22 novembre 2012

Stoanerne Mandlen (Col degli Ometti)

Non racconterò della passeggiata sull'Altissimo di Nago fatta venerdì 16, non perché non sia stata piacevole o perché il posto sia orribile, ma perché francamente non mi ha ispirato nessun particolare pensiero. D'altronde c'ero stata ben 14 anni fa, e già allora non avevo trovato niente da dire. E' una facile cima con vari punti di accesso tutti più o meno abbordabili senza particolari doti atletiche, offre un punto d'osservazione molto panoramico, bella vista sul Garda e sulle alpi bresciane ... insomma, le solite cose che si possono leggere un po' ovunque.

Non starò neanche a spiegare cosa sono gli arcinoti Stoanerne Mandlen: lo fanno benissimo altri, qui.
Dico solo che le due parole richiamano immediatamente i sostantivi inglesi "stone" e "man", già di origine germanica; chi conosce un minimo di inglese non faticherà a capirne il significato.

Non c'eravamo mai stati prima ma sappiamo che il giro è facile e poco impegnativo, e - vista la smagliante forma fisica  - sabato 17 torniamo in Val Sarentino.
Assonnati come 2 ghiri che si son persi il letargo, parcheggiata l'auto poco lontano dalla baita Sarner Skihütte (1618 m), deambuliamo sonnecchiosi lungo il sentiero n.2, schivando non si sa in virtù di quale dote paranormale i lunghi e insidiosi tratti ghiacciati.









Auener Alm - 1796 m


Arrivati all'Auen Joch ( Giogo dei Prati, 1924 m) ci svegliamo, finalmente; il sole c'è tutto.



I pinnacoli si intravedono già, ma visti da vicino, sotto il sole reso abbacinante dal po' di neve intorno, fanno la loro bella figura.

verso la Wetterkreuz (croce del tempo)



Stoanerne Mandlen (Col degli Ometti) 2000m ca







come facciano a non crollare a terra nun zo







picco Ivigna (sx) e punta Cervina (dx)


Quando arriviamo non c'è nessuno, ma quasi subito ci raggiunge una coppia di sudtirolesi; il luogo deve avere senz'altro qualcosa di magico, perché socializziamo ed entriamo in sintonia in un nanosecondo. Io parto con il mio tedesco scolastico, salvo scoprire subito che loro son capacissimi di parlare un perfetto e variegato italiano, molto, ma MOLTO meglio di tanti italiani. Tra le varie cose che mi hanno raccontato quello che più mi ha fatto piacere è stato scoprire che sono amanti e frequentatori assidui della Sardegna, capaci di apprezzarla e rispettarla come solo i popoli germanici sanno fare (e sempre molto, ma MOLTO meglio di tanti italiani). A 2 persone così carine non potevo non dare dritte su spiagge degne della loro curiosità. E poiché capiscono che il loro amore per la Sardegna è pari al mio per l'Alto Adige, mi consigliano qualche bel giretto da fare in futuro, quando sarà ancora estate.

Dopo la lunga e proficua chiacchierata noi proseguiamo verso la Möltner Kaser, seguendo un tracciato senza numerazione, che però ci hanno descritto dettagliatamente i 2 bei tipi.





ancora ghiaccio insidioso



Möltner Kaser - 1760m ca


Da qui seguiamo le indicazioni per il rifugio Merano.
















E in un'oretta siamo di nuovo all'Auen Joch.

Auen Joch (giogo dei prati) - 1924m ca

La tentazione di divagare verso il rifugio Merano era forte, ma - ahinoi - non disponendo di nessuno che facesse la spesa finesettimanale in nostra vece, a malincuore siamo tornati a prendere la fedelissima per rientrare a Trento, giusto in tempo per acquistare almeno un tozzo di pane per il giorno dopo. Divagheremo il giorno dopo, altrove.
Intanto la lista di luoghi da vedere in Alto Adige si allunga paurosamente, tale da farmi venire il sospetto che non ce la farò mai a esaurirla.

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