31 dicembre 2015

menù festivo

Va di moda dare un nome anche ai menù.
Quello (fisso) che sta caratterizzando le mie feste io l'ho chiamato God Bless Big Pharma.

E crepasse pure l'avarizia, stavolta non sto badando a spese.

La tavola è apparecchiata perennemente con un'originale tovaglietta in tessuto NON tessuto kleenex, bianca (troppo dozzinale il solito rosso), e pure profumata alle erbe balsamiche perché di questi tempi anche (e soprattutto!) il naso vuole la sua parte.


APERITIVO: Pantorc 40 mg - per aprire lo stomaco a tutte le portate successive - [ € 7.65 ]

ANTIPASTI ASSORTITI: Plasil e Imodium - per assicurarmi che tutte le sostanze nutritive vengano assimilite per bene e non disperse sotto altre forme - [rispettivamente € 7.40  e  € 9.00]

PRIMO: Brufen 600 mg  [€ 7.50]

SECONDO: tandem di Clenil e Fluibron nebulizzati (omaggio alla cucina molecolare) - [rispettivamente € 11.70 e € 13.00]

CONTORNO: Rinazina spray nasale  (omaggio alla cucina MICROBI-otica) - [€ 9.00]

DOLCE: granulato di Brexin (omaggio alla cucina destrutturata) - [€ 11.00]

BEVANDE: Tachipirina granulato effervescente - [€ 4.00]

DIGESTIVO: estratto di cardo mariano (potente spurgante per il fegato) - [€ 15.00]


GLOSSARIO per i non intenditori

pantorc: noto scudo spaziale per lo stomaco
plasil: anti rigurgito
imodium: anti caghetta
brufen: anti infiammatorio analgesico
clenil: anti infiammatorio cortisonico per le vie aeree
fluibron: decongestionante nasale e bronchiale
rinazina spray nasale: disgorgante per le nari
brexin: antidolorifico
tachipirina: generico tuttofare
cardo mariano: pianta nota ai sofferenti di fegato, soprattutto in seguito ad abuso di alcool o farmaci

24 dicembre 2015

involuzione e adattamento

Anno del signore 1997.

2 giovani terroni approdano a Trento per puniz motivi di lavoro

  oh, ma qui non c'è neanche un tossico ogni 10 metri che chiede monetine?
  già, e nessuno che cerca di rifilarti patacche agli angoli delle strade, figo
  in effetti son le 8.30 di sera e non c'è un'anima in giro, addò stanno tutti quanti?
  boh, staranno cenando
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h. 21.30
  embé non escono dopo cena?
  lavorano loro, cribbio
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h. 22
  ma che fai amorellino, dormi???
 

 
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Anno del signore 2015.

Ultimamente mi trovo a pianificare i miei avvicinamenti al centro cittadino come se dovessi pianificare un'escursione ad un lago.
Mi faccio una mappa  mentale della città e cerco di immaginarmi l'itinerario più semplice per evitare di incappare in incidenti di percorso; ho anche imparato -esattamente come succede in montagna- che la via più breve spesso nasconde rogne fastidiose, per cui è meglio prenderla alla larga.

Esempio: voglio andare in via Belenzani.
Innanzitutto devo schivare il venditore di aspirapolvere che un giorno si e uno no mi tende agguati nel giroscala del condominio solo perché son l'unica che ancora non gli ha aperto la porta di casa.
[certa gente se lo vuol proprio sentir dire papale papale di andare affanculo, altrimenti stenta a crederci capaci]

Poi so che se seguo il percorso più logico e lineare mi imbatterò:
1)  nel questuante olivastro davanti al panificio
2)  nel questuante marroncino che staziona all'entrata del supermercato
3)  nella questuante olivastra, moglie del soggetto del punto 1), accovacciata vicino alla banca
4)  nel questuante nero che staziona vicino all'arcivescovile
5)  nella questuante bianca fuori di testa che chiede a gran voce un euro a tutti i passanti in zona sociologia
6)  nel variopinto mondo nomade che bivacca all'entrata del duomo
7)  in banchetti vari di associazioni altrettanto varie che chiedono supporto finanziario nel triangolo piazza Fiera/piazza Duomo/piazza Pasi, e che si alternano tra loro di modo che ogni volta ci trovi comunque qualcuno (una volta è la lega del filo d'oro, una volta greenpeace, un'altra save the children, save the dogs, save the cats, si salvi chi può)
8)  musicisti/artisti di strada che magari non chiedono direttamente ma ti fissano insistentemente per farti credere che ti leggono dentro tutta la tua misera taccagneria.

A proposito di questuanti, mio padre, senza nemmeno volerlo, aveva trovato un metodo per sbaragliare i testimoni di geova che suonavano di porta in porta per fare accoliti.
I poverini ignoravano la regola numero 1 dell'aspirante convertitore: mai provocare un emerito rompicoglioni, pensionato pieno di tempo libero, ateo, dotato di infiniti argomenti, buoni studi e buona cultura, e per giunta pervaso da ferventi ideali politici.
Costui non vede l'ora di trovare qualcuno disposto ad ascoltare le sue elucubrazioni profonde sull'origine della vita e sulla giustizia sociale.
Dopo che i primi attaccanti di geova furon dispersi a suon di propaganda politica e citazioni filosofiche (disquisite in piedi sulla porta di casa), scese direttamente in campo sua eccellenza il sommo professore della sezione locale, un intelligentone, al quale mio padre riservò un trattamento consono al suo status: lo fece entrare e accomodare in soggiorno, primo e ultimo a ricevere l'onore.
Qui lo bombardò e trafisse a colpi di leggi della fisica, della chimica e della meccanica. La lotta titanica si prolungò fino a pomeriggio inoltrato, al buio perché mio padre col cavolo che si degnò di alzarsi ad accendere le luci all'imbrunire.
Il teologo, avvilito, affamato e assetato, dopo 3 ore si dichiarò sconfitto per sfinimento e non si fece più vedere, né lui né i suoi discepoli.

Caro padre, non son degna, ma ci provo.
Visto che mi son proprio rotta le balle di essere supplicata ogni 50 metri nel mio errare, l'ultimo (dell'associazione a.r.c.a., o qualcosa del genere) che ha osato chiedermi soldi in quel del centro l'ho steso in meno di 2 minuti: ho cominciato a raccontargli dei miei guai fisici e delle conseguenti spese mediche che devo sostenere perché la mutua non mi passa un beneamato fico secco.
(hai visto che roba sta diventando la sanità pubblica anche in Trentino eh? l'hai vista? è una vergogna! a proposito, non è che hai 10 euro da darmi? no? ma non è che conosci qualche tuo collega che fa una raccolta fondi per italiani martirizzati dal fisco e dalle leggi ingiuste? ma almeno 2 euro me li puoi dare? neanche un euro? ma daiiiiii )

Mi ha voltato le spalle e si è allontanato un po' schifato senza neppure tentare di nasconderlo.
Un vero cafone egoista, insensibile alle mie richieste di aiuto, arido come una cacca secca. Altro che filantropo altruista paladino del (forse) volontariato. Spero almeno che diffonda il mio identikit.

23 dicembre 2015

sul Castellaz (dal passo Rolle)

Non è vero che la montagna d'inverno è bella anche senza neve. E' come il mare d'estate senza sole.
Come uno spaghetto aglio olio e peperoncino senza habanero; non ha senso.
La luce è inevitabilmente diversa, un po' metallizzata, un po' giallognolo post esplosione nucleare.
Io so solo che mi ci sento a disagio, in mezzo a tutto quel marroncino polveroso e spelacchiato: mi pare che abbia la rogna.

Il Castellaz e il Cristo pensante è uno di quei luoghi in cui pensavo che non avrei mai messo piede. Mi ci ha portata il maritozzo, che ultimamente mi sta diventando mistico.
[Mentre in passato, in ogni nuova località le tappe d'obbligo erano caseifici e trattorie, oggi sono opere religiose e annessi vari, non necessariamente appartenenti all'ordine cattolico. Mumble mumble ]


Il Castellaz è un bel bastione panoramico alto 2333 m, da cui guardare a 360° quanta neve NON c'è all'orizzonte.
Leggerlo sui giornali è una cosa, vederlo di persona giorno dopo giorno fa paura.

Cima Bocche 2745 m (a sx), e cima Juribrutto 269 7m (a dx).



La linea bianca è la misera pista del col Margherita al passo Valles, sullo sfondo il gruppo della Marmolada. Tutte cime che rasentano e superano i 3000, pulite come neanche in pieno luglio.



Altrettanto squallore sull'alpe Lusìa.



Povere Pale di san Martino.



Un povero Cristo.


Più che pensante l'ho trovato scoglionato.
Anche leggermente pacchiano, ma giusto giusto.
E comunque sempre meno dei viandanti che ci si son fatti il selfie (ohibò).
E ancor meno dei lugubri impianti disseminati tra il passo Rolle e le capanne Cervino e Segantini.
E assai meno dei 4 gatti esaltati che abbiam visto scendere lungo la pista artificiale del monte Togna, l'unica su 3 ad essere aperta, e nemmeno del tutto.

Gli unici innocenti, i cervi del parco del Paneveggio.



Ci guardavano con altezzosa superbia, e ne hanno ben donde.






17 dicembre 2015

sul Tatschspitze (Montaccio di Pennes)

Mesta passeggiata sui monti Sarentini, partendo dal Passo Pennes e triturando ghiaccio sul sentiero 14A fin sulla cima del Tatschspitze (orribilizzato in Montaccio), a 2520m ca.
Più che utili, i ramponcini sono indispensabili di questi tempi.
Paesaggi deprimenti verso tutti i punti cardinali, escluso ovviamente gli over 3000 di confine che qualche chiazza adeguata di neve ce l'hanno.


La desolazione del Sarner Weißhorn (Corno Bianco), 2705m di terra e rocce ghiacciate.



Il sentiero 14A aggira in quota il versante occidentale e quello meridionale dell'Astenberg. Qui per fortuna non c'è traccia di ghiaccio, perché in certi punti è piuttosto esposto (ma nulla di ansiogeno).



In vista del Tatschspitze



La parte del percorso che più mi ha fatto riflettere sulla fugacità della vita...






Una volta passati guardiamo il pendio in cui è vietatissimo scivolare perché non son pochi i metri necessari per fermarsi a valle. Ci ha stupito la totale mancanza di un accenno di fune metallica a cui aggraparsi in caso di bisogno, ma in effetti niente suggeriva alcunché di stabile a cui fissare un qualsiasi appiglio.



Questa invece la parte del percorso che più ha risvegliato il mio florilegio di bestemmie da camionista, narcotizzato da lunghe settimane di ozio






La croce di vetta, 2526m.



Paesaggi a tutto tondo.

gruppo del Tribulaun (forse)


mboh

Dall'alto uno sguardo pietoso al Sarner Weißhorn e al percorso fatto.


Metà dicembre e niente di buono all'orizzonte.

13 dicembre 2015

oh extraterrestre, spazzaci via

Secondo il quotidiano il trentino sedicenti imprenditori del turismo invernale avrebbero allestito piste da sci fasulle innevandole artificialmente e sprecando irresponsabilmente ettolitri di acqua. Hanno pure pubblicato una galleria fotografica che inchioderebbe codesti personaggetti alla loro scandalosa ridicolaggine.

Secondo il quotidiano il trentino il mondo va in malora, si muore di fame e di inquinamento, il clima è impazzito, la ggente pure, son mesi che non piove, le temperature piuttosto miti non consentirebbero nemmeno di mantenere la neve artificiale in condizioni decenti, e questi stanno spensierati a sparar neve fasulla.

Mavalà! Trattasi di equivoco madornale causato dall'analfabetismo di ritorno dilagante, che impedisce ai più di recepire davvero per quello che è il disegno di questi illustri imprenditori illuminati: è un palese messaggio in codice rivolto agli extraterrestri.

Ma gli ignorantoni non son capaci di leggere tra le strisce, anzi, le hanno pure calpestate: qualcuno le ha scambiate davvero per piste da sci.
Per nulla scandalizzati dal brullo paesaggio arido e marroncino che li circondava a perdita d'occhio ci si sono ammassati stretti stretti e l'han ridotto ad uno scarabocchio, i buzzurri!.

Siccome tra i miei lettori annovero fantasmi, entità oscure, gente dell'oltretomba ed ectoplasmi, do per scontato che pure gli extraterrestri mi ritengano una fonte credibile per cui mi permetto di ripubblicare per loro il messaggio in codice, che all'origine diceva semplicemente questo:

SIAMO TROPPO COGLIONI - BEEP

CI ABBIAMO PURE PRESO GUSTO - BEEP

MA ADESSO NON RIUSCIAMO PIÙ A SMETTERE - BEEP

PER FAVORE ABBATTETECI VOI - BEEP

GRAZIE
BEEEP BEEEP BEEEP BEEEP BEEEP BEEEP BEEEEEEEEEEEEEP

5 dicembre 2015

scorci sloveni: dal Bohinjsko jezero (lago Bohinj) alla slap Savica (cascata Savica)

In fuga dalle nebbie lubianesi verso il Triglavski narodni park (parco nazionale del Triglav) entrando dalla porta orientale di Bled, e inoltrandoci sino al Bohinjsko jezero (lago Bohinj).
Dopo aver parcheggiato l'auto sulla sponda presso l'abitato di Ribčev Laz abbiamo percorso tutto il lato settentrionale, e da qui alla cascata Savica, purtroppo non in ottima forma: la portata del salto a inizio inverno è ben poca cosa rispetto al flusso primaverile/estivo.

La prima neve di questa stagione la becchiamo proprio qui, nel parco del Triglav. 




lago Bohinj


lago Bohinj


lago Bohinj





lago Bohinj


lago Bohinj











lago Bohinj


Cascata Savica ai minimi termini, sigh.



La si raggiunge dopo un sentiero a scalini, in questo periodo quasi completamente ghiacciato e insidioso.
Ce lo aspettavamo, e infatti i ramponcini son stati una delle prime cose che abbiamo infilato in valigia prima di partire.

Qui nei paraggi parte il sentiero per la bella  valle dei sette laghi, roba per i nostri occhi e scarponi.
Ma non in inverno. Sarà per un prossimo viaggio.

2 dicembre 2015

scorci sloveni: gostilna (osteria) e castello

I locali del centro di Lubiana sono minuscoli, hanno pochi posti a sedere, e così gli esercenti si allargano sui marciapiedi con sedie e tavolini. Possono anche esserci 2° sottozero, non è un problema: insieme al pasto vengono fornite anche delle coperte pelose per autodifesa personale. Pelose nel senso che probabilmente ci trovi i peli dei clienti che ti han preceduto, visto che le riciclano spensieratamente di giorno in giorno, sino a fine inverno, presumo..

Agli sloveni pare normale mangiare appollaiati su trabiccoli all'aria aperta, incuranti di probabili congestioni. Anzi, è trendy. Di più, è una scusa per bere vin brulé bollente dall'alba al tramonto; che è la loro bevanda tipica, come il tè per gli inglesi e l'espresso per gli italiani.
Il caffé (rivoltante) corretto è la norma. Alcool nei bar servito a fiumi, bicchieri grandi e pieni, ché al confronto quelli minuscoli che servono nei bar delle valli trentine son roba da salutisti (sempreché uno sloveno non li consideri invece degli sputi offensivi).
Ciò nonostante non ho assistito a episodi di ubriachezza molesta e/o violenta; non mi è sembrato che qui l'alcool sia usato come un detonatore per esternare aggressività mal repressa. E' che ce l'hanno nel sangue, e mai metafora fu più azzeccata.

La carne cicciosa, meglio se maialosa, è l'elemento principe della dieta slovena. Buona, si, forse, ma la sottoscritta già al secondo giorno sognava di disintossicarsi con insipidi gambi di sedano e tristi insalatine scondite, che normalmente non fanno certo parte del mio panorama gastronomico.

gnocchi di pane e goulasch buono ma ultra cipolloso; l'ho signorilmente ruttato fino al mattino seguente


razza di tortelli ripieni di agnello in ragù di carni miste, anche qui mega BURP


sedicenti ravioli ripieni di carni miste, durissimi e indigesti: ultra mega BURP per 2 giorni consecutivi 
(per tacere dell'espulsione finale)

Amanti del freddo, dunque? non proprio, viste le alte temperature che comunque si raggiungono all'interno dei locali (quando si riesce ad entrarci). Più di una volta siamo stati catapultati da 23° interni a -3° esterni, e senza neanche passare almeno in una camera di transizione.
La sensazione, descritta benissimo dagli italiani che ci vivono, è la stessa che si ha quando si apre il congelatore a pozzetto di casa e ci si infila la testa dentro per pescare un pesce o un pezzo di carne surgelata sistemata sul fondo.


In Slovenia la nebbia è di casa tanto quanto in pianura padana. Il giorno prescelto per salire al Castello si è presentato così:






La terrazza da cui avremo gradito ammirare il profilo dei monti a nord, e in particolare quelli del Triglavski narodni park (parco nazionale del Triglav):



Meglio dentro. Una parte è visitabile solo a pagamento, il cui biglietto comprende l'ascesa alla torre panoramica e l'entrata ai musei.
Un'altra è visitabile liberamente, come la zona adibita a prigioni durante la guerra del 1914-18.



Prigioni in cui son stati reclusi anche soldati italiani.


continua ...

30 novembre 2015

scorci sloveni: Ljubljana

Lasciate ogni speranza, o voi vegetariani ed astemi che vi inoltrate in territorio sloveno.
E pure voi, gli amanti del caffè.
Agli estimatori degli idiomi dolci e musicali invece suggerisco un bel paio di tappi fonoassorbenti: la lingua slovena è un'associazione a delinquere di consonanti dure e rabbiose, che dopo 10 minuti ti vien voglia di metter su una rissa.
Fortuna che buona parte della popolazione parla e capisce l'inglese, e spesso pure l'italiano.

Per il resto bel paese e belle persone.

Sul Tromostovje (i tre ponti): il luogo più centrale, più carattreristico e più fotografato di Lubiana








Palazzo Kresija




Un particolare del portone della cattedrale dedicata a san Nicola (Stolnica Sv. Nikolaja)




La sede principale dell'Università.




Il palazzo della Filarmonica, con il Castello di Lubiana sullo sfondo.




La bella ed elegante Copova ulica (ulica significa via) che conduce al centro.




Sosta su uno degli innumerevoli ponti che attraversano il fiume di Lubiana




Viuzze del centro.







La sede dell'ambasciata americana.




Come si dice piazza in sloveno? Trg !! no, non è un'onomatopea!
qui la folla stipata nella Prešernov trg durante il rito di apertura delle feste natalizie con relativi mercatini.







Qui sotto la Mestni trg, ossia la piazza civica, da cui parte una bella via piena di palazzi eleganti e che ospita la sede del Municipio.
Dietro la cattedrale di san Nicola.




Il castello illuminato da fasci di luce colorata sembra vigilare sulla città.



Un venditore/espositore di miele lavorato in modi a me ignoti.







La coloratissima chiesa ortodossa di Lubiana, dove ho incontrato nientepopòdimeno che Saruman in persona.











continua ...