21 novembre 2012

sul Portule (2308 m)

Giovedì 15 sulla cima che non era in programma.
Giunti in val d'Assa da Lavarone - e temendo di navigare per il terzo giorno consecutivo in mezzo alle nebbie umide - raggiungiamo il rifugio Larici (1650 m) pensando di salire al massimo alla vicina cima Larici (2033 m).
Al parcheggio ci sono 2 bei signori veneti che si accingono alla loro passeggiata, il loro saluto cordiale e caloroso ci mette di buon umore; e poi la giornata si annuncia serena, ma soprattutto sgombra da nuvolaglie.
Col sentiero 825 arrivare a cima Larici è una barzelletta troppo facile.

a ovest il Caré Alto comincia a fare capolino


Sulla cima incontriamo un cacciatore, anche questo gentile e cordialissimo. E' simpatico, anche perché nel carniere non ha prede ma sembra ugualmente soddisfatto della sua giornata. Ci illustra orgoglioso le sue montagne del vicentino, ci consiglia qualche giro, ci dice che per salire al Portule occorrono altre 2 orette. A noi basta davvero poco per convincerci a proseguire, e siccome è presto e la giornata è sempre più luminosa, decidiamo che la salita al Portule si può benissimo fare. Ci impiegheremo meno delle due ore pronosticate, benché il tratto finale sia ripido e la stanchezza dovuta alle camminate dei 2 giorni precedenti un po' si fa sentire.

in vista della cima, ultimi 300 metri di dislivello



uno sguardo all'indietro: il triangolo scaleno di cima Manderiolo, poi cima Larici e il monte Erba



ormai siamo arrivati: monte Kempel si può considerare l'anticima del Portule



prima ci soffermiamo a osservare monte Trentin e cima Dodici



il panorama dietro



poi la desolata distesa di Campo Gallina, alle falde del monte Trentin, verso l'Ortigara; famigerato teatro di guerra durante il primo conflitto mondiale del '15/'18



verso cima Portule: neve ancora dura e ghiacciata, si va di ramponcini onde evitare voli non previsti



la croce di vetta, a 2308m



dalla cima si vede di tutto un po'



il Cevedale



Fravort (a sx) e Gronlait (a dx)



Hoabonti



ancora Monte Trentin e cima Dodici, il versante che dà sulla Valsugana



foschie a sud


Scendiamo col sentiero 826 che porta all'agritur malga Larici, poco distante dall'omonimo rifugio presso cui abbiamo parcheggiato la fedele arrampicatrice.

il Portule visto dallo spiazzo dell'agritur: sembra incredibile, ma solo poche ore prima eravamo lassù



agritur malga Larici (1625 m)

L'agritur è chiuso, ma c'è un gruppetto di rumorosi avvinazzati (probabilmente anche questi cacciatori), che ci chiama a gran voce per condividere con loro i fiaschi di rosso. Decliniamo gentilmente l'invito, sperando che non si offendano.
Qunado arriviamo al rifugio Larici è pomeriggio, e - sorpresa - incontriamo di nuovo i due signori visti la mattina. Hanno concluso anche loro con gran soddisfazione un giro su cima Manderiolo, così per qualche minuto ancora chiacchieriamo e ci scambiamo informazioni sui rispettivi percorsi.
Curioso che queste socializzazioni ci càpitino spesso in Veneto, e addirittura in Alto Adige con tirolesi di madrelingua tedesca, mentre in Trentino è più facile che ciascuno vada dritta per il proprio sentiero (alcuni addirittura correndo) scambiandosi a malapena un saluto. Bah ...

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