18 aprile 2015

elogio dell'ateo e dell'agnostico

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Ehi voi!

Voi,
i cristiani,
gli ebrei,
i musulmani,
i buddisti,
gli induisti,
gli scintoisti,
gli avventisti,
i panteisti,
i testimoni di questo e di quello,
i satanisti,
i guru,
i maghi,
le streghe,
i santoni,
quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini,
quelli che cuciono la passerina alle bambine,
quelli che pregano ginocchioni,
quelli che pregano a quattro zampe,
quelli che pregano su una gamba,
quelli che non mangiano questo e quello,
quelli che si segnano con la destra,
quelli che si segnano con la sinistra,
quelli che si votano al diavolo perché delusi da Dio,
quelli che pregano per far piovere,
quelli che pregano per vincere al Lotto,
quelli che pregano perché non sia Aids,
quelli che si cibano del loro dio fatto a rondelle,
quelli che non pisciano mai controvento,
quelli che hanno la fede degli umili,
quelli che hanno la fede del capo,
quelli che hanno la fede perché è più conveniente,
quelli che venerano le reliquie,
quelli che si confessano e poi ricominciano,
quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo,
quelli che lapidano il capro espiatorio,
quelli che sgozzano la pecora,
quelli che sperano di sopravvivere nei loro figli,
quelli che sperano di sopravvivere nelle loro opere,
quelli che non vogliono discendere dalla scimmia,
quelli che benedicono gli eserciti,
quelli che benedicono le battute di caccia,
quelli che cominceranno a vivere dopo la morte…

Voi tutti,
che non potete vivere senza un babbo Natale e senza un padre Castigamatti,
voi tutti,
che non potete sopportare di essere altro che vermi di terra con un cervello,
voi tutti,
che avete bisogno di non essere nati per morire e che siete pronti ad ingoiare tutte le rassicuranti menzogne,
voi tutti,
che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi fra tutti voi,
voi tutti, oh voi tutti,
non rompeteci i coglioni !

Fate i vostri salamelecchi nel segreto della vostra capanna, chiudete bene la porta e, soprattutto, non corrompete i nostri ragazzi.

Non rompeteci i coglioni, cani!

13 aprile 2015

non è tempo per diete

Han detto i dottori che Lapo non deve mangiare quello che mangio io, quindi niente pane e formaggio, e si alla mela e alla carne macinata, o alle larve della farina.
Osserva il maritozzo, suo strenuo difensore, che "son 4 inverni che tira avanti a pane, formaggio e mela (più altri -ehm- contorni occasionali tipo mosconi, mortadella, ciccioli...nda), se non fosse stato opportuno non sarebbe tornata ogni volta, e sempre in buona salute. E poi è un uccello selvatico (ri-ehm), saprà distinguere cosa è buono e cosa no? ".

Bé, di sicuro pane e formaggio non li trova in natura.
Comunque, dopo 2 giorni che non le ho dato formaggio, ha cominciato a guardarmi un tantinello offesa; col timore di offenderla troppo gliel'ho fatto ricomparire nella ciotola, così m'ha fissata come a dire "era ora eh? adesso si che ragioniamo".

Intanto, prove tecniche di recupero zampina. Pian pianino sta ricominciando a poggiarla a terra; certi giorni alla grande, altri un po' meno. A detta degli esperti il decorso è buono; non solo è stato scongiurato il rischio di una cancrena letale grazie al tempestivo intervento, ma ci sono buone probabilità che la funzionalità della zampina venga recuperata, più o meno.

Aspetto di rivederla in forma, poi le tiro il collo. Glielo do io di farmi venire l'ansia extra.


gliela famo...


no che non gliela famo...


ma si che gliela famo...

5 aprile 2015

bollettino medico e altre considerazioni

Confesso, per affrontare dignitosamente la questione dell'infortunio di Lapo mi son data a delle sane letture tipo questo articolo; primo, per evitare di stressarla troppo con la mia ansia cosmica, e secondo per evitare di rompere eccessivamente le balle sia agli operatori del Centro di recupero Avifauna Selvatica, sia al buon ornitologo del Muse che sempre mi ha dato una santa mano in casi come questo (vedi salvataggio della Emys qualche anno fa).
In particolare è stato durissimo ricordarmi la prima regola che vige in Natura, quella più invisa alla specie (dis)umana: viene sempre privilegiata la specie e non i singoli individui; per conseguire tale scopo la morte è uno -se non il principale- dei suoi strumenti. 
Dunque se è il caso di lasciarla andare (in tutti i sensi), non devo accanirmi solo perché altrimenti il mio ego ne sarebbe ferito.

Ho così finalmente capito che quello che a me sembra indispensabile, per Lapo potrebbe non esserlo affatto. Tipo infliggerle una seconda cattura per sottoporla ad una sorta di fisioterapia per il recupero della zampina atrofizzata. D'altronde lei ora se ne guarda bene dall'entrare di nuovo in cucina: ci ho riprovato un paio di volte nei giorni scorsi, ma sembra che piuttosto si lascerebbe morire di fame.
Già è tanto che ancora frequenta il mio balcone e si lascia avvicinare abbastanza.
E col passare dei giorni si è fatta via via meno sofferente e più indipendente.


31 marzo, il giorno dopo la liberazione della zampina


1 aprile, le ho preparato una scatola larga per un atterraggio più morbido


1 aprile, gradisce stare al caldo dei primi tiepidi raggi di sole


... e pisolare nel suo solito posto, all'ombra del mio viburno


2 aprile, mangia come un pollo da batteria 


3 aprile, la scatola è diventata la sua nuova zona soggiorno/sala da pranzo


3 aprile, la scatola è proprio di suo gradimento


4 aprile, e chissenefrega di questa zampina?


5 aprile, ho sempre il mio fascino e la mia simpatia, no?


Ora sembra proprio che si sia abituata benone al suo nuovo stato, sebbene col vento forte rischi di volare via senza nemmeno aprire le ali: con una zampina sola fa più fatica a mantenersi stabile sui piani d'appoggio tipo rami d'albero e affini.
Mi chiedo, ragionando tipicamente da umanoide qual sono, se a questo si potrebbe rimediare zavorrandola con qualche pezzetto di formaggio in più. E in questo son ben accompagnata.

maritozzo: "faccio le polpette per cena?"
io: "e perché no?"

maritozzo: appallottola appallottola, friizzzz friizzzz, sfrigola sfrigola

io: "e quelle 2 palline microscopiche che sono?"
maritozzo: "giù le zampe che quelle son le polpettine per la merla!!!"

Povera Lapo, chissà se intuisce in che mani si è fiondata.