3 maggio 2015

the neverending worry

E' un grande stress accudire un animale selvatico, perché non sai mai dov'è, con chi è, cosa combina e in che casini si va a cacciare. Per una volta invidio i conviventi degli animali domestici: loro almeno sanno sempre dov'è il loro coinquilino, se ha mangiato e se sta bene. E quando non può più farcela un salto dal veterinario abbrevia pietosamente ogni cosa.

Io no, non può. Io la mattina non so mai se la rivedrò la sera. E non so se avrà il privilegio di una morte veloce e indolore o lenta e agonizzante.

Quando ho pensato di poter ricominciare a star serena, Lapo ha smesso di poggiare la zampina lesionata a terra e ha cominciato a perdere artigli.






E io ho ricominciato a tenerla sotto stretta osservazione, cosa alla quale lei ha tentato di sottrarsi a più non posso. Avessi avuto ciuffi di prezzemolo in balcone sarebbe stata capace di nascondersi pure dietro gli steli.



Il tempo di rilassarmi di nuovo e il secondo artiglio prende il volo, lasciando posto ad un orribile buchino in cima ad un rigonfiamento sospetto.



Ma insomma. Ci manca solo che le cada il becco, e giuro che la faccio imbalsamare per mettermela su un mobile, così non ci penso più.

Poi mi ha portato il fidanzato, un bel merlozzo molto selvatico che non si fida affatto di me. Lui non lo sa, ma io per questo lo stimo.



Eppure, da quando ha perso anche il secondo artiglietto, la zampina la poggia di nuovo a terra, e anche ben posizionata. Ha ripreso a zampettare con l'andatura tipica dei merli, cosa che non aveva più fatto da quando ha avuto l'infortunio. Insomma, a parte la mancanza dei 2 artigli, direi che sta benissimo.



Non vorrei che fosse il suo canto del cigno, una sorta di benessere indotto esclusivamente dalla maternità. E si, perché siamo in piena schiusa. Tutti gli uccelli del circondario sembrano impazziti, tutti a caccia di cibo extra.
Talmente ansiosi che pure il suo fidanzato ha abbandonato la diffidenza nei miei confronti e si è deciso a pascolare nella scatola per fare rifornimento.



Certe mattine non si riesce a parlare da balcone a balcone, da quanto è forte il canto degli uccelletti; pare sia in corso una gara a chi emette i trilli più squillanti.

Per me il premio gran compicojoni mattiniero se lo aggiudica questo fringuello, capace di raggiungere vette acustiche che la sua stazza non farebbe sospettare. Così piccolo e così assordante.


Pure lui ha scelto questo quadrilatero per dar vita alla sua prole.
E così abbiamo sott'occhio: 3 coppie di merli, una di fringuelli, una di cince, una di codirossi, svariati piccioni, innumerevoli passerotti. Non male per essere in città.
Se avessi saputo che mi aspettava un futuro da birdwatcher avrei studiato per diventare un po' ornitorinca.
Per ora sono solo molto rinca.


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