20 novembre 2012

laghetto del pisorno o d'arzon

Mercoledì 14, ovvero il giorno in cui ho creduto che ci sarebbero spuntate le branchie per la definitiva trasformazione da esseri  - ehm - umani a anfibi.
Dopo 5 anni torniamo dalle parti della val Lozen, precisamente al lago di Calaita (1600m ca); col sentiero 347 ci incamminiamo verso cima d'Arzon (2300 m ca).
Terreno totalmente fradicio da inizio a fine passeggiata, vuoi per la pioggia non assorbita, vuoi per le nevi in via di scioglimento: un acquitrino completo, nel quale ci siamo impantanati a più riprese, e che alla fine abbiamo subito tutto con rassegnazione. Acqua di sotto, di sopra, e tutto intorno.
Per la maggior parte della salita siamo stati avvolti dalle nebbie e abbiamo così ammirato una fantasiosa beata mazza; qui un brevissimo sprazzo di sereno:









In vista della cima d'Arzon il cielo era limpido, ma dietro di noi il nebbione fantozziano galoppava per raggiungerci.



laghetto Pisorno, o anche lago d'Arzon, 2217m ca: quasi interamente congelato



 verso la cima d'Arzon, sguardo sulla valle del Primiero infestata dalle nebbie


Da qui in poi tratto un po' ripido coperto di neve ghiacciata e scivolosissima. Il sentiero per cima d'Arzon prosegue poi sul versante occidentale, e per fortuna era in pieno sole e pulito.


verso sud-est, monte Pavione (forse...)



verso cima Folga



 le cime di Bragarolo, Lagorai orientale



cima Cece, 2750m ca, la più alta di tutta la catena lagoraiana



un'iridescenza che somigliava ad un parelio, visto sopra la forcella Folga



Qualcosa spunta dalle nebbie: un pezzo del gruppo delle Pale di s. Martino: in basso una piccola pozza d'acqua che quasi certamente fa parte del biotopo della val Pisorno.




Bella zona, boscosa al punto giusto, per poi diventare, in quota, panoramicissima, nebbie permettendo.

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