21 marzo 2013

yoga e pulizie di primavera

                                

17 marzo 2013

dalla Balkof ai Prati Imperiali

Ennesimo tentativo fallito di escursione al lago Erdemolo e al vicino Pizzo Alto. Evidentemente dalla Balkof d'inverno non s'ha da fare.
Parcheggiato al solito posto, sotto la malga Plètzn, stavolta abbiamo risalito la valletta sino alla località denominata Sasso dei Cacciatori, per poi proseguire sempre sul sentiero 324 in direzione lago Erdemolo.
Già la volta scorsa ci aveva impensierito uno smottamento di neve a poche centinaia di metri dal nostro obiettivo; stavolta a stopparci è stata una slavina vera e propria che ha interessato lo stesso canalone, ma in modo molto più consistente.
A dire il vero pareva abbastanza stabile, e infatti l'abbiamo scavalcata ben 2 volte, ma più su il percorso non era così sicuro, quindi nisba.



15 marzo 2013

vita di merla


"urca che sventolamento durante la notte, hai sentito che roba?"

Ho sentito, ho sentito...


"meno male che qui c'è sempre la mia bacinella per rotolarmici dentro come un suinotto"

Si, ma non buttare fuori la terra, che questo balcone è già un casino di suo :) ... e comunque c'è anche il vaso di mirto se ti interessa avere una visione dall'alto...


"dici? mmm, non mi sembra abbastanza spazioso per il mio onorevole portapiume extralarge"



"preferisco qui, che vedo meglio il piattino con le provviste ... che è quella roba?"

Il solito: briciole di pane, briciole di biscotto, mela e croste di formaggi vari. Sua Maestà gradisce qualcos'altro di prelibato? vermi impanati, brodo di farfalline, tisana digestiva a base di moscerini ...?


"vabbé, toh, anche per oggi ti sei meritata la mia presenza e il mio canto"

la rivincita dello scarabocchio

Una tosse secca pruriginosa che mi affligge in città e che scompare quando vago per monti pur con temperature rigide; questo accidente ha fatto sì che il medico di base mi ordinasse un nuovo buco per controllare, insieme ad altre variabili, che io non sia l'ennesima sfigata che soffre di allergie causate da inquinamento.

Agitaziò agitaziò, l'incubo dell'ago malefico si ripresenta a distanza di 4 mesi.

Ed eccomi al gran giorno, presente al famigerato "punto prelievi" che già mi vide protagonista di una splendida performance (leggasi figuremmerda) poco tempo fa.

E cosa vedono i miei occhierelli stralunati: delle 3 infermiere di turno una è la stessa disgraziata che causò il mio ultimo, epico svenimento preventivo. In base alla mia personalissima legge di Murphy le probabilità che io finisca di nuovo tra le sue grinfie con annessa sincope sono del 100%.

Non mi resta che cercare l'aiuto dell'addetto alla sorveglianza, questo Caronte che traghetta le povere vittime dagli sportelli dell'accettazione ai cubicoli della tortura. Gli chiedo di indirizzarmi ovunque lui desideri, pure affanculo, ma non al cubicolo n.1, dove siede quell'incapace. E lui, arcigno, mi risponde che non può preoccuparsi anche di questo, e che se ci riesco posso provare a scambiare il mio turno di accesso con quello di qualcun altro.

Eccerto, m'immagino la scena:
1) arriva il mio turno e la sfiga vuole che mi chiamino proprio al cubicolo n.1.
2) mi guardo intorno e intercetto il paziente che si sta dirigendo al cubicolo n.2 (o n.3) e gli chiedo "scu-scusi, vuol fare scambio? lei va al n.1 e io al n.2, che ne dice?"
3) quello, se non è un idiota totale, mi chiederà sospettoso "e perché mai? cosa c'è che non va al n.1?"
4) ehm, ecco, cosa gli rispondo? mica posso dirgli "no, sa com'è, è che quell'animala là dentro è un po' bestia ..."
No che non posso dirglielo, ma mi apparirà stampato in fronte a caratteri fluò lampeggianti.
5) l'altro quindi risponderà: "affurbaaa! vacci tu dall'animala!"

Col rischio che l'animala lo venga pure a sapere e mi denunci per violazione della sua privacy e spifferamento di notizie vere coperte da segreto di pulcinella.

Agitaziò! agitaziò!

Arriva il mio turno, Caronte si ricorda della mia supplica e inaspettatamente si trasforma in una specie di simpatico Vito Catozzo: con lesta parlantina confonde la piazza, smista alla rinfusa i pazienti un po' presi alla sprovvista, e mi infila nel cubicolo n.2 prima ancora che inizino le chiamate.

Son talmente sollevata che dimentico di farmi stendere sul lettino, ma l'infermiera sa il fatto suo, durante il salasso mi parla delle sue vacanze al mare, e alla fine saranno ben 4 provette di sangue depredato senza che io sia diventata verde fava-bollita.

Oh, son soddisfazioni,
nghé.

8 marzo 2013

Windspitz - 2392m (monti Sarentini)

Poco a nord dell'abitato di Sarentino imbocchiamo una stradella ghiacciata che ci porta nella solitaria Öttenbachertal (valle di Rio Deserto), sino al maso Obermachen, a circa 1600m.
C'è poco spazio a disposizione per parcheggiare, ma ci siamo solo noi, quindi no problem [ci auguriamo]. Lasciamo l'auto, sperando di non disturbare i contadini del posto e di non ritrovarla giù per il dirupo ruote all'aria.
Prendiamo il sentiero 10A, anch'esso ricoperto di ghiaccio, e in breve arriviamo alla Öttenbacher Hütte - 1940m ca. Da lì in su per ripidi prati poco innevati, tanto da farci venire lo sconforto. Ma quando arriviamo al Sambacher Schartl, a ca 2100m di quota, il paesaggio cambia e il nostro umore anche.

Öttenbacher Alm - alpe di Rio Deserto


6 marzo 2013

alle falde del Cevedale

La val Martello è una di quelle valli che all'inizio sono buie e opprimenti ma alla fine sono uno spettacolo, specialmente in presenza di neve. Un pellegrinaggio di ripasso ce lo concediamo sempre volentieri.
Lasciata l'auto a quota 2050m ca, più o meno al termine della strada, col sentiero 150 in direzione della Zufallhütte (rifugio Nino Corsi), poi col 103 sino alla Martellerhütte (rifugio Martello) e oltre.


in vista della Zufallhütte, 2260m ca


2 marzo 2013

ultimi giorni di mutuo aiuto (forse)

Ebbene, il terrorista nero è scomparso. Io non ho fatto nemmeno in tempo a comprarmi una fionda, come avevo promesso.
È intervenuto il maritozzo, una mattina presto, mentre io ancora dormivo. Il sant'uomo si preparava la colazione prima di andare a lavoro, e tra una caffettiera e un biscotto ha dato qualcosa anche alla polla (ormai lei si è abituata anche a lui, e lui si è rassegnato a lei).
Il terrorista nero è subito atterrato per scacciarla e impossessarsi di cibo e spazio, allorché il maritozzo si è esibito nella sua specialità sportiva più riuscita: il lancio della ciabatta.
Io non son sicura di sapere bene come si sian svolti i fatti, ma credo che in quella ciabatta il merlo nero abbia percepito tutta l'autorità e l'autorevolezza del vero padrone di casa, e si è (è proprio il caso di dirlo) volatilizzato. Poi si dev'esser dato per malato, perché al posto suo è comparsa nei paraggi la sua compagna, una merla che per modi e atteggiamenti si distingue dalla nostra: è proprio antipatica.

l'antipatica