30 novembre 2012

cose di casa da pazzi

Mentre io per una settimana me ne andavo a zonzo per cime pensavo incupita che la montagna più temuta e difficile da scalare ce l'avevo a casa: la roba da stirare, che aumentava a vista d'occhio giorno dopo giorno.
E' stato così che mi son ricordata di quello che mi aveva suggerito tra il serio e il faceto l'amico giapponese durante il nostro ultimo incontro: " mai sentito parlare di extreme ironing? è uno sport diffuso anche in Giappone: c'è gente che va a stirare in montagna.... ".
Più incuriosito di me stavolta è stato il maritozzo, che subito si è informato (chissà perché).
E non sono le solite cose da folli nipponici, no; la pazzia stavolta è tutta british.

Dal sito ufficiale  :
" (...)When mild mannered Phil returned home after a long day in the knitwear factory, the last thing he wanted to do was start on a pile of ironing. The sun was shining and Phil preferred the idea of an evening out pursuing his (somewhat unsuccessful) hobby of rock climbing. Then it occurred to him to combine these activities into an extreme sport - the result: extreme ironing. (...)"
[ traduzione molto casareccia: quando il mite Phil tornò a casa dopo una lunga giornata in fabbrica, l'ultima cosa che voleva fare era mettersi a stirare. Il sole splendeva e Phil preferiva l'idea di una serata fuori casa per cimentarsi (a volte senza successo) nel suo hobby: l'arrampicata. Così gli venne in mente di combinare queste 2 attività in un unico sport estremo - risultato: stiratura spericolata ]

Ci sono anche molte foto a certificare come ormai la parte più tecnologicamente evoluta dell'umanità abbia imboccato la strada del delirio totale. Una tra centinaia:


foto tratta da : http://www.extremeironing.com/modules.php?op=modload&name=FAQ&file=index&myfaq=yes&id_cat=7&categories=History&parent_id=0&POSTNUKESID=4e1708c4faadb011c4f9b8970e858dc4

Non ho capito dove attaccano la spina del ferro, e se oltre a portarsi sul groppone zaino, sci, asse e ferro da stiro, si portino anche una sorta di generatore. Boh.
Ma va a ciapà i ratt !!!

[ EDIT: il sito ufficiale www.extremeironing.com risulta irrangiungibile da ieri sera (!). Allora altre info - in english - qui ]


28 novembre 2012

su cima parì

L'avevo scrutata-valutata-fotografata venerdì 16 dalla cima del monte Altissimo di Nago; " muy bien " mi ero detta " non c'è neve, finalmente uno di questi giorni possiamo salirci e ammirare il tanto decantato panorama da lassù ..."
Così ci prepariamo, con calma, sabato 24. La salita dovrebbe essere facile, il dislivello più che abbordabile. Partenza da Trento, arrivo in val Concei, direzione malga Trat, parcheggio a 1500m, sento un freddo strano nelle ossa, prime imprecazioni contro l'inverno imminente, vabbé, saliamo.



23 novembre 2012

in val martello

Esplorazione nella sconosciuta val Martello, domenica 18 chiudiamo alla grande una settimana extra di vacanza.


il comitato di accoglienza :)

22 novembre 2012

Stoanerne Mandlen (Col degli Ometti)

Non racconterò della passeggiata sull'Altissimo di Nago fatta venerdì 16, non perché non sia stata piacevole o perché il posto sia orribile, ma perché francamente non mi ha ispirato nessun particolare pensiero. D'altronde c'ero stata ben 14 anni fa, e già allora non avevo trovato niente da dire. E' una facile cima con vari punti di accesso tutti più o meno abbordabili senza particolari doti atletiche, offre un punto d'osservazione molto panoramico, bella vista sul Garda e sulle alpi bresciane ... insomma, le solite cose che si possono leggere un po' ovunque.

Non starò neanche a spiegare cosa sono gli arcinoti Stoanerne Mandlen: lo fanno benissimo altri, qui.
Dico solo che le due parole richiamano immediatamente i sostantivi inglesi "stone" e "man", già di origine germanica; chi conosce un minimo di inglese non faticherà a capirne il significato.

Non c'eravamo mai stati prima ma sappiamo che il giro è facile e poco impegnativo, e - vista la smagliante forma fisica  - sabato 17 torniamo in Val Sarentino.
Assonnati come 2 ghiri che si son persi il letargo, parcheggiata l'auto poco lontano dalla baita Sarner Skihütte (1618 m), deambuliamo sonnecchiosi lungo il sentiero n.2, schivando non si sa in virtù di quale dote paranormale i lunghi e insidiosi tratti ghiacciati.



21 novembre 2012

sul Portule (2308 m)

Giovedì 15 sulla cima che non era in programma.
Giunti in val d'Assa da Lavarone - e temendo di navigare per il terzo giorno consecutivo in mezzo alle nebbie umide - raggiungiamo il rifugio Larici (1650 m) pensando di salire al massimo alla vicina cima Larici (2033 m).
Al parcheggio ci sono 2 bei signori veneti che si accingono alla loro passeggiata, il loro saluto cordiale e caloroso ci mette di buon umore; e poi la giornata si annuncia serena, ma soprattutto sgombra da nuvolaglie.
Col sentiero 825 arrivare a cima Larici è una barzelletta troppo facile.

a ovest il Caré Alto comincia a fare capolino


20 novembre 2012

laghetto del pisorno o d'arzon

Mercoledì 14, ovvero il giorno in cui ho creduto che ci sarebbero spuntate le branchie per la definitiva trasformazione da esseri  - ehm - umani a anfibi.
Dopo 5 anni torniamo dalle parti della val Lozen, precisamente al lago di Calaita (1600m ca); col sentiero 347 ci incamminiamo verso cima d'Arzon (2300 m ca).
Terreno totalmente fradicio da inizio a fine passeggiata, vuoi per la pioggia non assorbita, vuoi per le nevi in via di scioglimento: un acquitrino completo, nel quale ci siamo impantanati a più riprese, e che alla fine abbiamo subito tutto con rassegnazione. Acqua di sotto, di sopra, e tutto intorno.
Per la maggior parte della salita siamo stati avvolti dalle nebbie e abbiamo così ammirato una fantasiosa beata mazza; qui un brevissimo sprazzo di sereno:



19 novembre 2012

toccata e fuga al lago d'ezze

Reduci da una settimanella di passeggiate in montagna più o meno lunghe, che oltre a sinistri scricchiolii al fondoschiena e alle giunture ci ha regalato anche bei panorami e belle persone lungo il cammino. Buona occasione per il rodaggio dei nuovi scarponcini invernali, i Lowa Renegade, che si sono rivelati davvero ottimi per morbidezza, impermeabilità, comodità, insomma, quasi quasi ne accatto un altro paio e li tengo di riserva.
Comunque, visti i recenti mal di schiena, abbiamo cominciato di martedì 13 (numero sfigato?) con una passeggiata breve e semplice, interrotta bruscamente da un piovasco che ci ha costretti ad una umiliante ritirata.
Partiti a piedi da poco sotto la malga sette selle, sopra l'abitato di Torcegno in Valsugana, l'intenzione era di toccare il lago d'Ezze, scendere verso la malga d'Ezze, risalire la forcella Mendana e da lì proseguire per affacciarsi dal monte Ciste. Belle intenzioni frustrate dal maltempo.


verso il Sasso Rotto con il sentiero 312



9 novembre 2012

lo scarabocchio della salute

Non è il salutismo che mi ha fatto arrivare alla mia veneranda età in buona - ehm - salute, senza aver mai sperimentato l'influenza, l'eroina, o un ricovero ospedaliero . E' il ribrezzo degli aghi, delle iniezioni, dei prelievi venosi.
Quindi faccio di tutto (leggasi mania per l'igiene spinta alla paranoia),  pur di non correre neanche il minimo rischio di essere sforacchiata per mia colpa.
Naturalmente mi son trovata un medico di famiglia che, per carità, è bravissimo e scrupoloso, ma un tantinello apprensivo: le poche volte che riesce ad acciuffarmi mi appioppa spesso un mini check-up, ossia un papiro di analisi e controlli da fare che, poi, mi terranno lontana dal suo studio per almeno 3 anni - il tempo minimo necessario affinché io superi il trauma da siringa. Perché quando succede lo so, lo svenimento è lì che mi aspetta.


5 novembre 2012

Knuttental (valle dei dossi) - Klammlsee (lago di gola) - Klammljoch (passo di gola) )

In una bigia mattina, contro ogni previsione meteo, siamo andati a sbirciare dalle parti della Valle Aurina, in Alto Adige. Tanto per cambiare.
Dopo Brunico cerchiamo le indicazione per la valle di Riva, percorsa la quale raggiungiamo l'abitato di Riva di Tures/Rein in Taufers, a quasi 1600m di altitudine.
Sinistri cartelli della segnaletica avvisano che "non si sparge sale"; per la serie, o vi attrezzate voi o vi storpiate a vostra discrezione, vedete un po'.
C'è niente che suggerisca calore e ospitalità, è freddo, il cielo a tratti è plumbeo, le strade quasi ghiacciate.
Parcheggiato in localita Pichlerhof scegliamo di percorrere il sentiero n.9, quello che attraversa la Knuttental/valle dei Dossi e porta sino al Klammljoch/passo di Gola, a 2290m ca.
Si va con i ramponcini, perché il ghiaccio la fa da padrone sino a mezzogiorno.