11 dicembre 2014

nella valle del rio verde (grunbachtal)

Si credeva, noi, che i lunghi periodi trascorsi in Sardegna negli ultimi 6 mesi avessero fiaccato le nostre gambe e addormentato i nostri sensi.
Si credeva, noi, che il solo fatto di aver acquisito una casa sull'isola avrebbe reso più semplice un distacco fisico e mentale.
Si credeva, noi, che calpestare la sabbia e mirare il mare avrebbe cancellato il desiderio di montagne e di boschi e di panorami verdi o bianchi.

Si credeva, noi, che la mattina presto non facesse ancora così freddo; invece appena scesi dall'auto al parcheggio Gelenke in val Pusteria, siamo stati presi a ceffoni da 8° sotto zero. 
L'orecchio debole si è offeso, e benché l'abbia coperto e ricoperto coi migliori tessuti che la tecnologia abbia sfornato (cappellino in pile spesso più fascetta del medesimo materiale) a fine giornata ronzava come una zanzara impazzita. Niente sordità stavolta, né febbre né dolore. Ma se questo è il prezzo che devo pagare ogni volta che vado in montagna estate o inverno che sia, allora me ne farò una ragione.


La passeggiata ricalca pari pari il sentiero estivo già percorso poco più di 2 anni fa. Neve pochissima, e la maggior parte concentrata lungo il percorso che dal lago conduce alla cima senza nome che lo sovrasta. Noi ci siamo fermati a quota 2340, 100 metri sotto la cima: troppo ripido e ghiacciato il versante. 
I ramponcini in nostro possesso sono più che sufficienti per non scivolare sulle lieve pendenze, ma quando il terreno si impenna meglio non rischiare cadute libere.


la Moarhofalm 1830m ca


2258m il lago, a destra la cima evitata


si sale su un ripido e ghiacciato traverso





stop


la cima ammirata dal basso

A dirla tutta sulla cima erano ben visibili 2 carampane che ci han preceduti di poco. A capo scoperto, senza guanti, si son portate dietro un bassotto infilato beatamente nello zaino. Non ci giurerei, però mi sembra che quando ci son passati affianco il bassotto ci abbia guardati beffardo come a dirci "gnegne, voi a piedi al freddo, io al caldo e pure trasportato". Gli avrei allungato un ceffone.

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