30 marzo 2015

mayday Lapo mayday

La mia giornata è iniziata così:



28 marzo 2015

l'ignoranza non perdona, mai

Visto l'involversi della civiltà umana tutta tutta, ho deciso saggiamente per la mia salute mentale di abolire giornali e letture impegnative (la tv l'ho già defenestrata  con sommo gaudio da un bel po' d'anni). Ora sul comodino giaciono solo vecchie copie di topolino e settimane enigmistiche, arretrate e non.
Con questo mi avvicino paurosamente a mio padre, che non vuole più sentire e sapere nulla di nulla e la tv la usa come ripiano per appoggiarci cose e polvere. Con la differenza che lui ha 90 anni suonati, ha vissuto 2 guerre, in una ha combattuto e ha rischiato la pelle, quindi ha conosciuto la fame, poi la guerra fredda, terrorismi rossi e neri, la vedovanza, le stragi mafiose e infine il berlusca; perciò ha tutto il diritto di averne le balle tracimanti.
Io ho detto "chissenefrega di fregarsene alla mia età" e ho deciso di fregarmene il più possibile anch'io, conquistandomi -forse per la prima volta- la sua piena solidarietà.

22 marzo 2015

non stanno scomparendo, son tutti da me

Dice Repubblica che "PASSERI, merli, pettirossi e usignoli: avvistare uccelli tipici del nostro ecosistema sta diventando sempre più raro"

A me i passeri crescono anche dentro i vasi, al posto di basilico e violette. Non uno, ma una gang sempre più numerosa, rumorosa e soprattutto FAMELICA.
In una mattinata hanno divorato l'unica piantina di violette e l'unica di primule appena rinvasate; sono uscita che erano vegete e rigogliose, e il pomeriggio le ho trovate rase al suolo con la gang che ancora pasteggiava coi loro miseri rimasugli.



Per non parlare dei merli. Questo scemo (lui...) l'ho accudito per un paio di settimane perché pareva buono e mite, e perché frignava come un disperato simulando la morte imminente. Si, ci ho messo 2 settimane a capire che era solo un impostore che mirava a impietosirmi ed estorcermi di tutto. Il giorno che l'ho visto menare e scacciare Lapo gli ho presentato il foglio di via e l'ho accompagnato fuori dal balcone a scopettate.
Ora bivacca sugli alberi intorno, dai quali spia il suo eden perduto senza aver capito bene che peccato mortale abbia mai commesso per meritarsi l'esilio.



Idem con quest'altro con la pappagorgia bianca. E quando dico idem intendo proprio idem: frignamento, io che accorro come una crocerossina a sfamare, aumento della prepotenza, pestaggio di Lapo sotto il mio sguardo inorridito, conseguente calcione sotto la coda, respingimenti a oltranza con tutti i mezzi, quindi bivaccamento sugli alberi intorno insieme a quell'altro, a sparlare di me sicuramente, e a meditare come uccidere Lapo per appropriarsi dell'eden.


Durante l'inverno appena passato ho ricevuto visite anche da: pettirossi, cince e codirossi.
Sui marciapiedi e nei cespugli intorno è tutto un rincorrersi, un frullìo d'ali e un fornicare forsennato, mentre in alto volteggiano le odiose cornacchie come avvoltoi. E quanti piccioni, roba da uscire con l'ombrello anche se non piove.

Ed è da una settimanella bella che un simpatico merlo comincia a cantare a squarciabecco alle 4 del mattino, per poi interrompersi intorno alle 5.30/6. E io neanche un gattazzo da lanciargli dietro. Durante quelle 2 orette non posso far altro che fantasticare sul modo di interromperlo senza diventare un fuorilegge  ma finora ho potuto solo maledirmi per aver io contribuito all'esplosione demografica di questa bella specie.

20 marzo 2015

sulle cime Lutterkopf e Durakopf (val Casies)

Nella nostra lenta avanzata ad est siamo arrivati ad affacciarci in val Casies, una bella valletta laterale della val Pusteria che ad una prima occhiata pare promettere bene.
Non sapendo bene come presentarci ci siamo limitati a calpestare lievemente le nevi ghiacciate del Lutterkopf (2145m) e del Durakopf (2275m), partendo dal parcheggio del Mudlerhof a 1600m (raggiungibile dal paesello di Taisten).

Sentieri 31, 54A, 38 e 38A. Prima parte piuttosto ripida, ghiaccio fino e oltre i 1900 affrontato coi ramponcini; dopodiché neve dura e portante che ha consentito alle ciaspole di farsi un giro di tutto riposo sulle nostre spalle.
Tanto bella la passeggiata lungo la panoramica dorsale che unisce le 2 cime quanto infinitamente noiosa la forestale al rientro.
Unica pecca della giornata la foschia pedante a sud e a ovest. 

usciti dal bosco e quasi sul Lutterkopf


16 marzo 2015

alla malga Londai (2080m)

Venerdì 13 
Dopo una rapida (e gratuita!) riparazione (nel negozio Sportler di Trento) della ciaspola scassata durante l'ultima passeggiata torniamo in val d'Ultimo con l'idea di salire sul Breitbühel (Colle Largo, 2287m), raggiungibile dal piccolo parcheggio situato poco dopo la Falschauerhof, a ca1350m.
Sentieri 16 e 16/A.

Ci fermeremo definitivamente alla Londai Alm, a 2080m, perché già alle 11 del mattino la neve non reggeva più. Gli impianti di Sankt Walburg allegramente chiusi e desolati. E se fa caldo e la neve cede in val d'Ultimo, immagino che da altre parti si possa stare già a maniche corte.
Bella passeggiata comunque, da riprovare in inverni migliori (se mai ce ne saranno ancora).

Poco dopo l'inizio del percorso un palo piantato in mezzo alla forestale, senza firma né crediti e forse senza nemmeno autorizzazione, ammonisce gli ignoranti viandanti:




8 marzo 2015

sul monte Popi

Sentieri 26 (AVS), 114 (SAT), 26/A, 157, 8.
Partiti dal parcheggio del tunnel di Proveis e arrivati sul cocuzzolo del monte Popi (1941m) passando dalla Laureiner Alm.
Ridiscesi alla Laureiner Alm, ci inoltriamo lungo il tracciato 114 per il p.sso Castrin quando una delle mie ciaspole mi fanculizza senza preavviso e senza ritegno. Si è proprio scassata; dopo 3 inverni passati insieme, dopo che l'ho sempre pulita e lucidata, trattata con tutti i riguardi, neanche un graffio o un taglietto, la Stronzona mi molla proprio lungo un traverso breve ma delicato, costringendomi ad affrontare qualche tratto fastidioso praticamente sul culo (stretto). Si può essere più infami-carogne-farabutti&villanzoni?
Arriviamo comunque al passo e alla malga Castrin, ma sfuma definitivamente la mia speranza di proseguire lungo il sentiero 133 per il malghetto di Cloz per poi ridiscendere al parcheggio passando dalla Clazner Alm. Scendiamo invece mestamente lungo il tracciato 8 per tornare al parcheggio, dove darò sfogo alla mia rabbia insultando la Stronzona col fior fiore del mio repertorio d'occasione.

Comunque ho avuto le mie soddisfazioni nonostante il disagio patito, mentre la Stronzona non so se avrà piacere di essere smontata, smantellata e destinata ad adornare l'angolo di Lapo in balcone. L'angolo cesso, si intende.

Anyway, bando al rancore. 

sotto la Laureiner Alm


6 marzo 2015

a volte ci tornano

Passeggiata pomeridiana ai Prati Imperiali, Balkof, valle dei Mocheni.
Ambiente molto nordico, neve quasi sempre garantita in inverno, temperature fresche in estate; il tutto a meno di 30 km da Trento.
Quando arriviamo al parcheggio situato un centinaio di metri sotto alla malga Pletzn son le 13.30 e gli ultimi scialpinisti stanno scendendo: chi dal Mut, chi dal Gronlait, qualcuno dal Pizzo Alto. Quindi ci ritroviamo pressocché soli e beati durante tutto il percorso.




4 marzo 2015

fauna di città

La promenade serale lungo le rive dell'Adige riserva sempre qualche bell'incontro. Non solo le numerose coppie di merli (ne avrò contate almeno una trentina lungo i 10 km che percorro abitualmente) e i coniglietti che spesso devono subire gli sguardi oltraggiosi di umanoidi più o meno affamati.