30 luglio 2015

al rifugio denza e laghetto

Presso l'abitato di Vermiglio seguiamo le chiare indicazioni per il rifugio Denza. Percorsa tutta la forestale che porta all'ex forte Pozzi Alti si parcheggia a quota 1880 ca.
Coi bei sentieri n. 233 e 206 si raggiunge il rifugio a 2300m ca in un'oretta e mezza di cammino. Tanto belli quanto scomodi: il fondo lastricato di massi, soprattutto per quanto riguarda il 206, lo rende duro per caviglie, gambe e ginocchia. Se poi ci si aggiunge la caldazza il frantumamento di zebedei è garantito. Camminare con certe temperature equivale - a parer mio - a pigiare sull'acceleratore col freno a mano tirato: tanta fatica per poco. E così tanta fatica per soli 400m di dislivello non l'avevo mai patita.
Comunque la fatica è stata nulla confronto alla visione della vedretta della Presanella quasi completamente sfatta.
Una pena avvilente.

entrata della breve e buia galleria


uscita!


vedretta in via d'estinzione


sentiero panoramico

Troviamo il rifugio pressoché deserto, sembra che siamo i primi della giornata.
Mi aspettavo qualche pannello informativo sullo stato dei ghiacciai, sulla fauna e flora caratteristiche della zona, o una mappa approssimativa delle cime intorno; invece troviamo solo un collage di foto autocelebrative che immortalano le epiche imprese alpinistiche e scialpinistiche di quello che presumo sia il gestore del rifugio.
Abbastanza imbarazzante.

Sosta con qualche fetta di torta della casa, poi gironzoliamo nei paraggi ...









...verso un bel laghetto situato proprio pochi metri sopra il rifugio. Su alcune mappe è indicato come laghetto Presanella, su altre lago del Denza. Ai cartografi l'arduo verdetto.












Laghetto colonizzato da famelici pescetti :)



Proviamo ad allungarci verso la vedretta quando il cielo si incupisce e qualche tuono da inizio al concerto.
Temporali pomeridiani ampiamente previsti, si torna indietro.
Nel frattempo il rifugio si è riempito all'inverosimile.Tanti ragazzi delle colonie estive con relativi accompagnatori, e molti turisti di tutte le età, attirati dall'apparente semplicità del percorso, bestemmiano e sacramentano per la fatica con varie declinazioni dialettali.
Noi saremo stati fessi a partire dal parcheggio alle 8 del mattino (e già si sudava) per scendere all'una del primo pomeriggio, ma quelli che in pieno anticiclone africano si incamminano alle 11 o addirittura a  mezzogiorno son proprio inqualificabili, nonché inguardabili.







i primi nuvoloni pomeridiani avanzano veloci


vista sul Redival (a dx) e sui suoi 2970 metri


vista sul passo del Tonale e sui suoi orribilissimi palazzetti cafonal-style







Dopo più di 10 anni rivediamo (finalmente) una volpe rossa in libertà. Fa piacere sapere che non sono state tutte sterminate da cacciatori e rabbia.

Premio miss Leggiadrìa, the winner is...

inachis io, detta comunemente pavone di giorno

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