2 novembre 2013

doppio furto con maldestrezza

I nostri primi timidi approcci con l'Alto Adige son cominciati una decina d'anni fa.
In un peregrinare disordinato e casuale che ci ha portato a mirare alcuni dei paesaggi più belli mai visti prima, avevamo sempre ignorato, senza motivi palesi*, la parte sud-orientale di questa provincia, cioè quella che coincide con le Dolomiti. Quelle Dolomiti che di recente son state dichiarate dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

*Sesto senso, comincio a credere che il mio sesto senso sia qualcosa di reale e misurabile.

Questo è il resoconto di come ho scoperto quest'ottusangolo di Alto Adige, e di come il mio colon ne avrebbe fatto volentieri a meno.

Dunque, c'è voluta un'intera giornata libera ma deturpata da nuvolaglia per farci venire in mente di andare a curiosare verso l'Alpe di Siusi, la Seiser Alm in lingua tirolese. Che, urge ricordare, è Parco, e quindi lo si immagina tutelato dalla rapacità umanoide.
Benone.
Uscita Bolzano nord, direzione Alpe di Siusi; le indicazioni per una delle aree più famose e pregiate del mondo alpino non mancano di certo.

Il primo sentore di imbroglio l'abbiamo avuto appena superato l'abitato di Siusi, quando un bel cartello bilingue avvisa che la strada d'accesso all'altipiano è chiusa al transito automobilistico dalle 9 alle 17. Per accedervi durante questa fascia oraria occorre usare la funivia apposita; costo: 14 euro a cranio.

E se riusciamo ad arrivare prima delle 9 del mattino? Si può proseguire con l'auto sino all'agglomerato di Compaccio, situato proprio all'inizio dell'altipiano, nonché stazione di arrivo della suddetta funivia. Gratis? No, zozzo vandalo incivile che non sei altro, si paga il parcheggio. Quanto? 14 euro. E dagli.

Ma un bus, ci sarà un bus che porta fin lassù? Certo, l'Alpe di Siusi Express - Linea 10.
Costo del biglietto? 14 euro.
Prezzo fisso, insomma.
(fonte: www.alpedisiusi.info/it/info/una-vacanza-senza-macchina.html)

Le alternative pedestri ci sarebbero, prendendo qualche sentiero che parte per esempio da Castelrotto, o da qualche valletta laterale della val Gardena; bisogna però vedere se e dove si può lasciare l'auto, ed eventualmente il costo del parcheggio (magari ancora a 14 euro…).
Sempre che ne valga la pena, della qual cosa comincio a dubitare fortemente, perché quando cominciano a sparare certi prezzi e a porre certi limiti (vecchio trucco quello della presunta scarsa disponibilità, che serve ad aumentare sia il desiderio della merce che si vuol vendere, sia il suo prezzo) mi vien da pensare, da scettica malfidata qual sono, che qualcuno mi voglia rifilare una patacca spacciandomela per gioiello.

Ma è davvero un gioiello sensazionale 'sto posto? se è stato reso così difficile transitarci con un motore sotto il culo, come minimo ci si aspetta un ambiente paradisiaco iper protetto, dove le emissioni inquinanti sono bandite per sempre, e zero rumori, e zero cemento tranne qualche indispensabile struttura ricettiva, magari piccolina e ultramimetizzata nell'ambiente circostante, che chi è così bravo da riuscire a distinguerla nel paesaggio vince uno sconto, o una notte gratis, o un pasto tipico a base di prodotti genuini...

Invece no, sembrerebbe proprio una chiavica. Però venduta bene.
L'ho scoperto spulciando qua e là nel loro stesso sito (www.alpedisiusi.info), dove pullulano informazioni e immagini di cui vanno orgoglionamente fieri.

L'altipiano è disseminato di strutturame ricettivo vario (fonte: www.alpedisiusi.net/it/alpe-di-siusi/alloggi.html) piazzato lì da ditte sudtirolesi, autorizzate da sindaci e politici sudtirolesi  (I suppose).
Natürlich, i clienti di tutti quegli alberghi possono salire all'alpe senza pagare il dazio (forse perché già incluso nel prezzo del soggiorno), epperò io li immagino tantini, visto il numero delle stanze di cui ciascun albergo dispone. Vabbé.

Hanno scassato tutto, impiantato seggiovie a nord e a sud (fonte: www.alpedisiusi.info/it/estate/impianti-di-risalita.html) e ne è pure esibita con vanto la mappa, visibile qui www.alpedisiusi.info/it/inverno/sci-alpino.html).

Più una chiesa, che se esistesse davvero un dio serio l'avrebbe già incenerita a suon di fulmini.
(ammirabile a questo indirizzo http://www.proseiseralm.info/index.php?option=com_content&view=article&id=60&Itemid=118)

Roba da superare in fighezza persino gli ideali gloriosi di un qualsiasi italico imprenditore (di quelli stile cumenda lumbard, che andavano in voga negli anni '80).
L'avessero fatta i Walschen Schweine (porci taliani, come affettuosamente a volte ci chiamano) una roba simile, i sudtirolesi sarebbero saliti su con le bombe per far saltare in aria gru e betoniere, gridando allo scempio e alla violenza inflitta al loro sacro territorio dai cattivi invasori. Avrebbero tirato giù i santi e disseppellito i demoni dell'inferno per contrastarli. Invece, a parte i succitati 4 ambientalisti cacasenno, tutti tranquilli.

E si fanno pure pagare per mostrare il parto di cotanto senso estetico, come se avessero fatto una mirabolante opera d'arte, mentre dovrebbero essere loro a risarcire noi per averci ostruito il paesaggio e per aver avvilito l'unica vera opera d'arte che stava lì da prima che quella gente e i loro avi piantassero le fauci su questo pianeta.

Benedetto sia internet, grazie al quale ho evitato di regalarmi in futuro una giornata in quella zona.
Che poi, a vederla di persona, non mi sarebbero bastate tutte le lingue e i dialetti dell'universo cosmo per congratularmi coi responsabili, e io mal sopporto di non potermi esprimere perché a corto di parole.

2 commenti:

  1. C'è sempre di che sorprendersi....

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  2. No, c'è sempre di che indignarsi :(
    ma va bene anche così, almeno finché non si è sommersi dal proprio vomito.

    Li mortacci loro!

    ciao :)

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