21 febbraio 2014

sull'alpe di Ortisé

Incuriositi da questa pagina, che propone alcune interessanti escursioni invernali, siamo partiti alla volta di Ortisé, in val di Sole, per percorrere un tratto dell’itinerario per le malghe dell’Alpe Pozza.
Solo il tratto sino alla malga Bronzolo, perché gli addetti dell’ufficio turistico di Mezzana, contattati per avere conferma sull’effettiva percorribilità del percorso, ci hanno sconsigliato di andare oltre: troppa neve, troppo bagnata, temperatura decisamente alta, ergo troppo rischioso.
Smottamenti se ne vedono già appena usciti dall’abitato di Ortisé, e sono solo le 9 del mattino.



Alla malga Stabli, la prima che si incontra lungo l’itinerario, c’è chi è decisamente felice di vederci.

malga Stabli, 1814m




A malincuore avviso i malgari che il bel 4zampe ci viene dietro; specifico che per noi non è un problema averlo come mascotte, ma loro lo chiudono dentro.









Arriviamo alla malga Bronzolo e scopriamo un bel locale invernale, piuttosto ben curato e pulito. Non c‘è minimamente freddo ma il tempo è bigio, ed è un gran peccato, perché si intuisce che la visuale da quassù - in condizioni ideali - deve esser appagante.

malga Bronzolo, 2084m







Non ci azzardiamo a bighellonare nei dintorni perché non si capisce bene cosa si ha effettivamente sotto i piedi. C’è un tetto che spunta da sotto la neve, forse la stalla.









Quando la nuvolaglia si alza dalla valle torniamo indietro e ci regaliamo una sosta alla malga Stabli.
Nonostante il cielo coperto mangiamo fuori.









2 chiacchiere col titolare, che ci dice che anche l'itinerario per la baita Pozze non solo non è sicuro, ma dev'essere anche una bella chiavica, visto lo stato della neve. In effetti già alle 11 sembrava un semolino.
Eppure, lungo il rientro, troviamo tracce di sciatori che si dirigono verso la baita. Chissà se son saliti sulla cima Vegaia; di sicuro non son partiti presto.
Boh.



Schiarite solo nel pomeriggio, quando sotto un sole pallido si vedono meglio i danni estetici dell’ultima perturbazione che ha portato terra africana sulla neve delle Alpi.
Tutto lo scenario, tra continui smottamenti, colore inusuale e consistenza poltigliosa, ha assunto un aspetto vagamente apocalittico.






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