25 gennaio 2013

mi consiglio un acquisto






Ben scritto, belle immagini,  preciso, di facile consultazione, cenni di storia, cultura e toponomastica, lo voglio, fortissimamente lo voglio, e lo avrò.

21 gennaio 2013

avanti, c'è posto per tutti (quasi)

Non è assiduo come i passerotti, tantomeno come Lapolla, ma ogni tanto mi viene a trovare pure lui. Sempre molto discreto, quasi invisibile e silenzioso come un fantasma. Oggi non s'è accorto che ero già in postazione per fotografare Lapolla (che sta lievitando in diretta), così finalmente l'ho immortalato. Non mi dispiacerebbe affatto se si stabilisse da me, sarebbe giusto una bella nota di colore in mezzo a tutta questa neve.

18 gennaio 2013

toh, chi si rivede :)

Era sparita durante i giorni del terremoto, a fine maggio. L'avevo cercata come una scema in tutti i cespugli del circondario, rischiando di attirare l'attenzione degli accalappiapazzi. Poi ero sparita io a fasi alterne, e al mio definitivo ritorno, già fine luglio, l'avevo data ormai per persa. Ogni tanto ci ripensavo a quella merla così socievole.
È ricomparsa 4 giorni fa. All'inizio non potevo crederci, ma poi è bastato studiarla un pochino per riconoscere in lei il mio tubo digerente preferito.
Come faccio a sapere con certezza che è la stessa?
- intanto dimostra di conoscere il luogo a menadito
- si presenta sempre alla stessa ora mattutina
- ha una piumina storta in un preciso punto
- è l'unico pennuto che non scappa quando apro la porta-finestra ed esco sul balcone
- si lascia avvicinare fino ad un max di 10 cm
- presidia e staziona sul suo territorio (che sarebbe il mio balcone) da mane a pomeriggio inoltrato
- mangia e scacazza come un porcello
- se le càpita di trovare la porta-finestra aperta non disdegna di farsi un giretto in cucina senza alcun timore
- se le parlo risponde con un leggerissimo e breve fischio
- al mio apparire spalanca il becco come a dire "FAME IO, TU DARE ME MANGIME"

Insomma, tale e quale. Incredibile.
Ho subito riallestito il suo angolo mensa, compresa la ciotolina dell'acqua, che ha mostrato di ricordare bene e gradire ancora. Quando ha finito di ingozzarsi sta ferma lì, e spia i miei movimenti, mi osserva.
Un'amica che ha il dono di credere a tutto mi ha detto che è la reincarnazione di una persona che in vita mi ha voluto bene; forse la mi' mamma.
Di certo c'è che ha buona memoria, se dopo 7 mesi si è ricordata che qui non deve faticare tanto per procurarsi cibo e può stare tranquilla al riparo delle intemperie.

È meglio che avere un uccello in gabbia: va e viene quando vuole, ma è comunque una costante presenza, simpatica a modo suo.
Son soddisfazioni belle grandi.




9 gennaio 2013

sul Rittner Horn (corno di renon)

Usciti al casello autostradale di Klausen (Chiusa), abbiamo girato a sx e cercato le indicazioni per Villandro. Poi abbiamo preso la strada per la Gasserhütte, ma abbiamo parcheggiato più giù, alla Samberger Hof (1500m e qualcosa), pensando che il percorso fosse inagibile per le auto causa neve (abbiamo poi scoperto che esiste anche la strada asfaltata per la Gasserhütte, transitabile e con parcheggio a pagamento: 4 Є al dì, 2 Є dopo le 14).
Comunque, poco dopo la Samberger Hof, sulla dx parte il sentiero n. 20 che in un'oretta scarsa e dopo poco meno di 3 km porta ai 1760 m della Gasserhütte. Tanto ghiaccio insidioso, caprioli a zonzo tutt'intorno.
Giornata dal tempo incerto, caldo al sole, vento freddo appena le nuvole coprono il cielo; decidiamo sul posto di proseguire fin dove ci portano le gambe.








A un bivio giriamo a sx e prendiamo una stradella ben innevata e spianata contrassegnata col n. 7A. Porta ad un una bella baita che offre ristoro, la Moar in Plun.

Moar in Plun


E poi, come spesso ci succede, comincia il solito balletto: "andiamo ancora un po' avanti, voglio vedere cosa c'è dietro quella curva"  "guarda quel dosso, cosa si vedrà da lassù? andiamo a sbirciare"  ecc...ecc....ecc...
E fu così che ci ritrovammo nel bel mezzo di spazi bianchi e sconfinati noti col nome di Alpe di Renon.

is there anybody round here?


dal Rittner Horn - 2260m (Corno di Renon):

Sassolungo, Sassopiatto e Marmolada



Odle



Sass Putìa



la strana coppia



un gelido abbraccio



spazio, aria e luce











uno schiaffo alla claustrofobia




Bel posto, peccato per l'orrenda stazione di arrivo degli impianti sciistici e per il complesso di antenne e ricevitori per le telecomunicazioni costruiti direttamente sul corno di Renon.
Oltre che interrompere bruscamente il paesaggio naturale annullano anche la bella sensazione di lontananza da tutto e tutti. Pazienza.

8 gennaio 2013

il ghiaccio del rio Valles a malga Fane

Dopo la bella scoperta dello scorso agosto torniamo a malga Fane per vederla in abito invernale.





forse la Sandspitze a sx, e la Rüberspitze a dx


Così la versione in bianco:



E così la versione estiva, in verde:



Pizzi, trine e merletti lungo il rio Valles:



























5 gennaio 2013

Hühnerspielhütte

Ehm, rifugio Gallina auf Italienisch, la cui origine non son riuscita a scoprire.
È un rifugio privato situato a 1860m ca, raggiungibile da Gossensass (Colle Isarco) prendendo il sentiero 22B che parte dal parcheggio Dachs. Tutta la stradella è ben battuta e frequentatissima dagli amanti dello slittino.
La pacifica convivenza tra questi, gli scialpinisti, i ciaspolatori e i semplici pedoni mi ha stupita un po' in tutto l'Alto Adige, a dimostrazione che qui, al contrario del Trentino impestato di impianti ovunque, c'è posto per tutti quelli che amano la neve, ciascuno secondo i propri gusti.
Noi abbiamo fatto una semplice passeggiata di perlustrazione alla ricerca di nuove cose belle da ammirare, in questa parte del nord-est dove ci sentiamo sempre più a nostro agio.




















Durante la salita ho avvistato questa piramidella, che man mano si innalzava sempre più imponente.



















La Hühnerspielhütte.







Ho chiesto al gestore di uscire fuori e dirmi il nome della piramidella, ma gli è bastata la mia descrizione per rispondermi con sicurezza "Pflerscher Tribulaun", nientepopòdimeno che il maestoso Tribulaun di Fléres coi suoi 3096 m di eccellenza.

Tribulaun di Fléres (alla faccia dei sedicenti scultori!)