28 aprile 2013

tiene famiglia








 me l'ha fatta grossa, la delinquente ...







Lo so che il merlo nero che l'ha messa incinta l'ha mollata appena ha visto le uova, e adesso lei si ritrova a dover accudire non so quanti polletti tutta da sola.
Lo so perché viene da me un'infinità di volte al giorno, e preleva quasi esclusivamente formaggio, di cui si ingozza in maniera comica per poi prendere il volo e portarlo a quegli ingordosauri che sicuramente frignano da mane a sera ogni 2 minuti.

non sono escrescenze patologiche quelle intorno al becco, sono pezzetti di asiago che schizzano fuori perché non c'è più posto per stiparli

Ieri ho cercato un contatto, così ho tenuto il formaggio sul palmo della mano poggiato a terra; volevo solo vedere se si fida di me al punto di mangiare dalla mia mano. Dopotutto ci conosciamo da più di un anno (qui la storia del nostro primo incontro), e ricordo ai miei 4 lettori imperterriti [più i vari anonimi] che è dal 15 gennaio di quest'anno che la nutro quotidianamente, le do riparo in caso di pioggia/vento/neve, e la difendo dagli altri merli cattivi.

Dunque? dunque alla vista del formaggio ha spalancato come al solito gli occhietti, però "azz" - deve aver pensato - "perché non sgancia e poi mi fotografa a distanza come al solito?"
Ha cominciato a saltellare intorno alla mia mano, poi chinava la testolina di lato e mi guardava di striscio; si avvicinava e si allontanava, sempre più agitata.

E alla fine l'onta: è saltata sul vaso delle mie violette, ha strappato un petalo e me l'ha gettato sotto il naso, come a dirmi "miiiiiiiii, che belle violette!!! ti piacciono le violette? vuoi trovarle ancora tutte intere domani mattina? e allora molla il cacio, e subito anche, che tengo famigghia".
Con una faccia tosta che neanche Al Capone.
Ci son rimasta talmente di cacca che ho lasciato il malloppo senza manco dire bah.

La cosa più avvilente è che il maritozzo l'ha pure difesa, attribuendo questo suo atto violento alla prova lampante della sua intelligenza, dimostrando che mi conosce bene e sa perfettamente cosa non voglio che faccia sui miei vasi. E ne approfitta per ricattarmi.

Mi ero già accorta della sua propensione ad essere un tantinello dispettosa, perché quando non mi trova in casa per giorni interi (ecchediamine, pure io ho le mie cose da fare) mi incasina tutto il balcone e scacazza in ogni angolo.
Ma minacciare di infierire su delle povere e tenere violette ...

Oggi ho ripetuto l'esperimento.
Ha messo su una faccia contrita, ha cominciato a saltellarmi tutt'intorno, ma a beccare dalla mia manina non è venuta; nessun attentato alle mie violette, stavolta, però quando ho capito che stava per andarsene con le fauci vuote le ho ceduto le sue scorte e l'ho lasciata in pace. Sentendomi pure un po' strunza.

22 aprile 2013

40 giorni all'alba

Fine settimana bagnato, umido, piiiiigro, con pigiamino e piumino 24h su 24, coi capelli arruffati, cioccolato e lambrusco.

C'è chi invece non rinuncia ad un certo decoro e si sbilancia in una nuova pettinatura con la riga in mezzo.
By Jean Louis Le Merle, modello Lapolla



Bisogna stiracchiarsi, spolverare le bici e le pulci, fare un po' di movimento insomma


se solo la smettesse di rovesciare acqua a secchiate  

20 aprile 2013

sull'alpe di Rodengo e Luson

Trento → Bressanone → val Pusteria → Rodengo → parcheggio Zumis 1730m.

Temperature estive in questi giorni di metà aprile, mercoledì 17 cerchiamo aria sull'Alpe di Luson, ma la caldazza è arrivata anche quassù.
Dal parcheggio Zumis si nuota nel fango della strada forestale (segnavia n.4) per qualche centinaio di metri, poi sulla neve, che alle 10 del mattino è già quasi liquefatta: che disastro.
Anyway ...

dalla Ronerhütte si prosegue sul sentiero n.2


in lontananza l'Astjoch, 2198m


la Cappella Pianer Kreuz











panoramino


sul tetto di questa baita mi sembra di vedere qualcuno


mumble mumble ...


ballerina bianca (grazie per l'informazione a Karol Tabarelli de Fatis, del MUSE di Trento )


vista sui monti di Fundres


forse il Wilde Kreuzspitz, 3130m (Picco della Croce), mancato per un pelo l'anno scorso


il caseificio accanto alla Starkenfeld-Pluna


primavera, anzi no, estate


Starkenfeld-Pluna (rifugio Campoforte, 1936m)





Sass Putia


Arrivati a ridosso dell'Astjoch, non lontani dall'Astalm, rinunciamo a proseguire: davvero troppo caldo, la neve sta diventando un lago d'acqua ed è quasi mezzogiorno.
Un gruppetto di ciaspolatori decide titubante di proseguire con le racchette su neve bagnatissima e pesante. Spero che affrontino l'ultima rampa che porta alla cima prima che questa si trasformi in una pericolosa cascata d'acqua e poltiglia nevosa.


A fine giornata nessuna notizia di ciaspolatori affogati in montagna: è andata bene.

18 aprile 2013

dalla valle di Rudo al passo di Limo (Alto Adige)

Trento → Bressanone → val Pusteria → S. Lorenzo di Sebato → S.Vigilio → Valle di Rudo → rifugio Pederù e parcheggio a 1540m ca.

Lunedì 15, rischio valanghe elevato, lascio scegliere l'itinerario al maritozzo, che sull'Alto Adige ne sa più di me. E lui trova un sentiero - ben battuto - che va dal rifugio Pederù al passo di Limo, transitando per il rifugio Fanes (buona birra).

Il rifugio è chiuso, qualche auto di escursionisti mattinieri nei dintorni. Col segnavia n. 7 si percorre la valletta in cui scorre il rio s. Vigilio, e che in 500m di dislivello porta al rifugio Fanes, a quota 2040 ca.

Alle 9.30 il sole comincia a farsi sentire, le valanghe/scaricamenti nevosi anche. Durante tutta l'escursione ne avremo sentito almeno una ventina (non esagero)  e viste in diretta 5. Tanti piccoli/medi boati e crac che all'inizio parevano tuoni lontani. Prima volta per noi, questo posto ce lo ricorderemo come la valletta delle valanghe continue.





la forcella Camin, 2360m ...



... solcata da qualcuno che s'è divertito







la piccola malga Fanes con annesso punto ristoro (chiuso)


Da questo punto in poi comincia il concerto delle slavine; la prima scarica, subito dopo il nostro passaggio, sul versante ripido del Col Toron, a pochi metri dal tracciato.





in lontananza il rifugio Lavarella



dalla terrazza del rifugio Fanes (2042m) una sbirciata verso il Kreuzkofel - Sasso della Croce



evviva le piramidi


La birra del rifugio mi ha dato alla testa, perché nonostante l'ininterrotta sinfonia di scarichi nevosi che riecheggiavano tutt'intorno voglio salire al Passo di Limo e vedere cosa c'è di bello.
Son già le 11.30.

il rifugio Fanes visto dal sentiero n. 10 che porta al passo


Non me ne son pentita:

vista sulle cime di Furcia dal passo Limo (2170m ca)



ancora il Kreuzkofel



alle nostre spalle, forse: Sasso delle Nove (a sx) e Piz de Sant’Antone (a dx)



Col Becchei?



monte Castello, forse














Nel calderone del passo Limo s'è sviluppato un caldo immondo, la neve sotto di noi si squaglia velocemente, ora di fuggire col c#lo in mano.
E la sinfonia continua ...














Pensierino idiota della giornata: tutte quelle frane nevose, chissà come e perché, mi han ricordato le onde potenti del mare agitato, quelle contro cui mi scaglio abitualmente a corna basse per riemergere trionfante sul lato opposto.
Ecco, spero [nella remota ipotesi che una valanga mi stia per travolgere] che non mi passi per il cervello di adottare lo stesso metodo.

12 aprile 2013

un'ombra sulla spicy season 2013

Appena portati fuori i 4 vasi di habanero dell'anno scorso più i 2 nuovi di quest'anno, e subito un'ombra minacciosa si è allungata dal balcone fin dentro la cucina .... mystero ..... pauraaaaa ...... chi sarà e cosa vorrà .....



e te pareva.


Avevo dimenticato che per lei ogni vaso in più che metto sul balcone è una dichiarazione d'amore a cui non sa resistere.

Se anche il prossimo inverno verrà a soggiornare sul balcone troverà una bella sorpresa che sto coltivando più per lei che per me: una pianta di rocopica, peperoncino selvatico molto particolare che pare sia apprezzato dai merli.
All'ultimo, divertentissimo e piacevole pranzo dei Pepperfriends in quel di Soave, ho ricevuto un frutto dal quale ho estratto i semi; uno è germinato, e pare anche partito benone.
Lapolla mi sa che l'ha già subodorato.