28 aprile 2014

elogio della cortesia

C’è il solito mercatino settimanale, e la solita mandria di idioti che per non pagarsi il parcheggio lascia l’auto sul suolo privato altrui. La scusa è sempre la stessa: “ma son solo 5 minuti”.
Altro che "italiani popolo di inventori": saranno almeno 30 anni che esibiscono sempre le stesse palle per autoassolversi. Raro incontrare quello che dice bello chiaro “faccio quel cazzo che mi pare perché così mi va e me ne fotto di chicchessia”.

Scendo per il solito servizio fotografico da spedire all’amministratore, affinché si renda conto della situazione, e per sollecitare la posa di dissuasori antiestranei. Una gentil dama non la prende tanto bene e inveisce a calci sul portone di ingresso. Sicché chiedo un intervento della polizia, che arriva subito, ma la gentil dama nel frattempo se l’è già svignata sgommando. Fornisco targa e modello dell'auto e racconto l’accaduto a 2 agenti stanchi; ma nonostante specifichi più volte che non li ho chiamati per l’occupazione del suolo privato, bensì per la reazione della gran dama e certi toni minacciosi, cominciano col …. suggerire la posa di dissuasori. “Si grazie, ero scesa apposta per documentare fotograficamente la situazione, così da far pressione ”.
La reazione della gran dama, quella evidentemente la davano già per scontata, essendo la polizia ben abituata ad avere a che fare con psicolabili vari, soprattutto di questi tempi dove la cazzimma la regalano e/o te la tirano dietro ad ogni angolo di strada.

La cosa che più mi ha divertita di questa storia sono le parole di uno dei 2 agenti, che mi ha chiesto: “ma lei è stata gentile quando ha detto alla signora di spostare l‘auto dalla proprietà privata?”
Ahi, azz, vuoi vedere che non son stata abbastanza gentile??
Devo quindi impormi quanto segue: un frasario specifico da usare ogni qualvolta mi trovo davanti un/a rompicoglioni strafottente.
È semplice però, a pensarci bene basta anteporre al tutto gli avverbi “gentilmente, cortesemente, signorilmente” ecc ecc. Dunque:

- scusi, soavemente, ma chi cazzo se ne frega dei suoi 5 minuti? Ne parli con il suo partner o con un sessuologo. E mi spiace davvero di non poterle indicare un indirizzo, tranne quello per tornarsene da dove è venuto

- scusi, cortesemente, ma io che sto facendo la fila allo sportello in ordine, sono forse più fessa di lei che tenta di passarmi davanti solo perché mi ha scambiata per quel suo consanguineo un po’ tarato?

- scusa, amichevolmente, puoi abbassare il volume di quella musica di merda ed andare a drogarti fuori dai coglioni come fanno tutti gli adolescenti della tua età, e magari restarci secco?

- scusi, umilmente, lei che sbraita “non sai con chi stai parlando”, perché mi sottovaluta così? Certo che so con chi sto parlando: con un collezionista di vaffanculo

- scusate, fraternamente, visto che siamo in un rifugio di montagna e non al grand hotel di Cortina, invece di lamentarvi di un fantomatico pessimo servizio in tavola,  perché non ve ne andate a cagare su un cespuglio di ortiche presi per mano?

- scusi, umanamente, ma di quanto tempo necessita ancora per accorgersi che non ha messo al mondo un geniale virgulto, bensì un banale demente, e si fa sterilizzare prima di procreare altri disastri umani?

Perché, insomma, la gentilezza è la spina dorsale del viver pacifico, cribbio.

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