31 dicembre 2015

menù festivo

Va di moda dare un nome anche ai menù.
Quello (fisso) che sta caratterizzando le mie feste io l'ho chiamato God Bless Big Pharma.

E crepasse pure l'avarizia, stavolta non sto badando a spese.

La tavola è apparecchiata perennemente con un'originale tovaglietta in tessuto NON tessuto kleenex, bianca (troppo dozzinale il solito rosso), e pure profumata alle erbe balsamiche perché di questi tempi anche (e soprattutto!) il naso vuole la sua parte.


APERITIVO: Pantorc 40 mg - per aprire lo stomaco a tutte le portate successive - [ € 7.65 ]

ANTIPASTI ASSORTITI: Plasil e Imodium - per assicurarmi che tutte le sostanze nutritive vengano assimilite per bene e non disperse sotto altre forme - [rispettivamente € 7.40  e  € 9.00]

PRIMO: Brufen 600 mg  [€ 7.50]

SECONDO: tandem di Clenil e Fluibron nebulizzati (omaggio alla cucina molecolare) - [rispettivamente € 11.70 e € 13.00]

CONTORNO: Rinazina spray nasale  (omaggio alla cucina MICROBI-otica) - [€ 9.00]

DOLCE: granulato di Brexin (omaggio alla cucina destrutturata) - [€ 11.00]

BEVANDE: Tachipirina granulato effervescente - [€ 4.00]

DIGESTIVO: estratto di cardo mariano (potente spurgante per il fegato) - [€ 15.00]


GLOSSARIO per i non intenditori

pantorc: noto scudo spaziale per lo stomaco
plasil: anti rigurgito
imodium: anti caghetta
brufen: anti infiammatorio analgesico
clenil: anti infiammatorio cortisonico per le vie aeree
fluibron: decongestionante nasale e bronchiale
rinazina spray nasale: disgorgante per le nari
brexin: antidolorifico
tachipirina: generico tuttofare
cardo mariano: pianta nota ai sofferenti di fegato, soprattutto in seguito ad abuso di alcool o farmaci

24 dicembre 2015

involuzione e adattamento

Anno del signore 1997.

2 giovani terroni approdano a Trento per puniz motivi di lavoro

  oh, ma qui non c'è neanche un tossico ogni 10 metri che chiede monetine?
  già, e nessuno che cerca di rifilarti patacche agli angoli delle strade, figo
  in effetti son le 8.30 di sera e non c'è un'anima in giro, addò stanno tutti quanti?
  boh, staranno cenando
...........................................................................................................................
h. 21.30
  embé non escono dopo cena?
  lavorano loro, cribbio
............................................................................................................................
h. 22
  ma che fai amorellino, dormi???
 

 
............................................................................................................................

Anno del signore 2015.

23 dicembre 2015

sul Castellaz (dal passo Rolle)

Non è vero che la montagna d'inverno è bella anche senza neve. E' come il mare d'estate senza sole.
Come uno spaghetto aglio olio e peperoncino senza habanero; non ha senso.
La luce è inevitabilmente diversa, un po' metallizzata, un po' giallognolo post esplosione nucleare.
Io so solo che mi ci sento a disagio, in mezzo a tutto quel marroncino polveroso e spelacchiato: mi pare che abbia la rogna.

Il Castellaz e il Cristo pensante è uno di quei luoghi in cui pensavo che non avrei mai messo piede. Mi ci ha portata il maritozzo, che ultimamente mi sta diventando mistico.
[Mentre in passato, in ogni nuova località le tappe d'obbligo erano caseifici e trattorie, oggi sono opere religiose e annessi vari, non necessariamente appartenenti all'ordine cattolico. Mumble mumble ]


Il Castellaz è un bel bastione panoramico alto 2333 m, da cui guardare a 360° quanta neve NON c'è all'orizzonte.
Leggerlo sui giornali è una cosa, vederlo di persona giorno dopo giorno fa paura.

Cima Bocche 2745 m (a sx), e cima Juribrutto 269 7m (a dx).



17 dicembre 2015

sul Tatschspitze (Montaccio di Pennes)

Mesta passeggiata sui monti Sarentini, partendo dal Passo Pennes e triturando ghiaccio sul sentiero 14A fin sulla cima del Tatschspitze (orribilizzato in Montaccio), a 2520m ca.
Più che utili, i ramponcini sono indispensabili di questi tempi.
Paesaggi deprimenti verso tutti i punti cardinali, escluso ovviamente gli over 3000 di confine che qualche chiazza adeguata di neve ce l'hanno.


La desolazione del Sarner Weißhorn (Corno Bianco), 2705m di terra e rocce ghiacciate.



13 dicembre 2015

oh extraterrestre, spazzaci via

Secondo il quotidiano il trentino sedicenti imprenditori del turismo invernale avrebbero allestito piste da sci fasulle innevandole artificialmente e sprecando irresponsabilmente ettolitri di acqua. Hanno pure pubblicato una galleria fotografica che inchioderebbe codesti personaggetti alla loro scandalosa ridicolaggine.

Secondo il quotidiano il trentino il mondo va in malora, si muore di fame e di inquinamento, il clima è impazzito, la ggente pure, son mesi che non piove, le temperature piuttosto miti non consentirebbero nemmeno di mantenere la neve artificiale in condizioni decenti, e questi stanno spensierati a sparar neve fasulla.

Mavalà! Trattasi di equivoco madornale causato dall'analfabetismo di ritorno dilagante, che impedisce ai più di recepire davvero per quello che è il disegno di questi illustri imprenditori illuminati: è un palese messaggio in codice rivolto agli extraterrestri.

Ma gli ignorantoni non son capaci di leggere tra le strisce, anzi, le hanno pure calpestate: qualcuno le ha scambiate davvero per piste da sci.
Per nulla scandalizzati dal brullo paesaggio arido e marroncino che li circondava a perdita d'occhio ci si sono ammassati stretti stretti e l'han ridotto ad uno scarabocchio, i buzzurri!.

Siccome tra i miei lettori annovero fantasmi, entità oscure, gente dell'oltretomba ed ectoplasmi, do per scontato che pure gli extraterrestri mi ritengano una fonte credibile per cui mi permetto di ripubblicare per loro il messaggio in codice, che all'origine diceva semplicemente questo:

SIAMO TROPPO COGLIONI - BEEP

CI ABBIAMO PURE PRESO GUSTO - BEEP

MA ADESSO NON RIUSCIAMO PIÙ A SMETTERE - BEEP

PER FAVORE ABBATTETECI VOI - BEEP

GRAZIE
BEEEP BEEEP BEEEP BEEEP BEEEP BEEEP BEEEEEEEEEEEEEP

5 dicembre 2015

scorci sloveni: dal Bohinjsko jezero (lago Bohinj) alla slap Savica (cascata Savica)

In fuga dalle nebbie lubianesi verso il Triglavski narodni park (parco nazionale del Triglav) entrando dalla porta orientale di Bled, e inoltrandoci sino al Bohinjsko jezero (lago Bohinj).
Dopo aver parcheggiato l'auto sulla sponda presso l'abitato di Ribčev Laz abbiamo percorso tutto il lato settentrionale, e da qui alla cascata Savica, purtroppo non in ottima forma: la portata del salto a inizio inverno è ben poca cosa rispetto al flusso primaverile/estivo.

La prima neve di questa stagione la becchiamo proprio qui, nel parco del Triglav. 



2 dicembre 2015

scorci sloveni: gostilna (osteria) e castello

I locali del centro di Lubiana sono minuscoli, hanno pochi posti a sedere, e così gli esercenti si allargano sui marciapiedi con sedie e tavolini. Possono anche esserci 2° sottozero, non è un problema: insieme al pasto vengono fornite anche delle coperte pelose per autodifesa personale. Pelose nel senso che probabilmente ci trovi i peli dei clienti che ti han preceduto, visto che le riciclano spensieratamente di giorno in giorno, sino a fine inverno, presumo..

Agli sloveni pare normale mangiare appollaiati su trabiccoli all'aria aperta, incuranti di probabili congestioni. Anzi, è trendy. Di più, è una scusa per bere vin brulé bollente dall'alba al tramonto; che è la loro bevanda tipica, come il tè per gli inglesi e l'espresso per gli italiani.
Il caffé (rivoltante) corretto è la norma. Alcool nei bar servito a fiumi, bicchieri grandi e pieni, ché al confronto quelli minuscoli che servono nei bar delle valli trentine son roba da salutisti (sempreché uno sloveno non li consideri invece degli sputi offensivi).
Ciò nonostante non ho assistito a episodi di ubriachezza molesta e/o violenta; non mi è sembrato che qui l'alcool sia usato come un detonatore per esternare aggressività mal repressa. E' che ce l'hanno nel sangue, e mai metafora fu più azzeccata.

La carne cicciosa, meglio se maialosa, è l'elemento principe della dieta slovena. Buona, si, forse, ma la sottoscritta già al secondo giorno sognava di disintossicarsi con insipidi gambi di sedano e tristi insalatine scondite, che normalmente non fanno certo parte del mio panorama gastronomico.

gnocchi di pane e goulasch buono ma ultra cipolloso; l'ho signorilmente ruttato fino al mattino seguente


30 novembre 2015

scorci sloveni: Ljubljana

Lasciate ogni speranza, o voi vegetariani ed astemi che vi inoltrate in territorio sloveno.
E pure voi, gli amanti del caffè.
Agli estimatori degli idiomi dolci e musicali invece suggerisco un bel paio di tappi fonoassorbenti: la lingua slovena è un'associazione a delinquere di consonanti dure e rabbiose, che dopo 10 minuti ti vien voglia di metter su una rissa.
Fortuna che buona parte della popolazione parla e capisce l'inglese, e spesso pure l'italiano.

Per il resto bel paese e belle persone.

Sul Tromostovje (i tre ponti): il luogo più centrale, più carattreristico e più fotografato di Lubiana



23 novembre 2015

quando anche il disagio ha stile

... e si sa esprimere a parole, non a fucilate, perché è anche e soprattutto a questo che serve l'arte.

"and if a double-decker bus
crashes into us
to die by your side is such a heavenly way to die
and if a ten ton truck 
kills the both of us 
to die by your side, well, the pleasure and privilege is mine"


[ai trogloditi l'ossessione della morte, a noi la poesia dell'evanescenza]

Dall'album The Queen is dead, anno 1987, un Morrissey giovanissimo 100% puro british.
Solo per gli amanti del genere e i fan del personaggio.


19 novembre 2015

You Never Can Tell (Bruce Springsteen feat Chuck Berry)

Ai trogloditi la pesantezza dell'ignoranza, a noi il privilegio della leggerezza.

Il Boss più invecchia e più diventa grande :)
( mitiche le smorfie di Steve Van Zandt )



17 novembre 2015

stuzzicadenti batte kalashnikov 10 a 0

Ai trogloditi il delirio della bruttezza, a noi il delirio della classe.
[uno stuzzicadenti li ridicolizzerà]

La London Symphony Orchestra in stato di grazia, diretta dal divino.
Io non riesco a capire se sia più bello il direttore fuori di sé o il pezzo in sé.

15 novembre 2015

tripudio di bellezza

[Ai trogloditi il delirio del fanatismo, a noi il delirio dell'arte]

Al quarto minuto entra in scena l'orso canadese, ed è subito orgia.


11 novembre 2015

ricci sul litorale cagliaritano

Finché ce n'è viva il Re, quando non ce n'è più viva Gesù

Ci siamo arrivati per caso, mentre si passeggiava ai piedi della scalinata della basilica di Bonaria.

basilica di Bonaria (Cagliari)


10 novembre 2015

cortes apertas a Mamoiada

Mamoiada, comune della provincia di Nuoro con 2500 abitanti, 650 m di altitudine. Famoso soprattutto per le sue inconfondibili maschere, protagoniste di un famoso carnevale e simbolo del paese.




9 novembre 2015

cortes apertas a Ovodda

"Cortes apertas", -cortili aperti- è una manifestazione eno-gastronomica culturale che da un po' di anni coinvolge buona parte dei paesi della Barbagia, ossia il cuore della provincia di Nuoro.
Da metà settembre a metà dicembre, ogni fine settimana, le persone che vivono in questi antichi borghi aprono le porte di casa propria ai visitatori, ai quali vengono offerti prodotti tipici come dolci, vino, pane, formaggi, ortaggi e frutta; oppure vengono allestiti laboratori tramite i quali vengono illustrati quelli che erano e sono i mestieri tradizionali: la preparazione del pane, della pasta, dei dolci, dei formaggi, l'intaglio del legno, l'impagliatura delle sedie, la lavorazione dei pellami, o anche la pittura, la decorazione della ceramica, la scultura dei menhir, il confezionamento dei cestini, la creazione di monili in argento e altri materiali, la lavorazione della lana, dei tappeti e dei tessuti in genere.

Ciascun paese che aderisce al progetto esprime le proprie culture in modo diverso, anche se dista pochi km dal paese più vicino.

L'idea, nata principalmente per rilanciare una zona della Sardegna solitamente lontana dagli itinerari turistici più blasonati, ha avuto un inaspettato successo, non solo tra i visitatori stranieri ma soprattutto tra i locali.

L'effetto più positivo di questa manifestazione, a parer mio, è che finalmente si è palesata una gran voglia reciproca di conoscersi. Paesi o intere province divise da annose diffidenze si sono incontrate e hanno scoperto che le cose in comune sono molte di più delle differenze.

Ovodda, comune di 1700 anime circa, 750 m di altitudine. Prima volta per me, una bella scoperta.
Gente generosa e accogliente.



2 novembre 2015

la cattedrale di Castello

Lo storico quartiere di Castello è stato il nucleo principale della città di Cagliari, attorno al quale si son sviluppati a macchia d'olio tutti gli altri quartieri. Furono i pisani a costruirci il Duomo all'inizio del 1200; Duomo che nel corso dei secoli è stato modificato, abbellito, ristrutturato, rinnovato e impreziosito prima dagli spagnoli e poi dagli italiani.
L'interno ricorda il santuario di Pompei (in forma ridotta però), mentre le vie di accesso ricordano i vicoli di Napoli, solo molto più ordinate e silenziose: niente panni stesi o scooter allo stato brado. Il traffico è strettamente riservato ai residenti.

la storica via La Marmora


27 ottobre 2015

sulla sella del diavolo (Cagliari)

Questo panoramico promontorio alto 135m separa in 2 il golfo antistante Cagliari (Golfo degli Angeli), ed è uno dei simboli della città, credo il più amato dai suoi cittadini. A est si allunga lo spiaggione del Poetto, la spiaggia per antonomasia dei cagliaritani, mentre a ovest c'è il porto e il cuore della città di Castello (il nome dialettale di Cagliari è Casteddu, che significa proprio castello).

Lo si raggiunge dalla zona militare, percorrendo una strada dietro le caserme dell'esercito. Come tante altre zone isolane sottoposte a servitù militare, da anni è contesa tra i civili che vorrebbero riappropriarsene interamente e i vertici del ministero che qui son padroni (e mantengono lontani gli speculatori, oserei insinuare).

Parcheggio vicino all'hotel Calamosca e salitina di una mezz'oretta.
Mare e agavi sono i protagonisti del paesaggio.



17 ottobre 2015

un altro modo è possibile

"at night a candle is brighter than the sun"
(englishman in New York - Sting)


Toh, dopo aver scoperto che il paesaggio altoatesino batte 10 a 0 quello trentino, e che la qualità dell'offerta turistica pure, ora scopro che anche la qualità delle prestazioni sanitarie batte 10 a zero quella trentina. Con tempi d'attesa minori e a costi pure inferiori.

Chissà perché a parità di disponibilità finanziaria riescono a fornire servizi migliori in ogni ambito si cimentino. Sarà che nel mondo germanico hanno capito da un centinaio d'anni che rubare i soldi di tutti per arricchire pochi è la strada migliore per l'imbarbarimento di un popolo, mentre spendere le risorse per progredire più o meno tutti omogeneamente genera senso patriottico, unità, e una crescita pacifica con la collaborazione volontaria di tutti?

All'ospedale San Maurizio di Bolzano ho ritrovato più o meno gli stessi atteggiamenti che ho notato durante le escursioni sui monti altoatesini:
- la tendenza a salutarsi tutti ( medici, paramedici e pazienti stessi!)
- mentre vagavamo spersi per i corridoi 2 persone ci hanno avvicinato per chiederci se avevamo bisogno di indicazioni e una si è offerta di accompagnarci dritti in reparto

12 ottobre 2015

dal Pragser Wildsee (lago di Braies) al lago Fojedöra

È importante il viaggio, non la destinazione

Dal parcheggio a quota 1490m, di fronte all'hotel Pragser Wildsee, costeggiamo tutto il lato ovest del lago fino a imbroccare il sentiero 19 che percorre la lunga e bellissima Grünwaldtal (val di Foresta).
La meta desiderata sarebbe il lago Fojedöra, a 2250m ca, ma dubitiamo fortemente di arrivarci: il cielo è plumbeo e pioviggina. Il parcheggiatore, molto rassicurante, ci dice che no, non pioverà troppo, al massimo nevicherà. Il che sarebbe decisamente meglio, replichiamo noi.

Dopo neanche 100 metri capiamo subito che la fama che avvolge questo posto è più che meritata. Il sentiero è in realtà una comodissima e semi pianeggiante stradella che attraversa un gran bel bosco misto di abeti e larici. E i larici, si sa, in questo periodo danno uno spettacolo di cui la sottoscritta non si stufa mai.

Dopo una mezz'oretta troviamo la Grünwaldalm, chiusa chiusissima.

Grünwaldalm, 1590m


6 ottobre 2015

l'odissea continua ...

Prosegue l'ostensione della Sacra Colonna Misteriosa davanti ai più rinomati dotti medici e sapienti del Welschtirol, confermando ogni volta la sua incredibile e paranormale capacità di generare le più disparate fantasie. Ecco le ultime in ordine cronologico:

  • essa ha indubbiamente una gamba più corta dell'altra 
  •  ma dove l'ha vista il collega una gamba più corta dell'altra?? le gambe son perfettamente uguali
  •  mi chiedo se tutti stiamo visionando le stesse immagini. Io vedo gambe della stessa lunghezza; casomai è il bacino che è disallineato 
  • il bacino lato destro è ruotato verso sinistra
  •  no no, è ruotato da sinistra verso destra (!!!)
  •  mancano 2 cm a destra
  •  si faccia fare un plantare
  • è evidente che i famigerati 2 cm vengono ammortizzati in qualche modo, ma non si capisce come (notare la forma impersonale non si capisce)
  •  niente plantari, prima si fa l'esame posturale
  •  metta un rialzo, anche un semplice alzatacco va bene
  •  secondo me il rialzo va bene solo quando va in discesa
  •  non vada in bicicletta
  •  vada in bicicletta ma solo su asfalto e in pianura
  •  può andare in bicicletta sia in salita che in discesa
  •  ancora qui?? ma non le avevo detto di tornarsene al mare??
  •  per me bisogna fare la risonanza anche alla cervicale
  •  faccia l'elettromiografia
  • prenda un antidepressivo (!!!)



Bé, con quest'ultimo suggerimento la sanità trentina si è proprio fracassata sul fondo melmoso della ridicolaggine. Il suo leggero volteggiare verso il basso era cominciato già una decina d'anni fa, per subire un' accelerata vertiginosa negli ultimissimi anni; fino allo schianto finale, per l'appunto.

Dopo mesi di scoregge spaziali sparate impunemente, di sballottamenti qua e là, di soldi sperperati per un beneamato cazzo, al mio primo cenno di sacrosanto sfinimento psicologico (causato dalla loro sopraffina incompetenza), mi sento dire che dovrei prendermi un antidepressivo. Io.
Ma io faccio prima a prendermi un bazooka, come Michael Douglas in un giorno di ordianaria follia.

La salute dei contribuenti va in malora? chissenefrega, l'importante è avere i conti in regola. Se poi sarà l'inps a sforare il suo budget pagando più giorni di malattia, cazzi suoi.

Nella lotta per l'arraffamento tra le varie bande di cialtroni, a noi già va di lusso se e quando riusciamo a racimolare qualcosa che cade accidentalmente dalle loro mani. E ci chiamano pure primo mondo.

1 ottobre 2015

nella valle di s. maria flavona

Comoda passeggiata dal parcheggio poco sotto al lago di Tovel, a quota 1170m;
su strada sterrata fino all'albergo Lago Rosso, dietro al quale parte il sentiero (sempre su sterrato), n. 314 che porta fino alla malga Pozzol (1630m). Da lì col sentiero 371 fin sotto le falde del Turrion Basso (2385m), passando dalla malga Flavona (1860m).
Noi ci siam fermati a quota 2010m, ma volendo si può proseguire fino al passo del Grostè o a quello della Gaiarda, o fin dove portano le gambe. Quando ci si avvicina al gruppo del Brenta c'è davvero l'imbarazzo della scelta.




27 settembre 2015

odissea nel mondo dei pazzi

Sapevatelo: tutti noi siamo delle opere d'arte astratta uniche e irripetibili. Ed è ora che impariamo a valutarci per piazzarci al meglio sul mercato dell'arte contemporanea.
Per averne conferma basta fare una semplice lastra e/o risonanza magnetica alla colonna vertebrale e poi presentarla a vari intenditori quali ortopedici, fisiatri, neurochirurghi, fisioterapisti e medici generici. E solo allora constaterete come ciascuna di queste figure la interpreti a modo suo, vedendoci ognuno cose diverse; proprio come davanti ad un'opera d'arte astratta.

E tu che credevi che una lastra fosse la fotografia di un qualcosa di fisico e tangibile sei solo un fossile che ancora crede alla validità delle leggi della fisica.Un povero fossile sfigato pure attanagliato da un dubbio che ti toglie il sonno: ma cotanta florida diversità di interpretazione dipende dalla varietà di sostanze psicotrope assunte che si trova in commercio o da cos'altro?

 La fotografia della mia colonna ha suscitato di volta in volta varie visioni:

17 settembre 2015

e tu di che paranoia sei?

Avvisi che girano nei boschi trentini ...







30 agosto 2015

al Pfurnsee - val Ridanna

OT
Pur non essendo una simpatizzante dei partiti indipendentisti sudtirolesi, appartengo a quella schiera di persone contraria all'italianizzazione a tutti i costi dei toponimi dell'Alto Adige, o più correttamente Sud Tirolo. In alcuni casi le traduzioni sommarie non sembrano altro che puro dispetto e volontà di umiliazione.
Non ha proprio senso, per esempio, italianizzare il bellissimo Pfurnsee con l'orrendo epiteto " lago del forno". Ma è così destabilizzante per certa gente fare un minimo sforzo di memorizzazione e imparare il suo vero nome? vedi mai che imparando un'altra lingua si ampliano pure le circonvoluzioni cerebrali...OT

Al parcheggio di Maiern, in val Ridanna, alle 7 di mattina siamo già in tanti. Tutti di fretta, tutti che sgomitano per accaparrarsi la pole position. Ci sorpassano a destra e a sinistra facendoci sentire più insignificanti di una limaccia.
Alcuni corrono, letteralmente, esseri ridotti a involucri di pelle umana che racchiudono fasci di muscoli, nervi e tendini, ma con facce e sguardi inespressivi che nemmeno Terminator : 'na tristezza! Forse vanno tutti al rifugio Becherhaus, a ben 3200m di altitudine, e per il quale ci vogliono 7 ore e 30 di faticosa salita.

La nostra meta è molto più modesta, il Pfurnsee a 2456m.

Dal parcheggio a 1417 m ci incamminiamo balzellon balzelloni sul segnavia n. 9, convinti di fare una semplice passeggiata di soli 1040m di dislivello in totale rilassatezza. AHAHAHAHAHAH.
Le previsioni davano lo zero termico intorno ai 4900 m, da cui la nostra decisione di partire presto: "arriveremo al lago ben prima di mezzogiorno e il caldo ci farà un baffo"
AHAHAHAHAHAH.

In vista della piana Aglsboden, a 1715m ca.



21 agosto 2015

sull'Ortigara

Non è un post su quanto è stata brutta la guerra quassù, e quanti morti, e chi ha combattuto contro chi, e perché. Il web ne è strappieno di notizie a riguardo. La cosa migliore per informarsi è consultare un buon libro di storia lasciando perdere gli pseudo esperti che invece di blaterarne al bar ne blaterano sui social.

Questo è solo il mio umile e poco interessante resoconto di una mezza giornata trascorsa sull'altopiano di Asiago, luogo che fin dalla prima visita abbiamo apprezzato per la varietà di paesaggi e per la comodità di accesso.
Tantissima gente, ma non ci infastidisce.

Il clima è impazzito, siam tutti d'accordo. I siti meteo non riescono a stargli dietro e ultimamente cannano le previsioni alla grande. Ma noi abbiamo trovato a chi affidarci: si chiama meteoculo !!
Consultarlo è facilissimo ed economico; non serve la connessione a internet ma basta avere almeno 2 neuroni connessi tra loro.
Ci si alza con calma la mattina e si esce in balcone ad annusare l'aria verso i 4 punti cardinali. Poi si consulta la lombalgia e si prende atto di quanti metri di dislivello e quanti km è disposta ad affrontare quel giorno. Infine si interrogano i calli, per valutare quanta probabilità si ha di trovare pioggia e fulmini nelle seguenti 12 ore nel raggio di 100 km.
Fatto questo si sceglie una meta e si parte.

Arrivati a Gallio, nel cuore dell'altopiano di Asiago, prendiamo la strada per la valle di Campomulo e la percorriamo fino al piazzale Lozze, a 1770m ca. Ci aspettavamo di dover pagare un pedaggio o perlomeno il parcheggio, invece niente: quassù ancora non si usa. Eppure l'avrei pagato volentieri, non come in certi buchi spersi dove ti fan pagare cara anche la terra che ti resta attaccata agli scarponi e si aspettano pure gratitudine.
Dal piazzale col sentiero 840 arriviamo sull'Ortigara senza quasi accorgercene, in poco più di un'oretta.
Cielo plumbeo, ma ci grazia.



18 agosto 2015

menù del giorno: burocratese in salsa tirolese

Bisogna cliccare sull'immagine per leggere bene.



Ecco, questa la gentile mail che mi comunica che IO ho disdettato un appuntamento per una visita medica.
Come, non lo sapevo che ho fatto ciò? Per lorsignori non è scontato, anzi è probabile che io stessi navigando per il fruibilissimo nuovo sito dell'azienda sanitaria perché non avevo proprio altri siti da guardare, e en passant m'è scappato un annullamento (o un annullamentizzazione, se preferiscono).

No, guardino lorcialtroni, linguaggio forbito per linguaggio forbito mi vien d'uopo fare una precisazione: io il mio appuntamento l'ho disdettazionamizzato. Chiaro?
Eccheccazz, è ora che  'sti burocrati imparino il linguaggio della gente comune.

[ma perché continuano a mandarmi messaggi sul cellulare e mail per ricordarmi che tal giorno a tal ora ho una visita medica? ma con chi sono abituati ad avere a che fare? con gente rimbambita che vive aspettando che il benedetto ente pubblico dica loro sempre cosa devono fare? non sono io una persona adulta perfettamente capace di stare dietro alla propria agenda con mezzi miei? ma ... ma ... ma ... ma annassero a spendere soldi e tempo per migliorare le prestazioni ai cittadini, invece di rincoglionirli con ipocriti sedicenti atti di cortesia. Ma por favòr]

3 agosto 2015

Gelbsee e Grünsee (val Martello)

C'è un solo posto in Italia in cui spenderei (se lo avessi) qualche milione di euro per comprarmi una villetta.
Non è la Costa Smeralda, non è la Toscana, né la riviera ligure o la costiera amalfitana. Nemmeno il Trentino o la val d'Aosta. Indovina indovinello.

La nostra prima volta in val Martello durante la stagione estiva.
Dal parcheggio n.3, presso l'hotel Zum See a quota 1860 ca, prendiamo il sentiero n. 17 per il Gelbsee e il Grünsee, situati rispettivamente a 2729m e a 2741m nella laterale Zufritt Tal (val Gioveretto)
Il sentiero è lo stesso che porta alla Zufrittspitz (3439m), ma noi lo percorreremo solo fino ai laghi, anche perché poi è contrassegnato come alpinistico.
Abbiamo solo una mezza giornata a disposizione quindi si parte da Trento alle 5.30 e si inizia a camminare alle 7.30. Va benone così perché il tracciato è in pieno sole.
Il dislivello di 900m si snoda tra un'alternanza di tratti ripidi e altri semi pianeggianti, rendendo più sopportabile la salita ( ma penso che i numerosi escursionisti fradici, beccati sulla capoccia dal sole di mezzogiorno, forse non sarebbero d'accordo).

Zufallspitzen, 3757


30 luglio 2015

al rifugio denza e laghetto

Presso l'abitato di Vermiglio seguiamo le chiare indicazioni per il rifugio Denza. Percorsa tutta la forestale che porta all'ex forte Pozzi Alti si parcheggia a quota 1880 ca.
Coi bei sentieri n. 233 e 206 si raggiunge il rifugio a 2300m ca in un'oretta e mezza di cammino. Tanto belli quanto scomodi: il fondo lastricato di massi, soprattutto per quanto riguarda il 206, lo rende duro per caviglie, gambe e ginocchia. Se poi ci si aggiunge la caldazza il frantumamento di zebedei è garantito. Camminare con certe temperature equivale - a parer mio - a pigiare sull'acceleratore col freno a mano tirato: tanta fatica per poco. E così tanta fatica per soli 400m di dislivello non l'avevo mai patita.
Comunque la fatica è stata nulla confronto alla visione della vedretta della Presanella quasi completamente sfatta.
Una pena avvilente.

entrata della breve e buia galleria


27 luglio 2015

addio al pesto

A qualcuno piace(va) il basilico fresco ALTRUI, anzi, il basilico fresco MIO.






Dopo una caccia grossa (segate tutte le piante ancora salvabili e messe a mollo in acqua) ecco emergere i responsabili.



Pure belli pasciuti i vandali. Li mortacci loro.

11 luglio 2015

alla Kasseler Hütte e al Maler See

Dopo più di 3 mesi di quasi inattività mi sparo un bel 1000m di dislivello tutto in una volta, coerente con l'idea che le terapie d'urto son sempre le migliori.
Dal parcheggio (a pagamento, 3 € ) di Rein in Taufers, a 1530m circa, imbocchiamo il sentiero n. 8 invece del n.1, e solo perché il n. 8 promette di essere più veloce.
Poveri imbecilli impigriti dal mare e dalla lunga lontananza dai monti. Laddove ci son 2 sentieri che portano alla stessa meta, è ovvio che quello apparentemente più corto sarà anche più ripido.
Il n.8 non è soltanto più ripido, ma è pure scomodo, sconnesso e per nulla panoramico. Fino a quando non si ricongiunge al n. 1 sarà una gran palla. Fortuna che la temperatura era più che accettabile e che spirava sempre una brezza fresca.




9 luglio 2015

la voce dell'impellenza

6.30 del mattino, e sono ancora nella fase in cui mi sveglio e mi pongo quesiti profondi, tipo "dove sono, cosa faccio qui". Dalla strada sale un pooooorcodiooo invece di un porcadiquellattrrroia, e così mi ricordo che sono rientrata a Trento.
8.15 del mattino, via Manci, salottino della città. Poca gente, quasi tutti commessi e commercianti del centro che si avviano alle loro attività grondanti gioia e giovialità.
Una specie di essere davanti a me rilascia un lungo peto molto articolato in varie modulazioni di frequenza; ricorda vagamente una vecchia motoretta smarmittata, gran finale incluso.
Una turista germanica assiste - o meglio origlia e annusa la scena  interessata, poi mi guarda con un sorriso solidale che è solo una toppa che cerca di soffocare una grassa risata. Non le dico nulla, anche perché non so che usanze ci siano al suo paese. Ricordo molto bene certe attempate turiste inglesi passeggiare per le vie di Sorrento, tra una scorreggia disinvolta e l'altra.

Ho presenziato all'infanzia di 2 nipoti, dunque so per esperienza (ahimé) diretta che uno spetazzamento di quel calibro è solitamente il preludio di un'ingente fuoriuscita di materiale fecale di varia consistenza.
[per inciso, i miei nipoti ora sono maggiorenni e capaci non solo di intendere e di volere, ma pure di esercitare il pieno controllo sui propri sfinteri]
Ergo ne deduco che l'essere davanti a me si sia platealmente c@#@7o ostentando pure indifferenza. Forse stava sperimentando un nuovo modo per esprimere il suo dissenso verso un mondo ingiusto. Forse è solo uno un po' stravagante, uno dei numerosi anticonformisti allergico alle convenzioni sociali.

Ma perché cercare sempre una spiegazione elaborata, dico io, quando la realtà è sempre più semplice e banale; la verità più probabile è che pensava di farlo silenzioso ma poi gli è sfuggito di colon.

5 luglio 2015

capperi!

Si chiamano capperi quelli che in realtà sono i boccioli dei fiori, cioè questi:



Se non vengono raccolti danno origine a dei fiori bianchi e lilla, che dopo la sfioritura lasciano posto a quello che è il vero frutto della pianta, detto cocuncio.



Buone entrambe le versioni. Appena raccolti scarto decisamente il metodo di conservazione che li vuole sotto sale (li rende amarognoli - a mio parere), e scelgo invece quella sotto aceto. Nudi e crudi affettati e affogati in una soluzione di acqua e aceto in parti uguali. Nient'altro.





Un principino della cucina mediterranea tipico dell'Italia peninsulare: goloso su pizze e focacce, perfetto con le carni bianche, buono con certi pesci magari un po' asciutti che richiedono una cottura in umido (tonno fresco, pesce spada, smeriglio, ma anche orate, spigole e insalate di polpo).
C'è chi ci fa la crema, ma quella poi richiede qualche attenzione in più per evitare il rischio botulino, e poi la bollitura finale nuoce gravemente all'intensità del sapore.
Burp.

4 luglio 2015

sailing










24 maggio 2015

in viaggio col capsicum

Ma che semini a fare, che non hai lo spazio, non hai il tempo e la costanza, hai sempre mezza valigia pronta per partenze improvvise. E quei puntini rossi sulle braccia che ti son spuntati l'ultimissima volta che hai mangiato esagerata superhot, e quel pugno nello stomaco; e per ultimo quel colpo della strega e di tutti li mortacci suoi messi in fila uno dietro l'altro, come pensi di sollevare e spostare vasi?

Il peperoncino è la mia dannata dipendenza. Chi lo ama non riesce a rinunciarci nemmeno si trovasse in balia delle circostanze succitate. A me forse dovrebbero scorticare le mani a suon di bacchettate per impedirmi di mangiarlo; dico forse, perché in caso di impossibilità a usare le mani sarei capace di sviluppare qualche diavoleria tipo lingua estensibile da camaleonte, o canna aspiratrice aspiratutto.

E poi avevo tra le mani qualche semino puro di Burkina Yellow, uno dei miei preferiti per sapore e colore. Ma quando mai non mi sarebbe caduto accidentalmente in un vasetto.

Burkina Yellow 

E il Fatalii mi fa forse schifo? Mavalà.

Fatalii

Viste le loro minuscole dimensioni (son spuntati una settimana fa) li porterò in Sardegna con me.Voglio proprio vedere come si comporteranno un mesetto al mare. E poiché in tutti gli anni passati non ho mai avuto un gran successo con le piante di peperoncino da me seminate in balcone a Trento, questa sarà un'occasione imperdibile per verificare se veramente è il clima di Trento a influenzare la loro non crescita (come io sospetto), o se sono proprio io l'incapace (come io sospetto fortemente).

Sarà uno stress superare i controlli al porto da parte di Finanza o squadre antidroga.

"che piante sono quelle?"
"peperoncini"
"si, dillo a tua sorella"
"e infatti, proprio a lei le sto portando"
"che fa, la spiritosa?"
"non mi permetterei mai, agente..."

  


20 maggio 2015

sono un balcone birdsfriendly e non ci posso fare niente

Prima il caldo anomalo che ha colto di sorpresa pennuti non molto amanti delle alte temperature.
Se noi si boccheggiava, Lapo beccheggiava.



3 maggio 2015

the neverending worry

E' un grande stress accudire un animale selvatico, perché non sai mai dov'è, con chi è, cosa combina e in che casini si va a cacciare. Per una volta invidio i conviventi degli animali domestici: loro almeno sanno sempre dov'è il loro coinquilino, se ha mangiato e se sta bene. E quando non può più farcela un salto dal veterinario abbrevia pietosamente ogni cosa.

Io no, non può. Io la mattina non so mai se la rivedrò la sera. E non so se avrà il privilegio di una morte veloce e indolore o lenta e agonizzante.

Quando ho pensato di poter ricominciare a star serena, Lapo ha smesso di poggiare la zampina lesionata a terra e ha cominciato a perdere artigli.



18 aprile 2015

elogio dell'ateo e dell'agnostico

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10204765818897934&set=a.4446940264240.167676.1611422468&type=1


Ehi voi!

Voi,
i cristiani,
gli ebrei,
i musulmani,
i buddisti,
gli induisti,
gli scintoisti,
gli avventisti,
i panteisti,
i testimoni di questo e di quello,
i satanisti,
i guru,
i maghi,
le streghe,
i santoni,
quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini,
quelli che cuciono la passerina alle bambine,
quelli che pregano ginocchioni,
quelli che pregano a quattro zampe,
quelli che pregano su una gamba,
quelli che non mangiano questo e quello,
quelli che si segnano con la destra,
quelli che si segnano con la sinistra,
quelli che si votano al diavolo perché delusi da Dio,
quelli che pregano per far piovere,
quelli che pregano per vincere al Lotto,
quelli che pregano perché non sia Aids,
quelli che si cibano del loro dio fatto a rondelle,
quelli che non pisciano mai controvento,
quelli che hanno la fede degli umili,
quelli che hanno la fede del capo,
quelli che hanno la fede perché è più conveniente,
quelli che venerano le reliquie,
quelli che si confessano e poi ricominciano,
quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo,
quelli che lapidano il capro espiatorio,
quelli che sgozzano la pecora,
quelli che sperano di sopravvivere nei loro figli,
quelli che sperano di sopravvivere nelle loro opere,
quelli che non vogliono discendere dalla scimmia,
quelli che benedicono gli eserciti,
quelli che benedicono le battute di caccia,
quelli che cominceranno a vivere dopo la morte…

Voi tutti,
che non potete vivere senza un babbo Natale e senza un padre Castigamatti,
voi tutti,
che non potete sopportare di essere altro che vermi di terra con un cervello,
voi tutti,
che avete bisogno di non essere nati per morire e che siete pronti ad ingoiare tutte le rassicuranti menzogne,
voi tutti,
che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi fra tutti voi,
voi tutti, oh voi tutti,
non rompeteci i coglioni !

Fate i vostri salamelecchi nel segreto della vostra capanna, chiudete bene la porta e, soprattutto, non corrompete i nostri ragazzi.

Non rompeteci i coglioni, cani!

13 aprile 2015

non è tempo per diete

Han detto i dottori che Lapo non deve mangiare quello che mangio io, quindi niente pane e formaggio, e si alla mela e alla carne macinata, o alle larve della farina.
Osserva il maritozzo, suo strenuo difensore, che "son 4 inverni che tira avanti a pane, formaggio e mela (più altri -ehm- contorni occasionali tipo mosconi, mortadella, ciccioli...nda), se non fosse stato opportuno non sarebbe tornata ogni volta, e sempre in buona salute. E poi è un uccello selvatico (ri-ehm), saprà distinguere cosa è buono e cosa no? ".

Bé, di sicuro pane e formaggio non li trova in natura.
Comunque, dopo 2 giorni che non le ho dato formaggio, ha cominciato a guardarmi un tantinello offesa; col timore di offenderla troppo gliel'ho fatto ricomparire nella ciotola, così m'ha fissata come a dire "era ora eh? adesso si che ragioniamo".

5 aprile 2015

bollettino medico e altre considerazioni

Confesso, per affrontare dignitosamente la questione dell'infortunio di Lapo mi son data a delle sane letture tipo questo articolo; primo, per evitare di stressarla troppo con la mia ansia cosmica, e secondo per evitare di rompere eccessivamente le balle sia agli operatori del Centro di recupero Avifauna Selvatica, sia al buon ornitologo del Muse che sempre mi ha dato una santa mano in casi come questo (vedi salvataggio della Emys qualche anno fa).
In particolare è stato durissimo ricordarmi la prima regola che vige in Natura, quella più invisa alla specie (dis)umana: viene sempre privilegiata la specie e non i singoli individui; per conseguire tale scopo la morte è uno -se non il principale- dei suoi strumenti. 
Dunque se è il caso di lasciarla andare (in tutti i sensi), non devo accanirmi solo perché altrimenti il mio ego ne sarebbe ferito.

Ho così finalmente capito che quello che a me sembra indispensabile, per Lapo potrebbe non esserlo affatto. Tipo infliggerle una seconda cattura per sottoporla ad una sorta di fisioterapia per il recupero della zampina atrofizzata. D'altronde lei ora se ne guarda bene dall'entrare di nuovo in cucina: ci ho riprovato un paio di volte nei giorni scorsi, ma sembra che piuttosto si lascerebbe morire di fame.
Già è tanto che ancora frequenta il mio balcone e si lascia avvicinare abbastanza.
E col passare dei giorni si è fatta via via meno sofferente e più indipendente.


31 marzo, il giorno dopo la liberazione della zampina


30 marzo 2015

mayday Lapo mayday

La mia giornata è iniziata così:



28 marzo 2015

l'ignoranza non perdona, mai

Visto l'involversi della civiltà umana tutta tutta, ho deciso saggiamente per la mia salute mentale di abolire giornali e letture impegnative (la tv l'ho già defenestrata  con sommo gaudio da un bel po' d'anni). Ora sul comodino giaciono solo vecchie copie di topolino e settimane enigmistiche, arretrate e non.
Con questo mi avvicino paurosamente a mio padre, che non vuole più sentire e sapere nulla di nulla e la tv la usa come ripiano per appoggiarci cose e polvere. Con la differenza che lui ha 90 anni suonati, ha vissuto 2 guerre, in una ha combattuto e ha rischiato la pelle, quindi ha conosciuto la fame, poi la guerra fredda, terrorismi rossi e neri, la vedovanza, le stragi mafiose e infine il berlusca; perciò ha tutto il diritto di averne le balle tracimanti.
Io ho detto "chissenefrega di fregarsene alla mia età" e ho deciso di fregarmene il più possibile anch'io, conquistandomi -forse per la prima volta- la sua piena solidarietà.

22 marzo 2015

non stanno scomparendo, son tutti da me

Dice Repubblica che "PASSERI, merli, pettirossi e usignoli: avvistare uccelli tipici del nostro ecosistema sta diventando sempre più raro"

A me i passeri crescono anche dentro i vasi, al posto di basilico e violette. Non uno, ma una gang sempre più numerosa, rumorosa e soprattutto FAMELICA.
In una mattinata hanno divorato l'unica piantina di violette e l'unica di primule appena rinvasate; sono uscita che erano vegete e rigogliose, e il pomeriggio le ho trovate rase al suolo con la gang che ancora pasteggiava coi loro miseri rimasugli.



Per non parlare dei merli. Questo scemo (lui...) l'ho accudito per un paio di settimane perché pareva buono e mite, e perché frignava come un disperato simulando la morte imminente. Si, ci ho messo 2 settimane a capire che era solo un impostore che mirava a impietosirmi ed estorcermi di tutto. Il giorno che l'ho visto menare e scacciare Lapo gli ho presentato il foglio di via e l'ho accompagnato fuori dal balcone a scopettate.
Ora bivacca sugli alberi intorno, dai quali spia il suo eden perduto senza aver capito bene che peccato mortale abbia mai commesso per meritarsi l'esilio.



Idem con quest'altro con la pappagorgia bianca. E quando dico idem intendo proprio idem: frignamento, io che accorro come una crocerossina a sfamare, aumento della prepotenza, pestaggio di Lapo sotto il mio sguardo inorridito, conseguente calcione sotto la coda, respingimenti a oltranza con tutti i mezzi, quindi bivaccamento sugli alberi intorno insieme a quell'altro, a sparlare di me sicuramente, e a meditare come uccidere Lapo per appropriarsi dell'eden.


Durante l'inverno appena passato ho ricevuto visite anche da: pettirossi, cince e codirossi.
Sui marciapiedi e nei cespugli intorno è tutto un rincorrersi, un frullìo d'ali e un fornicare forsennato, mentre in alto volteggiano le odiose cornacchie come avvoltoi. E quanti piccioni, roba da uscire con l'ombrello anche se non piove.

Ed è da una settimanella bella che un simpatico merlo comincia a cantare a squarciabecco alle 4 del mattino, per poi interrompersi intorno alle 5.30/6. E io neanche un gattazzo da lanciargli dietro. Durante quelle 2 orette non posso far altro che fantasticare sul modo di interromperlo senza diventare un fuorilegge  ma finora ho potuto solo maledirmi per aver io contribuito all'esplosione demografica di questa bella specie.