12 agosto 2013

sulla cresta del frate (gruppo del Rava)

Causa previsioni di traffico intenso con conseguenti code autostradali, abbiamo deciso di restare un po' più vicini a casa e approfittarne per compiere una volta per tutte un giro sempre rimandato: la famigerata Cresta del Frate, in quel dei monti di Rava.

Sentieri 332 - 332b (alta via del granito) - 366b - 366 - 328

Partenza dalla località Tedon, in val Campelle, a quota 1360m. Ci inoltriamo nella val Caldenave che il sole ancora non è sorto completamente e fa quasi freddino. Meglio così, l'ultima volta che tentammo questo giro fu un disastro proprio a causa del gran caldo patito.


l'arrivo al rifugio Caldenave, 1790m ca


dalla piana di Caldenave vista sul Montalon (Lagorai)

La forcella Ravetta si conferma una cosmica rottura di zebedei, sia in salita che in discesa, e sia che la si prenda dal versante della val Caldenave, sia che la si prenda dal versante della val di Rava.

la solita pietraia per la forcella Ravetta, non si sposta mai ...


dal sentiero 332b (alta via del granito) vista sul Lago Grande di Rava, a quota 2125


vicini al Forzelon di Rava

Sino al Forzelon di Rava (2397m) procediamo più o meno abbastanza spediti, poi cominciano le prime difficoltà e paradossalmente anche un po' di noia.




la Cresta Ravetta

Sarà che ormai paesaggi e genti del concorrente Alto Adige ci hanno sedotti e non accennano ad abbandonarci, sarà che dal versante della val Malene si alzava a tratti un nebbione che ci impediva di ammirare il paesaggio circostante, sarà che dal cielo ogni tanto arrivava qualche goccia d'acqua, sarà che alla fin fine io qua non ci volevo proprio venire e pensavo con desiderio ad un lago in sud Tirolo che è in cima alla mia lista escursionistica, fatto sta che 'sto giro si è trasformato in un faticoso e monotono camminare fine a se stesso, che è quanto di peggio possa capitare a chi vaga a piedi in cerca di emozioni sensoriali.
Anche l'attraversamento del Tombolin di Rava, di cui troppi descrivono la spettacolarità, è stata una delusione. Nemmeno facile, tra l'altro: la presenza di corde metalliche per aggraparsi lungo la breve scalinata agevola il passaggio, che però io non farei mai in discesa (anzi, onestamente non lo rifarei nemmeno in salita).

forcella Tombolin 2340m


sosta durante l'ascesa al Tombolin, ancora breve malore da ipotensione (non ci siamo proprio...)


toh, chi si intravede


vista sui laghi di Rava dal Tombolin


per raggiungere il Frate è un continuo, disagevole saliscendi


e qualche passaggio angusto vietato agli oversize


Fratacchione, a noi due



Il Frate duramente raggiunto è subito vittima della mia insolente ironia, ma quando scorgo in lontananza l'habitat di un noto e ben peggiore figuro cambio giustamente bersaglio e perfeziono il tiro.

Ora, forse non tutti sanno che dietro la montagnola nella foto sotto (che si chiama monte Fierollo) è stato osservato più volte un cinghialoide resosi famoso perché grugnisce indisponente un'incomprensibile accozzaglia di sillabe in cui qualcuno ha ravvisato accenni di dialetto tesino. Vai a capire il frutto di quale accoppiamento selvaggio è questo sfigato essere, visibilmente sofferente, la cui aggressività è - secondo il mio umile parere - un disperato e implicito invito a soppressarlo per porre fine alle sue indicibili sofferenze terrene.
Dunque, per la prima ed unica volta in vita mia, faccio un accorato appello ai cacciatori seri: una volta tanto, fate una vera, pietosa opera di selezione naturale; abbattete codesto osceno composto organico e il patrimonio genetico dell'intera razza suina ne trarrà giovamento.
Anche i bracconieri sono avvisati.
[Attenzione però, potrebbe non essere commestibile, ma volete mettere, che trofeo!!!]

monte Fierollo e i 2 laghetti della Bela Venezia, al di là l'habitat del cinghialoide


nonostante tutto, qualche fiorellino mi ingentilisce


caverne presso il passo Fierollo, testimonianze del fronte di guerra





dal passo Fierollo vista sulla val di Rava; in fondo a dx la forcella Ravetta che risaliremo per tornare in val Campelle

Da qui in discesa verso i laghi di Rava, per poi risalire prima col sentiero 328 verso il Lago Grande avvistato in mattinata, e poi su traccia senza numero per ricollegarci al 332 che ci riporterà stracotti alla forcella Ravetta.
Soliti apprezzamenti (in rima baciata, sto migliorando) allo stato del sentiero lungo la discesa al rifugio Caldenave, dove faremo l'ultima delle tante pause di questo giro, e finalmente la cosa più bella: il rientro a casa e lo studio di una carta escursionistica dell'Alto Adige per la prossima escursione.

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