30 ottobre 2012

a piè leggero

Passata l'estate con scarpe da trekking leggere e morbide risulta fisiologicamente impossibile rientrare nei vecchi scarponi invernali: sembra che durante il periodo di inutilizzo si siano ulteriormente induriti, regalandomi lividi sopra le caviglie, gonfiori, arrossamenti, vesciche, indolenzimenti lungo tutta la gamba, peste corna e cavallette.
Dopo l'ultimo strazio che mi han inflitto avrei proprio voluto abbandonarli in autostrada. Detto questo, ecco cosa ho trovato in giro per le mie onorevoli estremità:










aggiudicate

26 ottobre 2012

sulle cime della marzola

Giretto proprio dietro casa, forse l'ultimo a piede semilibero. Partiti dal parcheggio Castelet a quota 860m - lungo la strada che dal passo del Cimirlo porta al rifugio Maranza - col sentiero 413 che porta allo Stoi del Chegul, poi col 411 per la cima nord della Marzola. Il bosco è variopinto al punto giusto, proprio come me l'aspettavo.

a pochi minuti dallo Stoi del Chegul, 1330m ca

















So che esiste una formazione rocciosa chiamata L'Omenet, e che non ho ancora visto in tutti questi anni a zonzo per monti. Insomma, ce l'ho davvero a pochi km dalle mie finestre, è la volta buona di andare a controllare.

sarà mica quella sagoma che si intravede già dal Doss dei Corvi?







in fondo Fravort e Gronlait; oh, li ho sempre in mezzo agli occhi ultimamente


Lungo il sentiero 411 prendiamo una deviazione (411A) che porta ripida all'Omenet.



Un ultrasessantenne ci tallona e ci raggiunge proprio in tempo per illustrarci la creatura; ci ha scambiati per turisti e vuol dar prova di cordialità.

l'Omenet...

Arrivati alla cima nord, sguardo verso la valle dei Mòcheni:





l'immancabile croce (1738m)



dalla sella della Marzola verso la cima sud



versante Valsugana, il lago di Caldonazzo



tavolozza per pittori







cima sud, 1736m



sguardo verso la cima nord appena lasciata



il lago di Levico



verso nord e la valle dell'Adige, ancora colori




Col sentiero 412 per il Maranza e poi col 426 che passa sopra la Malga Nova si fa un bel giretto che offre il massimo proprio in autunno, a parer mio.

Non so come classificare questa cosa: generalmente per escursione intendo un percorso di almeno 1000m di dislivello che mi porti ben oltre i 2000m di quota. Quindi passeggiata?
Vabbé, vada per passeggiata.

25 ottobre 2012

prove d'inverno

Volevamo salire sulla Kassianspitze - 2580m ca. (cima san Cassiano ) nelle alpi sarentine. Da Latzfons (frazione di Velturno), fino al parcheggio Kasereck, 1950m. Poi si sale, moderatamente, lungo una sterrata che poi diventa traccia, ma sempre ben visibile o intuibile.









i prati detti Jocherer Wiesen, coperti da sottile strato di neve











la nostra ipotetica meta, la cima a sx



rifugio S. Croce di Lazfons e l'omonima cappella, 2310m


Ma non avevamo fatto i conti col ghiaccio, e nemmeno con la neve. Con le mie scarpine estive da trekking, basse e leggere, oggi non si va da nessuna parte. E' già tempo di infilare i ramponcini nello zaino, almeno per quanto riguarda l'Alto Adige: non si sa mai.









Intanto arriva un esercito di tirolesi con una vera e propria troupe televisiva al seguito; forse al santuario c'era in programma qualche evento e mi sa che l'abbiamo scampata bella.

Vediamo cosa c'è di bello in val Passiria, verso il passo Rombo.

ovunque chiazze di colore a vendere







Ero attirata inspiegabilmente da questa visuale, poi guardando bene la cartina ho capito il perché: lassù, da qualche parte, c'è un grande lago, il großer Timmler Schwarzsee (lago nero del Tumulo), che ovviamente è entrato subito nella lunga lista dei luoghi da vedere la prossima estate. O quelle seguenti.









salendo al passo Rombo sguardo verso la Seeber Tal (valle del lago)



verso la Seeber Alm faccio il pieno di colori e posso dirmi soddisfatta