24 febbraio 2014

lungo l'Avignatal (val d'avigna)

Un posto che non conoscevamo ma che rivedremo ancora in futuro.
Ci ha lasciato davvero con ben poche parole, complice anche la giornata incredibile.

Dalla val Venosta, deviazione per Taufers im Münstertal / val Monastero.
Dopo qualche tornante ci si apre davanti un'amena valletta oltre la quale c'è la Svizzera.
Al centro del paese indicazioni per Avigna, poco dopo comodo parcheggio a quasi 1300m.

Seguendo il tracciato n.1 ci inoltriamo lungo la Avignatal senza sapere cosa ci aspetta, ma già dopo un centinaio di metri cominciamo a pensare che dopo settimane di lugubri paesaggi finalmente ce ne va una bene.



22 febbraio 2014

pensavo fosse amore, invece era un moscone

C’è chi rientra a casa e trova ad accoglierlo un cane o un gatto, e chi trova una merla: quindi è proprio vero che non ci sono più le famiglie tradizionali di una volta.

Quando torno Lapo è sul suo solito vasino, imboscata tra i penduli rami rinsecchiti di un vecchio habanero.
Da quando è ricomparsa sta praticamente sempre lì: guarda attraverso le cannette dell'aerella e chissà se pensa a qualcosa o se ha il vuoto pneumatico nella testolina.

vietcong style

Approfittando di un breve sprazzo di sole lascio aperta la porta del balcone nel caso abbia voglia di entrare a farsi i fatti miei, quando un moscone (urca, è già tempo di mosconi??) ha la pessima idea di introdursi con prepotenza; prepotenza subito contraccambiata con un solido ceffone che lo stende stordito a terra.
Lo prendo ancora ronzante per offrirlo alla merlocca; appena lei mi vede mi corre subito incontro, e io penso “uh, com'è diventata affettuosa, mi fa le feste”.



Invece occhio-di-falco ha già visto che prelibatezza ho in mano: me lo scippa lesta lesta e lo ingolla in un nanosecondo prima ancora che io me ne renda conto.
Il giorno dopo si ripete incredibilmente la stessa situazione: rientro, apro, entra un altro moscone (forse il marito o la moglie di quello del giorno prima), lo tramortisco, stavolta con un giornale. Lei mi si avvicina di corsa ma stavolta aspetta che glielo metta sul piattino, e poi lo ingolla di gusto.
Terzo giorno, apro ed entra un moschino (forse l'orfanello dei precedenti), lo acchiappo al volo e lo porto a Lapo. Lei lo valuta dal suo trono, poi guarda me con sufficienza e torna a pisolare.

"... ma magnatelo tu quel microbo ... "

Deve aver calcolato che l'energia spesa per muoversi sarebbe stata maggiore di quella ricavata dal moschino, quindi non conveniente da un punto di vista calorico/economico; pare dunque che se le prede non sono almeno di una certa stazza, Sua Eccellenza non ci pensi proprio a sollevare il suo onorevole mega deretano.
Che essere.

21 febbraio 2014

sull'alpe di Ortisé

Incuriositi da questa pagina, che propone alcune interessanti escursioni invernali, siamo partiti alla volta di Ortisé, in val di Sole, per percorrere un tratto dell’itinerario per le malghe dell’Alpe Pozza.
Solo il tratto sino alla malga Bronzolo, perché gli addetti dell’ufficio turistico di Mezzana, contattati per avere conferma sull’effettiva percorribilità del percorso, ci hanno sconsigliato di andare oltre: troppa neve, troppo bagnata, temperatura decisamente alta, ergo troppo rischioso.
Smottamenti se ne vedono già appena usciti dall’abitato di Ortisé, e sono solo le 9 del mattino.



Alla malga Stabli, la prima che si incontra lungo l’itinerario, c’è chi è decisamente felice di vederci.

malga Stabli, 1814m




A malincuore avviso i malgari che il bel 4zampe ci viene dietro; specifico che per noi non è un problema averlo come mascotte, ma loro lo chiudono dentro.



17 febbraio 2014

meteoropatia? io questo lo chiamo prolasso dei miei k-0-j-0-#-j

Analisi meteorologica di gennaio:
http://www.meteotrentino.it/analisiMM/analisi_meteo_2014_01.pdf

E in febbraio, su 17 giorni io ne ho già contati 11 di merda:
http://www.meteotrentino.it/analisiMM/analisiMM.aspx?id=194

Immagino che marzo-aprile sarà anche peggio, visto che solitamente quelli dovrebbero essere i mesi più piovosi, insieme a novembre - che si sa, è il mese di merda per antonomasia.

Comincio a diventare socialmente pericolosa, oltreché volgare.
(a proposito, mi son sempre chiesta quali fossero le motivazioni che hanno portato alla luce espressioni tipo porcoddio e dioccane, e perché al nord si e al sud no; forse adesso ho una possibile risposta)

E mentre io bestemmio, Lapo in balcone gorgheggia che è una meraviglia sonora: si direbbe felice di tutta quest'acqua.
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L'ho detto io che è una merlocca.

15 febbraio 2014

san Genesio - altopiano del Salto

Partiti col sole, rientrati in tutta fretta con nuvoloni minacciosi sulla testa: un classico di questo insopportabile inverno primaverile.
Da san Genesio, sopra Bolzano, parcheggio a pagamento (3 € tutto il giorno ) a quota 1170m ca, lungo la strada che conduce al Gasthof Edelweiß.
Col sentiero Europeo5, detto anche Sagenwanderung (sentiero delle leggende), sino a Langfenn/Lavenna, dove si trova la piccola chiesetta di san Giacomo a cui hanno addossato un maso che offre servizio ristoro.
Bella zona, ariosa e abbastanza panoramica.
Percorso battuto alla perfezione, devastato durante la mattinata da innumerevoli escursionisti a cavallo che l'hanno pure concimato (i cavalli, e forse pure qualche cavaliere).



8 febbraio 2014

ma quasi quasi la spenno

Cosa si fa quando si desidera che piova? Ovvio, si lava l’auto o i vetri delle finestre.

Cosa si dovrebbe fare quando si desidera che una merlocca torni a lordare con nonchalance il tuo balcone? Banale: gli si da una seria riordinata e lavata con acqua e candeggina forte ( “ché tanto lei non torna più …” ), si tolgono tutte le sue tracce perché ormai l'hai data per morta e la vuoi dimenticare, e fai sparire il suo piattino e la sua ciotola.
Così lei il giorno dopo si ripresenta puntuale, osserva irritata il suo balcone, e poi guarda te con aria di rimprovero, come a dire: “cos‘è tutta ‘sta igiene e ‘sto ordine? miiiiiiiiiii, mi sei diventata una casalinga isterica?? e dove sono tutte le mie cose?? rimetti tutto a posto prima che ti denunci! boh, ma guarda un po’ che gentaglia mi son trovata come inquilini, non ci si può assentare un attimo che subito ti fregano l'arredamento, tsé tsé !! ”

4 febbraio 2014

sui danni della cattiva scienza


I danni delle affermazioni pseudoscientifiche, quelle incontrollate a mezzo stampa, della cattiva istruzione, li subiscono tutti coloro che non hanno e non possono avere i mezzi culturali per discernere tra verità provate e cialtronerie da affabulatori.

Ma li subiscono anche tutti quelli che fanno vera scienza, e che a causa del dilagare dei falsi esperti (ma abili comunicatori) vedono la propria credibilità ed autorevolezza -nonché il frutto del proprio lavoro- declassati a livello di chiacchiera da bar o da forum.

Molto interessante per me - e non poteva essere altrimenti - il capitolo "perché le persone intelligenti credono alle cose stupide" , un tema molto caro a chiunque sia passato per il Cicap sia come attivista che come simpatizzante. Si parla di illusioni cognitive, come e perché ne cadiamo vittima, come riconoscerle e come arginarle.
[Da integrare con la lettura di un altro gran bel libro, "Nati per credere", di Giorgio Vallortigara, Telmo Pievani e Vittorio Girotto. Qui c'è una recensione di Marius De Biasi, socio dell'ormai defunto gruppo locale del Cicap, e qui quella di Silvano Fuso per il Cicap nazionale]

L'autore ( Ben Goldacre ) ce la mette tutta per non essere troppo deprimente nel raccontare la mole di castronerie che ci propinano i venditori di illusioni, anche facendo un buon uso di ironia che da un britannico proprio non mi aspettavo.
Ma la cosa sconfortante è questa: parla della sua nazione, non della repubblica delle banane. E per chi spera sempre che nel vecchio continente, varcati i confini del manicomio italia, ci sia tutto un mondo basato su solidi pilastri di serietà, è una bella sberla.

La traduzione, a mio avviso un po' pedante, rallenta a tratti la scorrevolezza della lettura, che già di per sé non è semplicissima, ma è un libro che merita di essere letto e magari anche riletto, prendendosi tutto il tempo necessario.

Costa un pochino, 22 €.

Un corrispettivo e validissimo autore italiano del genere potrebbe essere Dario Bressanini, che coi suoi 2 bei libri ( Pane e Bugie  e  Le bugie nel carrello ) fa un ottimo servizio di divulgazione, con linguaggio semplice e accattivante comprensibile anche per i diversamente istruiti.
13 € e qualcosa il primo, 12 € e qualcosa il secondo (ma in una libreria di Trento che faceva sconti li ho comprati a prezzo inferiore).

1 febbraio 2014

lost: chi l'ha vista?

Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte? ( cit. Moretti )