30 marzo 2015

mayday Lapo mayday

La mia giornata è iniziata così:






TOTAL PANIC!

Riesco a fatica a immaginare come agire, poi mi viene in mente di telefonare al Centro di Recupero Avifauna Selvatica, dove operano da sempre dei veri signori: www.crfs-trento.it/
Chiedo se posso provare a catturarla, e poi portarla da loro. COME, soprattutto. "Si che puoi".
Non ce la posso fare, il massimo che riesco a catturare son le mosche, e neanche tanto bene.
Finché non decido di adescarla portando una fioriera dentro casa, insieme al suo piattino pieno di cosine buone e la sua ciotolina d'acqua.
L'adescamento riesce.
Appena chiudo la porta gran svolazzamento per la cucina, poi si calma e si appoggia alla balconiera: mangia, beve, scacazza - ehm.
"mi odierà infinitamente, dopo questo non la vedrò più"





Seconda telefonata al centro: "aiuto, e adesso?"
- "arriviamo noi"

Operazione liberazione, a domicilio. Solo in Trentino Alto Adige poteva avvenire un intervento così tempestivo.





Appena liberata la zampina Lapo muove gli artiglietti; è un buon segno. Sembra solo escoriata, non ci son segni di lesioni profonde o interne. Non sanguina.
Questo il lungo spago che a momenti le spezzava tutto.


Non voglio pensare a nessuna ipotesi, per il momento.
"if looks could kill they probably will ..." (Peter Gabriel - games without frontiers)


E' tornata dopo 2 orette, e poi ancora e ancora, come sempre. Mangia di tutto, pare tranquilla. Non spaventata, ma più diffidente: la reclusione in cucina non è stata il massimo per lei, sebbene sia durata soltanto 3/4 d'ora. La zampina penzola ancora, ohibò, e non l'appoggia a terra. A detta degli esperti suoi salvatori (e miei...) ci vorranno un po' di giorni prima che le passi l'indolenzimento causato dal laccio stretto.

Da oggi in poi, chiaro, mi aspetto di tutto. Di non rivederla mai più, o di vederla morire in balcone. Ma anche no.




Se poi dovesse presentarsi ancora così dovrò (potrò) chiamare di nuovo il Centro Recupero Avifauna Selvatica, e loro valuteranno un eventuale ricovero fino al ristabilimento completo. Per rilasciarla poi nei luoghi che lei conosce bene e in cui ormai si orienta a occhi chiusi. Anche troppo chiusi.

28 marzo 2015

l'ignoranza non perdona, mai

Visto l'involversi della civiltà umana tutta tutta, ho deciso saggiamente per la mia salute mentale di abolire giornali e letture impegnative (la tv l'ho già defenestrata  con sommo gaudio da un bel po' d'anni). Ora sul comodino giaciono solo vecchie copie di topolino e settimane enigmistiche, arretrate e non.
Con questo mi avvicino paurosamente a mio padre, che non vuole più sentire e sapere nulla di nulla e la tv la usa come ripiano per appoggiarci cose e polvere. Con la differenza che lui ha 90 anni suonati, ha vissuto 2 guerre, in una ha combattuto e ha rischiato la pelle, quindi ha conosciuto la fame, poi la guerra fredda, terrorismi rossi e neri, la vedovanza, le stragi mafiose e infine il berlusca; perciò ha tutto il diritto di averne le balle tracimanti.
Io ho detto "chissenefrega di fregarsene alla mia età" e ho deciso di fregarmene il più possibile anch'io, conquistandomi -forse per la prima volta- la sua piena solidarietà.

Mi sono avvicinata cautamente alla sezione ragazzi della biblioteca comunale e ho iniziato a razziare il reparto DVD dedicato ai cartoni.
L'Era Glaciale 1 2 3 e 4 (son diventata una fan di Scrat), poi il Re Leone 1 e 2, Madagascar, Boog e Elliott, le avventure di Sammy, e via dicendo. Spesso sottraendoli con destrezza a minuscoli bambini che mi guardavano impauriti come se fossi un mostro.

E siccome mio padre, agnostico e cacciatore di preti (nel senso che se si avvicinavano troppo a casa li cacciava via), non mi ha mai indirizzata verso la catechesi, son cresciuta pressocché ignara della storia delle religioni e relativi dogmi. E quando in biblioteca mi è capitato tra le mani "il Principe d'Egitto" ho pensato che fosse una roba tipo "Aladdin" o "Alì Babà e i 40 ladroni". Come potevo immaginare che c'era di mezzo Mosé, la strage dei bambini e un dio orrendamente cattivo e vendicativo? Peggio d'un film d'orrore, esticazz. Io scioccata, il maritozzo che ancora ride della mia scoperta delle sacre e divine cose.
Non contenta, dopo qualche giorno ci ricasco: mi son portata a casa "Giuseppe il re dei sogni". E che minchia ne sapevo io che era la storia di un certo Giuseppe venduto come schiavo dai fratelli per gelosia? Ma dico io, son cose da mettere nella sezione bambini?
Bambi, per dirne un altro terribile, non l'ho trovato, e questi li piazzano in bella mostra? Altro che non c'è più religione, in questo porco mondo ce n'è fin troppa.

Allora son tornata bastonata alla sezione adulti, dove aspetto di riveder comparire sugli scaffali la serie completa dei Soprano. Quella si che è educativa, chè almeno istruisce e fa ridere allo stesso tempo.
(anche se con la precoce dipartita del buon James Gandolfini sarà un po' malinconico rivederla)

22 marzo 2015

non stanno scomparendo, son tutti da me

Dice Repubblica che "PASSERI, merli, pettirossi e usignoli: avvistare uccelli tipici del nostro ecosistema sta diventando sempre più raro"

A me i passeri crescono anche dentro i vasi, al posto di basilico e violette. Non uno, ma una gang sempre più numerosa, rumorosa e soprattutto FAMELICA.
In una mattinata hanno divorato l'unica piantina di violette e l'unica di primule appena rinvasate; sono uscita che erano vegete e rigogliose, e il pomeriggio le ho trovate rase al suolo con la gang che ancora pasteggiava coi loro miseri rimasugli.



Per non parlare dei merli. Questo scemo (lui...) l'ho accudito per un paio di settimane perché pareva buono e mite, e perché frignava come un disperato simulando la morte imminente. Si, ci ho messo 2 settimane a capire che era solo un impostore che mirava a impietosirmi ed estorcermi di tutto. Il giorno che l'ho visto menare e scacciare Lapo gli ho presentato il foglio di via e l'ho accompagnato fuori dal balcone a scopettate.
Ora bivacca sugli alberi intorno, dai quali spia il suo eden perduto senza aver capito bene che peccato mortale abbia mai commesso per meritarsi l'esilio.



Idem con quest'altro con la pappagorgia bianca. E quando dico idem intendo proprio idem: frignamento, io che accorro come una crocerossina a sfamare, aumento della prepotenza, pestaggio di Lapo sotto il mio sguardo inorridito, conseguente calcione sotto la coda, respingimenti a oltranza con tutti i mezzi, quindi bivaccamento sugli alberi intorno insieme a quell'altro, a sparlare di me sicuramente, e a meditare come uccidere Lapo per appropriarsi dell'eden.


Durante l'inverno appena passato ho ricevuto visite anche da: pettirossi, cince e codirossi.
Sui marciapiedi e nei cespugli intorno è tutto un rincorrersi, un frullìo d'ali e un fornicare forsennato, mentre in alto volteggiano le odiose cornacchie come avvoltoi. E quanti piccioni, roba da uscire con l'ombrello anche se non piove.

Ed è da una settimanella bella che un simpatico merlo comincia a cantare a squarciabecco alle 4 del mattino, per poi interrompersi intorno alle 5.30/6. E io neanche un gattazzo da lanciargli dietro. Durante quelle 2 orette non posso far altro che fantasticare sul modo di interromperlo senza diventare un fuorilegge  ma finora ho potuto solo maledirmi per aver io contribuito all'esplosione demografica di questa bella specie.

20 marzo 2015

sulle cime Lutterkopf e Durakopf (val Casies)

Nella nostra lenta avanzata ad est siamo arrivati ad affacciarci in val Casies, una bella valletta laterale della val Pusteria che ad una prima occhiata pare promettere bene.
Non sapendo bene come presentarci ci siamo limitati a calpestare lievemente le nevi ghiacciate del Lutterkopf (2145m) e del Durakopf (2275m), partendo dal parcheggio del Mudlerhof a 1600m (raggiungibile dal paesello di Taisten).

Sentieri 31, 54A, 38 e 38A. Prima parte piuttosto ripida, ghiaccio fino e oltre i 1900 affrontato coi ramponcini; dopodiché neve dura e portante che ha consentito alle ciaspole di farsi un giro di tutto riposo sulle nostre spalle.
Tanto bella la passeggiata lungo la panoramica dorsale che unisce le 2 cime quanto infinitamente noiosa la forestale al rientro.
Unica pecca della giornata la foschia pedante a sud e a ovest. 

usciti dal bosco e quasi sul Lutterkopf


Lutterkopf




Per proseguire al Durakopf si perde lievemente quota...




woman in black, ops


La nostra meta è il cocuzzoletto a sinistra.



Mentre il protagonista acchiappasguardi della giornata e l'Amperspitz.

Amperspitz


i monti della valle di Anterselva


lungo l'ampia dorsale


ancora lungo l'ampia dorsale








Durakopf, 2275m

Panorami da respiro profondo:









Si scende, direzione Taistner Alm:




Taistner Alm, 2012m





Taistner Alm, 2012m


una parte delle dolomiti di Braies, avvolte dalla foschia fino a pomeriggio

Secondo la guida il percorso conta 12km spalmati su 730m di dislivello.


16 marzo 2015

alla malga Londai (2080m)

Venerdì 13 
Dopo una rapida (e gratuita!) riparazione (nel negozio Sportler di Trento) della ciaspola scassata durante l'ultima passeggiata torniamo in val d'Ultimo con l'idea di salire sul Breitbühel (Colle Largo, 2287m), raggiungibile dal piccolo parcheggio situato poco dopo la Falschauerhof, a ca1350m.
Sentieri 16 e 16/A.

Ci fermeremo definitivamente alla Londai Alm, a 2080m, perché già alle 11 del mattino la neve non reggeva più. Gli impianti di Sankt Walburg allegramente chiusi e desolati. E se fa caldo e la neve cede in val d'Ultimo, immagino che da altre parti si possa stare già a maniche corte.
Bella passeggiata comunque, da riprovare in inverni migliori (se mai ce ne saranno ancora).

Poco dopo l'inizio del percorso un palo piantato in mezzo alla forestale, senza firma né crediti e forse senza nemmeno autorizzazione, ammonisce gli ignoranti viandanti:






Credo anch'io che lo scialpinista disturbi la fauna per il semplice fatto che veder scendere qualcuno velocemente, magari anche ululando come un pervertito, spaventa e disturba anche me. Ma questo palo piantato in mezzo alle balle quasi quasi mi fa fare il tifo per la categoria.

Begli scorci durante tutto il tragitto.










Londai Alm








Schrummspitz?




Curiosità. Ho caricato le foto sul blog e salvato il tutto come bozza venerdì sera. Il mattino dopo una notifica in blogger mi avvisa che è stata creata una panoramica, senza preavviso, senza che io lo richiedessi o lo autorizzassi.
Voilà:


Gli è venuta bene, per carità, meglio di quanto potessi fare io con Panorama Maker o che altro.
Ma chi glielo ha chiesto?
Bah.

8 marzo 2015

sul monte Popi

Sentieri 26 (AVS), 114 (SAT), 26/A, 157, 8.
Partiti dal parcheggio del tunnel di Proveis e arrivati sul cocuzzolo del monte Popi (1941m) passando dalla Laureiner Alm.
Ridiscesi alla Laureiner Alm, ci inoltriamo lungo il tracciato 114 per il p.sso Castrin quando una delle mie ciaspole mi fanculizza senza preavviso e senza ritegno. Si è proprio scassata; dopo 3 inverni passati insieme, dopo che l'ho sempre pulita e lucidata, trattata con tutti i riguardi, neanche un graffio o un taglietto, la Stronzona mi molla proprio lungo un traverso breve ma delicato, costringendomi ad affrontare qualche tratto fastidioso praticamente sul culo (stretto). Si può essere più infami-carogne-farabutti&villanzoni?
Arriviamo comunque al passo e alla malga Castrin, ma sfuma definitivamente la mia speranza di proseguire lungo il sentiero 133 per il malghetto di Cloz per poi ridiscendere al parcheggio passando dalla Clazner Alm. Scendiamo invece mestamente lungo il tracciato 8 per tornare al parcheggio, dove darò sfogo alla mia rabbia insultando la Stronzona col fior fiore del mio repertorio d'occasione.

Comunque ho avuto le mie soddisfazioni nonostante il disagio patito, mentre la Stronzona non so se avrà piacere di essere smontata, smantellata e destinata ad adornare l'angolo di Lapo in balcone. L'angolo cesso, si intende.

Anyway, bando al rancore. 

sotto la Laureiner Alm


vista sulle Maddalene, sempre un gran piacere











verso il monte Popi








monte Luco








il Brenta in lontananza tra le foschie





verso il passo castrin: il tradimento si è già consumato











Kornigl (Cornicolo)





il tracciato che porta al ristorante Arnica


Passo Castrin


ancora il Brenta


malga Castrin

Si torna indietro..


Caldo esagerato.