2 gennaio 2014

alla Haniger Alm

Qualche giorno fa avevamo provato dalla val di Tires a salire al Wolfsgrubenjoch (passo del Lupo, così denominato per la presenza di una buca -ora recintata- che in passato veniva usata per catturare quei lupi che avevano la pessima idea di mostrarsi nei dintorni). Nulla di attrattivo, ma solo la scusa per fare 4 passi sulla neve fresca.
Il tentativo è fallito a causa della forte nevicata del giorno prima, che ha piegato i rami della boscaglia sino a rendere impossibile il passaggio - a meno di non essere animati da un malsano spirito di avventura.


il sentiero 5 per il Wolfsgrubenjoch

Ne avevamo allora approfittato per studiare la zona, trovando il facile percorso per la Haniger Alm che subito ci è parso promettente.
Così, 5 giorni dopo, rieccoci alla riscossa.


Trento → Bolzano nord → val di Tires → S. Cipriano → qualche tornante prima del passo Nigra c’è uno slargo a quota 1500m ca in cui parcheggiare, e da dove parte la forestale n.7A per la malga Haniger (1950m.).

Che la zona è molto panoramica lo si intuisce dai primi passi.



Presto ci raggiungerà e sorpasserà una motoslitta carica di persone che hanno tutta l’aria di essere i titolari/lavoratori della malga; arrivati su li troveremo infatti ultra indaffarati per accogliere gli eventuali visitatori, ma ciò non impedisce loro di salutarci cordialmente.
Noi proseguiremo ancora in su, seguendo le tracce di chi fortunatamente ci ha preceduti lungo il percorso chiamato Sagenwanderung.




Schwarzhorn (Corno Nero) a sx,  Weiβhorn (Corno Bianco) a dx


il rifugio Bolzano zoomato dal sentiero 7A


Croda di Re Laurino


Haniger Alm ancora in ombra




A quota 2000, al cospetto di Sua Maestà Re Laurino (König Laurin Wand), il panorama si apre.












Per un po’ proseguiamo in direzione del Passo Nigra, ma quando il tracciato comincia a scendere ripido all’ombra del bosco decidiamo di tornare indietro, anche perché non abbiamo voglia di dover percorrere su asfalto il tratto che ci separa dal Passo al parcheggio.
Finché non scorgiamo una piccola baita sulle nostre teste e decidiamo con un piccolo strappo di raggiungerla, anche qui seguendo una bella traccia che qualcuno ha gentilmente lasciato per i posteri.
Ci raggiunge subito uno scialpinista tirolese non proprio giovanissimo (sicuramente vicino ai 70) molto gentile, che ci racconta in un buon italiano di questa minuscola baita costruita dagli alpinisti della zona 100 anni fa.
Dalla terrazza la visuale è gratificante.



Andiamo a ritroso sino alla Haniger Alm.

le Vajolettürme (torri del Vajolet)


 Haniger Alm


Molto allegro e simpatico il tipo che ci ha serviti, forse vittima dei postumi della notte di Capodanno.



A fine pranzo ci ha invitati a prendere un grappino al ....... bar!


Quella che all'arrivo ci era sembrata una botte unicamente decorativa è in realtà il deposito della grappa: conteneva 2 bottiglie e svariati bicchierini per servirsi. Figurarsi se il maritozzo rifiutava la teutonica offerta: non poteva mica offendere lo spirito d'accoglienza declinando cotanto invito.

Abbiamo smaltito birra, canederli e grappino lungo la discesa attraverso il bosco, arrivando all'auto completamente sobri, per fortuna.











3 commenti:

  1. Meglio d'estate questo itinerario.

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  2. E' molto suggestivo.E' un itinerario che preferisco percorrerlo d'estate.

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  3. Credimi, con la neve è tutta un'altra atmosfera :) non dico migliore, ma sicuramente diversa.

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