22 febbraio 2014

pensavo fosse amore, invece era un moscone

C’è chi rientra a casa e trova ad accoglierlo un cane o un gatto, e chi trova una merla: quindi è proprio vero che non ci sono più le famiglie tradizionali di una volta.

Quando torno Lapo è sul suo solito vasino, imboscata tra i penduli rami rinsecchiti di un vecchio habanero.
Da quando è ricomparsa sta praticamente sempre lì: guarda attraverso le cannette dell'aerella e chissà se pensa a qualcosa o se ha il vuoto pneumatico nella testolina.

vietcong style

Approfittando di un breve sprazzo di sole lascio aperta la porta del balcone nel caso abbia voglia di entrare a farsi i fatti miei, quando un moscone (urca, è già tempo di mosconi??) ha la pessima idea di introdursi con prepotenza; prepotenza subito contraccambiata con un solido ceffone che lo stende stordito a terra.
Lo prendo ancora ronzante per offrirlo alla merlocca; appena lei mi vede mi corre subito incontro, e io penso “uh, com'è diventata affettuosa, mi fa le feste”.



Invece occhio-di-falco ha già visto che prelibatezza ho in mano: me lo scippa lesta lesta e lo ingolla in un nanosecondo prima ancora che io me ne renda conto.
Il giorno dopo si ripete incredibilmente la stessa situazione: rientro, apro, entra un altro moscone (forse il marito o la moglie di quello del giorno prima), lo tramortisco, stavolta con un giornale. Lei mi si avvicina di corsa ma stavolta aspetta che glielo metta sul piattino, e poi lo ingolla di gusto.
Terzo giorno, apro ed entra un moschino (forse l'orfanello dei precedenti), lo acchiappo al volo e lo porto a Lapo. Lei lo valuta dal suo trono, poi guarda me con sufficienza e torna a pisolare.

"... ma magnatelo tu quel microbo ... "

Deve aver calcolato che l'energia spesa per muoversi sarebbe stata maggiore di quella ricavata dal moschino, quindi non conveniente da un punto di vista calorico/economico; pare dunque che se le prede non sono almeno di una certa stazza, Sua Eccellenza non ci pensi proprio a sollevare il suo onorevole mega deretano.
Che essere.

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