27 luglio 2014

luglio 2014

Un bel giorno di questo caliente luglio mi son svegliata che l’orecchio sinistro non dava segni di vita. Penso ad una banale otite e lascio perdere (errorissimo: un’otite non è mai banale e non andrebbe mai trascurata).
Dopo 3 giorni di attesa eroica vado con calma dal medico di famiglia credendo di cavarmela con un po’ di aerosol; ma quello, senza calma, con un calcione ben assestato e una notevole mira, mi indirizza al Pronto Soccorso.
"Che esagerato" penso. E invece prima sorpresa: al primo filtro d’accesso al pronto soccorso risulta che ho pure la febbre. Mi appioppano al polso un braccialino da carcerato con codice a barre e dopo una mezz'oretta accedo al secondo filtro: la visita con una squisita esemplare di dottoressa pura razza trentino old style.
Muta, né uno sguardo, né un gesto che tradisca un minimo di emozione o empatia - non sia mai - mi esamina con movimenti robotici entrambe le orecchie e con tangibile fatica articola le seguenti parolone: "segua la linea rossa, salga al 4° piano e vada dall'otorino. Poi torni qui". Dopo cotanto sforzo sovrumano si accascia sfinita sulla sedia, al limite del collasso. Povera creatura.

Dopo questo emozionante contatto umano l’incontro con l'otorino è quasi scioccante: costui parla! si muove! possiede una mimica facciale!! SORRIDE!!! da dove cazz è piovuto??? da marte??? ah no, è solo emiliano.
Mi scruta i condotti uditivi e mi fa sottoporre ad un test audiometrico dal quale risulta un parziale ma rilevante calo dell’udito a sx.
Diagnosi: otite dell’orecchio interno di origine virale con annessa infiammazione del nervo acustico, da bloccare subito data l’eccessiva vicinanza della materia cerebrale (eh si, ne ho un po’ anch'io)
Terapia: pasticche di cortisone da 30 mg per 8 giorni, evitare vento, pioggia e correnti umide (AHAHAHAH)
Prognosi: tra 8 giorni ripetere test audiometrico; qualora fossi ancora così conciata mi prenoterà un bel soggiorno …
......
1) al mare caraibico, a prendere un po’ di sole?
2) nel deserto africano, ad asciugarmi un po’ di umidità?
3) alle alte quote delle Ande, dove l’aria è notoriamente secca?

No, il soggiorno è da intendersi in camera iperbarica, qui a 2 passi: l’ospedale di Bolzano. Che figata di estate.

Oggi so che quello non era un vero otorino, bensì uno stregone travestito da medico che ostentava laurea in medicina a Bologna (tsk tsk) e specializzazione in otorinolaringoiatria a Modena (tsk tsk tsk) solo per poter esercitare in pace le sue vere arti curative e depistare le critiche dei soliti scettici.
La prova inconfutabile? eccola: non appena ha pronunciato la formula magica ca-me-ra-i-per-ba-ri-ca mi si è attivato subito il sistema immunitario, e a catena anche il processo di autoguarigione. E il potente cortisone, ora l’ho capito, era solo una copertura per occultare i suoi poteri ultraterreni.

Son passate 3 sole pasticche - ehm volevo dire 3 soli giorni - da quando l’ho ascoltato e toccato, e già sto decisamente meglio.
Il soggiorno in camera iperbarica sembrerebbe scongiurato.

Tutto questo ambaradan per dire che è proprio un luglio di merda.
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Alla fine giudizio complessivo di questa mia prima esperienza al PS di Trento.
- Accettazione:  7+
- Prima dottoressa:  - 2 (giudizio sottozero adeguato al soggetto)
- Otorino:  8++
- Tecnico del laboratorio:  8
- Personale infermieristico e assistenziale incontrato durante le varie fasi:  7++
- Medico di famiglia: anche stavolta l'ha azzeccata  9

- Luglio: in linea con la dottoressa

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