18 aprile 2013

dalla valle di Rudo al passo di Limo (Alto Adige)

Trento → Bressanone → val Pusteria → S. Lorenzo di Sebato → S.Vigilio → Valle di Rudo → rifugio Pederù e parcheggio a 1540m ca.

Lunedì 15, rischio valanghe elevato, lascio scegliere l'itinerario al maritozzo, che sull'Alto Adige ne sa più di me. E lui trova un sentiero - ben battuto - che va dal rifugio Pederù al passo di Limo, transitando per il rifugio Fanes (buona birra).

Il rifugio è chiuso, qualche auto di escursionisti mattinieri nei dintorni. Col segnavia n. 7 si percorre la valletta in cui scorre il rio s. Vigilio, e che in 500m di dislivello porta al rifugio Fanes, a quota 2040 ca.

Alle 9.30 il sole comincia a farsi sentire, le valanghe/scaricamenti nevosi anche. Durante tutta l'escursione ne avremo sentito almeno una ventina (non esagero)  e viste in diretta 5. Tanti piccoli/medi boati e crac che all'inizio parevano tuoni lontani. Prima volta per noi, questo posto ce lo ricorderemo come la valletta delle valanghe continue.





la forcella Camin, 2360m ...



... solcata da qualcuno che s'è divertito







la piccola malga Fanes con annesso punto ristoro (chiuso)


Da questo punto in poi comincia il concerto delle slavine; la prima scarica, subito dopo il nostro passaggio, sul versante ripido del Col Toron, a pochi metri dal tracciato.





in lontananza il rifugio Lavarella



dalla terrazza del rifugio Fanes (2042m) una sbirciata verso il Kreuzkofel - Sasso della Croce



evviva le piramidi


La birra del rifugio mi ha dato alla testa, perché nonostante l'ininterrotta sinfonia di scarichi nevosi che riecheggiavano tutt'intorno voglio salire al Passo di Limo e vedere cosa c'è di bello.
Son già le 11.30.

il rifugio Fanes visto dal sentiero n. 10 che porta al passo


Non me ne son pentita:

vista sulle cime di Furcia dal passo Limo (2170m ca)



ancora il Kreuzkofel



alle nostre spalle, forse: Sasso delle Nove (a sx) e Piz de Sant’Antone (a dx)



Col Becchei?



monte Castello, forse














Nel calderone del passo Limo s'è sviluppato un caldo immondo, la neve sotto di noi si squaglia velocemente, ora di fuggire col c#lo in mano.
E la sinfonia continua ...














Pensierino idiota della giornata: tutte quelle frane nevose, chissà come e perché, mi han ricordato le onde potenti del mare agitato, quelle contro cui mi scaglio abitualmente a corna basse per riemergere trionfante sul lato opposto.
Ecco, spero [nella remota ipotesi che una valanga mi stia per travolgere] che non mi passi per il cervello di adottare lo stesso metodo.

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