24 gennaio 2014

la valle del Vajolet che non era in programma

Complici le solite pessime condizioni meteo, l'unica cosa fattibile era dedicare la giornata all'esplorazione della val di Fassa, a caccia di (im)probabili percorsi invernali. Improbabili perché ci eravamo già stati in perlustrazione anni fa e non ci era sembrato un posto molto adatto a noi.
[ indimenticabile la fiumana di gente lungo la valle del Vajolet nell'agosto 2006, quando per trovare un po' di pace per occhi e orecchie ci eravamo dovuti spingere quasi di corsa fino al rifugio Passo Principe, allora chiuso per restauri ]

La strada per la valle del Vajolet è aperta al traffico fino al villaggio di Muncion/Monzon (1550m ca). Poco più avanti piccolo spiazzo per il parcheggio, poi la strada che porta al rifugio Gardeccia, e da lì nel cuore del Catinaccio, è riservata solo ad escursionisti, motoslitte e battineve.
Con dei precisi orari, per comodità di tutte le categorie:



Con la nostra ormai mitica frase "andiamo avanti solo per una decina di minuti giusto per vedere com'è", passo dopo passo, blablabla dopo blablabla, ci siamo ritrovati sotto il bastione di roccia che sorregge il rifugio Vajolet (2240m ca) mentre quasi nevischia.


il percorso alternativo per scimuniti e ciaspolanti è ben tracciato e contrassegnato


piccole baite prima del rifugio Gardeccia





rifugio Gardeccia, 1960m ca





la Baita Enrosadira, punto ristoro


Baita Enrosadira



Fino al rifugio Gardeccia non sono necessarie ciaspole, solo i ramponcini per alcuni brevi tratti molto ripidi e ghiacciati (dove giace impressa la sagoma di un onorevole fondoschiena di mia conoscenza ...)

Per proseguire verso il rifugio Vajolet le ciaspole ci vogliono, per andare ancora oltre è decisamente più saggio aspettare che il rischio valanghe diminuisca.












Stoppati dal nevischio, ma soprattutto dalla mia fame infame, si torna indietro.


Tutta la zona è da rivedere, stando ben lontani dalle zone impestate da impianti e ferraglia varia, ça va sans dire.

Curiosità: è vero che eravamo in sortita infrasettimanale, ma in piena stagione di settimane bianche ci aspettavamo traffico e gente dapertutto, considerato anche il meteo bigio che poco invogliava a stare sulle piste. Invece, tranne il parcheggio della funivia Col Rodella a Campitello di Fassa quasi al completo, tutto sembrava fin troppo calmo e desolato lungo tutta la valle.
Anche il parcheggio del Cermis, a Cavalese, era poco affollato.
Bella roba, ormai ci sono più seggiovie che deretani da appoggiarvici sopra.

18 gennaio 2014

in effetti ...

.... di 'sto tempo ne abbiamo due scatole cubiche grandi così ....


dal passo Nigra al Wolfsgrubenjoch (fossa del lupo)

Visto il meteo incerto, tranquilla passeggiata lungo la modesta dorsalina che parte dal passo Nigra (a 1668m ca) e porta al Wolfsgrubenjoch (a 1500m ca) seguendo il tracciato n.1 che inizia proprio alle spalle del rifugio passo Nigra.
Adatta ai fotofobici, agli amanti delle tenebre e a chi deve evitare emozioni forti, essendo non molto entusiasmante e offrendo solo:

1) delle notevoli vedute su bosco e sottobosco (giacché si è costretti a camminarci in mezzo per la maggior parte del tempo)
2) viste mozzafiato sulle vertiginose cime degli alberi circostanti





uno dei tanti incroci, ottima segnaletica


cime di alberi ...


... e poi alberi ...


tra gli alberi ...


sempre alberi ...


uh, sbuca il Latemar


e la Pala di Santa, forse una futura meta


il maso Schiller a 1555m, aperto fino a fine marzo ma chiuso il martedì


dai cui prati si gode una bella vista sul Catinaccio e sul Latemar

Inevitabile, vista la vicinanza, una sbirciatina alla famosa fossa in cui venivano attirati i lupi (buttandoci dentro una capretta belante) per poi venire massacrati.






Il luogo sembra proprio adibito alla venerazione del martirio:




toh, alberi

Pericoli riscontrati: porre particolare cautela a non addormentarsi cammin facendo, vista la presenza di interi tratti ghiacciati nascosti sotto 10/15 cm di neve fresca.

13 gennaio 2014

need a contraceptive?

- Lascema: no, senti, è inutile che mi guardi con quel becco accusatorio, non è colpa mia se stai lievitando come un panettone

- Lapolla: ' " ' * " ' ' " ' " * ' " ' " ' " ' " * ( traduzione = tu e le tue briciole di formaggio, te possino ...)

- Lascema: no-no, ti sbagli, sei tu che ti sei fatta abbindolare ancora da quel merlo nero .... che ti credi, che non vi ho visti imboscati nel cespuglio? sgualdrina!


- Lapolla: tsé tsé, GUARDONA!

- Lascema: dai, dimmi com'è che c'è riuscito anche stavolta, fammi indovinare ... t'ha invitata a vedere la sua collezione di vermi, eh??

- Lapolla: ' " ' " ' " * # * " * # * !!! ( traduzione = 'fancùl )

- Lascema: MERLOCCA !!!!( traduzione = incrocio tra una merla e un'allocca )

[ modalità rissa ON ]

            

[modalità rissa OFF]

- Maritozzo: ma piantatela tutt'e due

- Lapolla&Lascema versus Maritozzo:  

E fu così che nacque il detto "tra moglie e merlocca non mettere bocca".

9 gennaio 2014

giro nella Tschamintal (val Ciamin)

Sveglia all'alba e colazione per tutti: e quando dico tutti intendo proprio tutti i componenti della famiglia.
Costei ormai ha preso l'abitudine di presentarsi non appena vede luci e movimenti in casa.
[ una volta o l'altra approfitterò del buio per metterle le mani addosso come i peggiori maniaci sessuali, ma solo per sentire com'è fatta sotto quelle piume ]

" embé, se magnate voi a quest'ora, tocca magnare anche a me "

Trento - Bolzano nord - val di Tires - Weisslahnbad (Bagni di Lavina Bianca).
Sentieri 3 - 13 - 13/B

In val di Tires ci accoglie una nebbia così fitta da farci quasi tornare indietro. Invece, appena superato il paese, ce la lasciamo alle spalle: di fronte è tutto libero. Olé.
Da Weisslahnbad passando per la Tschamin Schwaige, primo tratto sul sentiero 3  tutto nel bosco, alternando neve, ghiaccio e dura pietra. Arrivati sulla comoda forestale che arriva da S. Cipriano finalmente si va spediti.
All'incrocio successivo meglio tenersi sulla sinistra e fare il giro in senso orario, esattamente come consigliano sia la segnaletica che le guide in nostro possesso: solo così lo spettacolo del Kesselkogel/Catinaccio d'Antermoia è assicurato.






























Al Rechter Leger, 1605m ca., inversione di rotta: si torna indietro passando sulla forestale alta.

Rechter Leger



Incredibilmente non abbiamo incontrato anima viva per tutta la val Ciamin; solo alla fine del giro, quando siamo quasi arrivati a S. Cipriano, ci son venuti incontro 4 sparuti ciaspolatori che parevano anche poco convinti di proseguire.
Per noi benone così: non ci capitava da tempo di fare una bella passeggiata in totale solitudine e silenzio, che ogni tanto non guasta.

4 gennaio 2014

previste copiose precipitazioni merlose

La stagione amorosa dei merli è già cominciata: son ben 3 i contendenti che tampinano Lapo con ostinazione, consapevoli di rischiare di beccarsi una ciabatta sul portapiume.
Lei se la svigna come può, e ovviamente il suo rifugio preferito è qui. Son almeno 5 giorni che precipita sul balcone facendo dei tonfi inquietanti e portandosi dietro tutti i suoi spasimanti.


uno dei pretendenti al trono, per ora primo candidato alla prima ciabattata dell'anno


lei che cerca di mimetizzarsi tra i rami del solito albero da cui tiene abitualmente sott'occhio il ristorante


e quando riesce a seminare lo stuolo di pretendenti ritrova la sua solita bacinella confortevole


... la sua ciotola dell'acqua


... e il piattino per la gozzoviglia

Sto pensando a come allestire uno spaventamerli che terrorizzi solo i merli maschi ma non lei. Rimugina e rimacina, forse ho trovato: esibisco la sagoma della ciabatta del maritozzo di cui -son arcisicura- qualcuno di quei merli neri conserva il ricordo ben impresso nel proprio DNA. Soprattutto nel DNA che costituisce il portapiume.