14 maggio 2014

Sul Völsegg-Spitz (1835m) e sull' Hammerwand (2127m)

Dal parcheggio di Weisslahnbad (1179m ca) presso san Cipriano in val di Tires, col sentiero 4a sino alla Tschafonhütte (1743m) e poi col n.9 sino ai 1835m del Völsegg-Spitz; ridiscesi alla Tschafonhütte e sempre sul sentiero n.9 sino alla Hammerwand (Croda del Maglio).

Salendo sbagliamo clamorosamente strada: invece di immetterci sul sentiero che sale dolcemente alla Tschafonhütte restiamo sulla stradella, che è ripidissima.
Le mie bestemmie s'incrociano nell'etere col cinguettio degli uccellini, ma per fortuna nessun altro stolto è nei paraggi a sentirle: le persone sane di mente son tutte sul sentiero comodo. I miei "mapporcadiquellatttrroia" se li gode tutti il maritozzo, e se li merita alla grande, visto che insiste "guarda che ho letto da qualche parte che il sentiero nel bosco è più ripido della strada" (naturalmente ha letto aglio invece che cipolla: è esattamente il contrario).

pecorelloni neri


la prima parte della stradella, prima che diventi verticale


si arranca


Tschafonhütte (1743m)


sul Völsegg-Spitz (1835m), dopo aver sudato 2 magliette

Siamo subito raggiunti da un simpatico tirolese che, vedendoci consultare la mappa, ci offre spontaneamente aiuto. Alla piacevole chiacchierata che segue si aggiunge presto un altro signore che, tra le varie cose, ci raccomanda di salire all'Hammerwand per godere di un gran bel panorama sul Rosengarten.
Insiste, addirittura si propone come guida nel caso volessimo seguire il suo consiglio.

vista verso i monti sarentini

Allora saliamo sull'Hammerwand, la cui cima raggiunge i 2127m, ma la croce è stata posizionata più in basso a quota 1985. Scesi ancora risaliamo un piccolo cocuzzolo senza nome a est della Croda, che (ci han garantito i 2 tirolesi), è ancora più panoramico.

scultura lungo la salita al cocuzzolo ignoto


vista sullo Sciliar

Sia il Völsegg-Spitz  che l'Hammerwand sono tra le poche cimette in regione - oltre i 1700 m - a essere totalmente libere dalla neve.
Tutt'intorno la quantità di neve ancora presente sui monti è sconsolante. Le traversate che abbiamo in programma per luglio e agosto dovranno essere probabilmente posticipate a settembre.

il Rosengarten visto dalla cima ignota





il Latemar


lo Schwarzhorn (corno nero) a sx e il Weisshorn (corno bianco) a dx, ancora innevati


vista a sud-est verso i monti della val s. Pellegrino


verso la val di Fiemme, vista sulla Zanggen (pala di santa) - 2488m 


lumaca?


foto originalissima, ma che dico, esclusiva! il laghetto Wuhnleger, sotto la Tschafonhütte ...


... popolato da migliaia di girini

Alle quote basse:

hepatica nobilis


... ehm ...

Qualche considerazione:
- in Alto Adige, se un indigeno ti vede col naso su una carta escursionistica è molto probabile che si avvicini a chiederti se hai bisogno di aiuto. Quand'anche s'accorgesse che conosci abbastanza bene i suoi monti, ne sarà lusingato e continuerà a darti dritte finché non ne trova una che non sai.

- in Trentino, se un indigeno ti vede col naso su una carta escursionistica è molto probabile che si allontani velocemente con l'incubo che tu possa chiedergli qualche info. Se proprio riesci a raggiungerlo e a domandargli qualcosa è molto probabile che ti risponda con calma, ma se ti distrai un attimo l'hai perso: sicuramente è andato a nascondersi in qualche anfratto segreto dove tu, taliano foresto rompicoglioni che non sei altro, non lo troverai mai e non lo importunerai più con le tue richieste esagerate.
E mai, mai mostrargli che su qualche cima e/o escursione ne sai più di lui: ti sarà nemico a vita.

- in Veneto, se un indigeno ti vede col naso su una carta escursionistica è molto probabile che ti lasci a studiare la tua mappa, ma se gli chiedi qualche info in suo possesso, ti dice quello che vuoi sapere e resta lì finché non gli dici "grazie mille, gentilissimo".

- in Sardegna: mai, mai, MAI chiedere info, a meno che non si voglia finire la giornata a mangiar salsicce stagionate, pecorino ultra stagionato di 5 anni fatto in casa, pane carasau ammorbidito con bicchieri di fil'è ferru come se fosse acqua più qualche sorso di mirto per digerire il tutto. E non sognatevi di rifiutare: vi saranno nemici a vita, e state certi che la vostra faccia infame non la dimenticheranno.

- nel napoletano: più o meno come sopra. Sostituite le salsicce col salame, il pecorino col caciocavallo, il pane carasau con qualche pizzella fritta, il fil'è ferru con un orribile, disgustosa orzata, a cui fa seguito per fortuna l'immancabile ottimo caffé. In caso di rifiuto se ne risentiranno al momento, ma dopo un'ora state certi che si son già dimenticati completamente di voi.

2 commenti:

  1. Anonimo22:41

    contenta che tu abbia ripreso a camminare (e scrivere).
    l'«ehm» dovrebbe essere questo:
    http://luirig.altervista.org/flora/taxa/index1.php?scientific-name=daphne+cneorum
    ciao
    mad

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  2. Grazie Mad, sempre precisa :)

    non ho mai smesso di camminare, ma poiché mi son ribaltata per ben 2 volte nel giro di pochi giorni, diciamo che non ho rendicontato causa altri pensieri.
    Bada bene, mi son ribaltata non mentre camminavo o lavoravo, ma mentre stavo comodamente seduta sul divano di casa; praticamente son svenuta da ferma. Figo.

    Ora che mi son riassestata ricomincio ad aggiornare: ho visto cose, persone, animalucci e fiorellini molto carini sull'altopiano di Asiago nei giorni scorsi

    Ciao

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