4 maggio 2013

tripudio di crocus

Poiché è dallo scorso novembre (!!) che assaggiamo neve, devo dire che fare una passeggiata per monti e risentire terra ed erba sotto le suole è stato un piacevole diversivo - e finalmente, aggiungo.
Qui siamo alla malga Cere, vista (si fa per dire) per la prima volta ben 4 anni fa, quando fu sepolta sotto le abbondanti nevicate dell'inverno 2008/2009; non posso quindi dire se l'ho trovata cambiata, peggiorata o migliorata.
Credo però che 4 anni fa i pannelli solari non ci fossero ancora (boh).


dietro la malga Cere: a sx monte Valpiana, a dx monte Setole



incisione carina



al centro il monte Croce



malga Valpiana, 150 m più su della malga Cere, ma molto più rustica


Una mezza idea di salire al Setole lì dietro, quasi quasi...






quasi quasi ci rinunciamo: non conosciamo il tracciato, c'è ancora qualche chiazza di neve qua e là, il tempo a disposizione è poco, la sfilza di cose da fare lunga.









Nonostante il temporalone della notte l'aria non è tersa come ci si aspetterebbe, e neppure frizzante. Caldo e un velo di foschia deturpano un po' i colori, qualche nuvola che si manifesterà al pomeriggio già si intravede a ovest.


forse il Pastronezze


Lungo il declivio tra le 2 malghe c'è una distesa di crocus bianchi e violetti che è pressoché inevitabile calpestare; sulle pizze di vacca stagionate questi bei fiorellini che annunciano la fine inesorabile dell'inverno trovano il loro substrato ideale.
Io, benché faccia attenzione a distruggerne il meno possibile, mi sento quasi una criminale.









crocus con bombo incazzoso incorporato



bombo col deretano all'aria

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