28 dicembre 2013

finché si alza il pelo c'è vita

E' con grande e infinita vergogna che ammetto che no, non conoscevo codesto genio. E sì che le schitarrate sono come l'aria e l'acqua per me, onde per cui un'abbondante dose quotidiana me la fò obbligatoriamente dacché ho orecchie per ascoltare.
Devo ringraziare l'utente di quel forum di alta classe che è Pepperfriends, per avermi acculturata e regalato un'alzata di pelo da brivido.

Messo immediatamente in cima alla wishlist musicale, da rigirare all'amico che di solito mi procaccia rarità e chiccherie varie, perché lo devo avere.




23 dicembre 2013

(quasi) cima Juribrutto

Parcheggio a malga Valazza (1935m), poco sotto il passo Valles, praticamente sul confine tra le province di Trento e Belluno.
Destinazione sconosciuta, nel senso che non siamo granché pratici della zona e non abbiamo una meta precisa.
Sul posto scegliamo il percorso per il lago Juribrutto, fidandoci delle tracce lasciate in precedenza da qualche ciaspolatore.



21 dicembre 2013

occupy balcony

Gli umani si dividono in tante categorie contrapposte: una è quella tra i gufi (quelli che la sera tirano tardi e la mattina hanno difficoltà a svegliarsi) e le allodole (quelli che la sera crollano ma la mattina presto non hanno difficoltà a svegliarsi).
Dalla nascita appartengo alla categoria delle allodole e non mi è mai dispiaciuto; che si tratti di arrivare in spiaggia all'alba o che si tratti di camminare in montagna prima che il sole sorga del tutto mi va benone (vabbé, se devo lavorare è un altro discorso).

Anyway, non è che trovi sempre compagnia per le mie levatacce, a parte il maritozzo che mi affianca volentieri sia al mare che in montagna. E anche costui, escluse le 2 suddette situazioni, se la dorme finché può, lasciandomi fare delle tristissime colazioni in solitaria.
Bè, da un po' di giorni ho trovato degna compagnia: Lapo si palesa prima del sorgere del sole. Un po' mangia, un po' sta lì a spiarmi da dietro il vetro, un po' c4g4, und so weiter. Tanto da farmi venire il sospetto che abbia deciso di stazionare qui anche durante la notte, dormiente in qualche anfratto mentre aspetta che qualcuno si alzi.

Gliel'ho detto anche lo scorso inverno: si faccia il nido qua se vuole, l'importante è che mi lasci almeno un'ora di tempo la sera per ridare dignità effimera a suon di acqua bollente aceto e bicarbonato a 'sto povero balcone, che somiglia sempre più a un pollaio.

15 dicembre 2013

3° edizione premio alta fedeltà

Il gran consiglio dei merli stagionali di Trento sud, presieduto da Sua Eccellenza Lapo, dopo attenta e scrupolosa valutazione ha eletto codesto balcone - all'unanimità e per il 3° inverno consecutivo - a luogo privilegiato per lo svernamento della suddetta tribù merlonesca, che quest'anno, come la sottoscritta ha potuto personalmente verificare, ammonta a n°6 individui: 3 maschi e 3 femmine, suddivisi in 3 coppie.

Lo ha comunicato la stessa Sua Eccellenza, che stamattina, con ben un mese d'anticipo sul suo solito calendario, si è presentata presso codesta sede accompagnata da un codazzo di suoi simili (la sua famiglia allargata, suppongo), di cui 5 esemplari sono ordinari cacasotto che in mia presenza stanno a debita distanza, mentre Sua Eccellenza ha ripreso con la consueta familiarità a ficcare il becco dapertutto e ad annunciare a viva voce il suo ritorno trionfale.


La parola alla vincitrice:
D.: si aspettava di vincere per il 3° inverno consecutivo il titolo di miss balcone più accogliente del circondario?
: grazie, grazie … ecco, veramente ci speravo tanto, ma non pensavo davvero che sarebbe successo ancora; e per far sì che tanta fiducia e affetto non siano mal riposti mi impegnerò ancora di più per onorare il titolo, diversificando per quanto possibile la già variegata offerta alimentare  (azz, mi tocca spalar guano fino a primaveraaaaa )

La parola a Sua Eccellenza:
D.: quali sono i motivi che l'hanno spinta a premiare ancora una volta proprio questo balcone, onorandolo della sua ambita presenza?


: ahò, e dove la trovo un'altra imbecille così brava persona che si prende cura di me e che si preoccupa di rifornirmi di cibo acqua e protezione in caso di pericolo?
Si vabbé, ogni tanto mi toccherà farmi fotografare nelle pose più idiote, dovrò sciropparmi ancora i suoi insulsi monologhi, a cui ogni tanto risponderò giusto per farle credere che la sto ad ascoltare, però vuoi mettere, che vita da beata merla che mi aspetta per i prossimi 5 mesi?



(ehm, e con queste belle prospettive concludiamo, arrivederci alla prossima)

13 dicembre 2013

Lyfi Alm e Peder-Stieralm

In caso di voglia di neve la val Martello penso che deluda raramente.

Facilissimo, non impegnativo ma appagante giretto che parte dal parcheggio della Enzianhütte - a 2050m ca - con la sterrata n.8 (Marteller Hohenweg), direzione Lyfi Alm (2165m); poi nel bosco col sentiero 35 direzione Pederstieralm, a 2250m, e da qui rientro al parcheggio col sentiero nel bosco n.39, che nella parte finale si ricongiunge alla sterrata n.8.
Visuali sempre spettacolari assicurate.

Lyfi Alm, apre dal giovedì alla domenica come punto ristoro

10 dicembre 2013

situazione nevosa e altre porcosità

Dalle parti della val d'Ultimo, precisamente Kircbergtal:





Poco sotto il passo di Rabbi:





Invece in val Rendena, zona Nambino, non c'è trippa né per gatti, né per cani:

affettuosa ed educata cagnolona che ci ha accolti calorosamente al rifugio Nambino

E in val d'Agola, zona Madonna di Campiglio:

lago di val d'Agola, 1588m


alcune cime del Brenta


A proposito della zona, anche qui, in pieno Parco, come se ancora non bastassero gli impianti già presenti, così si è sentenziato:
http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/11/20/news/giudicarie-si-al-piano-delle-polemiche-1.8148478

Si vedono già i primi turisti firmati dalla testa ai piedi, usati dai politicazzi locali come grimaldello per poter scassinare interi pezzi di territorio a oltranza, sempre fedeli al motto "finché ce n'è viva il Re, quando non ce n'è più viva Gesù".

Ché io non ho ancora capito se:
1) prima fanno indagini di mercato, rilevano che alla gente piace così, e dopo costruiscono 'ste cose

oppure se

2) prima costruiscono 'ste cose e poi con un bel martellamento pubblicitario e propagandistico riescono a farle piacere alla gente e a convincerla che è cosa buona e giusta

Non lo sapremo mai.

9 dicembre 2013

di de-generation in de-generation

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/12/05/news/la-fuga-di-ettore-finisce-in-dramma-ucciso-dai-vigili-1.8236996

L'atto è inqualificabile, ok, poi se è perpetrato da chi proprio non te l'aspetteresti  diventa ancora più vomitevole, ok, va bene ... ma la violenza, l'odio e i giudizi trancianti che trasudano dai commenti lasciano allucinati.

Da rileggermeli ogni qualvolta mi fustigo attribuendomi dosi anormali di isteria/nevrosi/carognaggine ( roba che - tra l'altro - il neurologo che segue la mia narcolessia non riesce proprio a ravvisare nei miei tratti caratteriali, bontà sua ).

[e comunque nel web scorrono sempre più liquami, per la serie "è la democrazia, evviva la democrazia" ]

7 dicembre 2013

Sul Giogo - am Joch (2405m)

Sbirciando verso i monti di Fundres dal casello autostradale di Bressanone il panorama è desolante: neve ce n'è pochina, ma il freddo di queste ultime notti fa intuire sentieri ghiacciati. I ramponcini son pronti a mordere.

Dopo l'abitato di Terento, in val Pusteria, seguendo le indicazioni per la Pertinger Hutte, abbiam trovato un bel parcheggio a quota 1540 ca.: destinazione il Giogo, in lingua locale Am Joch, alla ragguardevole altezza di 2405m. Panorami e visuali garantite, benché non a 360°.

Gelo in valle, tratti ghiacciati, in salita un po' di neve a volte dura e a volte bagnata, caldo in quota ma vento freddo in cima: il resoconto climatico di quest'escursione non ha nulla da invidiare alle mitiche previsioni di MeteoTrentino.
Gli ultimi 330 m, quelli che separano la Pertinger Hutte dalla cima, li trovo abbastanza ripidi e inibiscono la mia già scarsa voglia di metter mano alla macchina fotografica: in pessima forma faccio pessime foto, e pure poche

la croce in cima


e il cocuzzolo adiacente


il vento da nord sta spazzando le nubi e le cime


Una scia comica si specchia sulla parte inferiore dello strato di nubi: quelli lì staranno tramando un supergombloddo, un gombloddo nel gombloddo
[ quelli lì chiii? ]
[ quelli, quelli ...]
[ si, ma quelli quali???]
[ quelli, quelli ...]
[ ....................... ]



2 dicembre 2013

forse era meglio mai che tardi

Dozzinale raccogliere peperoncini in piena estate o in autunno, così son capaci tutti.
Per averli in dicembre invece ci vuole una sfig ... ehm, una maestrìa che in pochi possono vantare.
E io si che sono brava e originale, eh ...

Habanero orange decembrini, maturati dentro casa avranno una piccantezza mediocre, I guess.






Vabbé, quest'anno è andata così.
Ma non mi demoralizzo: l'importante con queste fetentissime varietà di peperoncino è avere aspettative zero, dopodiché quello che arriva di extra è tutto grasso che cola.
[mi tocca pure autopsicanalizzarmi per tamponare la delusione che mi han dato]

30 novembre 2013

In val Venegia - 2013

Solita doverosa capatina in val Venegia prima che si apra ufficialmente la stagione invernale con risalite e calate di barbari provenienti da tutti i punti cardinali.

Da Paneveggio verso la val di Valles, parcheggio a Pian dei Casoni (1670m ca), abbiamo risalito per intero la val Venegia sino ai 2200 ca della baita Segantini (chiusa).
Freddo becco: -12° alla partenza!!

La neve qui ha fatto sul serio.
Prima di noi solo una coppia di scimuniti, la cui flebile traccia abbiamo devastato con nostro sommo gaudio e con loro grande scornacchiamento (li abbiamo incontrati poco sotto la baita Segantini, e non sembravano molto contenti di vederci).

Invece il giovane cervo che ci siamo ritrovati all'improvviso davanti non si è agitato più di tanto: dopo averci scrutato un attimo ci ha voltato le spalle e mostrato il suo bel deretano chiaro. Non è la prima volta che ne incontriamo uno proprio in questa zona, a dimostrazione del fatto che questo angolo di Trentino è proprio il loro habitat naturale.


21 novembre 2013

sorry mia

Allora, in principio era il banditismo e i rapimenti
poi la siccità e gli incendi (o gli incendi e la siccità)
poi il cemento a gogò e i burlesconi (e per non farli sentire troppo soli si sono imbottite le carceri isolane con tutti i mafiosi d'italia)
ora il ciclone tropicale
mancano ancora un asteroide, uno tsunami, le cavallette, la peste, una bomba nucleare,
e magari anche i trent ...  ah no, questi non vengono

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/11/20/news/alluvione-in-sardegna-per-ora-i-trentini-non-partiranno-1.8147623

[oh, si fa per sdrammatizzare, cari i miei montanari permalosi peggio di me, ché anche se ogni tanto vi sfotto ve vojo bbbene    ]

[ apperò però, chissà che sorpresa sentirsi rispondere "ma no, grazie, non vi disturbate, riusciamo a fare da soli, ma grazie comunque" ]


*Nota: "si è abbassato il numero degli sfollati, passati da 2.700 a 1.700. Dopo l’emergenza della prima ora, infatti, un migliaio di persone sono rientrate a dormire nelle loro abitazioni, grazie anche al ripristino dei servizi e al lavoro dei soccorritori"

fonte* http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/20/alluvione-in-sardegna-gabrielli-contro-regione-e-comuni-su-allerta-meteo/783947/

19 novembre 2013

cose d'italia

(...)"Nte paisi chi trazzeri ca satanu ntall'aria
vennu surdati ru celu, ru mari
mannati ri quarcunu ca un s'arrisica a diri
ch'è 'u stessu putiri c'ammazza e c'aiuta"(...)

(Nei paesi in cui le strade saltano in aria
vengono soldati dal cielo e dal mare
mandati da qualcuno che non si azzarda a dire
che è lo stesso potere quello che ammazza e quello che aiuta)

[Agricantus - Viaggi dall'album Viaggiari]

http://grooveshark.com/#!/s/Viaggi/4K5DWV?src=5

17 novembre 2013

a spasso con lo svasso

Mentre aspetto e spero che Lapo torni a trascorrere l'inverno sul mio balcone, mi accontento di altri avvistamenti. Pochissimi, a dire il vero; a dispetto di un'intensa attività escursionistica, gli incontri con qualche animale selvatico son sempre più rari, o almeno così mi sembra.
Non vedo una volpe da non so quanti anni, mentre appena arrivati da queste parti, ormai 16 anni orsono, era un incontro piuttosto abituale. Mi dicono che in questi ultimi anni c'è stata di mezzo la rabbia che le ha probabilmente decimate.
E l'orso, dopo il primo incontro al cardiopalmo, sparito; e si che la popolazione è aumentata e dovrebbero esserci almeno una 40ina di mastodontici zuzzurelloni in giro (* fonte: http://www.orso.provincia.tn.it/binary/pat_orso/rapporto_orso/Rapporto_Orso_2012.1362642771.pdf   /nda il numero degli esemplari è riportato a pag. 20 )

Intanto ci è toccata una passeggiata in compagnia di uno svasso petulante che ci ha seguiti per tutto il lungolago; manco ci avessimo scritto "distributori automatici di cibo per pennuti " in fronte.

[Mi chiedo poi chi , tra tutti i volatili che svernano a queste latitudini, potrebbe aver mai sparso codesta voce diffamatoria ...]







16 novembre 2013

puntualizziamo

Questo il titolo di un pezzo apparso stamane sul sito de "la nuova sardegna":

"casta e sperperi, con i fondi pdl comprati 90 maiali"

*fonte  http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/11/16/news/casta-e-sperperi-con-i-fondi-pdl-comprati-90-maiali-1.8123456

e questo l'immediato commento del maritozzo, orgoglio dei miei neuroni:

han sbagliato! dovevano scrivere  "coi fondi Pdl comprati ALTRI 90 maiali "

Non fa una grinza.

15 novembre 2013

lungo la valle delle Stue

Nella parte occidentale del gruppo del Lagorai, proprio all'inizio della val di Fiemme, si trova questa bella valletta percorsa da una comoda strada forestale che sale alla malga Cazorga, nonché da alcuni sentieri che portano sui monti e i passi circostanti.

Il nome stue (che significa "chiuse") deriva dal verbo stuar (= fare stue, nel senso di fare argini), derivato probabilmente dal tedesco stauen (= arginare l'acqua).
E infatti la stua era un bacino artificiale in cui si raccoglieva il legname tagliato, che una volta accatastato veniva fatto scorrere a valle (*fonte: Le valli del Trentino - Trentino orientale;  di Aldo Gorfer).

L'avevamo sempre spiata dall'alto, tipo il sentiero 322 che dal passo Manghen arriva alla forcella Val Sorda, o dal sentiero 318 che dalla medesima forcella Val Sorda porta  alla forcella di Val Moena.
Stavolta siamo partiti all'attacco dal basso, esattamente dal Ponte delle Stue, a 1240m ca.
Avevamo in mente una tranquilla capatina al lago delle Stellune, che giace pacifico a quasi 2100m, proprio alla testata della valle delle Stue. La capatina è però fallita a causa di una nevicata (peraltro ampiamente prevista dai meteorologi, anche se se ne parlava per il pomeriggio/sera, non già in tarda mattinata).

12 novembre 2013

dejà vu

Ecco, sono andata a raccattare spezie in un negozio di alimentari asiatici, quelle bottegucce gestite da orientali o nordafricani che vendono di tutto un po'. Ce ne sono forse una decina in tutta Trento, e hanno tutti più o meno la stessa roba.
E andavo sbadata, così sono entrata a caso in uno di questi covi di aromi esotici.

Mentre pagavo entra un elemento che mi guarda con sorpresa (ero l'unico cliente), ma poi mi dice con chiaro accento basso-campano che lui è lì per salutare il suo "caro amico", perché "questa è brava gente, davvero brave persone".
Il tutto con addosso una frenetica e sospetta voglia di giustificarsi.
Il suo "caro amico" (il titolare) mi guarda un po' imbarazzato, io ritiro merce e scontrino e me la svigno.

Eh già, me la svigno, portandomi addosso un'angoscia spero immotivata, ma che mi pesa sullo stomaco peggio di un peperoncino morouga; perché d'improvviso mi ricordo di aver assistito ad una scena molto simile qualche mese fa, sempre a Trento, e sempre in un negozio il cui titolare è extracomunitario. Quella volta però i toni dei visitatori (2) erano stati molto meno affabili, e il mio disagio più pressante.
Anche allora la cosa mi aveva impensierita, ma presa dall'imminente partenza per il mare mi ero subito rifugiata tra le braccia di quella malattia che si chiama apatia civile(*) che a tutto fa soprassedere, e che però prima o poi ti sveglia brutalmente presentandoti puntuale un conto amaro o salato (sempre che nel frattempo non ti abbia già ammazzato).

A mettermi in allarme, ieri come l'altro ieri, è stata la similitudine con situazioni vissute anni fa, durante uno dei miei tanti viaggi a Napoli e dintorni.
Gli esattori della camorra entra(va)no nei negozi a volto scoperto, sicuri di sé, millanta(va)no rapporti ottimi e cordiali con i titolari della bottega, e poi ti guarda(va)no in un modo che lascia(va) intendere un inequivocabile invito a toglierti di torno, mentre loro tratta(va)no affari.

Chiedo a chi ne sa più di me se è azzardato ipotizzare che gruppi di sfaccendati -non necessariamente affiliati- si diano all'estorsione ai danni di commercianti extracomunitari, spacciandosi per pezzi grossi della malavita e approfittando del loro isolamento sociale.
La risposta è stata che non solo non è azzardato, ma è anche possibile e probabile. E mi ricorda che l'emarginazione sociale di interi gruppi (che magari provengono già da aree geografiche in cui la corruzione è di casa e pagare mazzette per star tranquilli non è considerato immorale) ne favorisce l'assoggettamento a chiunque abbia ambizioni da capobastone. La nostra mafia in giro per il mondo è attecchita grazie anche a queste situazioni.

Così mi son ricordata di un insignificante articolino letto qualche settimanella fa, roba che ancora una volta il mio cervello aveva rimosso in un nanosecondo:
http://www.questotrentino.it/qt/?aid=13990

[Notizie che peraltro circolano già da anni in certi ambienti, ma che stranamente fanno fatica a uscirne e a guadagnarsi un pubblico dibattito serio; quello fatto dagli esperti del settore però, possibilmente evitando che venga banalizzato dai soliti incompetenti che pontificano di cose di cui non hanno la minima cognizione]


(*) alcuni sintomi dell'apatia civile

  • chissenefrega, tanto non cambia mai niente
  • son tutti uguali da nord a sud
  • ah, ma io non son di qui, cazzi loro e che s'arrangino
  • son ben altri i problemi della gggente
  • e la magnadora de noantri, vuoi mettere, neh?
  • finché se la vedono tra di loro va benon
  • tasi, valà, 'sta roba da terùn qui non attacca miga, siam tirolesi noi, porc'oddio
  • mi ades vago in montagna, che bel

2 novembre 2013

doppio furto con maldestrezza

I nostri primi timidi approcci con l'Alto Adige son cominciati una decina d'anni fa.
In un peregrinare disordinato e casuale che ci ha portato a mirare alcuni dei paesaggi più belli mai visti prima, avevamo sempre ignorato, senza motivi palesi*, la parte sud-orientale di questa provincia, cioè quella che coincide con le Dolomiti. Quelle Dolomiti che di recente son state dichiarate dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

*Sesto senso, comincio a credere che il mio sesto senso sia qualcosa di reale e misurabile.

Questo è il resoconto di come ho scoperto quest'ottusangolo di Alto Adige, e di come il mio colon ne avrebbe fatto volentieri a meno.

Dunque, c'è voluta un'intera giornata libera ma deturpata da nuvolaglia per farci venire in mente di andare a curiosare verso l'Alpe di Siusi, la Seiser Alm in lingua tirolese. Che, urge ricordare, è Parco, e quindi lo si immagina tutelato dalla rapacità umanoide.
Benone.
Uscita Bolzano nord, direzione Alpe di Siusi; le indicazioni per una delle aree più famose e pregiate del mondo alpino non mancano di certo.

Il primo sentore di imbroglio l'abbiamo avuto appena superato l'abitato di Siusi, quando un bel cartello bilingue avvisa che la strada d'accesso all'altipiano è chiusa al transito automobilistico dalle 9 alle 17. Per accedervi durante questa fascia oraria occorre usare la funivia apposita; costo: 14 euro a cranio.

E se riusciamo ad arrivare prima delle 9 del mattino? Si può proseguire con l'auto sino all'agglomerato di Compaccio, situato proprio all'inizio dell'altipiano, nonché stazione di arrivo della suddetta funivia. Gratis? No, zozzo vandalo incivile che non sei altro, si paga il parcheggio. Quanto? 14 euro. E dagli.

Ma un bus, ci sarà un bus che porta fin lassù? Certo, l'Alpe di Siusi Express - Linea 10.
Costo del biglietto? 14 euro.
Prezzo fisso, insomma.
(fonte: www.alpedisiusi.info/it/info/una-vacanza-senza-macchina.html)

Le alternative pedestri ci sarebbero, prendendo qualche sentiero che parte per esempio da Castelrotto, o da qualche valletta laterale della val Gardena; bisogna però vedere se e dove si può lasciare l'auto, ed eventualmente il costo del parcheggio (magari ancora a 14 euro…).
Sempre che ne valga la pena, della qual cosa comincio a dubitare fortemente, perché quando cominciano a sparare certi prezzi e a porre certi limiti (vecchio trucco quello della presunta scarsa disponibilità, che serve ad aumentare sia il desiderio della merce che si vuol vendere, sia il suo prezzo) mi vien da pensare, da scettica malfidata qual sono, che qualcuno mi voglia rifilare una patacca spacciandomela per gioiello.

Ma è davvero un gioiello sensazionale 'sto posto? se è stato reso così difficile transitarci con un motore sotto il culo, come minimo ci si aspetta un ambiente paradisiaco iper protetto, dove le emissioni inquinanti sono bandite per sempre, e zero rumori, e zero cemento tranne qualche indispensabile struttura ricettiva, magari piccolina e ultramimetizzata nell'ambiente circostante, che chi è così bravo da riuscire a distinguerla nel paesaggio vince uno sconto, o una notte gratis, o un pasto tipico a base di prodotti genuini...

Invece no, sembrerebbe proprio una chiavica. Però venduta bene.
L'ho scoperto spulciando qua e là nel loro stesso sito (www.alpedisiusi.info), dove pullulano informazioni e immagini di cui vanno orgoglionamente fieri.

L'altipiano è disseminato di strutturame ricettivo vario (fonte: www.alpedisiusi.net/it/alpe-di-siusi/alloggi.html) piazzato lì da ditte sudtirolesi, autorizzate da sindaci e politici sudtirolesi  (I suppose).
Natürlich, i clienti di tutti quegli alberghi possono salire all'alpe senza pagare il dazio (forse perché già incluso nel prezzo del soggiorno), epperò io li immagino tantini, visto il numero delle stanze di cui ciascun albergo dispone. Vabbé.

Hanno scassato tutto, impiantato seggiovie a nord e a sud (fonte: www.alpedisiusi.info/it/estate/impianti-di-risalita.html) e ne è pure esibita con vanto la mappa, visibile qui www.alpedisiusi.info/it/inverno/sci-alpino.html).

Più una chiesa, che se esistesse davvero un dio serio l'avrebbe già incenerita a suon di fulmini.
(ammirabile a questo indirizzo http://www.proseiseralm.info/index.php?option=com_content&view=article&id=60&Itemid=118)

Roba da superare in fighezza persino gli ideali gloriosi di un qualsiasi italico imprenditore (di quelli stile cumenda lumbard, che andavano in voga negli anni '80).
L'avessero fatta i Walschen Schweine (porci taliani, come affettuosamente a volte ci chiamano) una roba simile, i sudtirolesi sarebbero saliti su con le bombe per far saltare in aria gru e betoniere, gridando allo scempio e alla violenza inflitta al loro sacro territorio dai cattivi invasori. Avrebbero tirato giù i santi e disseppellito i demoni dell'inferno per contrastarli. Invece, a parte i succitati 4 ambientalisti cacasenno, tutti tranquilli.

E si fanno pure pagare per mostrare il parto di cotanto senso estetico, come se avessero fatto una mirabolante opera d'arte, mentre dovrebbero essere loro a risarcire noi per averci ostruito il paesaggio e per aver avvilito l'unica vera opera d'arte che stava lì da prima che quella gente e i loro avi piantassero le fauci su questo pianeta.

Benedetto sia internet, grazie al quale ho evitato di regalarmi in futuro una giornata in quella zona.
Che poi, a vederla di persona, non mi sarebbero bastate tutte le lingue e i dialetti dell'universo cosmo per congratularmi coi responsabili, e io mal sopporto di non potermi esprimere perché a corto di parole.

28 ottobre 2013

think pink

Durante l'ultima passeggiata in val Tolvà voilà uno degli avvistamenti sempre più frequenti nel bucolico paesaggio trentino: 'a munnezz!!!
[se n'è parlato pure qui, e sono solo i dintorni di Trento]

Ma dai che questo bel sacchetto rosa faceva pure pendant coi fulgidi colori autunnali del bosco!
Che poi, quando siamo passati la mattina non c'era, l'abbiamo incontrato nel tardo pomeriggio; ergo era fresco fresco di abbandono, il piccirillo.

Allora, turisti in giro zero, campeggio della val Malène chiuso, chiusi anche i ristoranti nei paraggi, noi - benché terùn - 'ste porcosità non le facciamo, dunque chi mai sarà stato, guarda, non riesco proprio ad arrivarci …. azz, sarà mica un local??

Ma i tecnici della provincia, insieme alla suprema crema cervellotica che ha ideato il nuovo sistema di raccolta differenziata, han tutto sotto controllo, e soprattutto non han sbagliato una virgola.

26 ottobre 2013

lungo la val tolvà: laghetto degli asini e forcella regana

La val Malène, questa bella valle laterale della Valsugana, ad un certo punto si biforca dando origine a 2 belle vallette minori, la val Sorgazza e la val Tolvà. Entrambe si addentrano nel cuore del gruppo di Cima d'Asta, ma offrono molte altre possibilità di passeggiate ed escursioni nei paraggi.
Molto panoramica come zona, offre il meglio in autunno e inverno, a parer mio.

Carta Kompass 626 in tasca, partiti da Trento avvolti da un nebbione opprimente, accolti da un inaspettato cielo luminoso sull'altopiano del Tesino.
Partiti da un parcheggio a 1200m, abbiamo percorso tutta la val Tolvà col sentiero 338 che porta sino alla forcella Regana, concedendoci una breve deviazione a est sul 382 per andare a spiare il laghetto degli asini.



22 ottobre 2013

sul Ruioch - 2415m

Dal passo del Redebus sino al passo Polpen (1939m), poi su sentiero senza numerazione, infine su traccia da caproni.
Oppure dalla malga Stramaiolo seguendo le indicazioni per il rifugio Tonini e poi su sentiero n. 340.
Carta escursionistica Kompass 621.

Il nome è azzeccatissimo e di facile individuazione; da roh ioch o rauh ioch: ioch, termine palesemente germanico che significa dosso o giogo; mentre roh in lingua tedesca significa aspro, e rauh significa ruvido (anche nel linguaggio figurato).

Pietroso e aspro lo è da entrambi gli accessi principali, sia che si parta dalla malga Stramaiolo coi sentieri 443 e 340 passando per il rifugio Tonini, sia che si salga per il sentiero senza numerazione dal passo Polpen.

È uno di quei posti in cui è meglio non andare se ci si sveglia già stanchi e con scarse possibilità di riuscire a mettere correttamente un piede davanti all'altro. Non è una passeggiata come può sembrare guardando solo la carta. Se poi ci si aggiunge un po' di neve ghiacciata allora è proprio il caso di valutare se è meglio starsene a casa ad escursionare in balcone tra i fiori o esplorare il frigorifero.

Desolante il percorso, accidentato, blocchi in cresta a volte esposti, richiede più attenzione del previsto.

l'ultimissimo tratto per la cima, su pietroni insidiosi e resi scivolosi dalla neve

19 ottobre 2013

Knödeltag alla Radlseehütte

Per arrivare a questo bel rifugio ho già scritto qui.

Allora il Knödeltag aveva attirato la nostra ingordigia, così ci siam tornati come ci eravamo ripromessi.
Novità: la neve; per salire al Königsanger siamo sprofondati diverse volte in vari punti.

lago e rifugio

11 ottobre 2013

coi vostri soldi, grazie

Ho messo le mani sul prospetto cartaceo del programma culturale anno 2013/2014 dell'Università della terza età di Trento, ma è disponibile anche il link alla versione online.

A pag. 4 è scritto che "le attività culturali realizzate presso la sede di Trento godono di un contributo finanziario del comune di Trento; l'istituto riceve inoltre un contributo provinciale ai sensi e per gli effetti dell'art. 8 della legge provinciale 6/1992"

A pag. 102 si specifica che l'iscrizione ai corsi costa 84 euro, ma per alcuni si devono sborsare ulteriori soldi. Solo qualche esempio di spese extra: occorre aggiungere 11 euro se si intende iscriversi ai corsi di educazione motoria, e 200 euro per ciascun corso di lingue.

9 ottobre 2013

i giorni del piccaminoso

Poiché le mie pelandrone in balcone sono ancora a questo stadio ...

haba orange


30 settembre 2013

il dioporco diventa transnazionale

Orsù, chi di noi razzist-nazionalist brucianti di amor patrio non ha mai detto che gli stranieri che vengono a vivere in itaglia si devono adeguare alle nostre usanze, e non noi alle loro?
I comunisti insolenti alla Travaglio sostengono che molti extracomunitari hanno subito imparato questa clausola, e appena arrivati si son dati con passione al delinquere; epperò lì cascano, gli ingenui! Non gli entra in testa che si devono affiliare alla nostra mafia, che sia quella con sede a roma o quella con sedi periferiche, e non mettersi a fare gli imprenditori  in proprio.

L'adeguamento poi deve passare anche per la lingua; non l'itagliano, che quello non siamo capaci neanche noi, ma il dialetto che vige nel raggio di quei venti km quadrati in cui intendono stazionare, eccheccazz.

29 settembre 2013

alla Radlseehütte e sul Königsanger (Rifugio lago Rodella e monte del Pascolo)

Trento - Chiusa - Latzfons - parcheggio Kühhof (1550m)

Sentieri 14 - 10 - 7 - 5 - intermezzo caccoso -13

Partenza in mezzo alla nebbia, cammino in mezzo alla nebbia, trafitti da un raggio di sole sul Königsanger/monte del Pascolo, ed è subito nuvolaglia; tratto finale nella cacca. Figo, no?
Ovvio che l'idea di arrivare alla Lorenzischarte/forcella S. Lorenzo e da lì scendere in val Scaleres/Schalderertal per vedere i laghi Gelati/Schrüttenseen sia naufragata tra le nebbie e il tanfo di letame.
[e li mortacci di tutti i siti meteo che avevano dato foschie basse nelle prime ore del mattino ma in “rapido dissolvimento” durante il giorno; rapido §tùk@22*]

Fradici dopo aver camminato per 2 ore in mezzo alla suddetta, abbiamo trovato rifugio (è proprio il caso di dirlo) alla Radlseehütte/rifugio lago Rodella, dove abbiamo fatto una lunga sosta nella speranzosa attesa che il sole uscisse.

Radlseehütte, 2284m


22 settembre 2013

news amare

La notizia della prematura morte di Mario Dadomo è comparsa su tutti i forum degli amanti del peperoncino, portando comprensibile sconcerto e sbalordimento.

Chiunque ad un certo punto della propria vita si sia messo a cercare in rete informazioni su varietà insolite è approdato sul sito dell'azienda Stuard ed è entrato in contatto con questo bel Signore.

A me è capitato nell'autunno del 2009. Prima una mail, poi un paio di telefonate, poi l'incontro di persona in azienda e l'acquisto dei miei primi, amatissimi habanero chocolate e naga morich. Com'è finita poi, chi mi conosce bene lo sa: dallo stravolgimento dell'arredamento in balcone alla conseguente introduzione del peperoncino in tutti i miei menù quotidiani.

Davvero un Signore come non se ne incontrano più: competente, appassionato, paziente con i neofiti, pacato, modi garbati, se ne intuiva una certa serenità di fondo.

Brutta perdita per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarlo e ascoltarlo anche solo una volta.

21 settembre 2013

sulla Kassianspitze (cima s. Cassiano)

Trento  - Chiusa/Klausen - Latzfons - parcheggio Kaseregg 1950m ca
Sentieri 15  1  9 ( ma quest'ultimo sul posto è contrassegnato col numero 17 )

Dopo le estive salite strappatendini, finalmente una passeggiata/escursione molto leggera: meta il rifugio Latzfonser Kreuz (2310m) e la panoramica Kassianspitze (2580m).
Consci che son posti abitualmente affollati, decidiamo di partire presto. 

a sx la Samspitze 2563m, al centro la Kassianspitze 2580m, a dx il Ritzlar 2528m

Impressionante lo sfoggio di poveri cristi inchiodati alle croci incontrati lungo il cammino. Il primo lo troviamo a 2342m, subito sotto la cima del Jocherer Berg (Monte del Passo); il secondo all'interno della famosa cappelletta adiacente il rifugio, e vabbé; il terzo poco distante dal rifugio; il quarto sulla Kassianspitze; il quinto sul vicino cocuzzolo della Samspitze.
Trovo in questa pedante ostentazione di religiosità qualcosa di nevrotico, cioè l'esatto contrario di quella serenità che la religione dovrebbe infondere nei suoi seguaci. Invece sembra proprio che qualcuno, molto ipocrita e con notevoli sensi di colpa, sia ossessionato dalla croce e la voglia dapertutto, certo in cuor suo che se non ce l'ha sempre davanti agli occhi in ogni occasione della sua vita si discosterà all'istante dalla retta via. Bah.

l'interno della cappella


15 settembre 2013

ai Spronser Seen (laghi Sopranes) da Pfelders (Plan)

Trento - Bolzano - val Passiria - Moso in Passiria - Pfelders 1628m
Sentieri 6 22 7

La prima volta che abbiamo avuto il privilegio di vedere questi, che a mio avviso sono i più bei laghi dell'Alto Adige, ne avevamo mancati  3.
Saliti da Dorf Tirolo con la funivia Hochmut, eravamo arrivati al Pfitscher See (lago di Vizze), al Kaser Lake (lago della Casera), al Mückensee, al Grünsee (lago verde), al Langsee (lago lungo) e dopo un'ulteriore salitina agli ultimi 2, i Milchseen. Non ce l'avevo fatta a vedere i laghi situati sotto il Spronser Joch (forcella Sopranes - 2581m), causa stracciamento estremo e orario troppo restrittivo della funivia.

Sicché stavolta siamo partiti da Pfelders, in totale autonomia e risparmiandoci pure 250 metri di dislivello. Abbiamo percorso tutta la Faltschnaltal col comodo sentiero n.6 che parte dal minuscolo abitato di Pfelders, siamo passati per il Faltschnal Joch (2417) e da lì in mezz'oretta (stando bene attenti a non scivolare su tratti già ghiacciati!) siamo arrivati allo Spronser Joch (2581m), sempre su comodo sentiero.
Da qui siamo scesi fino ai 2338m del Grünsee, dove abbiamo incontrato il sentiero 22 che ci ha portato ai 2377m del Langsee, poi col sentiero 7 siamo arrivati ai 2540m dei 2 Milchsee.


7 settembre 2013

al Waldner See (lago della selva) - Prettau

Trento - Bressanone - val Pusteria - valle Aurina - Prettau
Sentieri un po' incasinati: 16A che poi diventa 16B,  15B che diventa 16B, poi 15A che diventa 17, poi 17 che ridiventa 16A e poi boh! non mi ricordo più. Indispensabile mappa.

Prettau, ultimo paesino della valle Aurina con stazione dei Carabinieri. Devo dire che la visione della loro caserma ci ha dato un non so che di rassicurante, tipo "almeno se ci incendiano l'auto sappiamo a chi chiedere conforto".
Le nubi basse ci accompagneranno per tutta la mattina, impedendoci di ammirare il panorama intorno. Troveremo un'altra occasione, si spera.

Il sentiero per il Waldner See lo troviamo quasi subito, poco dietro il casone del municipio.
Dai 1450m di Prettau ai 2068m della malga Waldner ci sono 600m di dislivello quasi tutti nel bosco, e son ripidissimi. Ho ancora un po' di stanchezza accumulata durante l'ultima escursione di 2 giorni fa al Furkelsee, e a momenti mi sembra di non farcela. Ma è solo il caldo fastidioso: alla Waldner Alm c'è una bella brezza, e dopo breve sosta ristoratrice riparto più o meno dignitosamente.


5 settembre 2013

Sesvenna See, Furkelsee, e sulla cima Schadler (2948m)

Trento - Bolzano - val Venosta - Schlinig (Slingia -1738m)
Sentieri 1 e 5  - dalla fuorcla Sesvenna (2824m) alla cima Schadler (2948m) solo tracce.

Non ho ancora deciso come catalogare questa escursione, perché i laghi son stati un po' al di sotto delle mie aspettative, il paesaggio pure, ma il panorama dalla cima del Schadler è un Signor Panorama.
Resta un posto in cui probabilmente non tornerò, non in estate, almeno.

Dal paesone di Schlinig (Slingia, 1738m) parte il sentiero n.1 con l'indicazione Sesvenna Hütte. Dapprima su asfalto, poi, subito prima di raggiungere la Schlinger Alm (1868m) su comodo sterrato.
Pure troppo comodo: di buon mattino girano già dei bikers, e saranno solo un assaggio delle centinaia di maleducatissimi bicidotati incontrati nel tardo pomeriggio, durante la discesa.

Nei paraggi della Sesvenna Hütte ci sono dei tronchi intagliati con fogge artistiche.



28 agosto 2013

il sonno del capsicum non genera mostri (purtroppo!)

 
giusto un sospetto di fiorellino, ma per il resto nada de nada: hanno solo ciucciato concime a sbafo e prodotto bellissime foglie verdi, che quasi quasi me le fumo.
Per giunta le abbondantissime piogge notturne le hanno pressoché annegate, dunque quest'anno i peperoncini tosti rimangono confinati nei miei sogni.

L'Habanero chocolate, rigoglioso ma piegato dall'eccesso d'acqua:

Habanero Chocolate


21 agosto 2013

al Timmels-Schwarzsee (Lago Nero del Tumulo) e alla Schneeberghütte (S. Martino Monteneve)

Trento - Bolzano - Merano - Val Passiria - strada per il passo Rombo - ponte di passo Rombo (Timmelsbrücke) 1750m ca
Sentieri 30, 29

Il lago che da più di un anno stava  in cima alla mia wishlist è entrato finalmente a far parte  dei miei album fotografici, e ci si è piazzato di prepotenza ai primi posti.
Percorsa tutta la val Passiria, qualche km prima del passo Rombo abbiamo lasciato l'auto al Timmelsbrücke (1760m ca)  per inoltrarci col sentiero n.30 nella valletta percorsa dal rio Passer. Già prima di raggiungere la Timmelsalm (Malga del Tumulo, a 1960m) noto nubi nere diffuse e un velo bianco sui monti di confine, ma le previsioni meteo avevano dato tempo in veloce miglioramento, quindi proseguiamo fiduciosi.
Beato ottimismo da giovinastri.

Timmelsalm (Malga del Tumulo, a 1960m) 


12 agosto 2013

sulla cresta del frate (gruppo del Rava)

Causa previsioni di traffico intenso con conseguenti code autostradali, abbiamo deciso di restare un po' più vicini a casa e approfittarne per compiere una volta per tutte un giro sempre rimandato: la famigerata Cresta del Frate, in quel dei monti di Rava.

Sentieri 332 - 332b (alta via del granito) - 366b - 366 - 328

Partenza dalla località Tedon, in val Campelle, a quota 1360m. Ci inoltriamo nella val Caldenave che il sole ancora non è sorto completamente e fa quasi freddino. Meglio così, l'ultima volta che tentammo questo giro fu un disastro proprio a causa del gran caldo patito.


l'arrivo al rifugio Caldenave, 1790m ca


7 agosto 2013

Eisbruggsee (lago ponte di ghiaccio)

Trento → Bressanone → Valle Aurina → Valle Selva dei Molini  → Lappago → lago di Neves (1856m) → parcheggio 4 €
Sentieri: 26A e 13

Prima considerazione: il nome Ponte di Ghiaccio, che indica sia il rifugio che il lago poco distante, non deve trarre in inganno. Cioè, non si deve necessariamente pensare che questi siano posti freschi; se sull'Europa intera arriva la caldazza africana, è sicuro che arriva anche qui, e non c'è ghiaccio che tenga.

Seconda considerazione: il sentiero n.26A che dal lago di Neves porta al rifugio Edelrauthütte (rifugio Ponte di Ghiaccio) attraverso la Pfeifholdertal (Valle della Pipa) era disseminato di fazzolettini, cicche di sigarette, piccoli imballaggi vari, 1 sacchetto di carta del pane, 1 bottiglietta di gatorade + scarti di medicinali (!).
Il fatto che il parcheggio al lago fosse pieno di auto con targa italiana è solo una zozza - molto zozza - coincidenza, of course.


la segnaletica poco oltre il parcheggio


3 agosto 2013

merenda boscaiola


Nel sottobosco si vedono ancora tantissime fragoline, che apparentemente non interessano alcuno perché stanno appassendo.

Non so come sia regolamentata esattamente la raccolta dei frutti di bosco, ma sospetto che ci sia un limite all'arraffamento. Quindi, se non si ha voglia di scassarsi le corna cercando di reperire informazioni chiare e sensate, e soprattutto per non incorrere in multe e/o figure barbine, è meglio disfarsi della prova del reato in loco.
Ergo, si va a fare la passeggiatina pomeridiana a pancino semivuoto, come quando si va a qualche sagra sapendo che si finirà con l'ingozzarsi a schifìo.

Io, nota snob schizzinosa, con vibrante spirito di sacrificio ho dato un senso all'esistenza di tutte queste povere fragoline ignorate dai più: solo questo pomeriggio ne ho raccattato e ingurgitato almeno 4 etti.
E codesta gozzoviglia va avanti da un mesetto: finora, in giro per i boschi della provincia, ne avremo spazzolato minimo minimo un paio di kg.

Con tanti cari saluti a quella azienda così brava a vendere il proprio marchio sul mercato dei piccoli frutti, e che a nostro modestissimo e soggettivissimo parere rifila della roba inodore e insapore (quando non è aspra...), ma così ben curata nell'estetica e nel confezionamento da sembrare quasi vera.

1 agosto 2013

ai laghi Grindlersee e Weitenbergsee


Trento → Bressanone → val Pusteria → Vandoies → Val di Fundres → parcheggio a 1500m,  poco prima del villaggio di Dun.
Sentieri 19 - 20 - 17 - 19



Dopo il parcheggio, percorso un breve tratto in salita su asfalto, imbrocchiamo sulla sinistra il sentiero 19 che si inoltra nella Weitenberg (valle di monte largo), direzione Grindler See. Ci sono 8°, temperatura ottima per una ascensione che, secondo tutte le previsioni, durerà circa 3 h.
Nel primissimo tratto iniziale non siamo soli.


29 luglio 2013

on these, the hottest days

Limitare gli sforzi intensi mi sta bene (e chi si azzarda a salire anche solo di 200m con 'ste temperature? solo fanatici e cultori del protagonismo, credo)
Limitare i superalcolici anche (tanto non mi piacciono)
Limitare l'introito di calorie e privilegiare cibi leggeri = uff

Al rifugio Carlettini in val Campelle (che poi tanto rifugio non ci è sembrato, essendo più simile ad un bel ristorantino), abbiamo sperimentato:



26 luglio 2013

ai Kofler Seen, Napfen Lacken, Klammlsee (val di Tures)

Sveglia h. 4.30, partenza in stato comatoso.

Trento A22→ uscita A22 Bressanone → Valle Aurina → Riva di Tures → parcheggio a quota 1590, poco fuori del paese.
Sentieri 8A, 9A, 9.

Il primo contatto umano comincia presto: appena avviati lungo il sentiero 8A, con le facce immerse nell'enorme Kompass 082, si accosta in auto un arzillo signore del posto, gioviale e sorridente (!!), che prima di tutto ci saluta (Grüβ Gott!) e poi ci domanda se abbiamo qualche problema di orientamento.
Convintosi che forse abbiamo capito chi siamo e dove vorremo andare, ci lascia con un cenno della mano.
Il secondo contatto semi umano avviene subito dopo: un bel cagnone beige ci raggiunge e ci sorpassa, ma ci terrà compagnia a fasi alterne sino alla Obere Kofleralm (2190m ca), dove ci mollerà ignominiosamente per aggregarsi ad un altro gruppetto di escursionisti evidentemente più veloci di noi.

il pullman di pulci non ha voluto essere fotografato di faccia


20 luglio 2013

sui sentieri della Balkof (val Cava) e limitrofi

Ancora in questa laterale della val dei Mocheni, la Balkof (val Cava), per una veloce camminatina, in una giornata in cui si prevedevano solo tuoni, fulmini e acqua a secchiate. Col sentiero n. 324 che passa poco sotto malga Pletzn risaliamo la solitaria valletta fino a trovare l'incrocio che ci indica sulla sx il sentiero per il lago di Erdemolo.

Hoabonti a sx e Gronlait a dx, visti dal sentiero 324; in mezzo il Passo Portella, da cui scenderemo