30 settembre 2013

il dioporco diventa transnazionale

Orsù, chi di noi razzist-nazionalist brucianti di amor patrio non ha mai detto che gli stranieri che vengono a vivere in itaglia si devono adeguare alle nostre usanze, e non noi alle loro?
I comunisti insolenti alla Travaglio sostengono che molti extracomunitari hanno subito imparato questa clausola, e appena arrivati si son dati con passione al delinquere; epperò lì cascano, gli ingenui! Non gli entra in testa che si devono affiliare alla nostra mafia, che sia quella con sede a roma o quella con sedi periferiche, e non mettersi a fare gli imprenditori  in proprio.

L'adeguamento poi deve passare anche per la lingua; non l'itagliano, che quello non siamo capaci neanche noi, ma il dialetto che vige nel raggio di quei venti km quadrati in cui intendono stazionare, eccheccazz.

Io, tanto per dare l'esempio, a Roma ho imparato "li mortacci tua" e a Napoli un sacco di altre chiccherie ( 'a fess e soreta, chien 'e corna, schiattamuort, e altre che ora non mi vengono in mente).

Invece l'extracomunitario che sbarca in Sardegna, solitamente di nazionalità senegalese, dopo circa due mesi ha subito imparato un paio di locuzioni fondamentali per la sua sopravvivenza: eia, ajò, compramì calancuna cosa ched'è tottu robba originali (traduzioni nell'ordine esatto: va bene/si, dai, comprami qualcosa che è tutta roba originale). In genere questo gli basta e avanza.

Terra dell'eterna democrazia cristiana, di preti e di croci ovunque. Non si dica che qui gli extra non si sforzano d'integrarsi.
Ecco l'ultimo di svariati esempi di assimilazione culturale a cui ho assistito personalmente:
cittadino macedone qui residente da una decina d'anni, lavoratore, si è ritrovato l'auto rovinata da qualche balordo afflitto da depressione demenziale. Danni per un importo di 600 euro come minimo.
Mentre lo raccontava se n'è uscito con una ben assestata sequela di porcodio e diocane che hanno farcito tutto il suo disappunto, pronunciati così perfettamente e con pertinenza che tra lui e un Bepi qualsiasi non si notava alcuna differenza.

Avrei voluto abbracciarlo non solo per solidarietà per quanto capitatogli (sarebbe potuto succedere a chiunque), ma anche per avermi fatto fare 100 grasse risate alla faccia (di culo) di quei troppi perbenisti ipocriti che ammorbano l'aria col loro viscido sdegno e si contorcono solo quando viene offeso un essere che esiste nei loro sognincubi ma di cui non è dimostrata l'esistenza (si, sto parlando di un ipotetico dio, non del porco); mentre altre offese, quelle accertate e compiute ai danni di esseri reali colpevoli solo di essere diversi per etnia, sesso, religione e censo, quelle li lasciano dormire notti serene e sogni beati.

Per il cittadino macedone un augurio: che la sua assimilazione culturale si fermi al dioporco.

29 settembre 2013

alla Radlseehütte e sul Königsanger (Rifugio lago Rodella e monte del Pascolo)

Trento - Chiusa - Latzfons - parcheggio Kühhof (1550m)

Sentieri 14 - 10 - 7 - 5 - intermezzo caccoso -13

Partenza in mezzo alla nebbia, cammino in mezzo alla nebbia, trafitti da un raggio di sole sul Königsanger/monte del Pascolo, ed è subito nuvolaglia; tratto finale nella cacca. Figo, no?
Ovvio che l'idea di arrivare alla Lorenzischarte/forcella S. Lorenzo e da lì scendere in val Scaleres/Schalderertal per vedere i laghi Gelati/Schrüttenseen sia naufragata tra le nebbie e il tanfo di letame.
[e li mortacci di tutti i siti meteo che avevano dato foschie basse nelle prime ore del mattino ma in “rapido dissolvimento” durante il giorno; rapido §tùk@22*]

Fradici dopo aver camminato per 2 ore in mezzo alla suddetta, abbiamo trovato rifugio (è proprio il caso di dirlo) alla Radlseehütte/rifugio lago Rodella, dove abbiamo fatto una lunga sosta nella speranzosa attesa che il sole uscisse.

Radlseehütte, 2284m

La Radlseehütte è davvero molto carina e accogliente, la fetta di torta che mi hanno portato è stata mastodontica e buona, il personale bilingue sereno e gentile.
Da veri ingordosauri il menù, ma soprattutto il “Knödeltag” che viene celebrato ogni giovedì, giorno in cui è possibile degustare tutti i tipi di canederli fattibili.
Poiché il rifugio resterà aperto sino a fine ottobre, forseforse ci avanza un giorno in settimana per ripassarci col pancino vuoto da almeno 24h.






Approfittando dell'unica schiarita siamo saliti sulla cima del  Königsanger/monte del Pascolo, per essere subito inghiottiti dalla nuvolaglia.

sotto il rifugio il Radlsee


Radlsee e Radlseehütte


in cima al Königsanger/monte del Pascolo - 2436m


le Odle in mezzo alle onde


il cocuzzolino del Sass de Putia

Benché con poca speranza, abbiamo comunque proseguito sul sentiero n.7 verso ovest e la Lorenzischarte, ma una volta raggiunta abbiamo constatato che anche qui l'unica cosa che si può fare è lavorare duro di fantasia per immaginarsi uno sfondo di belle cime e un sentiero che scende ai laghi Gelati.
In preda all'entusiasmo, dalla forcella abbiamo avuto la bella pensata di tagliare giù dritto per i prati della Kühbergalm per raggiungere il sottostante sentiero n.13 (che poco dopo si raccorda al 14 e riconduce al parcheggio  Kühhof).
Devo dire che è stata la scelta più azzeccata per mantenerci in tema con la giornata: abbiamo camminato non solo in mezzo alla nebbia, ma anche su una distesa asfissiante di letame: letame d'asino (il peggiore) a perdita d'occhio e di naso. Un tanfo pungente e penetrante che mi ha centrato in pieno polmoni, stomaco e fegato; giuro che mi bruciavano occhi e gola, e che c'è stato un momento in cui ho creduto che sarei schiattata lì in mezzo. Ho resistito credo solo ed unicamente per un rigurgito del mio atavico orgoglio sardo, che mi ha imposto di morire ovunque io voglia, ma non in mezzo alla cacca. È stata durissima, ma ce l'ho fatta a uscirne con dignità.
Però mi è sembrato niente affatto bello concludere una gloriosa stagione di escursioni estive in codesta zozza e fetida maniera, non ce lo meritavamo, nonono.
Quindi mi ritengo invero offesa e oltraggiata e me ne resto in pianura per un po'.

??? chiazze di infiorescenze rosa


???

22 settembre 2013

news amare

La notizia della prematura morte di Mario Dadomo è comparsa su tutti i forum degli amanti del peperoncino, portando comprensibile sconcerto e sbalordimento.

Chiunque ad un certo punto della propria vita si sia messo a cercare in rete informazioni su varietà insolite è approdato sul sito dell'azienda Stuard ed è entrato in contatto con questo bel Signore.

A me è capitato nell'autunno del 2009. Prima una mail, poi un paio di telefonate, poi l'incontro di persona in azienda e l'acquisto dei miei primi, amatissimi habanero chocolate e naga morich. Com'è finita poi, chi mi conosce bene lo sa: dallo stravolgimento dell'arredamento in balcone alla conseguente introduzione del peperoncino in tutti i miei menù quotidiani.

Davvero un Signore come non se ne incontrano più: competente, appassionato, paziente con i neofiti, pacato, modi garbati, se ne intuiva una certa serenità di fondo.

Brutta perdita per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarlo e ascoltarlo anche solo una volta.

21 settembre 2013

sulla Kassianspitze (cima s. Cassiano)

Trento  - Chiusa/Klausen - Latzfons - parcheggio Kaseregg 1950m ca
Sentieri 15  1  9 ( ma quest'ultimo sul posto è contrassegnato col numero 17 )

Dopo le estive salite strappatendini, finalmente una passeggiata/escursione molto leggera: meta il rifugio Latzfonser Kreuz (2310m) e la panoramica Kassianspitze (2580m).
Consci che son posti abitualmente affollati, decidiamo di partire presto. 

a sx la Samspitze 2563m, al centro la Kassianspitze 2580m, a dx il Ritzlar 2528m

Impressionante lo sfoggio di poveri cristi inchiodati alle croci incontrati lungo il cammino. Il primo lo troviamo a 2342m, subito sotto la cima del Jocherer Berg (Monte del Passo); il secondo all'interno della famosa cappelletta adiacente il rifugio, e vabbé; il terzo poco distante dal rifugio; il quarto sulla Kassianspitze; il quinto sul vicino cocuzzolo della Samspitze.
Trovo in questa pedante ostentazione di religiosità qualcosa di nevrotico, cioè l'esatto contrario di quella serenità che la religione dovrebbe infondere nei suoi seguaci. Invece sembra proprio che qualcuno, molto ipocrita e con notevoli sensi di colpa, sia ossessionato dalla croce e la voglia dapertutto, certo in cuor suo che se non ce l'ha sempre davanti agli occhi in ogni occasione della sua vita si discosterà all'istante dalla retta via. Bah.

l'interno della cappella


un povero cristo





un altro povero cristo; alle sue spalle la Samspitze 



segnaletica originale

Arriviamo in cima alle 9.30 e non c'è anima viva; e siccome non abbiamo intenzione di fare altro, per ben 2 ore ci godiamo visuale e silenzio.

in cima alla Kassianspitze, 2580m


dopo i cristi crocifissi il libro di vetta imbullonato: a qualcuno piace chiodo


vista sul Ritzlar 2528m


toh, il Gedrumsee sotto la Gedrumspitze, già visto l'anno scorso


il Kassiansee, sotto la cima. Sullo sfondo l'alpe di Villandro


a nord: Sua Altezza l'Hochfeiler (Gran Pilastro)


a nord: Sua Maestosità il Tribulaun


a est: Sassolungo e Sassopiatto sbucano dal mare di foschia


fronte occidentale: a sx la Königspitze, a dx l'Ortler


a nord-est il Dreiherrnspitze (Picco dei Tre Signori)


a nord le cime orientali della val Sarentino


a est la piramide della Lorenzispitze (cima s. Lorenzo, 2483m)

Poi l'orrore: alle 11.30 avvistiamo un lungo lombrico umano che prende il via dal sottostante rifugio e si dirige verso di noi. Non è domenica, non è sabato, e c'è tutta questa gente che tutta insieme si incammina. È una vera processione che ci spaventa, soprattutto perché lo spazio in cima è davvero poco: come faranno a starci tutti? non riesco a immaginare cosa dev'essere in agosto.
Per noi significa una cosa sola: è ora di fuggire.
Li incrociamo uno ad uno lungo il ripido, stretto e franoso sentiero; son tutti - ma proprio tutti - tedeschi di Germania.
Il maritozzo, che ancora non coglie la bella differenza tra sudtirolesi e tedeschi, è spaesato: ci ha messo 3 anni a imparare suono e significato di Grüβ Gott e Hallo, e ora si ritrova rintronato da una serie di Morgen e Servus.
A me invece sembra di essere a casa; son abituata fin da bambina ad averli intorno - o sotto forma di turisti o sotto forma di soldati della Nato - essendo la mia città natìa piena di birrerie e ristoranti bavaresi. Quindi non solo non mi disturbano, ma mi danno anche un senso di allegria e familiarità (che in mezzo ai montanari sudtirolesi non è poco).

Kassiansee


Prima che qualche animalista mi denunci per disturbo della fauna: 'sta minuscola creatura si è buttata sotto le mie suole e io l'ho salvata in extremis 


15 settembre 2013

ai Spronser Seen (laghi Sopranes) da Pfelders (Plan)

Trento - Bolzano - val Passiria - Moso in Passiria - Pfelders 1628m
Sentieri 6 22 7

La prima volta che abbiamo avuto il privilegio di vedere questi, che a mio avviso sono i più bei laghi dell'Alto Adige, ne avevamo mancati  3.
Saliti da Dorf Tirolo con la funivia Hochmut, eravamo arrivati al Pfitscher See (lago di Vizze), al Kaser Lake (lago della Casera), al Mückensee, al Grünsee (lago verde), al Langsee (lago lungo) e dopo un'ulteriore salitina agli ultimi 2, i Milchseen. Non ce l'avevo fatta a vedere i laghi situati sotto il Spronser Joch (forcella Sopranes - 2581m), causa stracciamento estremo e orario troppo restrittivo della funivia.

Sicché stavolta siamo partiti da Pfelders, in totale autonomia e risparmiandoci pure 250 metri di dislivello. Abbiamo percorso tutta la Faltschnaltal col comodo sentiero n.6 che parte dal minuscolo abitato di Pfelders, siamo passati per il Faltschnal Joch (2417) e da lì in mezz'oretta (stando bene attenti a non scivolare su tratti già ghiacciati!) siamo arrivati allo Spronser Joch (2581m), sempre su comodo sentiero.
Da qui siamo scesi fino ai 2338m del Grünsee, dove abbiamo incontrato il sentiero 22 che ci ha portato ai 2377m del Langsee, poi col sentiero 7 siamo arrivati ai 2540m dei 2 Milchsee.

Abbiamo scartato l'ipotesi di salire alla Milchseescharte (2707 m - tratto ripido su rocce levigate attrezzato con fune metallica) e scendere col sentiero 40 per la Lazinsertal che riconduce a Pfelders: rocce verticali rese scivolose dal ghiaccio non fanno per me. Abbiamo preferito compiere il percorso a ritroso e ripassare vicino ai laghi - che son sempre un gran bel vedere per gli occhi - anche se questo ha comportato un bell'allungamento dell'escursione con la risalita allo Spronser Joch.

Il tutto in una bella giornatina climatologicamente perfetta: 4° alla partenza, sole a tratti per scaldarci di tanto in tanto, venticello refrigerante durante le ore centrali del giorno.
Pochissimi taliani (noi e solo 2 altre coppie), tantissimi tedeschi.

la Faltschnalalm, 1871m, all'inizio della Faltschnaltal


sulle cime intorno la neve dei giorni scorsi: urca


la testata finale della Faltschnaltal: a dx c'è il Faltschnal Joch (2417)


alle nostre spalle un accenno di arcobaleno ...


... che subito si dissolve


dal Faltschnal Joch verso lo Spronser Joch


sotto un cielo di scie comiche


da sx: Lodner - 3228m, Hohe Weiβe - 3278m, Hochwilde - 3480m


arrivo allo Spronser Joch (2581m), sempre sotto un cielo di scie comiche


si intravede la Spronsertal


E finalmente anch'io posso avere la mia personale foto dei laghi dello Spronser Joch; i primi che si incontrano:



e il terzo:

Schiefersee, 2500m


Schiefersee, 2500m

Si continua a scendere e lo spettacolo non è finito:

Grünsee (lago verde) e Langsee (lago lungo)


una sorta di rustico bivacco all'incrocio tra i sentieri 6 e 22


Langsee - 2377m, ben ritrovato!


Langsee, un fiordo d'alta quota


Langsee - 2377m


Col sentiero 7 si va a ritrovare i Milchseen.

il primo dei Milchseen - 2540m


il secondo dei Milchseen - 2540m

[Tra i 2 laghetti chi può va all'attacco della parete verticale che conduce alla Milchseescharte (2707) e al bivacco Guido Lammer]

Pfitscher See (lago di Vizze) e Kaser Lake (lago della Casera); in basso a sx la Oberkaseralm - 2131m


ritorno al Schiefersee, che non l'avevo visto bene :)


Seguendo le indicazioni per il Schwarzkopf in 20 minuti si arriva allo Schwarzsee, 2589m.

Schwarzsee, 2589m


per risalire allo Spronser Joch un breve tratto ripido


Spronser Joch - 2581m


sguardo sulla Lazinsertal


la cuspide della Erenspitz - 2756m separa la Lazinsertal dalla Faltschnaltal


Il cielo si incupisce, ma il più è fatto.

Lodner e Hohe Weiβe


scendendo lungo la Faltschnaltal