28 ottobre 2013

think pink

Durante l'ultima passeggiata in val Tolvà voilà uno degli avvistamenti sempre più frequenti nel bucolico paesaggio trentino: 'a munnezz!!!
[se n'è parlato pure qui, e sono solo i dintorni di Trento]

Ma dai che questo bel sacchetto rosa faceva pure pendant coi fulgidi colori autunnali del bosco!
Che poi, quando siamo passati la mattina non c'era, l'abbiamo incontrato nel tardo pomeriggio; ergo era fresco fresco di abbandono, il piccirillo.

Allora, turisti in giro zero, campeggio della val Malène chiuso, chiusi anche i ristoranti nei paraggi, noi - benché terùn - 'ste porcosità non le facciamo, dunque chi mai sarà stato, guarda, non riesco proprio ad arrivarci …. azz, sarà mica un local??

Ma i tecnici della provincia, insieme alla suprema crema cervellotica che ha ideato il nuovo sistema di raccolta differenziata, han tutto sotto controllo, e soprattutto non han sbagliato una virgola.

26 ottobre 2013

lungo la val tolvà: laghetto degli asini e forcella regana

La val Malène, questa bella valle laterale della Valsugana, ad un certo punto si biforca dando origine a 2 belle vallette minori, la val Sorgazza e la val Tolvà. Entrambe si addentrano nel cuore del gruppo di Cima d'Asta, ma offrono molte altre possibilità di passeggiate ed escursioni nei paraggi.
Molto panoramica come zona, offre il meglio in autunno e inverno, a parer mio.

Carta Kompass 626 in tasca, partiti da Trento avvolti da un nebbione opprimente, accolti da un inaspettato cielo luminoso sull'altopiano del Tesino.
Partiti da un parcheggio a 1200m, abbiamo percorso tutta la val Tolvà col sentiero 338 che porta sino alla forcella Regana, concedendoci una breve deviazione a est sul 382 per andare a spiare il laghetto degli asini.



Dopo aver superato la malga Tolvà, a 1560m ca, il sentiero prosegue in mezzo ai larici, che in questo periodo sono abbardati per le feste.






Il sentiero 382 che porta al laghetto degli asini e un po' ripido. Niente di grave, se non fosse che le insistenti piogge degli ultimi giorni l'hanno trasformato in un rigagnolo continuo. Se dovesse gelare all'improvviso si trasformerebbe in una bella pista per pattinaggio estremo.



Bella visuale su Campagnassa (a sx) e cima del Passetto (a dx)







Sasso Largo a sx, cima del Passetto al centro, cornetto del Passetto a dx







Laghetto carino, nonostante sia situato in un buco che se vede il sole per 2 ore al giorno è già tanto.

laghetto degli asini, 1930m ca


laghetto degli asini, 1930m ca


Tornati sul sentiero 338 decidiamo di proseguire verso forcella Regana, 2047m

il torrente Tolvà


La cosidetta Cresta delle Streghe; sotto le sue guglie passa il sentiero 387, uno dei tanti che portano al rifugio O. Brentari e a Cima d'Asta.




in vista della forcella Regana


Dalla forcella ci si affaccia sulla val Cia e sul Lagorai orientale.




forse il Coltorondo


e forse cima Cece (a dx)


La Cresta delle Streghe ha stimolato la mia curiosità, così sono andata a cercarne informazioni. Ho trovato qualcosa nel libro "Le valli del Trentino - Trentino orientale" di Aldo Gorfer.
Nella parte dedicata al Tesino c'è qualche riga sulle leggende popolari locali.
Si parla di una figura malefica detta el Sanguanèlo; si credeva che se qualcuno avesse incontrato le sue orme un sortilegio lo avrebbe condannato a camminargli alle calcagna, e per questo motivo la gente del posto, quando saliva per monti, preferiva farlo in groppa all'asino (e questo forse spiegherebbe anche perché il bel laghetto a quota 1930 si chiama proprio laghetto degli asini).
El Sanguanèlo si accompagnava volentieri alle streghe che dimoravano in zona, soprattutto in val Malène e sul monte Silana che sovrasta l'abitato di Pieve Tesino.

Come spesso succede, credenze e leggende popolari danno vita a creature che a loro volta finiscono col denotare quei luoghi che per un motivo o per l'altro incutono timore. La Cresta delle Streghe, così come la Cresta dei Diavoli che si dirama a nord del cocuzzolo di Cima d'Asta, non sono esattamente luoghi facili o ameni; non lo sono oggi che viviamo in piena frègola da escursionismo/alpinismo modaiolo, figuriamoci in passato quando montagna non significava svago ma terra dura e vita grama.

22 ottobre 2013

sul Ruioch - 2415m

Dal passo del Redebus sino al passo Polpen (1939m), poi su sentiero senza numerazione, infine su traccia da caproni.
Oppure dalla malga Stramaiolo seguendo le indicazioni per il rifugio Tonini e poi su sentiero n. 340.
Carta escursionistica Kompass 621.

Il nome è azzeccatissimo e di facile individuazione; da roh ioch o rauh ioch: ioch, termine palesemente germanico che significa dosso o giogo; mentre roh in lingua tedesca significa aspro, e rauh significa ruvido (anche nel linguaggio figurato).

Pietroso e aspro lo è da entrambi gli accessi principali, sia che si parta dalla malga Stramaiolo coi sentieri 443 e 340 passando per il rifugio Tonini, sia che si salga per il sentiero senza numerazione dal passo Polpen.

È uno di quei posti in cui è meglio non andare se ci si sveglia già stanchi e con scarse possibilità di riuscire a mettere correttamente un piede davanti all'altro. Non è una passeggiata come può sembrare guardando solo la carta. Se poi ci si aggiunge un po' di neve ghiacciata allora è proprio il caso di valutare se è meglio starsene a casa ad escursionare in balcone tra i fiori o esplorare il frigorifero.

Desolante il percorso, accidentato, blocchi in cresta a volte esposti, richiede più attenzione del previsto.

l'ultimissimo tratto per la cima, su pietroni insidiosi e resi scivolosi dalla neve

La cosa migliore di questa salitina: i panorami.






Fortuna che c'era chi ci ha allietato il tragitto: un rapace discreto, elegante, abbastanza grande e non identificato.






Valutazione finale: per una mezza giornata autunnale, quando proprio non si può espatriare altrove, può anche andar bene, ma una giornata estiva intera non gliela dedicherei davvero.

19 ottobre 2013

Knödeltag alla Radlseehütte

Per arrivare a questo bel rifugio ho già scritto qui.

Allora il Knödeltag aveva attirato la nostra ingordigia, così ci siam tornati come ci eravamo ripromessi.
Novità: la neve; per salire al Königsanger siamo sprofondati diverse volte in vari punti.

lago e rifugio


verso la cima del Königsanger

Dopo la sosta in vetta la sosta a tavola:

traduzione un po' traballante ma va benone :)

Ci siamo tenuti sul classico, evitando spericolate sperimentazioni tipo i canederli al wok (agrodolce) o quelli alla pizzaiola (con scritto affianco piccante, uhmmm...)

Per il maritozzo 2 canederli di malga e uno alla vipitenese:



Per la mia panza 1 canederlo alla tirolese, 1 canederlo di malga e 1 canederlo rusticale (speck e funghi)


Buoni, valeva proprio la pena tornare e sprofondare nella neve sino al fondoschiena.
Ci si rivede l'anno prossimo.

11 ottobre 2013

coi vostri soldi, grazie

Ho messo le mani sul prospetto cartaceo del programma culturale anno 2013/2014 dell'Università della terza età di Trento, ma è disponibile anche il link alla versione online.

A pag. 4 è scritto che "le attività culturali realizzate presso la sede di Trento godono di un contributo finanziario del comune di Trento; l'istituto riceve inoltre un contributo provinciale ai sensi e per gli effetti dell'art. 8 della legge provinciale 6/1992"

A pag. 102 si specifica che l'iscrizione ai corsi costa 84 euro, ma per alcuni si devono sborsare ulteriori soldi. Solo qualche esempio di spese extra: occorre aggiungere 11 euro se si intende iscriversi ai corsi di educazione motoria, e 200 euro per ciascun corso di lingue.

I percorsi di studio previsti son 5:
1) la persona: corpo, psiche relazioni
2) la persona: linguaggi, immagini, segni
3) la persona: pensiero, memoria, cultura, credenze
4) la persona: il vocabolario della cittadinanza
5) la persona: ambiente, tecnologia, scienza

Ciascun percorso offre diversi corsi tra cui è possibile scegliere quello che più interessa.
Per esempio, il percorso 1 è suddiviso in 4 ambiti , che sono quello medico, quello psicologico, quello dell'educazione motoria, quello dell'educazione alla salute.

Nell'ambito medico (sic!) è previsto un corso sulla medicina non convenzionale; ricopio pari pari dal prospetto che ho davanti (nel link è a pag. 11)

Obiettivi
Fornire informazioni riguardanti la medicina considerata alternativa sgomberando il campo da luoghi comuni e fornendo strumenti per utilizzarla nel modo più opportuno.

Contenuti
  • Medicina non convenzionale
- concetti generali di medicina naturale
- aspetti legislativi
- rapporti con la medicina ufficiale
  • Omeopatia: storia, leggi, indicazioni e limiti
  • Bioterapie: fitogemmoterapia, organoterapia, fitoterapia
- oligoelementi
  • Omotossicologia
  • Antroposofia
  • Teoria delle costituzioni: da Ippocrate a Nebel e vanier
  • Iridologia
  • Terapie sensoriali: musicoterapia, cromoterapia
  • Fiori di Bach
  • Radiestesia, piramidologia, cristalloterapia, pranoterapia, magnetoterapia
  • Alimentazione e stili alimentari. Integrale, biodinamica, vegetariana, crudismo
- il digiuno
- idrocolonterapia (nda: per la serie vi mandiamo a cagare con un educato termine scientifico?)
- medicina ortomolecolare
  • Termalismo, talassoterapia
  • Osteopatia, chiropratica, massoterapia, posturologia, riflessoterapia, Reiki
  • Medicina tradizionale cinese: agopuntura, fitoterapia cinese
  • Medicina ayurvedica
  • Medicina tibetana

Metodo
Lezioni frontali con spazio per la discussione
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Questo corso non prevede costi aggiuntivi, bastano gli 84 euro dell'iscrizione ordinaria.
Hanno avuto l'ardire di inserirlo nell'ambito medico, ma almeno hanno avuto il pudore di non inserirlo nel percorso 5, quello relativo ad ambiente, tecnologia, scienza.

Morbosamente affascinante la idrocolonterapia.
Se l'anno prossimo riesco ad organizzarmi mi ci iscrivo.
Sono molto attratta dal metodo, che prevede scontri frontali con spazio per la rissa (ops, volevo dire lezioni frontali con spazio per la discussione).

9 ottobre 2013

i giorni del piccaminoso

Poiché le mie pelandrone in balcone sono ancora a questo stadio ...

haba orange



haba white giant

[le foto degli embrioni di haba chocolate e bih jolokia neanche le metto perché ci vorrebbe un microscopio]

per un po' di giorni le abbiamo mollate e ce ne siamo andati a svernare a sud.

Visita obbligatoria all'azienda di Orlando, dove siamo stati presi da acquisto compulsivo.
Era da tanto che speravo di vedere e assaggiare gli habanero Mustard; non mi hanno delusa:

habanero mustard


subito abbinati ad un buon Falanghina del Vesuvio fatto da un contadino del posto.



Idem per gli Aribibi Gusano, buonissimi e più gestibili, date le piccole dimensioni. Di questi son capace di mangiarne 4 o 5 da sola per volta.

Aribibi Gusano


Questi no, impossibili per me: i micidiali morouga, al momento quanto di più piccante sul mercato dei capsicum. Bisogna trattarli con rispetto se non si vogliono rischiare spiacevoli incovenienti a livello dello stomaco e al momento della  - ehm - evacuazione.
Un pezzetto crudo nella pasta, un altro nel chili, in tutto 1/8 di peperoncino. Più che sufficiente per farsi un'idea.

Morouga


Oltre che pestare brutalmente hanno anche sembianze un po' oscene.

morouga


Recentemente in circolazione il fatalli white, non speravo di vederlo e assaggiarlo così presto, invece il buon Orlando l'ha coltivato. Preso, mangiato e subito gradito; non è piccantissimo, posso metterne uno crudo intero sulla pizza e ingerire il tutto senza alcun problema.

fatalii white


Tra i miei preferiti, i fatalii yellow; più piccanti del fatalii white, ma anche di questi riesco a mangiarne uno crudo intero da sola

fatalii yellow


Beh, col naga morich son stata battezzata 4 anni fa; attualmente non è tra i miei preferiti ma non mi dispiace averne una piccola scorta.

naga morich


I red savina, un classico. Mancavano al mio palato da qualche anno, ne ho subito ingerito uno con bella soddisfazione.

red savina


La stirpe degli habanero, i miei preferiti per sapore, profumo, colori.

habanero peach



habanero yellow



habanero orange



white bullet



choco bullet


Non potevo privarmi dei Pimenta da Neyde; li trovo perfetti sulle carni grigliate, e peccato che l'estate sia ormai finita e il barbecue in letargo.

pimenta da Neyde


E questi non ricordo, forse i trinidad perfume; ma non sono piccanti come di solito lo è un trinidad.
Boh


Alcuni finiranno nel freezer, ma una buona scorta è destinata al consumo giornaliero.
Aribibi, bullet e tutti quelli di piccole dimensioni non ha senso congelarli, è meglio consumarli subito freschi.
Uh, come mi dispiace ...