29 settembre 2013

alla Radlseehütte e sul Königsanger (Rifugio lago Rodella e monte del Pascolo)

Trento - Chiusa - Latzfons - parcheggio Kühhof (1550m)

Sentieri 14 - 10 - 7 - 5 - intermezzo caccoso -13

Partenza in mezzo alla nebbia, cammino in mezzo alla nebbia, trafitti da un raggio di sole sul Königsanger/monte del Pascolo, ed è subito nuvolaglia; tratto finale nella cacca. Figo, no?
Ovvio che l'idea di arrivare alla Lorenzischarte/forcella S. Lorenzo e da lì scendere in val Scaleres/Schalderertal per vedere i laghi Gelati/Schrüttenseen sia naufragata tra le nebbie e il tanfo di letame.
[e li mortacci di tutti i siti meteo che avevano dato foschie basse nelle prime ore del mattino ma in “rapido dissolvimento” durante il giorno; rapido §tùk@22*]

Fradici dopo aver camminato per 2 ore in mezzo alla suddetta, abbiamo trovato rifugio (è proprio il caso di dirlo) alla Radlseehütte/rifugio lago Rodella, dove abbiamo fatto una lunga sosta nella speranzosa attesa che il sole uscisse.

Radlseehütte, 2284m

La Radlseehütte è davvero molto carina e accogliente, la fetta di torta che mi hanno portato è stata mastodontica e buona, il personale bilingue sereno e gentile.
Da veri ingordosauri il menù, ma soprattutto il “Knödeltag” che viene celebrato ogni giovedì, giorno in cui è possibile degustare tutti i tipi di canederli fattibili.
Poiché il rifugio resterà aperto sino a fine ottobre, forseforse ci avanza un giorno in settimana per ripassarci col pancino vuoto da almeno 24h.






Approfittando dell'unica schiarita siamo saliti sulla cima del  Königsanger/monte del Pascolo, per essere subito inghiottiti dalla nuvolaglia.

sotto il rifugio il Radlsee


Radlsee e Radlseehütte


in cima al Königsanger/monte del Pascolo - 2436m


le Odle in mezzo alle onde


il cocuzzolino del Sass de Putia

Benché con poca speranza, abbiamo comunque proseguito sul sentiero n.7 verso ovest e la Lorenzischarte, ma una volta raggiunta abbiamo constatato che anche qui l'unica cosa che si può fare è lavorare duro di fantasia per immaginarsi uno sfondo di belle cime e un sentiero che scende ai laghi Gelati.
In preda all'entusiasmo, dalla forcella abbiamo avuto la bella pensata di tagliare giù dritto per i prati della Kühbergalm per raggiungere il sottostante sentiero n.13 (che poco dopo si raccorda al 14 e riconduce al parcheggio  Kühhof).
Devo dire che è stata la scelta più azzeccata per mantenerci in tema con la giornata: abbiamo camminato non solo in mezzo alla nebbia, ma anche su una distesa asfissiante di letame: letame d'asino (il peggiore) a perdita d'occhio e di naso. Un tanfo pungente e penetrante che mi ha centrato in pieno polmoni, stomaco e fegato; giuro che mi bruciavano occhi e gola, e che c'è stato un momento in cui ho creduto che sarei schiattata lì in mezzo. Ho resistito credo solo ed unicamente per un rigurgito del mio atavico orgoglio sardo, che mi ha imposto di morire ovunque io voglia, ma non in mezzo alla cacca. È stata durissima, ma ce l'ho fatta a uscirne con dignità.
Però mi è sembrato niente affatto bello concludere una gloriosa stagione di escursioni estive in codesta zozza e fetida maniera, non ce lo meritavamo, nonono.
Quindi mi ritengo invero offesa e oltraggiata e me ne resto in pianura per un po'.

??? chiazze di infiorescenze rosa


???

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