissima.

Grünwaldalm, 1590m


Nei pressi della Alte Kaser, 1750m. Da qui il sentiero si impenna abbastanza, duro per me salire senza il supporto dei bastoncini.



A volte non è necessario salire sulle vette per ammirare bei panorami. La Grünwaldtal offre scorci di tutto rispetto.



Dopo la prima impennata il sentiero continua con calma. Peccato davvero per il cielo non proprio limpido, ma noi ci si accontenta.



Dopo una seconda impennata che mette davvero a dura prova la mia resistenza, e proprio quando pensavo che non ce l'avrei più fatta, ecco comparire il pianoro della Uces de Fojedöra, a 2114m. Il paesaggio cambia all'improvviso, non più il bel bosco multicolor ma il tipico alpeggio un po' brullo di alta quota.




Uces de Fojedöra


Si decide di continuare, sempre sul sentiero 19, in direzione del Kreuzjoch, 2280m ca, detto anche Somamunt e Giogo di Montecroce. Evviva la varietà linguistica, che da queste parti comprende ladino, tirolese e italiano.




Kreuzjoch, 2280m

Dal Kreuzjoch ci si affaccia sulla val di Fojedöra e sul paese di san Vigilio.

il monte Paracia e la sua parete dentellata


Ed eccolo, il primo lago dell'Alto Adige che mi ha delusa un po'.
Sarà il freddo, sarà che non c'è sole, sarà che l'ultimissima salita per il Kreuzjoch mi ha definitivamente spompata, sarà la fame, sarà che si sta intorbando, sarà che è un po' desolato, insomma, nel corso degli anni passati a esplorare il mondo lacustre altoatesino ho visto di meglio. 
È una di quelle situazioni in cui l'intero percorso è decisamente più gratificante della meta finale.

lago Fojedöra

Dopo aver vagato un po' sui cocuzzoli intorno (molto panoramici con cielo terso, presumo) e dopo aver sbranato il panino, si torna al parcheggio. Poiché il cielo plumbeo e il vento freddo in quota non sembrano darci tregua, rinunciamo a proseguire lungo il sentiero n. 61 della Hochalm e riscendiamo dal bosco.
Finora abbiamo incontrato solo una coppia di tirolesi e una mista abruzzese-romagnola.



Sprazzi di azzurro, evviva.










il sentiero 19 poco sopra il lago di Braies


Pragser Wildsee (lago di Braies)


Pragser Wildsee (lago di Braies)


una lampadina nel bigio autunno!


un'altra lampadina a consumo zero!



Il pomeriggio, benché uggioso, ha portato un bel po' di gente sulle rive del lago, ma fortunatamente la stragrande maggioranza si è fermata qui.
Fin troppo chiassoso per i miei gusti, rabbrividisco all'idea di cosa diventi questo posto in luglio e agosto. A conti fatti ci è andata bene.

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