16 settembre 2012

Grünbachsee (lago rio verde) - Putzenhöhe (cima pozzo)

Poco dopo l'abitato di Terento (val Pusteria), all'altezza della frazione Corti, cerchiamo l'indicazione per la Moarhofalm. Breve tratto di stradina asfaltata, poi si parcheggia a 1580m ca.
Il sentiero per la Moarhofalm, che ci porterà poi al Grünbachsee e alla Putzenhöhe, è il numero 65, noto anche come Murmeltierweg (sentiero delle marmotte).
Di marmotte, dato il freddo becco alimentato anche da vento gelido, non ne vedremo nemmeno una. Solo un flebile fischio verso mezzogiorno, l'ora più calda. Mica fesse.



Salendo al parcheggio ci imbattiamo in questa cappelletta a bordo strada: un buchino, ma carino e accogliente.










san Giorgio vs drago?


san Martino?

Parcheggiata l'auto si inizia a salire per una bella stradella assolutamente comoda e non ripida. In breve arriviamo e superiamo la Moarhofalm (1830m ca)



Finita la stradella continuiamo a salire per un sentiero ben segnato.






Prime tracce di neve; sui pascoli in quota c'è già un accenno di colori autunnali.




lago rio verde (Grünbachsee) 2258m ca


salendo alla Putzenhöhe ancora uno sguardo sul Grünbachsee


in cima alla Putzenhöhe, 2438m ca


il Grünbachsee, visto da quassù, mi ricorda l'occhio di un rettile


anche se la cima ha un'altezza forse modesta offre una gran bella vista


bella coppia di corni


in lontananza la Eidechsspitze, 2740m ca, visitata qualche settimanella fa


le cime della val Selva dei Molini


vista sulla valle di Selva di Molini


tante le montagne di cui non conosco i nomi e nemmeno un viandante a cui chiedere info


dalla cima vedo altri 2 piccoli laghetti




A fine passeggiata faccio una pausa su un prato presso un maso, dove vengo immediatamente assalita da un piccolo, prepotente maniaco voglioso di coccole e carezze; mi arpiona con gli artiglietti e non si stacca più dalla mia panza. Mai incontrato un micillo più affettuoso e socievole di questo...



...abbiamo avuto una breve ma intensa relazione...



...e alla fine sarà durissima per entrambi lasciarsi...non so se frignava più lui o io.


In piena sindrome di Stoccolma ho subito cercato il modo di imboscarlo in auto, ma il maritozzo, che ben mi conosce e sa che prima o poi si ritroverà le 4 mura domestiche infestate di gatti, è stato molto attento che io non lo infilassi di nascosto dentro lo zaino o sotto la maglietta, per portarmelo a casa.
Dopo aver minacciato il divorzio mi convinco, in uno slancio di forzoso altruismo, che per il gattazzo è molto meglio continuare a vivere nel maso, libero e bello, in mezzo ai prati e con ampi spazi a disposizione, che in un angusto appartamentino di una cittadella rumorosa e inquinata. Sissì, vabbé...

2 commenti:

  1. Avresti potuto fare a cambio con il micio, tu al maso e lui in città... ;) complimenti per l'escursione, quest'anno è un pò fuori zona ma la segno per la prossima settimana in AA.

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    1. Ullallà, son già passati 5 anni da questa facile escursione, bella anche con la neve, con o senza gattazzi petulanti :)
      Buon giro.

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